{"id":2461,"date":"2006-01-27T00:00:00","date_gmt":"2006-01-26T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2461","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2461\/","title":{"rendered":"Ciao! vorrei sapere perch\u00e8 la litosfera oceanica \u00e8 pi\u00f9 sottile di quella continentale? Grazie&#8230;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"5\" style=\"font-weight: bold;\">Premessa<\/font><br \/><font size=\"1\"> <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Fino all\u2019inizio del Novecento i geologi erano convinti che i continenti e i bacini oceanici fossero forme stabili e immobili della superficie terrestre, ma nel corso degli ultimi decenni una grande quantit\u00e0 di nuove informazioni e dati ha contribuito a mutare radicalmente la nostra interpretazione circa l\u2019attivit\u00e0 della Terra e i conseguenti fenomeni che osserviamo sulla sua superficie (vulcani, terremoti ecc\u2026). Adesso interpretiamo la crosta non pi\u00f9 rigida ma anzi formata da circa 20 zolle, o placche, di cui le maggiori sono sei: <\/font><br \/><font size=\"2\">        &#8211; zolla (o placca) africana;<\/font><br \/><font size=\"2\">        &#8211; quella euroasiatica; <\/font><br \/><font size=\"2\">        &#8211; quella pacifica; <\/font><br \/><font size=\"2\">        &#8211; la zolla nordamericana; <\/font><br \/><font size=\"2\">        &#8211; quella dell\u2019sudamericana e infine <\/font><br \/><font size=\"2\">        &#8211; quella antartica. <\/font><br \/><font size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/01placche8.jpg\"\/><br \/><font size=\"1\"><span style=\"font-weight: bold;\"><br \/>\n<\/span><\/font><span style=\"font-weight: bold;\"><font size=\"1\">Figura 1. Le principali zolle e i vari punti caldi (hot spots) della terra.<\/font><br type=\"_moz\"\/><\/span><\/td>\n<td>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/02PlaccheUnite.jpg\"\/><\/div>\n<p><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 2. In rosso gli antichi \u201ccratoni\u201d che hanno una et\u00e0 superiore ai 2 miliardi di anni.<\/font><br \/><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">(Bosellini, Scienze della Terra, Ed Bovolenta).<\/font><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Tutte queste placche poggiano sul <span style=\"font-style: italic;\">mantello<\/span>, che non \u00e8 un substrato rigido e quindi permette un certo movimento alle zolle. L\u2019idea che i continenti, in particolare il Sud America e l\u2019Africa si potessero fare coincidere a formare un unico continente, era gi\u00e0 stata fatta presente nel 1858 da Antonio Pellegrini ma senza nessuna base scientifica se non il fatto che le coste di queste due placche potevano coincidere in modo quasi perfetto. Si deve al metereologo Alfred Wegener il merito di presentare l\u2019idea della deriva dei continenti (1915) accompagnata da una serie di prove ed osservazioni; egli ipotizz\u00f2 che un tempo fosse esistito un suprecontinente, che chiam\u00f2 Pangea, e questo circa 200 milioni di anni fa avesse iniziato a frammentarsi in pezzi pi\u00f9 piccoli che sono andati alla &#8220;deriva&#8221; verso le posizioni attuali.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">La crosta continentale<\/span> \u00e8 quindi spessa 30 \u2013 35 km, 60 \u2013 70 km sotto gli orogeni (le montagne). \u00c8 un miscuglio di tutti i tipi di rocce, di ogni et\u00e0, rocce che vengono sottoposte ai processi magmatici, metamorfici e sedimentari. \u00c8 quindi profondamente disomogenea.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">La crosta oceanica<\/span> (figura 3), invece, che \u00e8 poi la maggior parte della crosta terrestre, \u00e8 spessa solo 7 \u2013 8 km, ed ha caratteristiche diverse, innanzitutto quella di essere molto omogenea.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">La crosta oceanica \u00e8 composta da tre strati:<\/span><br \/>&#8211; il primo, composto da sedimenti, alle cui interfacce corrispondono salti di velocit\u00e0 delle onde sismiche. Alla base del terzo strato troviamo la <span style=\"font-style: italic; font-weight: bold;\">moho<\/span>.<sup style=\"font-weight: bold;\">(1) <\/sup><br \/>&#8211; Il basamento acustico \u00e8 il pavimento di tutti gli oceani e corrisponde allo strato 2, basaltico, ricoperto dai sedimenti dello strato 1. <br \/>&#8211; Nello strato 1 gli spessori pi\u00f9 forti sono dalla parte del prisma sedimentario e vanno diminuendo verso la dorsale, che \u00e8 un inarcamento del fondale oceanico. Nelle parti pi\u00f9 esterne degli oceani troviamo anche i sedimenti pi\u00f9 antichi. I sedimenti con la loro deposizione irregolare indicano chiaramente l\u2019espansione del fondo oceanico: i sedimenti pi\u00f9 antichi hanno estensione minore perch\u00e9 al momento della loro deposizione il fondo oceanico era pi\u00f9 piccolo.<\/p>\n<p>I salti di velocit\u00e0 delle onde sismiche nella crosta oceanica ci dicono la sua composizione (figura 3).<\/p>\n<p>Si inizia con lo strato 1, sedimentario; <\/p>\n<p>si prosegue con lo strato 2 composto nella parte alta da basalti a pillow (basamento acustico) inizialmente pi\u00f9 fratturati, poi pi\u00f9 massivi, e nella parte bassa da dicchi tabulari verticali; <\/p>\n<p>si arriva allo strato 3, in cui lo stesso materiale che ha dato origine allo strato 2 si \u00e8 raffreddato in condizioni intrusive, subendo alterazioni e serpentinizzazioni e con alcune varianti. Nella parte bassa dello strato 3 troviamo materiali sempre pi\u00f9 femici e cumulitici (questi ultimi da decantazione dei cristalli). Infine si incontra la moho, che \u00e8 a 11 \u2013 12 km sotto gli oceani (35 km sotto i continenti).<font size=\"1\"> <\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<table width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td> <img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/03CrostaOceanica.jpg\" alt=\"\"\/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 3. La crosta oceanica comprende uno strato superficiale sedimentario, nel quale spessore ed et\u00e0 aumentano generalmente con l\u2019aumentare della distanza dalla dorsale.<br \/>Lo spessore medio \u00e8 inferiore ad 1 km; generalmente tale strato \u00e8 molto sottile o del tutto assente in corrispondenza delle dorsali, mentre raggiunge spessori di alcuni km nelle fosse oceaniche.<br \/>Lo strato sedimentario ricopre basalti prevalentemente toleitici, dallo spessore medio di 0,50-1,40 km.<br \/>Al di sotto di questi, vi sono basalti e gabbri in buona parte metamorfosati, i quali, unitamente a piccole percentuali di rocce ultrabasiche pi\u00f9 o meno serpentinizzate, costituiscono lo strato pi\u00f9 profondo della crosta oceanica, spesso da 1,25 a 5 km circa.<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\"><font size=\"4\">Perch\u00e9 la crosta oceanica \u00e8 pi\u00f9 sottile di quella continentale.<\/font><\/font><\/div>\n<p><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\"><br \/><\/font><font size=\"2\">Veniamo ora alla domanda del lettore iniziando con un semplice e banale esempio che per\u00f2 \u00e8 significativo e consente di comprendere meglio quanto pi\u00f9 avanti scritto e illustrato con le immagini.<br \/>Credo che il lettore abbia presente una pizzeria ed abbia assistito qualche volta alla preparazione di una pizza da parte del pizzaiolo\u2026<\/p>\n<p>Il pizzaiolo prepara per tempo delle \u201cpagnottelle\u201d di pasta (figura 4) per la pizza e poi, quando \u00e8 il momento, da ciascuna pagnottella ricava un disco di diametro molto maggiore rispetto a quello della pagnottella originale.<\/font><\/div>\n<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/04pagnottelle.jpg\" alt=\"\"\/> <br \/><font size=\"1\"><span style=\"font-weight: bold;\">figura 4. Le pagnottelle che il pizzaiolo lavora per preparare i \u201cdischi\u201d della pizza.<\/span><\/font><\/p>\n<table width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Per ottenere tale \u201cdisco\u201d di pasta, il pizzaiolo, allarga, distende, stira (con le mani o con una macchina) l\u2019originale pagnottella; piu\u2019 la pasta viene stirata e distesa, e pi\u00f9 si assottiglia diminuendo lo spessore del disco. Se si dovesse stirare troppo, il disco si lacererebbe in qualche suo punto e presenterebbe dei fori o delle fessure irregolari.<\/font><\/td>\n<td> <img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/04bisDiscoPizza.gif\"\/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Sulle zolle continentali avviene qualcosa di analogo, ma in scala planetaria.<br \/>Le piattaforme continentali, come dicevamo, si muovono, navigano, sul \u201cmare magmatico\u201d dell\u2019astenosfera (parte superiore del mantello); in alcuni casi si allontanano, in altri si avvicinano tra loro e altre volte scivolano una a fianco all\u2019altra. Questi movimenti provocano alcune conseguenze: accavallamenti, subsidenze, subduzioni, enormi spaccature (faglie), formazione di montagne (orogenesi) o, al contrario, formazione di nuovi oceani (oceanizzazione).<br \/>In base al tipo di movimento delle placche (o zolle) tra loro possiamo avere tre casi:<br \/>    &#8211; margini convergenti (le zolle si avvicinano tra loro fino a scontrarsi), <br \/>    &#8211; margini divergenti (le zolle si allontanano tra loro);<br \/>    &#8211; margini trasformi in cui le zolle scivolano, scorrono lateralmente l\u2019una all\u2019altra.<\/p>\n<p>Tralasciamo di descrivere i margini convergenti e quelli trasformi per soffermarci sui <span style=\"font-style: italic;\">margini divergenti<\/span>.<br \/>Rimandiamo il lettore che volesse approfondire le conoscenze sugli altri due tipi di margini <\/font><font size=\"2\">al seguente indirizzo: <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946<\/a><\/p>\n<p><\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\"><font size=\"3\"><span style=\"font-weight: bold;\">Margini divergenti <\/span><\/font>(figure 5 e 6)<br \/>Quando due placche si allontanano l\u2019una dall\u2019altra, si parla <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">di margini divergenti<\/span>.<br \/>Nelle zolle contimentali in cui avviene l\u2019<span style=\"font-style: italic;\">oceanizzazione<\/span> (processo di formazione di un oceano) si verifica una distensione della litosfera e la potenza (spessore) crostale diminuisce e si assotiglia sempre di pi\u00f9 fino a portare alla lacerazione della crosta: i magmi profondi risalgono lungo le grandi fratturazioni che vengono a crearsi e danno origine ad una intensa attivit\u00e0 vulcanica; le rift valley (tra le quali la pi\u00f9 imponente e spettacolare \u00e8 in Africa Orientale: figura 5) hanno questa origine.<\/font><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/05RiftValley2.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\"><span style=\"font-weight: bold;\">Figura 5. Ripresa dallo spazio la Rift Valley africana che con tempi geologici diverr\u00e0 un oceano maturo.<\/span><br style=\"font-weight: bold;\"\/><span style=\"font-weight: bold;\">Le frecce rosse indicano il movimento di divergenza.<\/span><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">La crosta continentale comincia a \u201cspaccarsi&#8221; in corrispondenza di enormi forze che la sollecitano. Inizia cos\u00ec a crearsi un avallamento (graben), cio\u00e9 una fossa che in tempi geologici si allarga e si sprofonda sempre pi\u00f9.<br \/>Quando il fondo della fossa raggiunge il livello del mare, le acque circostanti la invadono e si genera un oceano in espansione (figure 6 e 8). Lungo la linea di spaccatura fuoriesce il magma. <\/p>\n<p>La lunga linea di vulcani che \u00e8 caratteristica di questa struttura viene chiamata \u201c<span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">dorsale<\/span>\u201d. <br \/>La dorsale pi\u00f9 famosa e studiata \u00e8 la <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">dorsale medioatlantica<\/span> (vedi figura 7), che attraversa in senso longitudinale tutto l\u2019oceano Atlantico; i vulcani che la formano in alcuni punti giungono a superare il livello del mare formando isole famose come Sant\u2019Elena, le Isole di Capo Verde, le Azzorre, l\u2019Islanda.<\/font><br \/><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/06Divergenti2.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 6. Fasi del processo di divergenza fino alla oceanizzazione. \u00c8 quanto avverr\u00e0 in tempi geologici nella rift valley africana.<\/p>\n<p><\/font><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/07PlanisferoAsciutto.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 7. Planisfero &#8220;asciutto&#8221; nel quale si evidenziano gli elementi fondamentali della crosta oceanica e continentale: in particolare si possono osservare le grandi dorsali dell\u2019Oceano Atlantico, dell\u2019Oceano Indiano e dell\u2019Oceano Pacifico, create da eruzioni sottomarine, che a volte emergono tanto da formare isole, come nei casi delle Azzorre o dell\u2019Islanda &#8211; Illustrazione tratta dal testo in adozione Rosa, Simonelli, Span\u00f2, Scienze della terra, Garzanti.<\/p>\n<p><font size=\"2\">I magmi che escono dalla spaccatura si distribuiscono ai lati di essa e, raffreddandosi, formano la crosta oceanica che, come si diceva all\u2019inizio, ha composizione diversa dalla crosta continentale. <br \/>Il fondo oceanico continua ad espandersi fintanto che permane il movimento divergente dei margini. \u00c8 facile intuire e comprendere che il fondo oceanico (la sua crosta), in tale processo di espansione, non abbia tempo sufficiente per raggiungere spessori notevoli: il magma continua a fuoriuscire e a depositarsi ai lati della dorsale ma il contemporaneo allontanamento dalla spaccatura del magma appena uscito impedisce l\u2019ispessimento della crosta oceanica in formazione (immagine animata al seguente indirizzo: <\/font><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center; color: rgb(0, 0, 255);\"><a href=\"http:\/\/www.swisseduc.ch\/stromboli\/perm\/erta\/movies\/movs\/rifts.mov\" style=\"font-weight: bold;\">http:\/\/www.swisseduc.ch\/stromboli\/perm\/erta\/movies\/movs\/rifts.mov<\/a><\/div>\n<p><font size=\"1\"><font size=\"2\"><font size=\"3\"><span style=\"font-weight: bold; color: rgb(128, 0, 0);\">Lo spessore<\/span><\/font> e l&#8217;et\u00e0 della crosta oceanica, per ovvio motivo, aumentano, generalmente, man mano che ci si allontana dalla dorsale dalla quale fuoriesce il magma<\/font><\/font><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">. <\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.swisseduc.ch\/stromboli\/perm\/erta\/movies\/movs\/rifts.mov\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/CrostaOceanica\/Espansione.jpg\" alt=\"\"\/><\/a><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/div>\n<p><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura 8. L&#8217;immagine \u00e8 tratta da un bellissimo breve filmato che rappresenta molto bene il processo di espansione dei fondali oceanici e fa meglio comprendere quanto descritto nel testo appena sopra l&#8217;immagine nonch\u00e9 tutto il discorso contenuto in questa risposta.<\/font> <br \/><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><span style=\"font-weight: bold;\">Per vedere il filmato, cliccare sull&#8217;immagine, ne vale la pena!<\/span><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Al seguente indirizzo <a href=\"http:\/\/www.swisseduc.ch\/stromboli\/perm\/erta\/movies-it.html\">http:\/\/www.swisseduc.ch\/stromboli\/perm\/erta\/movies-it.html<\/a> si trovano numerosi e bellissimi filmati sui movimenti magmatici: da non perdere!<\/font><\/div>\n<p><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">____________________________________<\/span><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\"><span style=\"font-weight: bold;\">Note:<\/span><\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"3\"><sup style=\"font-weight: bold;\">(1)<\/sup><\/font> <font size=\"2\"><span style=\"font-weight: bold;\">Moho<\/span>. \u00c8 il nome abbreviato della <span style=\"font-weight: bold; font-style: italic;\">discontinuit\u00e0 di Mohorovicic<\/span>, il limite che segna il passaggio tra la crosta terrestre e il sottostante mantello. Rilevata nel 1913 dal sismologo croato Andrija Mohorovicic, si trova a una profondit\u00e0 variabile tra i 5 e i 70 km, a seconda dello spessore della crosta. Si tratta della superficie in corrispondenza della quale la velocit\u00e0 di propagazione delle onde sismiche subisce una variazione apprezzabile, segno di una discontinuit\u00e0 nelle caratteristiche fisiche delle rocce attraversate.<br \/><br type=\"_moz\"\/><\/font><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-2461","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2461\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}