{"id":2612,"date":"2006-06-19T00:00:00","date_gmt":"2006-06-18T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2026-07-01T10:19:45","modified_gmt":"2026-07-01T08:19:45","slug":"2612","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2612\/","title":{"rendered":"Salve,\r\ndesideravo sapere se \u00e8 mai stato dimostrato,veramente e\r\nsenza posiibilit\u00e0 di smentit\u00e0,\r\nche la terra giri intorno al sole.\r\nPerch\u00e8 un mio amico molto religioso\r\nafferma il contrario, in quanto\r\n\u00e8 scritto nella bibbia.\r\n\r\nGrazie.\r\nCordialmente!\r\n\r\nFabio Clementi"},"content":{"rendered":"<p>NECESSARIA PREMESSA: dato che ogni moto \u00e8 relativo bisogna scegliere il sistema di riferimento. In meccanica celeste esso \u00e8 il sistema &#8220;delle stelle fisse&#8221;. Oggi in realt\u00e0 non si usano pi\u00f9 le stelle, ma quasar lontanissimi, ma il succo non cambia. Il nostro sistema di riferimento sono oggetti talmente lontani (miliardi di anni luce) che sono ad ogni scopo pratico immobili nello spazio e nel tempo (almeno per i tempi che andremo qui a considerare).<\/p>\n<p>Fatta questa premessa, vi sono diverse prove che sia la Terra a orbitare attorno al Sole e non viceversa. Qui ne consideriamo tre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/astronomia\/Parallasse.jpg\" alt=\"Parallasse\" width=\"302\" height=\"600\" align=\"left\" \/>La pi\u00f9 &#8220;forte&#8221; ed intuitiva \u00e8 senza dubbio il fatto che le stelle pi\u00f9 vicine mostrino parallasse. Vale a dire che, osservate due volte a sei mesi di distanza, paiono spostarsi leggermente sullo sfondo delle stelle pi\u00f9 lontane (vedi figura). Se le si osserva per un anno, addirittura, si osserva che le stelle pi\u00f9 vicine descrivono in cielo una minutissima ellisse, proiezione in cielo dell\u2019orbita che percorre la Terra attorno al Sole.<\/p>\n<p>L\u2019angolo di parallasse (&#8220;p&#8221; in figura) \u00e8 per\u00f2 piccolissimo, meno di 1&#8243; per tutte le stelle, anche per le pi\u00f9 vicine. Un angolo di 1&#8243; (un secondo d\u2019arco) \u00e8 quello sotteso da una moneta (25 mm di diametro) osservata da oltre 5 Km! Non c\u2019\u00e8 da stupirsi, quindi, che Galileo non sia riuscito ad evidenziarlo col suo primitivo cannocchiale. Di fatto, la mancata osservazione della parallasse fu portata come prova <em>contro <\/em>il fatto che la Terra ruotasse attorno al Sole. Ma era solo una manchevolezza strumentale. Dalla prima misura di parallasse (61 Cygni da parte di Bessel, 1838) sono state centinaia le stelle per cui la si \u00e8 misurata. Oggi, grazie alle osservazioni del satellite Hipparcos, si \u00e8 giunti a precisioni <em>migliori di un millesimo<\/em> di secondo d\u2019arco. La missione Gaia, poi, ha migliorato immensamente queste misure, sia come precisione (arrivando per le stelle pi\u00f9 brillanti ad una inconcepibile precisione di 10-20 <em>microasrosecondi<\/em>) che per numero di stelle misurate (svariati miliardi!!). Per dare un&#8217;idea, 20 microarcosecondi \u00e8 il diametro della moneta da un euro&#8230; vista dalla Luna!<\/p>\n<p>La seconda prova \u00e8 l\u2019aberrazione della luce. Se la Terra orbita attorno al Sole (e si pu\u00f2 calcolare che lo fa a circa 30 Km\/sec) allora la posizione apparente delle stelle in cielo deve cambiare leggermente in base al fatto se la Terra &#8220;va incontro&#8221; alla luce che viene dalla stella o &#8220;le sfugge&#8221; (cosa che avviene a sei mesi di distanza). Un po\u2019 come la direzione da cui viene la pioggia, che pare cambiare se corriamo avanti o indietro (la pioggia arriva inclinata &#8220;dal davanti&#8221; o &#8220;da dietro&#8221;). In questo esempio la luce della stella \u00e8 la pioggia, e la velocit\u00e0 orbitale della Terra \u00e8 il &#8220;correre&#8221;. Utilizzando un telescopio rigidamente fissato alla Terra (e puntato allo zenit per annullarne eventuali flessioni) si pu\u00f2 osservare questo fenomeno, scoperto da James Bradley nel 1725. L\u2019entit\u00e0 dell\u2019aberrazione, circa 40&#8243;, la rende un fenomeno abbastanza facile da verificare, anche con uno strumento di modesta qualit\u00e0, per gli standard odierni. Basta cementarlo a Terra e osservare con metodo per alcuni mesi. Esistono altri tipi di aberrazione della luce (per esempio quella diurna, dovuta alla rotazione della Terra) ma sono di entit\u00e0 molto modesta. Quando si parla di &#8220;aberrazione della luce&#8221; si intende sempre quella annuale, cio\u00e8 quella prima descritta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/astronomia\/Aberration3.jpg\" alt=\"Aberrazione\" align=\"left\" \/>Sia aberrazione che parallasse (quest\u2019ultima, ricordiamo, molto difficile da osservare senza una strumentazione adeguata) si mostrano variabili con la latitudine eclittica dell\u2019astro considerato. Ricordiamo che l\u2019eclittica \u00e8 la proiezione in cielo dell\u2019orbita della Terra, o se si preferisce il percorso apparente del Sole nel corso di un anno. Entrambe producono un effetto massimo presso i poli eclittici (si veda la figura, relativa all\u2019aberrazione) e minimo (il moto si riduce ad un segmento) lungo l\u2019eclittica.<\/p>\n<p>Infine (terza prova), una misura precisa di lunghezza d\u2019onda di una sorgente lontana vicina all\u2019eclittica mostrer\u00e0 chiaramente una differenza di 30 km\/sec nei due sensi, quando fatta a sei mesi di distanza. Alla luce delle attuali conoscenze non \u00e8 possibile interpretare queste oscillazioni se non col moto della Terra attorno al Sole. Se volete essere puntigliosi tutti i pianeti (e pure il Sole) orbitano attorno al <em>centro di massa del sistema solare<\/em>, ma il Sole \u00e8 talmente pi\u00f9 massiccio di tutti i pianeti che il centro di massa del sistema \u00e8 di norma <em>dentro<\/em> la nostra stella, o comunque a meno di un diametro solare fuori oltre la fotosfera (se i pianeti massicci sono tutti dalla stessa parte).<\/p>\n<p>Di fatto questa correzione di lunghezza d&#8217;onda (correzione Doppler)\u00a0 \u00e8 routine nelle osservazione radioastronomiche.<\/p>\n<p>Ricordo infine che Papa Giovanni Paolo II, nel 1979, chiese la revisione del processo a Galileo, revisione che si concluse nel 1992, <strong>col riconoscimento pubblico, da parte della Chiesa cattolica, della verit\u00e0 e validit\u00e0 scientifica delle teorie del grande pisano, in particolare l\u2019eliocentrismo<\/strong>.<\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: x-large\">Addendum alla risposta, aggiunto in data 13-06-2006.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Un lettore si dichiara insoddisfatto di questa risposta, in quanto (correttamente) ricorda che il moto \u00e8 sempre relativo (ovvero va sempre riferito ad un sistema di riferimento). Le parole\u00a0esatte del commento alla mia risposta\u00a0sono:<\/p>\n<p>[questa obiezione giunse prime della correzione del primo paragrafo]<\/p>\n<p><em><strong>Gentile redazione, ritengo che la risposta sia errata per il fatto che, non esistendo un movimento assoluto, non si pu\u00f2 affatto dire che la terra giri intorno al sole o viceversa; il movimento dipende unicamente dal punto di vista. Non essendo per\u00f2 un fisico, mi piacerebbe conoscere se la mia osservazione \u00e8 corretta. Grazie<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L&#8217;obiezione \u00e8 pertinente. In effetti nella mia risposta non si fa cenno al sistema di riferimento, che in meccanica celeste \u00e8 normalmente quello &#8220;delle stelle fisse&#8221;. O per\u00a0essere pignoli, il sistema ICRS, basato su radiosorgenti lontanissime, ma il succo non cambia.<\/p>\n<p>Accettando come sistema di riferimento quello delle stelle fisse, mi pare che la parallasse stellare\u00a0sia una prova schiacciante del fatto che la\u00a0Terra &#8220;si muova&#8221;,\u00a0\u00a0e precisamente\u00a0descriva un&#8217;orbita <em>chiusa<\/em> (e periodica), perch\u00e9 chiuso e periodico ci appare il moto delle stelle vicine. Ora, tale periodicit\u00e0 \u00e8 un anno, lo stesso tempo che occorre al Sole per tornare nello stesso punto in cielo. Non saprei come altro interpretare questi fatti se non affermando che la Terra gira intorno al Sole e che il Sole \u00e8 praticamente fermo (su brevi periodi di tempo come un anno) rispetto alle altre stelle.<\/p>\n<p>Se la Terra fosse ferma al centro del sistema solare, le stelle non mostrerebbero parallasse. Dato che la mostrano, e chiunque dotato di\u00a0strumenti adatti\u00a0pu\u00f2\u00a0verificarlo, \u00a0la Terra si muove nel sistema di riferimento delle stelle fisse.<\/p>\n<p>Comunque\u00a0il nostro lettore ha <em>perfettamente ragione<\/em> quando afferma che non esiste un moto assoluto. Di fatto, noi calcoliamo le effemeridi per osservatori <em>sulla Terra<\/em>, come se la Terra fosse il centro del sistema solare, e diciamo &#8220;il giorno tal dei tali il Sole passa dal Toro ai Gemelli&#8221;. Nessuno si sogna di specificare ogni volta &#8220;il moto orbitale del nostro pianeta fa s\u00ec che il Sole si proietti prima nella costellazione del Toro e poi in quella dei Gemelli&#8221;.<\/p>\n<p>Di fatto noi consideriamo la Terra ferma quando diciamo che Marte raggiunge la minima distanza da noi\u00a0il giorno X.<\/p>\n<p>Tuttavia, prego di osservare con attenzione le figure che seguono: La prima \u00e8 la traccia del moto dei pianeti interni del sistema Solare, considerando il Sole fermo (un anno di moto per Mercurio, Venere e Terra, due anni per Marte). I pianeti non sono ovviamente in scala.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/astronomia\/Solecentro.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>I pianeti, in questo sistema di riferimento, percorrono traiettorie chiuse, e governate da poche leggi elementari.<\/p>\n<p>Ma\u00a0ecco <strong>lo stesso identico moto<\/strong> tenendo come riferimento la Terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/astronomia\/TerraCentro.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Si noti come l&#8217;orbita del Sole attorno alla Terra sia l&#8217;unica chiusa, mentre i pianeti seguono complesse traiettorie &#8220;a rosetta&#8221; <strong>che non sono nemmeno chiuse!<\/strong><\/p>\n<p>In pratica, la scelta del Sole come punto di riferimento per il moto dei pianeti nel sistema solare diviene una scelta &#8220;naturale&#8221; guidata da criteri di semplicit\u00e0 (rasoio di Occam). Anche le leggi relativistiche hanno scritture molto pi\u00f9 semplici accettando il fatto che il Sole sia il &#8220;dominatore gravitazionale&#8221; del nostro sistema solare. E&#8217; quantomeno improbabile che i pianeti seguano orbite pazzesche per compiacere la Terra quando ammettendo l&#8217;eliocentrismo (<strong>supportato, non dimentichiamolo, da verifiche sperimentali eseguibili in laboratorio circa la forza di gravit\u00e0<\/strong>) tutto va posto da s\u00e9. Se poi, per divertimento intellettuale, si vogliono riscrivere tutte le leggi di meccanica celeste (e relativistiche) facendo stare la Terra ferma, nessun problema. In questo caso restano per\u00f2 le tre prove citate all&#8217;inizio di questa risposta che sono <em>incompatibili con quest&#8217;ultimo assunto, <\/em>a meno di non ipotizzare una &#8220;divinit\u00e0 burlona&#8221; che si diverte a cambiare le leggi fisiche dal laboratorio al mondo reale. In questo caso, per\u00f2, non siamo pi\u00f9 in campo scientifico, ma metafisico. E come diceva il buon Newton, <strong>&#8220;fisica, guardati dalla metafisica&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":200,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-2612","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meccanica-celeste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/200"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2612"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2612\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}