{"id":2727,"date":"2006-11-01T00:00:00","date_gmt":"2006-10-31T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2727","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2727\/","title":{"rendered":"Ricordo di aver letto che un segnale luminoso \u00e8 un&#8217;onda elettromagnetica. Allora, come mai quello che attraversa le fibre ottiche non \u00e8 soggetto a interferenze dovute ai segnali elettrici, mentre questi ultimi possono subire interferenze reciproche?\r\nGrazie."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">In effetti ogni segnale luminoso \u00e8 in realt\u00e0 un\u2019onda<br \/>\nelettromagnetica cos\u00ec come sono onde elettromagnetiche, ad esempio, quelle<br \/>\nemesse o captate da antenne radio-telefoniche, per reti informatiche senza fili<br \/>\ne gli impulsi luminosi in fibra ottica.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">L\u2019identificazione della luce come onda elettromagnetica, oggi<br \/>\ncos\u00ec scontata, \u00e8 stata una delle pi\u00f9 grandi scoperte della fisica del XIX<br \/>\nsecolo ed \u00e8 grazie ai contributi scientifici di studiosi quali Maxwell (1831-1879)<br \/>\ned Hertz (1857-1894) che si \u00e8 finalmente compreso lo stretto legame esistente tra<br \/>\nl\u2019elettromagnetismo e la luce.<br \/><o:p _moz-userdefined=\"\"><br \/>Per rispondere alla domanda del lettore, occorre fare cenno ad un concetto molto importante della teoria dei segnali.<\/o:p><br \/>Ogni segnale di utilit\u00e0 pratica pu\u00f2 essere<br \/>\nscomposto (con ipotesi largamente verificate nella realt\u00e0 quotidiana) nelle sue<br \/>\n<i style=\"\">componenti frequenziali<\/i> cio\u00e8 pu\u00f2<br \/>\nessere considerato come la sovrapposizione di pi\u00f9 segnali puramente sinusoidali<br \/>\ncon opportune frequenze, ampiezze e sfasamenti.<br \/>Se il segnale originario era periodico, le sue componenti<br \/>\nfrequenziali (chiamate <span style=\"font-style: italic;\">armoniche<\/span>) hanno frequenze ben distinte l\u2019una dalle<br \/>\naltre e si parla di <span style=\"font-style: italic;\">scomposizione in serie di Fourier<\/span>; nel caso opposto di segnali aperiodici, le componenti frequenziali<br \/>\noccupano una gamma continua di frequenze dando luogo ad una <span style=\"font-style: italic;\">trasformazione di Fourier<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">In Fig. 1 \u00e8 presentato un generico segnale periodico (per chiarezza si mostra solo il primo periodo) scomponibile in serie di Fourier;<br \/>\nla Fig. 2 evidenzia i primi nove termini della scomposizione: si osservino le frequenze crescenti delle armoniche e le differenti ampiezze.<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/signal.jpg(1).jpg\"\/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 1. Segnale<br \/>\ngenerico di periodo T=1&#215;10<sup>-3<\/sup> sec.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/armoniche(1).jpg\"\/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 2. Scomposizione<br \/>\n(9 armoniche) del segnale di Fig. 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">Per una descrizione pi\u00f9 approfondita della trasformazione di<br \/>\nFourier si rimanda a testi di teoria dei segnali, ad esempio [1]; qui basti ricordare che il segnale elettrico,<br \/>\noriginariamente descritto come una funzione della variabile tempo, pu\u00f2 essere<br \/>\nrappresentato <i style=\"\">in frequenza<\/i>, cio\u00e8 pu\u00f2<br \/>\nessere rappresentato come un\u2019insieme di sinusoidi con ampiezza variabile all\u2019interno<br \/>\ndi una banda di frequenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"MsoNormal\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/spettro(2).jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"MsoNormal\">\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 3. Spettro<br \/>\ngenerico di un segnale aperiodico.<br \/><o:p _moz-userdefined=\"\">\u00a0<\/o:p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">Il grafico puramente qualitativo di Fig. 3, chiamato <span style=\"font-style: italic;\">spettro di ampiezza del<br \/>\nsegnale<\/span>, rappresenta la trasformazione di Fourier di un segnale aperiodico. Lo spettro si interpreta considerando che il segnale in esame pu\u00f2 essere \u201cimmaginato\u201d<br \/>\ncome la sovrapposizione di componenti sinusoidali con frequenza compresa tra gli estremi f1 ed f2. Ad ogni frequenza corrisponde una data ampiezza per cui, ad<br \/>\nesempio, la sinusoide alla frequenza f3 ha ampiezza A3, mentre la componete a frequenza f4 ha ampiezza nulla (cio\u00e8 \u00e8 assente dallo spettro del segnale).<br \/>\nL\u2019occupazione del segnale nel dominio della frequenza si chiama <span style=\"font-style: italic;\">banda<\/span> del<br \/>\nsegnale e, per l\u2019esempio di figura, essa vale B=f2-f1 perch\u00e9 tutte le altre<br \/>\ncomponenti frequenziali hanno ampiezza nulla, cio\u00e8 non ricorrono nella<br \/>\nscomposizione (o trasformazione di Fourier).<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/banda.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 4.<br \/>\nRappresentazione grafica di banda del segnale.<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">Segnali elettrici di natura differente possono essere<br \/>\ntrasformati singolarmente per poi essere rappresentati sullo stesso diagramma<br \/>\nfrequenziale. Nel dominio del tempo il segnale somma che si origina<br \/>\ndalla sovrapposizione dei segnali di partenza A e B pu\u00f2 assumere un aspetto confuso<br \/>\ne dall\u2019andamento temporale non sempre \u00e8 possibile, o agevole, riconoscere ed<br \/>\nelaborare i due segnali originari.<span style=\"\">\u00a0 <\/span><\/p>\n<div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">Effettuando la trasformazione di Fourier dei singoli segnali<br \/>\ned analizzando lo spettro complessivo del segnale somma S=A+B, si possono<br \/>\nidentificare facilmente i due contributi A e B. Infatti le bande dei segnali<br \/>\noriginari sono distinte e non si sovrappongono: in questo caso si dice che i<br \/>\nsegnali A e B non interferiscono tra loro perch\u00e9 occupano <span style=\"font-style: italic;\">bande differenti<\/span> (Fig. 5).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/spettroAB.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 5. Spettri dei<br \/>\nsegnali A e B non interferenti<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">Il segnale somma S=A+B potrebbe allora essere trasmesso su un<br \/>\ncanale di comunicazione e, al ricevitore, sarebbe possibile discernere tra i due<br \/>\ncontributi semplicemente permettendo il passaggio al alcune componenti<br \/>\nfrequenziali ed impedendolo ad altre, Fig. 6. L\u2019operazione cos\u00ec compiuta si dice<br \/>\n<span style=\"font-style: italic;\">filtraggio<\/span> e consente il recupero selettivo del segnale di interesse tra i<br \/>\nmolti (nell\u2019esempio solo due) a disposizione. Un\u2019operazione di filtraggio molto<br \/>\ncomune \u00e8, ad esempio, nella sintonia di un\u2019emittente radio o nella scelta di un<br \/>\ncanale televisivo: agendo sulla sintonia del ricevitore radio o sul telecomando<br \/>\ntv selezioniamo (o filtriamo) un solo canale tra i molti captati dall\u2019antenna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/filtraggio_AB.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 6. Filtraggio<br \/>\ndel segnale B: l\u2019ombreggiatura rappresenta<br \/>la gamma di frequenze rimosse dal filtraggio.\u00a0\u00a0 <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">Nel caso opposto in cui i segnali originari A e B, una volta<br \/>\ntrasformati, siano scomposti in componenti frequenziali sovrapposte, lo spettro<br \/>\nrisultante non mostra pi\u00f9 una netta separazione dei due contributi. Si parla<br \/>\nallora di <span style=\"font-style: italic;\">interferenza<\/span> tra i segnali A e B.<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"MsoNormal\"><o:p _moz-userdefined=\"\">\u00a0<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/interfeAB.jpg\"\/><\/o:p><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 7. Interferenza<br \/>\ntra i segnali A e B: gli spettri di A e B contengono<br \/>componenti<br \/>\nfrequenziali comuni e si sovrappongono. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">In questo caso, l\u2019operazione di filtraggio non basta per<br \/>\nrecuperare uno dei due segnali e ogni tentativo simile darebbe luogo ad un<br \/>\nsegnale risultante diverso dall\u2019originale desiderato: in Fig. 8, per consentire il passaggio del canale B, \u00e8 inevitabile permettere il passaggio anche a parte dello spettro di A.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/filtraggio_interfeAB.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\">Fig. 8. In caso di<br \/>\ninterferenza, il filtraggio del canale B non elimina tutte le componenti\u00a0 <br \/>frequenziali del<br \/>\nsegnale A: anche a seguito di filtraggio di ha interferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\"><o:p _moz-userdefined=\"\">\u00a0<\/o:p>Ancora una volta<br \/>\nsperimentiamo quotidianamente questa situazione nei casi in cui un\u2019emittente<br \/>\nradio viene captata con il classico fastidioso fruscio oppure si osservano<br \/>\ncanali televisivi con immagini di canali differenti in sottofondo, Fig. 9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/interferenzatv.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"MsoNormal\">Fig. 9. Esempio di interferenza co-canale nel segnale televisivo: all&#8217;immagine\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <br \/>principale si sovrappone un&#8217;immagine di sfondo che genera disturbo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\">Nel caso proposto dal lettore, i segnali luminosi<br \/>\nall\u2019interno della fibra ottica danno luogo a spettri di ampiezza centrati su<br \/>\nfrequenze molto elevate (centinaia di THz, 1e12 Hz); i segnali elettrici su<br \/>\ncavo, che pure sono onde elettromagnetiche, o le onde radio stesse, hanno<br \/>\nspettri di frequenza variabili dalle decine di Hz (es. tensione della rete<br \/>\nelettrica domestica) ai GHz (1e9 Hz). Pertanto, pur essendo onde<br \/>\nelettromagnetiche, i comuni segnali elettrici o radio ed i segnali luminosi<br \/>\noccupano bande ben distinte tra loro e non c\u2019\u00e8 nessun pericolo di interferenza.\n<\/p>\n<div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">Per creare interferenza su segnali luminosi in fibra ottica<br \/>\noccorre un secondo segnale luminoso sulla stessa banda; per limitare fenomeni<br \/>\ndi interferenza co-canale che possono sorgere durante la trasmissione ad<br \/>\nelevate potenze, le reti in fibra ottica sono progettate con opportuna cautela<br \/>\ned attentamente dimensionate.<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\"><o:p _moz-userdefined=\"\">\u00a0<\/o:p><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">NOTE:<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">sulle onde elettromagnetiche vedi risposta precedente: <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6580\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6580<\/a><o:p _moz-userdefined=\"\">\u00a0<\/o:p><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">Per un esempio interattivo della scomposizione di serie di<br \/>\nFourier (applet Java in inglese ma molto intuitiva):<br \/><a href=\"http:\/\/www.falstad.com\/fourier\/\">http:\/\/www.falstad.com\/fourier\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\">Per approfondimenti sulla teoria dei segnali:<br \/>[1] A.B.Carlson, &#8220;Communication Systems&#8221;, McGraw Hill<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\"><br type=\"_moz\"\/><o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\"><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"MsoNormal\"><o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/p>\n<p><br type=\"_moz\"\/><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":300,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-2727","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettronica-e-segnali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2727","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/300"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2727"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2727\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}