{"id":2730,"date":"2006-11-12T00:00:00","date_gmt":"2006-11-11T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2730","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2730\/","title":{"rendered":"Come fa la cassa di risonanza di una chitarra ad andare in risonanza con le frequenze di tutte le note? Non dovrebbe &#8220;rispondere&#8221; solo ad una precisa frequenza? Grazie."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Una frequenza di risonanza di un oggetto \u00e8 un valore di frequenza di un&#8217;oscillazione\u00a0che sollecita l&#8217;oggetto ad una risposta molto intensa, al punto che pu\u00f2 anche esserci una rottura improvvisa se la sollecitazione esterna \u00e8 abbastanza forte.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Quello che accade \u00e8 che in corrispondenza di una frequenza di risonanza i diversi costuituenti microscopici del sistema reagiscono all&#8217;unisono, rafforzando ciascuno\u00a0il moto dell&#8217;altro e creando quindi una reazione macroscopica. Quando invece la sollecitazione ha una frequenza lontana da una frequenza di risonanza la reazione dei costituenti microscopici \u00e8 disordinata rispetto alla sollecitazione e quindi non si presenta questo effetto di amplificazione interna.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Spesso si sente parlare di frequenza di risonanza al singolare senza ulteriori specificazioni e questo pu\u00f2 fare pensare che tale frequenza sia unica per ogni sistema fisico. In realt\u00e0, in base alla struttra interna di ogni sistema, possono esserci\u00a0diversi valori di\u00a0frequenza per cui il sistema risponde intensamente, in qualche caso questi valori sono molti, in alcuni infiniti. Quanti siano i modi di risonanza di un sistema dipende da diverse caratteristiche, in dipendenza del meccanismo risonante.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Una cassa armonica \u00e8 fondamentalmente una &#8220;scatola&#8221; quindi costituita da pareti, con propriet\u00e0 pi\u00f9 o meno elastiche, con un contenuto d&#8217;aria. In una scatola cubica, la forma delle pareti seleziona alcune note, quelle con lunghezza d&#8217;onda che sia un sottomultiplo del lato della scatola, mentre le altre vengono rapidamente smorzate, fenomeno che porta alla formazione di fastidiose onde stazionarie nelle stanze di forma eccessivamente regolare. Rendendo irregolare la forma della cassa (e tutti gli strumenti a cassa armonica hanno una forma non regolare) si spezza il meccanismo di stazionariet\u00e0 e aumenta inoltre il numero di note risonanti, perch\u00e8 ogni nota mette in risonanza una porzione diversa della cassa (grazie alle diverse lunghezze presenti nella cassa). Tuttavia la non stazionariet\u00e0 della nota ne limita la durata all&#8217;interno della cassa, per cui la nota risuona per un periodo limitato di tempo (condizione necessaria per poter eseguire una melodia). La qualit\u00e0 del legno delle pareti e la cura nel loro montaggio e disposizione determinano le propriet\u00e0 elastiche delle pareti per cui influenzano sia la qualit\u00e0 del suono (la sua durata e la sua purezza, cio\u00e8 la non presenza di frequenze spurie insieme a quelle che si vogliono suonare) e l&#8217;intensit\u00e0 della risposta\u00a0alle diverse note che si possono suonare, cio\u00e8 il ftto che le diverse note non vengono emesse con differenze apprezzabili di volume.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Quanto appena detto non esaurische la spiegazione sul funzionamento delle casse armoniche degli strumenti musicali, che \u00e8 un argomento molto complesso e ancora oggetto di indagini sia teoriche che sperimentali.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"4\">Si ringraziano Federico Angelini e Salvatore Ganci per la proficua discussione che ha portato questa risposta.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":208,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[],"class_list":["post-2730","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-come-funziona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2730"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2730\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}