{"id":2430,"date":"2006-02-02T00:00:00","date_gmt":"2006-02-01T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2430","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2430\/","title":{"rendered":"Come sono formati Ciglia e Flagelli dei batteri.\r\nGrazie"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Esistono due tipi di appendici filiformi proprie della superficie cellulare batterica: il flagello ed i pili, talvolta anche detti fimbrie. <br \/>La posizione del flagello nella cellula batterica \u00e8 variabile: in alcune specie si trova ad uno dei due poli cellulari (flagelli polari), mentre in altre la disposizione \u00e8 detta peritrica (svariati flagelli disposti attorno alla superficie della cellula); esistono poi batteri a flagellazione mista, sia polare che peritrica. Qualunque sia la sua posizione, la funzione del flagello \u00e8 sempre quella di provvedere alla motilit\u00e0 cellulare, cio\u00e8 di far \u201ccamminare\u201d la cellula. <br \/>I pili sono organelli di natura proteica con funzioni diverse: accanto a quella della mobilit\u00e0 (dovuta per esempio a pili di tipo IV), questi organelli sono responsabili del riconoscimento e dell\u2019adesione fra cellule e sono dunque all\u2019origine dei processi di: <br \/>1) infezione batterica di cellule eucariotiche (per esempio, i pili di tipo I) <br \/>2) infezione fagica delle cellule batteriche. Vedi risposta <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=4930\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=4930<\/a><br \/>3) trasferimento del materiale genetico da batterio a batterio (pili coniugativi) <\/p>\n<p>La struttura del flagello \u00e8 stata intensamente studiata ed \u00e8 oggi abbastanza ben conosciuta: un filamento cavo di lunghezza variabile e composto dalla proteina flagellina \u00e8 collegato ad una struttura di raccordo detta uncino. L\u2019uncino funge da \u201csnodo\u201d collegando la parte mobile del flagello, cio\u00e8 il filamento, al corpo basale, una struttura fissa che ancora il flagello alla superficie cellulare. Il corpo basale non si limita ad ancorare il flagello alla cellula, ma fornisce anche l\u2019energia necessaria al suo movimento (facendo un raffronto nautico, il filamento \u00e8 paragonabile all\u2019elica di una barca, mentre il corpo basale ne costituisce il motore). <br \/>Entrando ora pi\u00f9 nel dettaglio, il filamento flagellare ha un diametro di circa 20 nanometri ed \u00e8 cosituito da migliaia di unit\u00e0 di flagellina, disposte in una struttura elicoidale cava. Alla giunzione fra filamento ed uncino, si trovano due proteine dette HAP1 e HAP3. Diversamente dal filamento, l\u2019uncino \u00e8 sempre di lunghezza costante ed \u00e8 costituito da una proteina detta FlgE. Cos\u00ec come il filamento, anche l\u2019uncino \u00e8 cavo (figura 1). <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"WIDTH: 678px; HEIGHT: 720px\" height=\"720\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/biologia\/flagello-batterico.jpg\" width=\"678\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel corpo basale si trova un bastocello centrale cavo, attorno al quale ci sono due serie di anelli trasversali: la coppia di anelli M ed S ancorano il flagello alla membrana ed alla parete cellulare, mentre gli anelli P ed L fungono da ancoraggio alla membrana cellulare esterna e sono dunque presenti solo nei batteri Gram negativi. Sono proprio gli anelli M ed S che, ruotando in senso contrario fra loro, provocano il movimento ad elica del filamento. L\u2019energia per il movimento \u00e8 ottenuta tramite le proteine MotA e MotB che generalmente sfruttano la forza protonmotrice, cioe\u2019 la differenza di gradiente degli ioni H<sup>+<\/sup> alle due facce della membrana cellulare. In alcuni casi viene invece sfruttato il gradiente di ioni Na<sup>+ <\/sup>(figura 1). Il flagello \u00e8 un organello esterno alla cellula (extra-cellulare), dunque tutti i suoi componenti, dopo essere stati prodotti dalla cellula, devono essere esportati al suo esterno per poter essere assemblati nella struttura flagellare. Ci\u00f2 viene ottenuto grazie ad uno speciale sistema d\u2019esportazione (secrezione di tipo III), che si trova in prossimit\u00e0 del corpo basale. A tal proposito, \u00e8 da notare che le unit\u00e0 di flagellina che compongono il filamento, dopo essere state esportate, non diffondono nell\u2019ambiente circostante, ma viaggiano all\u2019interno della cavit\u00e0 del filamento fino alla sua punta, luogo ove vengono aggiunte al filamento in allungamento. Il sistema di secrezione ottiene l\u2019energia necessaria al proprio funzionamento grazie all\u2019idrolisi di ATP. <br \/>Contrariamente al flagello, la nostra conoscenza della struttura dei pili \u00e8 pi\u00f9 limitata. I meglio descritti sono i pili di tipo IV, responsabili della motilit\u00e0 (indipendente dal flagello) in <em>Pseudomonas aeruginosa<\/em>. Essi hanno un diametro di soli 6 nanometri (dunque sono pi\u00f9 sottili dei flagelli) e sono formati da unit\u00e0 di una proteina detta pilina, unit\u00e0 che vengono organizzate in un filamento lungo diversi micron e privo della cavit\u00e0 centrale che \u00e8 invece propria del flagello. Mentre \u00e8 stata dimostrata la presenza dell\u2019uncino, non esistono finora prove della presenza nel pilo del corpo basale. Anche il meccanismo d\u2019allungamento del filamento differisce rispetto a quello del flagello: le unit\u00e0 di pilina vengono esportate da un sistema di secrezione diverso da quello flagellare e vengono aggiunte alla base del filamento (e non alla sua estremit\u00e0 come per il flagello). La struttura dei pili di tipo IV \u00e8 molto simile a quella descritta per i flagelli degli archebatteri. <\/p>\n<p><strong>Per ulteriori approfondimenti (in inglese): <br \/><\/strong>1) Kostakioti <em>et al.<\/em> (2005) Mechanisms of protein export, Journal of Bacteriology, <strong>187<\/strong>, 4306-4314 <br \/>2) Bardy <em>et al.<\/em> Prokaryotic motility structures (2003), Microbiology, <strong>149,<\/strong> 295-304 <\/p>\n<p><strong>ed in italiano: <br \/><\/strong>1) Stanier <em>et al. <\/em>Il mondo dei microrganismi, Zanichelli Editore, pag. 157-160 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":154,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[],"class_list":["post-2430","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-microbiologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/154"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2430\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}