{"id":2597,"date":"2006-06-01T00:00:00","date_gmt":"2006-05-31T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2597","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2597\/","title":{"rendered":"Salve. Ho sentito di batteri che vivono anche metabolizzando minerali ferrosi anzi che ossigeno. Questi batteri possono formare colonie cosi grandi da creare oggetti?\r\nGrazie mille.\r\nMAX"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\" align=\"left\">L\u2019energia necessaria al metabolismo cellulare deriva dalla degradazione\u00a0dei carboidrati. Le cellule animali sono eterotrofe, non sono cio\u00e8 in grado di sintetizzare carboidrati partendo dalla CO<sub>2 <\/sub>dell\u2019aria, cosa che invece fanno le cellule autotrofe, vegetali e batteri, capaci di crescere anche in assenza di fonti di carbonio nei terreni di cultura.\u00a0<\/p>\n<p>I batteri\u00a0che contengo clorofilla\u00a0sintetizzano i carboidrati\u00a0durante la fotosintesi, grazie alla energia della luce mentre, nel caso dei batteri chemioautotrofi, la sintesi avviene grazie all\u2019energia rilasciata da una reazione chimica come, ad esempio, la ossidazione di acido solfidrico a solfato oppure dei composti ferrosi a composti ferrici. Queste\u00a0ossidazioni sono esergoniche, producono cio\u00e8 energia trasferendo l&#8217;energia contenuta nel legame inorganico al carboidrato.\u00a0 L\u2019agente ossidante, che riceve\u00a0gli\u00a0elettroni persi dal\u00a0Fe\u00a0<sup>2+<\/sup>\u00a0\u00e8 in genere l\u2019ossigeno, come nel caso del <em>Thiobacillus ferrooxidans<\/em>,\u00a0che \u00e8 un ferrobatterio aerobio.\u00a0\u00a02Fe<sup>2+ <\/sup>+ 1\/2O<sub>2<\/sub> + 2H\u00a0<sup>+<\/sup>\u00a0-&gt; 2Fe3<sup>+<\/sup> + H<sub>2<\/sub>O\u00a0 <br \/>Nei batteri anaerobi spesso l\u2019ossidazione del ferro avviene per contemporanea riduzione di nitrati ad azoto molecolare. <\/p>\n<p>La ossidazione del Fe<sup>2+<\/sup> fornisce\u00a0solo una quantit\u00e0 limitata di energia; per questa ragione, i ferrobatteri devono ossidare grandi quantit\u00e0 di ferro per poter crescere. In acqua lo ione ferrico\u00a02Fe<sup>3+ <\/sup>forma un composto altamente insolubile, l\u2019idrossido di ferro Fe(OH)<sub>3 <\/sub>che precipita. <\/p>\n<p>L&#8217;esistenza dei ferrobatteri fu scoperta nel 1944, quando si accert\u00f2 che sono sprovvisti di pigmento e sono visibili solamente a 2500 \u2013 10.000 ingrandimenti, al microscopio elettronico. La loro evoluzione li ha portati ad occupare anche le nicchie con condizioni ambientali\u00a0 pi\u00f9 severe. i Ferrobateri si possono trovare anche in ecosistemi sotterranei e nelle profondit\u00e0 del mare, dato che possono fare\u00a0a meno della luce e anche, per gli\u00a0anaerobi, dell&#8217;ossigeno.<\/p>\n<p>Il <em>Thiobacillus ferrooxidans<\/em>, il ferrobatterio pi\u00f9 conosciuto, \u00e8 in grado di crescere autotroficamente usando sia lo ione ferroso sia composti ridotti dello zolfo.\u00a0<\/p>\n<p>Un ferrobatterio largamente diffuso nelle argille delle grotte \u00e8 il <em>Perabacterium spaelaei<\/em>. Esso misura da 1 a 1,5 micron e spesso assume la forma di una bisaccia (da cui il nome &#8220;pera&#8221;). Questo batterio ottiene il suo carbonio dalla decomposizione del carbonato ferroso e la sua energia dall\u2019ossidazione dell\u2019ossido ferroso, ed inoltre fissa l\u2019azoto dell\u2019aria.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/biologia\/May2005\/creno.jpg\" align=\"middle\"\/><\/p>\n<p>Anche se non sono\u00a0 pericolosi per la salute, i ferrobatteri sono\u00a0notevolmente dannosi, perch\u00e9 intaccano\u00a0 le tubazioni. Inoltre i ferrobatteri formano dei biofilm (biofouling), che depositandosi\u00a0 all&#8217;interno delle tubazioni, ne riducono il lume. <br \/>La singola cellula ha forma filamentosa e a volte\u00a0\u00e8\u00a0rivestita da una guaina, che si collega con le guaine di altre cellule, formando cos\u00ec una colonia filamentosa. Probabilmente queste colonie, insieme alla\u00a0presenza di\u00a0idrossido ferrico, formano quegli &#8220;oggetti&#8221; di cui\u00a0 si parla\u00a0nella domanda.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/microscope.mbl.edu\/scripts\/microscope.php?func=browseAlpha&amp;letter=G&amp;taxa=Gallionella\">http:\/\/microscope.mbl.edu\/scripts\/microscope.php?func=browseAlpha&amp;letter=G&amp;taxa=Gallionella<\/a> <br \/><a href=\"http:\/\/www.pacifici-net.it\/Biologia\/Microbiologia\/..%5CMicrobiologia%5CDiversita%20metabolica.htm\">http:\/\/www.pacifici-net.it\/Biologia\/Microbiologia\/..%5CMicrobiologia%5CDiversita%20metabolica.htm<\/a> <a href=\"http:\/\/biology.kenyon.edu\/Microbial_Biorealm\/bacteria\/proteobacteria\/Gallionella\/Gallionella.htm\">http:\/\/biology.kenyon.edu\/Microbial_Biorealm\/bacteria\/proteobacteria\/Gallionella\/Gallionella.htm<\/a> <br \/><a href=\"http:\/\/biology.kenyon.edu\/Microbial_Biorealm\/bacteria\/proteobacteria\/Leptothrix\/Leptothrix.htm\">http:\/\/biology.kenyon.edu\/Microbial_Biorealm\/bacteria\/proteobacteria\/Leptothrix\/Leptothrix.htm<\/a> <br \/><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Iron_bacteria\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Iron_bacteria<\/a> <br \/><a href=\"http:\/\/www.lenntech.com\/italiano\/batteri-ferro.htm\">http:\/\/www.lenntech.com\/italiano\/batteri-ferro.htm<\/a> <br \/><a href=\"http:\/\/www.esemir.it\/images\/bcorr.htm\">http:\/\/www.esemir.it\/images\/bcorr.htm<\/a> <br \/><a href=\"http:\/\/www.geocities.com\/RainForest\/2038\/tese\/Thiobe.htm\">http:\/\/www.geocities.com\/RainForest\/2038\/tese\/Thiobe.htm<\/a> <\/p>\n<p\/>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":218,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[],"class_list":["post-2597","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-microbiologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2597","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/218"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2597"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2597\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}