{"id":262,"date":"2005-03-15T00:00:00","date_gmt":"2005-03-14T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"262","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/262\/","title":{"rendered":"Quali possono essere le origini delle tsunami? \r\nChe caratteristiche hanno? Sono prevedibili? L&#8217;uomo potrebbe crearle artificialmente? Sono legate ad esse particolari leggende? In media quante se ne verificano annualmente?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Tsunami\/onda.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><font size=\"6\">Tsunami<\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p>Se l\u2019ipocentro di un terremoto si trova all\u2019altezza del fondo marino o appena sotto si verifica un maremoto. Talvolta questi fenomeni possono avere origine anche da esplosioni vulcaniche sottomarine. <br \/>L\u2019onda sismica colpisce l\u2019acqua causandone un movimento oscillatorio di lunga durata, che si pu\u00f2 propagare anche per 16.000 chilometri. Si formano cos\u00ec altissime onde, in grado di raggiungere i 40 metri, che viaggiano ad elevatissima velocit\u00e0, fino a 100 metri al secondo. Le gigantesche onde dei maremoti sono chiamate con l\u2019espressione giapponese <span style=\"font-style: italic; font-weight: bold;\">tsunami<\/span>, poich\u00e9 proprio in Giappone &#8211; una zona ad alta attivit\u00e0 sismica e vulcanica &#8211; i maremoti sono assai frequenti. Il termine si ormai \u00e8 diffuso in tutto il mondo.<br \/>I maremoti causati da terremoti sottomarini non sono facilmente prevedibili proprio perch\u00e8 non sono prevedibili a lunga scadenza tutti i terremoti.<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una tsunami pu\u00f2 essere generata anche da un meteorite di grosse dimensioni che cadesse sul piano d&#8217;acqua di un qualche mare o di un oceano.<br \/>L&#8217;uomo pu\u00f2 produrre artificialmente una tsumani solo in scala ridottissima oppure per mezzo di una potente esplosione nucleare.<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Tsunami\/okushiri.jpg\"\/><br \/><font size=\"1\">Lo tsunami del 12 luglio 1993 colpisce<br \/> l\u2019isola di Okushiri in Giappone.<\/font><\/p>\n<p>         <img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Tsunami\/indonesia.jpg\"\/> <br \/><font size=\"1\">Gli effetti del maremoto (o tsunami) del 1992 <br \/>sull&#8217;isola di Flores in Indonesia<\/font>   <\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Immaginate un\u2019onda alta 650 metri e larga 40 chilometri che viaggi alla velocit\u00e0 di 700 km\/h. Immaginate quest\u2019onda partire dalle isole Canarie, attraversare tutto l\u2019Oceano Atlantico, percorrere oltre cinquemila chilometri e giungere infine alla costa orientale degli Stati Uniti. Immaginate l\u2019onda ridotta ormai alla sempre rispettabile altezza di 50 metri scontrarsi con la costa e penetrare nell\u2019entroterra fino alla distanza di 20 chilometri dalla battigia, distruggendo ogni cosa che incontra sul suo cammino, in una zona compresa tra Miami e New York. Questo scenario da incubo non \u00e8 il soggetto di un film di fantascienza, ma la previsione di uno tsunami, il pi\u00f9 colossale della storia, che potrebbe verificarsi qualora una serie di condizioni, molte delle quali decisamente non improbabili, si verificassero.<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;allarme \u00e8 lanciato da un ricercatore britannico, il dottor Simon Day del Benfield Greig Hazard Research Center dell\u2019universit\u00e0 di Londra. Secondo Day un intero fianco della catena di crateri vulcanici della zona della Cumbre Vieija nell\u2019isola di la Palma, nelle Canarie, \u00e8 del tutto instabile e potrebbe precipitare nell\u2019oceano nel corso della prossima eruzione. La caduta di una tale massa rocciosa in acqua secondo i calcoli effettuati dallo Swiss Federal Institute of tecnology porterebbe alla formazione di uno tsunami delle dimensioni descritte sopra. L\u2019onda potrebbe abbattersi su un&#8217;area compresa tra l\u2019area caraibica a Sud e la citt\u00e0 di New York a nord. In mezzo a questa ampia fascia vi sono zone costiere densamente popolate. Due su tutte: l\u2019area di New York, per l\u2019appunto, e quella di Miami.<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold;\">SEMPLICE ALLARMISMO?<\/span> &#8211; Occorre precisare subito per\u00f2 che, perch\u00e9 l\u2019evento catastrofico si avveri si devono verificare una <span style=\"font-weight: bold;\">serie di condizioni concomitanti<\/span>. In primo luogo l\u2019intero fianco della zona vulcanica del Cumbre Vieja, soggetta da lungo tempo ad un\u2019intensa attivit\u00e0 eruttiva, deve collassare nello stesso momento. In secondo luogo non \u00e8 affatto certo che per far precipitare in mare il vulcano sia sufficiente una sola eruzione. Potrebbero servirne 10 o 20. Inoltre non \u00e8 detto che l\u2019evento eruttivo porti a far sprofondare l\u2019intero fianco della montagna come se si trattasse di un unico blocco di roccia. Al contrario il Cumbre Vieja potrebbe sgretolarsi in tanti piccoli pezzi. Infine c\u2019\u00e8 il fattore tempo. Lo sgretolamento del vulcano avverr\u00e0 fra alcuni mesi o fra centinaia d\u2019anni? Tuttavia per il dottor Day l\u2019ipotesi dello sprofondamento simultaneo in tempi brevi \u00e8 assolutamente la pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table width=\"600\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\"><span style=\"font-weight: bold;\">EVENTI GI<\/span>\u00c0<span style=\"font-weight: bold;\"> VERIFICATI<\/span><br \/>\n&#8211; Anche se poco conosciuti al grande pubblico gli tsunami sono fenomeni<br \/>\nrelativamente frequenti, soprattutto nell\u2019Oceano Pacifico. <br \/>E anche se<br \/>\nrappresenterebbe un record, uno tsunami la cui onda iniziale fosse alta<br \/>\ncirca 650 metri \u00e8 un evento non inverosimile. L\u2019onda pi\u00f9 grande di<br \/>\ntsunami mai verificatasi fino ad ora \u00e8 quella scatenatasi nella Letuya<br \/>\nBay in Alaska, nella notte del 7 luglio 1958, a causa del crollo in mare di un pezzo di montagna. La<br \/>\ncatastrofe provoc\u00f2 un\u2019onda alta 500 metri. <\/font><\/td>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Tsunami\/lituyabay-03.JPG\" alt=\"\"\/><font size=\"1\">Letuya<br \/>\nBay in Alaska<\/font> <\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 473px; height: 262px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Tsunami\/alaska_tsunami.jpg\"\/><br \/><font size=\"1\">Mappa che riporta gli tsunami pi\u00f9 recenti avvenuti sulle coste dell&#8217;Alaska.<\/p>\n<p><\/font><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Anche la possibilit\u00e0 che lo tsunami percorra elevate distanze \u00e8 una fatto ormai accertato. Il terremoto in Cile del 1960, uno dei pi\u00f9 forti mai registrati, scaten\u00f2 un gigantesco tsunami che colp\u00ec dopo aver percorso circa 17.000 chilometri le coste del Giappone, provocando oltre 200 morti. Un numero quest\u2019ultimo che non rappresenta certamente un primato. Basti pensare che la gigantesca onda che colp\u00ec nel luglio del 1998 la costa dell\u2019isola di Papua in Nuova Guinea provoc\u00f2 oltre 2000 morti. <\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00c8 impossibile prevedere gli effetti di un eventuale tsunami che colpisca le coste Usa. Molto dipende dal punto in cui verrebbe a schiantarsi la gigantesca onda. \u00c8 per questo che saperlo con qualche ora di anticipo diventa determinante per potersi allontanare dalle zone costiere per tempo. Come spiega il professor Bill McGuire del Benfield Greig Hazard Research Center: \u00abSe io fossi un cittadino di Miami o New York, e venissi a sapere che il Cumbre Vieja ha eruttato, terrei d\u2019occhio molto di frequente le ultime notizie\u00bb.<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" style=\"width: 611px; height: 288px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Tsunami\/mediterraneo.gif\"\/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p><font size=\"1\">Mappa storica delle tsunami nel Mediterraneo. La dimensione dei cerchi \u00e8 proporzionale alla magnitidine dell&#8217;evento<\/font>. <font size=\"1\">La prelininare mappa delle tsunami nella regione mediterranea copre il priodo che ca da 1500 al 1990 e contiene 297 eventi. Comunque, in questa mappa non sono presentati tutti gli eventi perch\u00e8 91 di essi mancano delle rispettive coordinate.<\/font><\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9: <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/speciali\/maremoto.shtml\">http:\/\/www.corriere.it\/speciali\/maremoto.shtml<\/a><br \/>                                            <a href=\"http:\/\/www.liceoartistico.net\/giornalino\/marsili.htm\">  http:\/\/www.liceoartistico.net\/giornalino\/marsili.htm<\/a><\/p>\n<p>Un interessante video di circa 20 minuti (in lingua ispanica): <a href=\"http:\/\/poseidon.uprm.edu\/public\/Tsunami-en-PR-El-Peligro-Olvidado-VCD.wmv\">http:\/\/poseidon.uprm.edu\/public\/Tsunami-en-PR-El-Peligro-Olvidado-VCD.wmv<\/a><\/p>\n<p>                                    Inoltre <span style=\"font-weight: bold;\">esiste ampia letteratura sulle pagine Internet: basta collegarsi e fare una ricerca con il termine <span style=\"font-weight: bold;\">tsunami.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-262","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vulcanismo-e-terremoti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}