{"id":2492,"date":"2006-02-23T00:00:00","date_gmt":"2006-02-22T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2492","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2492\/","title":{"rendered":"Volevo conoscere il nome delle specie italiane di fasmidi , la  loro distribuzione e se sia possibile trovarli nelle regioni Alpine (Trentino Alto Adige ad esempio), grazie."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font face=\"Tahoma\">Annoverati un tempo nell\u2019ordine sistematico degli Ortotteri, i <strong>Fasmoidei<\/strong> o <strong>Fasmidi<\/strong> costituiscono ora un ordine a s\u00e9 stante. La classificazione \u00e8 controversa, in quanto alcuni Autori considerano un\u2019unica famiglia (Phasmatidae), altri due famiglie, Phasmatidae (insetti stecco) e Phyllidae (insetti foglia). <br \/>Fanno parte di questo gruppo insetti che hanno fatto del mimetismo criptico la principale strategia di difesa, arrivando ad imitare un rametto od una foglia alla perfezione, per omocromia ed omomorfismo. Proprio a questo devono l\u2019origine del loro nome, dal greco <em>f\u00e0sma<\/em> = spettro, in quanto spesso risultano totalmente invisibili. In particolare la colorazione pu\u00f2 subire delle modificazioni, lente e definitive o rapide e transitorie, per la variazione di fattori fisici come illuminazione, umidit\u00e0 e temperatura. <\/p>\n<p>I Fasmidi presentano un evidente dimorfismo sessuale, in quanto i maschi sono di dimensioni minori e meno appariscenti, mentre le femmine sono attere. Inoltre i maschi sono molto rari, in quanto le femmine si riproducono per partenogenesi (dal greco <em>parth\u00e8nos<\/em> = vergine), cio\u00e8 un tipo di riproduzione non sessuale in cui l\u2019uovo si sviluppa senza essere stato fecondato dallo spermatozoo, in particolare in questi insetti si osserva una partenogenesi telitoca (o telitochia), da cui derivano <u>quasi<\/u>\u00a0esclusivamente femmine. <br \/>Hanno apparato boccale masticatore, sono tutti fitofagi e talora voraci defogliatori, hanno abitudini notturne e prediligono i climi caldo-umidi (boschi e foreste, ma anche prati). <\/p>\n<p>I Fasmidi, oltre al gi\u00e0 citato criptismo, favorito anche dall\u2019estrema lentezza dei movimenti (\u201c\u2026<em>muovono i loro arti con tanta esitazione come se dovessero estrarre ognuna delle grandi zampe da uno strato di colla<\/em>\u201d \u2013 H.W.Smolik) possono adottare diverse strategie difensive. Possono assumere una postura minacciosa, imitando uno scorpione; emettere sostanze chimiche ripugnanti; esibire improvvisamente la colorazione vivace delle ali (i maschi) per disorientare l\u2019eventuale predatore. Possono assumere un atteggiamento di tanatosi (dal greco <em>th\u00e0natos<\/em> = morte), simulando cio\u00e8 uno stato di morte, che in genere scoraggia il predatore che considera prede gi\u00e0 morte potenzialmente inappetibili. <br \/>Infine, in situazioni estreme possono perdere per autotomia, cio\u00e8 per amputazione spontanea, un arto che con le successive mute ricresce e che si distingue dagli altri per il diverso numero di articoli dei tarsi. <\/p>\n<p>In Italia sono presenti solo insetti stecco: <em>Bacillus rossii<\/em> (maschio 60 mm, femmina 80-105 mm) e <em>Clonopsis gallica<\/em> (maschio 55 mm, femmina 62-70 mm), relativamente comuni, nei quali \u00e8 difficile trovare i maschi. Attorno al Mediterraneo \u00e8 presente <em>Leptynia hispanica<\/em>, poco frequente, ma in cui i sessi sono ugualmente rappresentati, ed altre specie del genere <em>Bacillus<\/em>, in cui la femmina \u00e8 sempre di dimensioni molto maggiori (circa il doppio) rispetto al maschio. <br \/>In Europa si sono insediate alcune specie esotiche, originarie della Nuova Zelanda, introdotte accidentalmente insieme ad alcune piante, o provenienti da allevamenti: <em>Acanthoxyla prasina<\/em>, coperta di punte su capo e torace, della quale non si conosce il maschio e <em>Clitarcus hookeri<\/em>, di cui i maschi, comuni nel Paese d\u2019origine, sono invece sconosciuti in Europa. Infine <em>Carausius morosus<\/em>, originaria delle regioni orientali, che in Europa si \u00e8 acclimatata nelle serre. <br \/><em>B. rossii, <\/em>che<em> <\/em>ha un corotipo (area di distribuzione)\u00a0sud-europeo, non si\u00a0rinviene nelle Alpi; \u00e8 stato osservato in Italia nel Piemonte meridionale e nell\u2019Appennino; in particolare, nell\u2019Appennino centrale \u00e8 stato rinvenuto a quote non superiori\u00a0a 750 metri; infine si osserva in laboratorio come la temperatura ottimale dei Fasmidi vari a seconda delle specie, ma non scenda sotto i 16 \u00b0C. Dunque \u00e8\u00a0lecito pensare che, prediligendo questi animali i climi pi\u00f9 caldi, all\u2019aumentare della latitudine diminuisca la quota a cui \u00e8 possibile reperirli. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/biologia\/January\/tiaratum.gif\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Per le immagini si rimanda ai seguenti link: <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amiciinsoliti.it\/artropodi\/fasmidi.html\">http:\/\/www.amiciinsoliti.it\/artropodi\/fasmidi.html<\/a> <\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.insettostecco.it\">http:\/\/www.insettostecco.it<\/a> <\/p>\n<p align=\"justify\">Bibliografia: <\/p>\n<p>1. A.Andreetti, G. Osella \u2013 Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona (II serie) \u2013 Sezione Scienze della Vita \u2013 n.14 &#8211; 2001 <br \/>2. B.Baccetti <em>et alii<\/em> \u2013 Zoologia, trattato italiano, vol. II- 1991, Editoriale Grasso, Bologna <br \/>3. M. Chinery \u2013 Guida degli Insetti d\u2019Europa \u2013 1987, Franco Muzzio Editore, Padova <br \/>4. Dizionario di Etologia, diretto da D. Mainardi \u2013 1992, Giulio Einaudi Editore, Torino <br \/>5. Enciclopedia della Scienza e della Tecnica Mondadori McGraw Hill \u2013 1963, Arnoldo Mondadori, Milano <br \/>6. G. McGavin \u2013 Insetti, Ragni e altri Artropodi terrestri \u2013 2000, R.C.S. Libri S.p.A., Milano <br \/>7. Nuova Enciclopedia delle Scienze Garzanti \u2013 1988, Garzanti Editore <br \/>8. H.W. Smolik \u2013 Enciclopedia illustrata degli animali, vol.\u00a0V \u2013 1972, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":164,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-2492","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-zoologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/164"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2492\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}