{"id":2598,"date":"2006-06-29T00:00:00","date_gmt":"2006-06-28T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2598","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2598\/","title":{"rendered":"Salve, vorrei sapere una cosa: come pu\u00f2 un buco nero emettere radiazioni? Se esso genera un campo gravitazionale infinito le radiazioni dovrebbero impiegare un tempo infinito per giungere a noi, oppure bisogna ricorrere alla meccanica quantistica? Mi potete per piacere dare una spiegazione non troppo difficile (ho solo 15 anni)?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;Prima di tutto bisogna dare una definizione di <em><strong>&#8220;Buco Nero&#8221;<\/strong><\/em>. In Relativit&agrave; Generale un Buco Nero &egrave; una regione dello Spazio-Tempo dalla quale nessuna particella materiale o nessun raggio di luce pu&ograve; sfuggire. Per <em>&#8216;sfuggire&#8217;<\/em> si intende che la particella (o il fotone) pu&ograve; essere inviato indefinitamente lontano, ovvero &#8220;all&#8217;infinito&#8221;. Si pu&ograve; dare una definizione estremamente rigorosa, ma non servirebbe ad aiutare l&#8217;intuizione. <br \/>\nPerch&eacute; si abbia una tale regione di spazio, &egrave; necessario che in un certo punto (all&#8217;interno di questa regione) il campo gravitazionale sia infinito (si abbia, cio&egrave;, una <em><strong>singolarit&agrave;<\/strong><\/em>). Non &egrave; necessario che la gravit&agrave; sia infinita in tutta la regione. Intuitivamente l&#8217;attrazione gravitazionale &egrave; abbastanza forte (ma comunque finita se misurata in un punto diverso dalla singolarit&agrave;) da impedire alla materia e alla luce di sfuggire. La superficie di questa regione, viene detta <em><strong>orizzonte degli eventi<\/strong><\/em>. Dalla definizione si deduce anche che non &egrave; possibile comunicare dall&#8217;<em>interno<\/em> dell&#8217;orizzonte degli eventi.  <br \/>\nQuesta definizione sembrerebbe eliminare la possibilit&agrave; di &#8220;emissioni&#8221; di alcun tipo da parte di un Buco Nero. In realt&agrave; non &egrave; cos&igrave;. Negli anni &#8217;70, con una bellissima e fondamentale serie di articoli, Stephen Hawking dimostr&ograve; come fosse possibile per un Buco Nero emettere radiazioni. In pi&ugrave; Hawking fu capace di dimostrare che questa radiazione aveva una temperatura ben precisa, detta <em>temperatura di Hawking<\/em>, che era determinata dalla gravit&agrave; alla superficie del Buco Nero stesso. <br \/>\nLe dimostrazioni e i calcoli di Hawking erano basate sulla Teoria Quantistica dei Campi sullo Spazio-Tempo curvo di un Buco Nero, pertanto richiederebbero una buona dose di Matematica per essere seguite. Per&ograve; &egrave; possibile dare un ragionamento fisicamente intuitivo per capire cosa succede. <br \/>\nIn Meccanica Quantistica, &egrave; noto il fenomeno di <em>flutuazione del vuoto<\/em>: per descrivere il fatto che in una certa zona non ci sono fotoni, o elettroni, o alte particelle, si definisce uno <em>stato quantistico<\/em> che ha il nome estremamente opportuno di <em><strong>vuoto<\/strong><\/em> (o vuoto quantistico). Nonostante il suo nome, questo vuoto esibisce un fenomeno molto particolare, per capire il quale &egrave; necessario studiare la Meccanica Quantistica della Radiazione (e della materia). Non &egrave; possibile dare una descrizione accurata di questo fenomeno solo a parole, come gi&agrave; detto &egrave; necessaria la Meccanica Quantistica, per&ograve; se ne pu&ograve; dare una descrizione intuitiva, usando (anche se in maniera inappropriata) i cosiddetti <em><strong>Diagrammi di Feynman<\/strong><\/em>. Una fluttuazione del vuoto &egrave; un processo in cui si creano (dal vuoto) delle particelle <em>virtuali<\/em>: una particella virtuale (smentendo il suo nome) <strong>NON<\/strong> &egrave; una particella. Questo perch&eacute; una &#8220;particella virtuale&#8221; <strong>NON<\/strong> definisce uno stato di particella osservabile (cio&egrave; misurabile) con un qualsiasi rivelatore. &Egrave; in un certo senso solo una <em>creatura matematica<\/em>. Per esempio non deve necessariamente rispettare il principio di conservazione dell&#8217;energia. Per&ograve; essa interagisce con i potenziali esterni, o con altre particelle, e pu&ograve; anche creare coppie di particelle reali (cio&egrave; <em>vere<\/em> particelle osservabili). Uno dei processi che possiamo usare per aiutare l&#8217;intuizione &egrave; questo:<\/p>\n<div align=\"center\"><!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"489\" height=\"121\" border=\"0\" align=\"bottom\" alt=\"includegraphics[scale=0.5]{bubble}\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/gravita\/imgr10541i1.gif\" \/><\/div>\n<p>Il diagramma significa che ad un certo istante si creano una coppia di elettrone-positrone virtuali (le due linee continue) e un fotone virtuale (la linea tratteggiata), che poi si riannichilano (cio&egrave; si &quot;distruggono&quot; a vicenda) alla fine del processo. In presenza della curvatura gravitazionale, questo processo pu&ograve; modificarsi, e per esempio la coppia elettrone-positrone pu&ograve; &#8220;cadere&#8221; oltre l&#8217;orizzonte degli eventi. Quindi sarebbe il Buco Nero ad assorbire dal processo la coppia virtuale; per fare ci&ograve; deve per&ograve; cedere energia al fotone (e quindi perdere massa); allora il fotone diventa reale (perch&egrave; adesso pu&ograve; conservare l&#8217;energia) e pu&ograve; essere osservato.<\/p>\n<div align=\"center\"><!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"489\" height=\"353\" border=\"0\" align=\"bottom\" alt=\"includegraphics[scale=0.5]{bubbleandBH}\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/gravita\/imgr10541i2.gif\" \/><\/div>\n<p>Guardando questo processo da fuori, un osservatore vede prima il Buco Nero (la figura bianca in alto, l&#8217;orizzonte e&#8217; la linea nera) di una certa massa <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"21\" height=\"14\" border=\"0\" align=\"bottom\" alt=\"<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-content\/ql-cache\/quicklatex.com-27d6692c77760dc1111628e74a6d272f_l3.png\" class=\"ql-img-inline-formula quicklatex-auto-format\" alt=\"&#77;\" title=\"Rendered by QuickLaTeX.com\" height=\"12\" width=\"19\" style=\"vertical-align: 0px;\"\/>&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/gravita\/imgr10541i3.gif&#8221; \/>, poi rileva un fotone di energia <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"23\" height=\"15\" border=\"0\" align=\"bottom\" alt=\"<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-content\/ql-cache\/quicklatex.com-200ca612fcd0bbf104d608b8a7aa61a0_l3.png\" class=\"ql-img-inline-formula quicklatex-auto-format\" alt=\"&#104;&#115;&#108;&#97;&#115;&#104;&#111;&#109;&#101;&#103;&#97;\" title=\"Rendered by QuickLaTeX.com\" height=\"16\" width=\"103\" style=\"vertical-align: -4px;\"\/>&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/gravita\/imgr10541i4.gif&#8221; \/> e vede che il Buco Nero ha massa <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"35\" border=\"0\" align=\"middle\" alt=\"<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-content\/ql-cache\/quicklatex.com-0866adad586b489ccae0a81aab44da1f_l3.png\" class=\"ql-img-inline-formula quicklatex-auto-format\" alt=\"&#77;&#45;&#102;&#114;&#97;&#99;&#123;&#104;&#115;&#108;&#97;&#115;&#104;&#111;&#109;&#101;&#103;&#97;&#125;&#123;&#99;&#94;&#50;&#125;\" title=\"Rendered by QuickLaTeX.com\" height=\"19\" width=\"195\" style=\"vertical-align: -4px;\"\/>&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/fisica\/gravita\/imgr10541i5.gif&#8221; \/>: allora nell&#8217;intero processo l&#8217;energia &egrave; conservata, e un fotone &egrave; stato creato (dal vuoto) a causa dell&#8217;interazione gravitazionale del Buco Nero. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda la propagazione del fotone, cio&egrave; il suo viaggio fino ai nostri occhi (o rivelatori), si pu&ograve; fare il calcolo in Relativit&agrave; Generale, dimostrando che il fotone impiega il tempo che ci aspettiamo che impieghi, considerata la sua velocit&agrave;: per esempio, se al posto del Sole ci fosse un Buco Nero, un fotone emesso dal Buco Nero ci raggiungerebbe in circa 8 minuti, cos&igrave; come fanno i fotoni emessi dalla fotosfera della nostra benemerita stella. Quindi ci vuole un tempo finito. Per&ograve; il fotone emesso subirebbe il cosiddetto <em><strong>redshift<\/strong><\/em> (in italiano &#8220;arrossamento&#8221;). Ovvero la sua frequenza si abbasserebbe, di una quantit&agrave; esattamente calcolabile. Lo stesso effetto di <em>redshift<\/em> viene usato per misurare la distanza delle galassie lontane, o delle enormi Quasar che storicamente venivano osservate nella seconda met&agrave; del XX secolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":260,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-2598","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gravita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/260"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2598\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}