{"id":2662,"date":"2006-09-05T00:00:00","date_gmt":"2006-09-04T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2662","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2662\/","title":{"rendered":"Vorrei gentilmente avere una spiegazione il pi\u00f9 possibile intuitiva seppur rigorosa sulla teoria della misura e sulla misurabilit\u00e0o no di un insieme e di una funzione. Con tale teoria si riesce forse a spiegare il fatto per cui un segmento ha una lunghezza pur essendo costituito da punti i quali singolarmente hanno misura nulla non avendo dimensione?"},"content":{"rendered":"<p>La teoria della misura nasce per la necessit\u00e0 del calcolo degli integrali multipli attraverso un metodo pi\u00f9 furbo e funzionale dell&#8217;integrazione di Riemann, che \u00e8 l&#8217;integrazione di Lebesgue.<br \/>Detto in parole povere per il calcolo dell&#8217;integrale di Lebesgue si affetta la regione di piano sottesa dal grafico di una funzione (di una variabile) per orizzontali e non per verticali; ci\u00f2 rende molto pi\u00f9 flessibile la definizione specie per le funzioni che non sono continue. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 lo svantaggio che tale metodo richiede di saper misurare insiemi a priori arbitrari nel dominio della funzione. Se quindi siamo in dimensione maggiore di 1 la cosa si fa molto pi\u00f9 delicata, in quanto bisogna trovare una &#8220;funzione&#8221; che misuri gli insiemi, ovvero che restituisca la lunghezza se un insieme \u00e8 una curva, la sua area se l&#8217;insieme \u00e8 una superficie, il volume se l&#8217;insieme ha un&#8217;estensione tridimensionale, ecc&#8230;<br \/>Tale funzione \u00e8 la <span style=\"font-weight: bold;\">misura di Hausdorff<\/span>, che viene detta anche <span style=\"font-weight: bold;\">misura di Lebesgue<\/span> nel caso particolare in cui la dimensione dello spazio coincide con la dimensione della misura che viene calcolata. Ad esempio in <span style=\"font-weight: bold;\">R<\/span><sup>3<\/sup> un\u00a0 insieme pu\u00f2 avere misura di Hausdorff di dimensione 1 finita non nulla, e quindi si tratta di una &#8220;curva&#8221;; oppure pu\u00f2 avere misura di Hausdorff di dimensione 2 finita non nulla, e allora sar\u00e0 una &#8220;superficie&#8221;. Infine potrebbe avere misura su Hausdorff di dimensione 3 finita non nulla, che coincide quindi con la sua misura di Lebesgue.<\/p>\n<p>In base a tutto ci\u00f2 si definisce anche la dimensione di Hausdorff, che \u00e8 appunto 1 per le curve, 2 per le superfici, ecc&#8230; Un segmento viene ad avere dimensione di Hausdorff 1, ha una lunghezza finita, pur essendo in un certo senso trascurabile, se immerso in uno spazio di dimensione pi\u00f9 elevata.<\/p>\n<p>Con la teoria della misura di Hausdorff si trattano in modo relativamente facile integrali di linea, di superficie, di volume, doppi, ecc&#8230;: occoorrono almeno due requisiti: la misurabilit\u00e0 del dominio (quasi sempre soddisfatta, costruire un insieme non misurabile \u00e8 molto difficile, e l&#8217;insieme stesso \u00e8 molto strano) e la misurabilit\u00e0 delle funzioni: una funzione reale \u00e8 misurabile quando i suoi sottolivelli lo sono, ovvero gli insiemi f<sup>-1<\/sup>(c,+&#8734;) sono misurabili. Si vede subito l&#8217;importanza di ci\u00f2 per il calcolo integrale: tali sottolivelli sono le controimmagini di un affettamento della regione sottesa dal grafico, per cui per integrare secondo Lebesgue tali insiemi debbono essere misurabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[],"class_list":["post-2662","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-matematica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2662"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2662\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}