{"id":2628,"date":"2006-10-10T00:00:00","date_gmt":"2006-10-09T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2628","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2628\/","title":{"rendered":"Ho notato che molte scienze,come la biologia ad esempio,sono descrittive. Anche fra quelle &#8220;esatte&#8221; come la fisica comunque si trovano formule che descrivono ad esempio il comportamento di un corpo soggetto a un forza, ma non spiegano in cosa consista quella forza. Che differenza c&#8217;\u00e8 fra una descrizione anche formale, e una spiegazione?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"236\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/pseudoscienze\/galileo.gif\" width=\"247\"\/><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9, o noi vogliamo specolando tentar di penetrar l\u2019essenza vera ed intrinseca delle sustanze naturali; o noi vogliamo contentarci di venire in notizia d\u2019alcune loro affezioni. Il tentar l\u2019essenza, l\u2019ho per impresa non meno impossibile e per fatica non meno vana nelle prossime sustanze elementari che nelle remotissime e celesti&#8230; Ma se vorremmo fermarci nell\u2019apprensione di alcune affezioni, non mi par che sia da desperar di poter conseguirla anco ne i corpi lontanissimi da noi, non meno che nei prossimi. <br \/><\/em><br \/>[G. Galilei, \u201cTerza lettera a Marco Welser sulle macchie solari\u201d in <em>Opere<\/em>, Ediz. Naz. Barbera, Firenze 1929-1936, vol. V, p. 187] <\/p>\n<p>Questo brano di Galileo, nonostante sia stato scritto quasi 400 anni fa, \u00e8 ancora attuale e illustra bene quale sia lo scopo della scienza. La scienza non pretende di ricercare spiegazioni ultime della realt\u00e0 (<em>tentar di penetrar l\u2019essenza vera ed intrinseca delle sustanze naturali<\/em>) ma, pi\u00f9 umilmente, si accontenta di descriverne alcuni aspetti (<em>apprensione di alcune affezioni<\/em>). <br \/>Il grande successo della scienza \u00e8 dovuto proprio a questo atto di umilt\u00e0. La filosofia prima o metafisica aspirava a una spiegazione e comprensione totale della realt\u00e0, ma purtroppo non riusc\u00ec mai ad andare oltre le opinioni individuali dei singoli autori. La scienza, al contrario, con la sua umilt\u00e0 riesce a costruire un sistema di sapere che supera le opinioni individuali e produce affermazioni che possono essere condivise da chiunque, indipendentemente dalle proprie ideologie, credenze metafisiche, convinzioni politiche, ecc. <\/p>\n<p>Le descrizioni che la scienza fornisce si limitano necessariamente ai fatti osservabili e non pretendono minimamente di attribuire un \u201csenso\u201d a ci\u00f2 che si osserva e che viene descritto. Per questo motivo dalla scienza \u00e8 bandita ogni interpretazione teleologica o finalistica dei fenomeni. Viceversa le spiegazioni metafisiche pretendono anche di stabilire un \u201csenso\u201d per ci\u00f2 che si osserva. Tale tentativo di attribuzione di senso \u00e8 tipico, ad esempio, delle concezioni religiose della realt\u00e0. <\/p>\n<p>Semplificando al massimo, la scienza non cerca di rispondere a dei \u201cperch\u00e9?\u201d, ma semplicemente a dei \u201ccome?\u201d. Per comprendere meglio questa differenza \u00e8 utile comparare la fisica newtoniana con quella aristotelica. Nella fisica aristotelica, ad esempio, il moto dei corpi era interpretato come tendenza da parte di questi ultimi a raggiungere il loro \u201cluogo naturale\u201d. Il tal modo gli \u201celementi\u201d terra e l\u2019acqua (pesanti) tendono verso il basso, mentre l\u2019aria e il fuoco (leggeri) tendono verso l\u2019alto. La fisica newtoniana, al contrario, non si propone di spiegare \u201cperch\u00e9\u201d esiste la gravit\u00e0: prende semplicemente atto della sua esistenza e si limita a descrivere come un corpo si comporti per azione di essa. La fisica aristotelica forniva spiegazioni metafisiche (spesso in contrasto con i fatti), la fisica newtoniana bandisce invece ogni elemento metafisico. Questo \u00e8 in sostanza il significato del celebre motto newtoniano \u201c<em>Hypotheses non fingo<\/em>\u201d con il quale il fisico inglese esprimeva l\u2019impossibilit\u00e0, tipica della scienza, di andare al di l\u00e0 della descrizione dei fenomeni per ricercarne le cause ultime. <\/p>\n<p>Le descrizioni che la scienza fornisce, tuttavia, non hanno solamente una funzione descrittiva dei fenomeni osservati, ma consentono anche una capacit\u00e0 predittiva nei confronti di nuovi fenomeni (e quindi la possibilit\u00e0 da parte dell\u2019uomo di manipolare a proprio vantaggio la realt\u00e0, prevedendo gli effetti delle sue manipolazioni). Questa capacit\u00e0 \u00e8 una delle migliori conferme della validit\u00e0 delle descrizioni fornite dalla scienza. <\/p>\n<p>Nella sua descrizione della realt\u00e0 la scienza cerca, quanto pi\u00f9 possibile, di far uso di strumenti matematici. Questo consente di effettuare descrizioni quantitative che permettono previsioni molto pi\u00f9 accurate e precise. Purtroppo, a causa della complessit\u00e0 dei fenomeni trattati, non sempre la descrizione matematica \u00e8 possibile. Per questo motivo molte discipline, ad esempio la biologia citata dal lettore, si limitano prevalentemente a descrizioni qualitative (anche se in certi settori della biologia \u00e8 possibile procedere alla elaborazione di modelli matematici).. Ci\u00f2 nonostante anche queste descrizioni mantengono le loro capacit\u00e0 predittive. Pensiamo ad esempio agli straordinari risultati che la biologia molecolare ha consentito di ottenere negli ultimi anni. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-2628","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-filosofia-e-storia-della-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2628\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}