{"id":2429,"date":"2005-12-25T00:00:00","date_gmt":"2005-12-24T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-05-03T11:02:05","modified_gmt":"2018-05-03T09:02:05","slug":"2429","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2429\/","title":{"rendered":"Vorrei conoscere la formazione e le caratteristiche dei vulcani presenti negli archi insulari. Grazie"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/01formazionevul.gif\" alt=\"\" \/><br \/>\nFigura 1. Subduzione e formazione di vulcani.<br \/>\nFonte: <a href=\"http:\/\/vulcan.fis.uniroma3.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esplora i vulcani italiani<\/a>, sito di UniRoma Tre a cura di R. Scandone e L. Giacomelli)<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: left;\">Precisiamo subito che gli <strong>archi vulcanici<\/strong> sia continentali (cordigliere) che insulari (archi magmatici insulari), si formano laddove una crosta oceanica entra in subduzione con altra litosfera continentale oppure oceanica (figura1).<br \/>\nInvece, quando si scontrano due placche contimnentali non avviene formazione di vulcani.<br \/>\nLa ragione di questa differenza risiede nel fatto che la crosta oceanica entra in subduzione perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 pesante di quella con cui si scontra, sia quest\u2019ultima anch\u2019essa oceanica o continentale (la continentale \u00e8 sempre pi\u00f9 leggera di una crosta, o litosfera, oceanica).<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">Nella collisione di due placche (o zolle) continentali, non avviene subduzione ma solo corrugamento dei due margini che si scontrano provocando evidenti orogenesi (formazione di montagne). Va inoltre ricordato che gli spessori di una crosta oceanica e di una continentale sono notevolmente differenti: la costa continentale \u00e8 molto pi\u00f9 spessa e pu\u00f2 raggiungere i 70 Km circa, mentre una crosta oceanica \u00e8 molto pi\u00f9 sottile e varia circa da 3 a 7 Km.<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<table style=\"text-align: left; margin-left: auto; margin-right: auto;\" border=\"1\" width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 644px; height: 199px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/02arco4grande.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\nFigura 2. Formazione di un arco magmatico insulare (a sinistra). La dorsale oceanica (in centro) e alla sua destra la subduzione di litosfera oceanica sotto litosfera continentale. A destra del disegno un esempio di margini continentali divergenti (che si allontanano uno dall\u2019altro).<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>In tettonica, un <strong>arco magmatico insulare<\/strong> \u00e8 formato da una serie di isole vulcaniche, allungate a formare una struttura ad arco, che si generano nelle zone in cui una placca oceanica scivola sotto un\u2019altra, anch\u2019essa oceanica, in cui si determina una fossa oceanica.<\/p>\n<p>Il termine, in senso geografico, si riferisce soltanto alla parte emersa e visibile delle isole.<br \/>\nDal punto di vista geologico, per\u00f2, il termine ha un\u2019accezione pi\u00f9 vasta, poich\u00e9 il geologo \u00e8 interessato alle radici sottomarine di queste isole. Un singolo arco insulare consiste di una singola catena di isole vulcaniche. Gli archi doppi (figura 3), meno comuni, hanno due catene, una pi\u00f9 esterna, spesso sommersa, di origine sedimentaria, e una pi\u00f9 interna, vulcanica.<\/p>\n<p>Il Giappone, le Marianne, le Filippine, le Aleutine, le Antille, parte dell\u2019arcipelago dell\u2019Egeo ed altri ancora sulla Terra, sono tutti esempi di archi magmatici insulari.<span style=\"font-size: small;\"><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/03caribbean-map.gif\" alt=\"\" \/><\/div>\n<p>Figura 3. Mappa della zona delle Antille che illustra il fronte di deformazione freddo, la traccia di superficie della zona di subduzione e gli archi esterni ed interni.<span style=\"font-size: xx-small;\"><\/p>\n<p><\/span>Per spiegare la formazione di un arco insulare necessita ricorrere alla teoria delle zolle, o tettonica a placche, fondata sulla ipotesi della <em>deriva dei continenti <\/em>ormai universalmente accolta.<span style=\"font-size: small;\"><\/p>\n<p><\/span>Per un approfondimento sull\u2019argomento legato alla tettonica, si rimanda il lettore alle pagine nei seguenti indirizzi:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6683\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6683<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6950\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6950<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=7166\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=7166<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=7207\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=7207<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8986\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8986<\/a><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: small;\"><\/p>\n<p><\/span><\/span>Poich\u00e9 gli scontri fra placche possono essere di tre tipi, a seconda del tipo di crosta coinvolta nello scontro, si individuano tre diversi modelli orogenetici (figure 4-5 e 6):<br \/>\n1) orogenesi di arco insulare (crosta oceanica-crosta oceanica: arco magmatico insulare);<br \/>\n2) orogenesi di cordigliera (crosta oceanica-crosta continentale: Cordigliera delle Ande);<br \/>\n3) orogenesi di collisione (crosta continentale-crosta continentale: Himalaya, Alpi e altre catene).<span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><\/p>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table border=\"1\" width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/04oceanocean.gif\" alt=\"\" \/><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Scontro oceano-oceano. Si noti la fossa (trench) e l\u2019arco vulcanico.<br \/>\nIl Giappone \u00e8 un esempio di tale arco insulare.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/05oceancont.gif\" alt=\"\" \/><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Collisione tra placca continentale e placca oceanica. La fossa \u00e8 ancora nel punto di subduzione, ma il vulcanesimo si presenta sulla crosta continentale.<br \/>\nLe montagne delle Ande sono un esempio di questa situazione.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/06contcont.gif\" alt=\"\" \/><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Collisione tra placche continentali.<br \/>\nLa litosfera aumenta di spessore provocando gradualmente e in tempi geologici una orogenesi (formazione delle montagne).<br \/>\nTutte le catene montuose si sono formate in questo modo. L\u2019Himalaya e le Alpi sono un esempio di questa formazione. Si noti la mancanza di vulcani.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Figure 4-5 e 6. Esempio dei tre tipi di margini in collisione.<span style=\"font-size: xx-small;\"><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: left;\">Nell\u2019orogenesi di arco insulare il margine convergente tra due placche costituite entrambe da crosta oceanica \u00e8 caratterizzato dall\u2019individuazione di una fossa oceanica, espressione morfologica superficiale del fenomeno della subduzione di una delle due placche (quella pi\u00f9 veloce) al di sotto dell\u2019altra. Durante la subduzione i sedimenti che si erano depositati al margine della fossa vengono fratturati, scagliati e trasportati in profondit\u00e0 sul dorso della zolla discendente.<br \/>\nQuando la placca discendente raggiunge profondit\u00e0 intorno ai 100 km, le temperature e pressioni caratteristiche di questa profondit\u00e0 innescano il fenomeno della fusione parziale della placca basalto-gabbrica (placca oceanica). Questo provoca un vulcanismo oceanico con la creazione dell\u2019arco insulare emerso costituito da lave di natura basalto-andesitica, mentre parte del fuso differenziato d\u00e0 origine a intrusioni pi\u00f9 acide (dioritiche).<span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table border=\"1\" width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<img decoding=\"async\" style=\"width: 424px; height: 165px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/07due-esempi.jpg\" alt=\"\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>Figura 7. Nel disegno superiore \u00e8 schematizzata una sezione che comprende il continente americano meridionale: il movimento convergente provoca la subduzione della crosta oceanica del Pacifico sotto la placca continentale americana; la parziale rifusione dei materiali in subduzione ha prodotto la formazione della catena andina e del magmatismo connesso.<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il disegno inferiore mostra il margine asiatico verso il Pacifico dove il corrugamento dell\u2019arco insulare \u00e8 sempre causato da un meccanismo subduttivo ma di tipo intraoceanico con il quale si forma un arco insulare.<\/div>\n<p>Quando due placche oceaniche collidono (figure 8 e 9), una delle due, quella pi\u00f9 densa, entra in subduzione e si creano:<br \/>\na) dei terremoti con ipocentro fino a 700 km causati dall\u2019immersione di una placca sotto l\u2019altra;<br \/>\nb) una zona depressa detta Fossa con profondit\u00e0 fino a 10000 m;<br \/>\nc) delle isole vulcaniche sulla placca oceanica che non s\u2019immerge sotto l\u2019altra, in quanto quella che s\u2019immerge in profondit\u00e0 fonde parzialmente e forma del magma che salendo in superficie origina un insieme di isole vulcaniche su crosta oceanica ( Es. Isole del Giappone e Indonesiane sono degli archi magmatici insulari dove si riscontra una notevole attivit\u00e0 vulcanica e sismica).<span style=\"font-size: small;\"><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table border=\"1\" width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<img decoding=\"async\" style=\"width: 318px; height: 294px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/08formzioneArco.gif\" alt=\"\" \/><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">Figura 8.<\/span><\/td>\n<td>\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/09arco_insulare3.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">Figura 9.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I due disegni illustrano due casi di placche oceaniche convergenti nella fase di collisione che provoca la formazione di un arco magmatico insulare.<span style=\"font-size: xx-small;\"><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/10subduzOceanCont.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">Figura 10. Subduzione di placca oceanica sotto placca continentale (margine continentale attivo) con formazione di cordigliera.<span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/11hawaii.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span>Figura 11. L\u2019arcipelago Hawaiiano non \u00e8 un arco insulare ma un allineamento di centri eruttivi generatosi per lo spostamento della zolla pacifica su un hot-spot (punto caldo).<span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ArcoInsulare\/12MarianneAnde.gif\" alt=\"\" \/><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span>Figura 12. Due sistemi di arco-fossa.<span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><\/p>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-2429","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vulcanismo-e-terremoti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2429"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2429\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}