{"id":2570,"date":"2006-04-20T00:00:00","date_gmt":"2006-04-19T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2570","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2570\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 un delta lavico?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\"><span style=\"font-family: Verdana;\">\u00c8 molto complesso spiegare l\u2019insieme dei fenomeni che avvengono quando del materiale vulcanico entra in contatto con l\u2019acqua marina. Anche perch\u00e9, a seconda delle caratteristiche chimico-fisiche del magma iniziale e delle modalit\u00e0 di fuoriuscita dello stesso, possono verificarsi differenti situazioni deposizionali dei litotipi che poi si generano a seguito del consolidamento delle lave.<\/span><br style=\"font-family: Verdana;\"\/><span style=\"font-family: Verdana;\">Si pensi ad esempio alle differenze che si manifestano quando avviene una eruzione vulcanica esplosiva (ad esempio con formazione di nubi ardenti) oppure una semplice manifestazione di fuoriuscita lavica che similmente ad un fiume scorre lungo le valli o comunque lungo percorsi in genere ben definiti.<br \/><br style=\"font-family: Verdana;\"\/><\/span><span style=\"font-family: Verdana;\">Nel primo caso, con le nubi ardenti (costituite da masse di materiale vulcanico incandescente reso fluido da gas molto caldi) si ha che man mano che le stesse si espandono dal punto in cui \u00e8 avvenuta l\u2019eruzione, si differenziano in genere due zone a densit\u00e0 differente che manifestano anche flussi diversi: laminari e turbolenti. Quando la nube raggiunge il mare, si ha che il materiale pi\u00f9 denso, con flusso laminare, penetra in acqua (spesso producendo anche una serie di esplosioni secondarie) mentre quello meno denso, con moto turbolento, tende a galleggiare in superficie sino a quando diventa sempre meno fluido, pi\u00f9 denso, ed affonda. Una situazione come quella descritta generer\u00e0 pertanto depositi differenti in spessore, giacitura e tessitura, che saranno dipendenti anche dalla ridistribuzione del materiale e dall\u2019area interessata dalla stessa.<br \/> <\/span><br style=\"font-family: Verdana;\"\/><span style=\"font-family: Verdana;\">Prendiamo invece in esame un\u2019eruzione lenta con delle lave che gradatamente giungono in mare. L\u2019effetto principale che si nota \u00e8 quello di una massa lavica subaerea che tende gradualmente a riversarsi in mare lungo un pendio inclinato. Il contatto tra la colata lavica e l\u2019acqua di mare tende a far cambiare radicalmente la facies della prima generando una cosiddetta \u201cbreccia a pillows\u201d ossia una lava cosiddetta a cuscino (dal termine inglese \u201cpillow lavas\u201d), molto viscosa, chiamata appunto cos\u00ec in quanto costituita da strutture sferoidali che ricordano per dimensioni e forma i cuscini o i sacchi di farina accumulati.  Negli interstizi tra i \u201ccuscini\u201d, la lava \u00e8 imperfettamente cristallizzata e contiene spesso resti di frammenti fossili di origine marina. Con il meccanismo suddetto \u00e8 possibile spiegare la formazione dei delta lavici secondo appunto la teoria sviluppata da SCHMINCKE et alii. La continua deposizione di lave a pillows, sulla superficie inclinata, genera infatti i cosiddetti \u201cforeset lavici\u201d dalla sovrapposizione dei quali si ha la formazione del delta. La sovrapposizione provoca infatti (fig. 1) il colmamento dell\u2019area prossimale alla zona di entrata in mare delle colate laviche; in questa zona le successive unit\u00e0 di flusso scorrono in un ambiente subaereo e morfologicamente regolarizzato fino a quando entrano in mare causando la ripetizione del processo. Si realizza in questo modo la progradazione del delta verso zone pi\u00f9 distali; un delta che ricorda quello originato proprio dai corsi d\u2019acqua con i relativi depositi fluviali.<\/span><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td> <img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/DeltaLavico\/01DeltaLavico.jpg\" alt=\"\"\/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"text-align: center; font-family: Verdana; font-weight: bold;\"><font size=\"1\">Fig. 1: Meccanismo deposizionale di un delta lavico (da SCHMINCKE et alii, 1997).<\/font><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center; font-family: Verdana; font-weight: bold;\"><font size=\"2\"><font size=\"1\">Il meccanismo \u00e8 tale da consentire l\u2019avanzamento della linea di costa e la formazione di nuove terre emerse.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/DeltaLavico\/02deltalavico2.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><\/font><\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: center; font-family: Verdana;\"><font size=\"2\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Fotografia n\u00b0 1: delta lavico nella costa sud-orientale del Vulcano Kilauea &#8211; Hawai &#8211; Photograph by C. Heliker on 12 Nov. 1992.<\/font><\/font><\/div>\n<p><font size=\"2\"><br style=\"font-family: Verdana;\"\/><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/DeltaLavico\/03SeaEntry.jpg\" alt=\"\"\/><br style=\"font-family: Verdana;\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"2\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold; font-family: Verdana;\">Fotografia n\u00b0 2: Piuma di vapore dal delta lavico del Vulcano Kilauea (Foto Tom Pfeiffer).<\/font><\/font><\/div>\n<p><font size=\"2\"><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana;\">Il delta lavico \u00e8 comunque in genere abbastanza instabile e il collasso gravitativo rappresenta spesso la naturale evoluzione quando la pendenza del corpo tende a divenire elevata. <\/span><br style=\"font-family: Verdana;\"\/><span style=\"font-family: Verdana;\">La sequenza dei disegni (<font size=\"1\">tratti da  <a href=\"http:\/\/hvo.wr.usgs.gov\/hazards\/oceanentry\/deltacollapse\/\">http:\/\/hvo.wr.usgs.gov\/hazards\/oceanentry\/deltacollapse\/<\/a><\/font>) evidenzia schematicamente il collasso gravitativo di un delta lavico.<\/p>\n<p><\/span><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/DeltaLavico\/04FormazDLav.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Fig.2: Formazione del delta lavico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/DeltaLavico\/05Progradazione.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>Fig.3: Progradazione del delta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/DeltaLavico\/06Instabile.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>Fig.4: Zone di instabilit\u00e0 e possibile taglio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/DeltaLavico\/07Collasso.jpg\" alt=\"\"\/><br \/>Fig.5: Collasso del delta lavico.<br style=\"font-family: Verdana;\"\/><\/span><\/font><\/font><\/div>\n<p><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":145,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-2570","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vulcanismo-e-terremoti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/145"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2570"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2570\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}