{"id":28,"date":"2001-06-06T00:00:00","date_gmt":"2001-06-05T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"28","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/28\/","title":{"rendered":"Sappiamo che lo spazio-tempo \u00e8 una variet\u00e0 differenziabile globalmente omeomorfa ad R^4, ma chi ci assicura che questa definizione (che inevitabilmente caratterizza alcune importanti propriet\u00e0 di V4) sia vera anche a livello sub-atomico o su grande scala?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Intanto non<br \/>\n        e` detto che lo spaziotempo sia globalmente omeomorfo a R^4. Si possono<br \/>\n        avere topologie ben piu&#8217; complicate. Per esempio si possono costruire<br \/>\n        soluzioni delle equazioni di Einstein che asintoticamente diventano lo<br \/>\n        spazio di anti-deSitter e che hanno topologie molto complesse ed inusuali,<br \/>\n        si parla per esempio di &#8220;buchi neri topologici&#8221;. Tali soluzioni non possono<br \/>\n        del tutto escludersi a meno di non avere la certezza di un valore positivo<br \/>\n        della costante cosmologica: infatti tali soluzioni con topologia globale<br \/>\n        inusuale si possono avere in presenza di costante cosmologica negativa<br \/>\n        arbitrariamente piccola. Tutto l&#8217;universo potrebbe essere all&#8217;interno<br \/>\n        di uno di tali buchi neri topologici. La vera assunzione generale riguardo<br \/>\n        alla struttura dello spaziotempo e&#8217; solo locale: in regioni &#8220;macroscopicamente<br \/>\n        piccole&#8221; lo spaziotempo e` ben descritto assumendo che sia omeomorfo (e<br \/>\n        diffeomorfo) a R^4. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Quello che<br \/>\n        accade a piccolissime scale e&#8217; invece molto dubbio. Nel momento in cui<br \/>\n        si introduce la costante di Planck si puo&#8217; costruire, usando la costante<br \/>\n        gravitazionale e la velocita&#8217; della luce, la cosiddetta lunghezza di Planck<br \/>\n        pari a 1.62 10^{-33} cm equivalente al tempo di Planck pari a 5.39 10^{-44}<br \/>\n        s. Su scale cosi&#8217; piccole lo spaziotempo potrebbe avere una struttura<br \/>\n        molto diversa da quella di una varieta&#8217; topologica e differenziabile.<br \/>\n        Qualcosa di interessante deve accadere a quelle scale se si considera<br \/>\n        per esempio che un elettrone dovrebbe avere raggio nullo per quanto ne<br \/>\n        sappiamo dalle osservazioni, e comunque ben al di sotto del suo raggio<br \/>\n        di Schwarzschild. L&#8217;elettrone allora dovrebbe immediatamente dare luogo<br \/>\n        ad un buco nero se valesse la relativita&#8217; generale anche nell&#8217;infinitamente<br \/>\n        piccolo senza alcuna correzione. In realta&#8217; l&#8217;elettrone non e&#8217; un buco<br \/>\n        nero come e&#8217; ovvio dal fatto che esistiamo. Questo puo&#8217; essere euristicamente<br \/>\n        spiegato in vari modi (anche dicendo semplicemente che e&#8217; il raggio Compton<br \/>\n        dell`elettrone che conta che e&#8217; al di sopra del raggio di Schwarzschild),<br \/>\n        ma lascia intuire che nel piccolissimo (scale quantistiche) la teoria<br \/>\n        della Relativita&#8217; vada integrata con la teoria quantistica in qualche<br \/>\n        modo producendo una struttura dello spaziotempo ben diversa da quella<br \/>\n        macroscopica. Tali idee sono state considerate anche nel tentativo di<br \/>\n        costruire una teoria quantistica della gravitazione dopo il fallimento<br \/>\n        degli approcci ordinari basati sulla teoria quantistica dei campi standard<br \/>\n        (la brutale seconda quantizzazione delle equazioni della relativita&#8217; generale<br \/>\n        linearizzate produce una teoria non rinormalizzabile) e quelli basati<br \/>\n        sulla formulazione hamiltoniana (la quantizzazione delle equazioni di<br \/>\n        Einstein [in assenza di materia] nel formalismo di Hamilton produce un<br \/>\n        sistema quantistico in cui non esiste l`evoluzione temporale). Un altro<br \/>\n        problema che necessita l&#8217;investigazione della struttura dello spaziotempo<br \/>\n        alle scale di Planck e&#8217; quello di dare una interpretazione statistica<br \/>\n        dell&#8217;entropia dei buchi neri prevista da Hawking negli anni &#8217;70. Tra le<br \/>\n        varie teorie proposte, la teoria delle (super)stringhe e&#8217; tornata da qualche<br \/>\n        anno di moda (malgrado non abbia dato alcuna previsione verificabile sperimentalmente).<br \/>\n        Tale teoria, prima della quantizzazione rimane comunque una teoria geometrica<br \/>\n        assume a che lo spaziotempo sia una varieta&#8217; con dimensioni in piu&#8217; delle<br \/>\n        4 ordinarie, ma che esse siano compattificate su scale molto piccole (intorno<br \/>\n        alla lunchezza di Planck).<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Idee piu&#8217;<br \/>\n        radicali basate sugli approcci delle cosiddette Geometrie non commutative,<br \/>\n        assumono invece che la struttura geometrica di spaziotempo cessi di esistere<br \/>\n        a quelle scale per essere rimpiazzata da una struttura ben piu&#8217; complessa<br \/>\n        simile alla struttura algebrica degli operatori in meccanica quantistica.<br \/>\n        Approcci ancora piu` radicali, come la &#8220;Loop representation&#8221;, cercano<br \/>\n        di costruire la struttura metrica dello spaziotempo in termini di autovalori<br \/>\n        di opportuni operatori che rappresentano, nel senso della meccanica quantistica,<br \/>\n        delle osservabili geometriche quali l&#8217;area. In ogni caso, per il momento<br \/>\n        tutto queste sono pure speculazioni in quanto sembra che nessuna delle<br \/>\n        varie teorie proposte implichi fenomeni fisici osservabili con la tecnologia<br \/>\n        disponibile, per cui non e&#8217; possibile, per ora, vagliare queste teorie<br \/>\n        con l&#8217;esperienza fisica. <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":243,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-28","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-relativita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/243"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}