{"id":2512,"date":"2007-07-18T00:00:00","date_gmt":"2007-07-17T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2512","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2512\/","title":{"rendered":"Si sente parlare molto spesso della tecnica del fly-by che viene utilizzata per accelerare le sonde. Volevo alcune informazioni su questa tecnica (con qualche considerazioene matematica se potete&#8230; grazie). Alcune sonde vengono poi messe in orbita intorno a dei punti detti Lagrangiani, cosa sono in particolare? Grazie ancora."},"content":{"rendered":"<p>La tecnica del fly-by (o fionda gravitazionale, tanto che in inglese si parla di slingshot effect, appunto <span style=\"font-style: italic;\">effetto fionda<\/span> o di <span style=\"font-style: italic;\">gravity assist<\/span>) &egrave; un modo per &quot;risparmiare carburante&quot; utilizzando l&#8217;energia gravitazionale di un corpo in moto pe accelerare, semplicemente utilizzando principi base di meccanica celeste.<br \/>\nAd esempio la sonda <a href=\"http:\/\/saturn.jpl.nasa.gov\">Cassini<\/a>, che si trova attualmente in orbita attorno a Saturno, ha complessivamente risparmiato circa 75 tonnellate di carburante, utilizzando questo sistema piuttosto che la propulsione a motore.<\/p>\n<p>In questa precedente <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?numero=6387\">risposta<\/a> &egrave; gi&agrave; spiegato qualitativamente il comportamento dei corpi.<\/p>\n<p>Quantitativamente, i principi fisici che permettono il calcolo delle velocit&agrave; finali in uscita da un fly-by sono :<\/p>\n<ol>\n<li>conservazione della quantit&agrave; di moto<\/li>\n<li>conservazione dell&#8217;energia<\/li>\n<\/ol>\n<p>infatti il sistema a due corpi &egrave; (approssimativamente, durante la fase di interazione gravitazionale) chiuso e isolato, e non sottoposto a forze esterne. Si tratta a tutti gli effetti di un <span style=\"font-style: italic;\">urto elastico<\/span>. <br \/>\nCi&ograve; che occorre osservare &egrave; che, al contrario dell&#8217;urto come lo intendiamo solitamente, &egrave; sufficiente una interazione fra i corpi per parlare di urto (diffusione o <em>scattering<\/em>) in fisica.<\/p>\n<p>Se i due corpi non interagiscono (oppure la loro interazione &egrave; debole, o avviene per un periodo troppo breve) si trascurano gli effetti dell&#8217;urto ed &egrave; il solo caso in cui le loro velocit&agrave; restano inalterate.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/astronomia\/anim2.gif\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Indicando con le lettere minuscole il corpo orbitante e con quelle maiuscole il corpo attorno a cui avviene il fly-by, e indicando con un apice le grandezze finali, la formulazione dei principi di conservazione, nel caso in cui il corpo che ha bisogno del <em>gravity assist<\/em> si avvicini in direzione parallela al moto del corpo pi&ugrave; grande ma con verso della velocit&agrave; opposto e, dopo l&#8217;interazione gravitazionale, abbia una direzione di nuovo parallela ma con verso concorde al corpo pi&ugrave; grande (o viceversa, prima concorde e poi discorde, facendo attenzione ai segni della velocit&agrave;), &egrave;:<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><font size=\"3\">mv+MV=mv&#8217;+MV<\/font>&#8216; <\/span>per la quantit&agrave; di moto<br \/>\n<font size=\"3\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">mv<\/span><sup style=\"font-family: Times New Roman;\">2<\/sup><span style=\"font-family: Times New Roman;\">+MV<\/span><sup style=\"font-family: Times New Roman;\">2<\/sup><span style=\"font-family: Times New Roman;\">=mv&#8217;<\/span><sup style=\"font-family: Times New Roman;\">2<\/sup><span style=\"font-family: Times New Roman;\">+MV&#8217;<\/span><sup style=\"font-family: Times New Roman;\">2<\/sup><\/font> per l&#8217;energia cinetica<\/p>\n<p>combinando le equazioni si ottiene <\/p>\n<p><font size=\"3\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">v&#8217;=2M\/(M+m)V+(M-m)\/(M+m)v<\/span><\/font><\/p>\n<p>Poich&eacute; il corpo che va incontro al fly-by &egrave; tipicamente di massa molto minore (di diversi ordini di grandezza) rispetto al corpo <span style=\"font-style: italic;\">attorno a cui<\/span> avviene il flyby, quest&#8217;ultimo mantiene sostanzialmente invariato il suo moto (<span style=\"font-family: Times New Roman;\">V=V&#8217;<\/span>), inoltre sia <span style=\"font-family: Times New Roman;\">(M+m)<\/span> che <span style=\"font-family: Times New Roman;\">(M-m)<\/span> si possono confondere con <span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">M<\/span>, per cui <span style=\"font-family: Times New Roman;\">v&#8217;=2V+v<\/span>.<br \/>\n<\/span>Il risultato &egrave; lo stesso che si ottiene se un corpo di massa <font face=\"Times New Roman\">m<\/font> e velocit&agrave; <font face=\"Times New Roman\">v<\/font> urta unidirezionalmente un corpo di massa<font face=\"Times New Roman\"> M<\/font> e velocit&agrave; <font face=\"Times New Roman\">V<\/font>.<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial;\"><br \/>\nSe invece consideriamo il caso pi&ugrave; generale:<br \/>\n<\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"219\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/astronomia\/Sling1.jpg\" \/><\/p>\n<p>Se consideriamo il sistema di riferimento del corpo pi&ugrave; grande, la conservazione dell&#8217;energia ci dice che il corpo in orbita mantiene il modulo della sua velocit&agrave;; nel riferimento inerziale, il modulo della velocit&agrave; aumenta tanto pi&ugrave; quanto maggiormente la direzione del corpo si allinea a quella del pianeta attorno a cui avviene il fly-by.<\/p>\n<p>Con i simboli indicati in figura, le leggi della trigonometria dicono che<\/p>\n<p><font size=\"3\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">v<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">f<\/sub><sup style=\"font-family: Times New Roman;\">2<\/sup><span style=\"font-family: Times New Roman;\">=v<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">i<\/sub><sup style=\"font-family: Times New Roman;\">2<\/sup><span style=\"font-family: Times New Roman;\"> + 2V {V(1-cos&beta;) + v<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">i<\/sub><span style=\"font-family: Times New Roman;\"> [cos(&alpha;-&beta;)-cos &alpha;]}<br \/>\nv<sub>f<\/sub> cos &alpha;&#8217;=V(1- cos&beta;) + v<sub>i<\/sub> cos(&alpha;-&beta;)<br \/>\nv<sub>f<\/sub> sen &alpha;&#8217;=V sen&beta; + v<sub>i<\/sub> sen (&alpha;-&beta;)<br \/>\n<\/span><\/font><br \/>\nQuando <span style=\"font-family: Times New Roman;\">&beta;=0<\/span>, si ha <span style=\"font-family: Times New Roman;\">v<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">i<\/sub><span style=\"font-family: Times New Roman;\">=v<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">f<\/sub><span style=\"font-family: Times New Roman;\"> <\/span>e <span style=\"font-family: Times New Roman;\">&alpha;&#8217;=&alpha;<\/span>. Come detto in precedenza, la velocit&agrave; finale &egrave; massima quando si allinea con <span style=\"font-family: Times New Roman;\">V<\/span>, che avviene per <font size=\"3\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">&beta;<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">max<\/sub><span style=\"font-family: Times New Roman;\">=arctg (v<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">i<\/sub><span style=\"font-family: Times New Roman;\"> sen &alpha;)\/(v<\/span><sub style=\"font-family: Times New Roman;\">i<\/sub><\/font><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><font size=\"3\"> cos &alpha; &#8211; V&#8217;).<\/font><\/p>\n<p><\/span>Dalle leggi di Keplero e dalle equazioni delle orbite, sappiamo che le orbite <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6427\">iperboliche<\/a>, hanno energia positiva ed eccentricit&agrave; (&epsilon;) maggiore di 1. Poich&eacute; l&#8217;oggetto che effettua il fly-by percorre proprio un&#8217;orbita iperbolica, si pu&ograve; calcolare che l&#8217;angolo di deflessione &beta; &egrave; dato da<\/p>\n<p><font size=\"3\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">&beta;=2 arccos (-1\/&epsilon;)-&pi;<\/span><\/font><\/p>\n<p>i valori sono 2, l&#8217;angolo pi&ugrave; piccolo deflette l&#8217;orbita che passa pi&ugrave; lontano dal pianeta.<\/p>\n<p>Tutti questi calcoli vengono effettuati trascurando le dimensioni del corpo attorno a cui si effettua il fly-by.<br \/>\nIn realt&agrave; anche questo ha dimensioni finite, e solitamente paragonabili a quelle tipiche del fenomeno.<br \/>\nPertanto va considerata la possibilit&agrave; che il fly-by non pu&ograve; avvenire, ad esempio, a distanza minima pi&ugrave; piccola del raggio del corpo interessato (pena la collisione, anche se in realt&agrave; &egrave; sufficiente che il corpo che deve effettuare il fly-by in qualche modo interagisca con l&#8217;atmosfera del pianeta).<br \/>\nSi impone quindi una condizione sul minimo parametro d&#8217;impatto <span style=\"font-family: Times New Roman;\">b<\/span>:<br \/>\n<font size=\"3\"><br style=\"font-family: Times New Roman;\" \/><br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman;\">b&gt;R&radic;[1+(2gR)(u<\/span><sup style=\"font-family: Times New Roman;\">2<\/sup><span style=\"font-family: Times New Roman;\">)]<\/span><\/font><\/p>\n<p>dove <span style=\"font-family: Times New Roman;\">R<\/span> &egrave; il raggio del corpo attorno a cui avviene il fly-by, <span style=\"font-family: Times New Roman;\">g<\/span> l&#8217;accelerazione di gravit&agrave; sulla sua superficie, <span style=\"font-family: Times New Roman;\">u<\/span> la velocit&agrave; di avvicinamento a grande distanza.<\/p>\n<p>Altre approssimazioni riguardano il fatto che il sistema sia isolato: un fly-by attorno a un pianeta avviene sempre nel campo gravitazionale del Sole, e di questo va tenuto conto, inoltre durante il fly-by, che richiede sempre qualche giorno, la velocit&agrave; V non rimane costante, ruota un poco mentre il pianeta si muove sulla sua orbita, rispetto al riferimento inerziale.<br \/>\nDi questi effetti si tiene conto nelle simulazioni numeriche delle orbite.<\/p>\n<p>\nPer i punti lagrangiani, sempre Paolo Sirtoli ha risposto alla domanda in questa esauriente <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6390\">risposta<\/a>.<br \/>\nIl motivo per cui in certe situazioni si mettono in orbita oggetti nei punti lagrangiani di un sistema, &egrave; che i punti condividono stabilmente l&#8217;orbita dell&#8217;oggetto che ruota, in quanto sono punti di equilibrio.<br \/>\nQuindi ad esempio, un satellite posto in un punto lagrangiano ruota solidalmente al sistema, rimanendo sostanzialmente fermo rispetto ai due corpi del sistema.<\/p>\n<p>Ci sono corpi che stabilmente occupano i punti lagrangiani (tipicamente L4 ed L5) di un sistema a 2 corpi:<\/p>\n<ul>\n<li>gli asteriodi Troiani per il sistema Sole-Giove<\/li>\n<li>Telesto e Calypso per il sistema Saturno- Teti<\/li>\n<li>le nubi di Kordilevsky per il sistema Terra-Luna<\/li>\n<\/ul>\n<p>Negli altri punti lagrangiani, essendo punti di equilibrio instabile, &egrave; difficile trovare corpi in orbita, poich&eacute; vengono allontanati dal punto lagrangiano da ogni minima perturbazione, per non farvi pi&ugrave; ritorno.<\/p>\n<p>Anche diverse missioni spaziali hanno immesso o hanno in programma di immettere in orbita dei satelliti artificiali nei punti lagrangiani o in orbita attorno ad essi:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/sohowww.nascom.nasa.gov\/descriptions\/mission\/english\/page1.html\">SOHO<\/a> (L1 del sistema Terra Sole, che &egrave; instabile con un periodo di 23 giorni, per cui lo spacecraft richiede continue modifiche di assetto)<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/map.gsfc.nasa.gov\/m_mm\/ob_techorbit1.html\">WMAP<\/a> e, in futuro, <a href=\"http:\/\/www.jwst.nasa.gov\/\">JWSP<\/a> (L2 del sistema Terra Sole)<\/li>\n<li>LISA (per ora &egrave; previsto il lancio del suo <a href=\"http:\/\/www.esa.int\/esaSC\/120397_index_0_m.html\">Pathfinder<\/a>)<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr style=\"width: 100%; height: 2px;\" \/>\n<p>Per approfondire:<\/p>\n<p><span style=\"font-style: italic;\"><a href=\"http:\/\/www.esa.int\/esaCP\/SEMXLE0P4HD_index_0.html\">Fionde gravitazionali<\/a><br \/>\n<\/span>Am. J. Phys, 71, 2003, J.A. Van Allen, <span style=\"font-style: italic;\">Gravitational assist in celestial mechanics<\/span><span style=\"font-style: italic;\"><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Punti_di_Lagrange\"> Punti lagrangiani<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":178,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-2512","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meccanica-celeste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/178"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2512"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2512\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2512"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2512"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}