{"id":2638,"date":"2006-06-07T00:00:00","date_gmt":"2006-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2638","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2638\/","title":{"rendered":"La Nuova Zelanda si trova in una zona ad alto rischio sismico?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">La Nuova Zelanda \u00e8 un arcipelago dell&#8217;Oceano Pacifico, situato a circa 2.000 Km a Sud-Est dell&#8217;Australia, formato da due grandi isole (North Island, South Island) divise dallo stretto di Cook, e da molte altre isole minori (Stewart, Chatham, Kermadec, ThreeKings, Auckland, Campbell, isole degli Antipodi, Bounty, Snares, Solander ). \u00c8 ubicata\u00a0 tra i 34\u00b015&#8242; e 47\u00b030&#8242; di latitudine sud e tra i 166\u00b030&#8242; e 178\u00b030&#8242; di Longitudine Est e si estende per 1.500 km in direzione SO-NE.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table width=\"\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/10687NuovaZelanda\/01CartinaGen.jpg\" alt=\"\"\/>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 1. La posizione geografica della Nuova Zelanda, segnata in color verde scuro.<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;emersione ed il conseguente delineamento strutturale della Nuova Zelanda si \u00e8 verificata in tempi relativamente recenti, in conseguenza del sollevamento di una zolla crostale nell&#8217;ambito dell&#8217;attivit\u00e0 tettonica che durante il Cenozoico ha investito l&#8217;arco melanesiano. Il processo di sollevamento si \u00e8 sviluppato in diverse fasi, l&#8217;ultima delle quali sembra essersi conclusa agli inizi del Pleistocene (Neozoico).<\/p>\n<p>Le varie sollecitazioni cui sono state sottoposte le formazioni rocciose in conseguenza del sollevamento hanno provocato numerose fratture ed effusione di magma; la stessa separazione tra le due isole principali si \u00e8 prodotta per frattura. <br \/>L&#8217;attivit\u00e0 vulcanica ha avuto notevole sviluppo nella North Island, attestata dalla presenza di imponenti coni vulcanici, mentre nella South Island si \u00e8 espressa l&#8217;erezione di due apparati che costituiscono le penisole di Otago e di Banks; molto pi\u00f9 intensa, per questa isola, \u00e8 stata l&#8217;azione orogenetica, culminata con il sollevamento della grande dorsale montuosa delle Alpi Neozelandesi.<font size=\"1\"><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/10687NuovaZelanda\/02StrettoCook.jpg\" style=\"width: 616px; height: 393px;\" alt=\"\"\/><\/div>\n<p><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 2. Lo stetto di Coock che separa la North Island dalla South Island.<\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table width=\"\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/10687NuovaZelanda\/03AustrSat.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 3. La zona geografica dell\u2019Australia vista dal satellite.<\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/td>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/10687NuovaZelanda\/04NZsatellite.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 4. La Nuova Zelanda vista dal satellite.<\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">In genere i sismi si verificano in quasi tutte le aree che presentano strutture tettonicamente attive; anche quelle pi\u00f9 stabili risentono spesso delle ripercussioni di sismi che avvengono nelle aree costiere o comunque in aree distanti anche Km dalle stesse. Dovendo comunque eseguire una semplificazione possiamo identificare le regioni maggiormente sismiche, quelle nelle quali il rischio del terremoto \u00e8 pi\u00f9 alto e distinguerle geograficamente in due gruppi: <\/p>\n<ul>\n<li> il bordo dell\u2019Oceano Pacifico (il cosiddetto \u201canello di fuoco\u201d perch\u00e9 in quella zona si realizza anche un\u2019intensissima attivit\u00e0 vulcanica) che comprende da un lato Cile, Per\u00f9, Equador, Columbia, America Centrale, Messico, California e Alaska e dall\u2019altro Russia, Giappone, Filippine, Nuova Guinea e Nuova Zelanda dove si verifica l\u201980% dei terremoti.<\/li>\n<li> La fascia mediterranea (all\u2019interno della quale \u00e8 inserita anche la nostra penisola) che si protende in Asia fino a congiungersi con quella del Pacifico attraverso le Indie Orientali: qui si verifica il 15% dei terremoti. Il rimanente 5%, distribuito nel resto della Terra, \u00e8 concentrato soltanto in ristrette aree, con prevalenza sulle creste delle dorsali medio-oceaniche, mentre praticamente non si manifestano terremoti nel corpo dei continenti e nei fondi oceanici che sono considerate le zone pi\u00f9 stabili della Terra.<br \/><span style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"font-weight: bold;\"\/><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">La Nuova Zelanda \u00e8 quindi una zona ad altissimo rischio sismico. <\/span>Le motivazioni sono da ricercare nel fatto che le isole dell\u2019arcipelago sorgono su una platea profonda non oltre i 1.000 m che a ovest sprofonda verso il piano abissale del Mare di Tasman e a sud-est verso i fondali del settore oceanico delimitato dalla dorsale delle Macquarie e da quella pacifico-antartica. Immediatamente a est delle isole Kermadec si apre la profonda e lunga incisione occupata dalla fossa delle Kermadec e da quella delle Tonga, che precipitano a oltre 10.000 m.<span style=\"font-weight: bold;\"><br \/><br type=\"_moz\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" _moz_resizing=\"true\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/10687NuovaZelanda\/05NZGen.jpg\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 5. Zolle crostali, dorsali, fosse oceaniche, zone di subduzione e campi geotermici. Le frecce indicano la direzione del movimento delle zolle. <\/font><br \/><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">(1) Campi geotermici che producono elettricit\u00e0; <\/font><br \/><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">(2) dorsali interrotte dalle faglie trasformi (fratture trasversali); <\/font><br \/><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">(3) zone di subduzione, nelle quali la litosfera volge in basso verso l\u2019astenosfera, dove fonde a circa 700 Km di profondit\u00e0.<\/font><\/div>\n<p><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\"><br \/><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" _moz_resizing=\"true\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/10687NuovaZelanda\/06dorsali.jpg\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 6. La direzione dei Movimenti delle Zolle (o Placche) e la quantit\u00e0 degli spostamenti espressi in centimetri all\u2019anno.<\/font><\/div>\n<p>Osservando le figure 5 e 6, appare con evidenza che la Nuova Zelanda si trova proprio sopra la dorsale formata dai margini di due enormi zolle tettoniche: la zolla indo-australiana e la zolla del Pacifico (che va in subduzione alla zolla indo-australiana).<br \/>Da tutto ci\u00f2 \u00e8 facile comprendere il motivo per il quale tutto l\u2019arcipelago e dintorni \u00e8 una zona ricca di vulcani  attivi e soggetta a enormi sollecitazioni tettoniche che determinano l\u2019elevatissimo rischio sismico di tutta quell&#8217;area geografica.<\/p>\n<p><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":145,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-2638","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vulcanismo-e-terremoti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/145"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2638\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}