{"id":2395,"date":"2006-03-23T00:00:00","date_gmt":"2006-03-22T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2395","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2395\/","title":{"rendered":"Gentili amici!\r\nSo che questa domanda riguarda il campo della fisica e della tecnica, ma nei criteri di selezione non compariva la voce relativa. Vorrei sapere  come funziona una lampadina elettrica tradizionale, cosa la differenzia da altri tipi di lampadine (p.e. al neon&#8230;) e soprattutto quali tra le lampadine tradizionali garantiscono maggiori risparmi."},"content":{"rendered":"<p>Accade spesso di riflettere che la stragrande maggioranza delle persone \u00e8 utilizzatrice di una tecnologia, ma pochi sanno effettivamente come \u00e8 stata realizzata e ancor meno saprebbero ricostruire la stessa tecnologia. Lo Sanno bene Beningi e Troisi che in uno dei maggiori e meglio riusciti loro successi hanno avuto l&#8217;idea di replicare le invenzioni del XX secolo per fare fortuna nel 1492.<\/p>\n<p><em><strong>NON CI RESTA CHE PIANGERE <\/strong>(1984, Massimo Troisi e Roberto Benigni): Partiti in automobile da Frittolo, paesino nei dintorni di Firenze, Saverio, maestro elementare, e Mario, bidello, si ritrovano per uno strano scherzo del caso nel 1492. Decidono di recarsi a Palos, in Andalusia, per fermare Cristoforo Colombo e impedirgli di andare a scoprire l&#8217;America ed impedire\u00a0la strage degli indiani d&#8217;america. <\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/images.jpg\"\/><\/p>\n<p>Fra le varie cose che tentano di replicare c&#8217;\u00e8 appunto<strong> la lampadina<\/strong>. Ma si accorgeranno subito che un conto \u00e8 aver acceso una lampadina anche parecchie volte,\u00a0un altro \u00e8 saperla costruire.<\/p>\n<p>La<strong> lampadina<\/strong> fu inventata da <strong>Thomas Alma Edison (\u00a01847 &#8211; 1931),<\/strong> il brillante e geniale inventore americano. Si possono trovare esaustive notizie alla pagina: <a href=\"http:\/\/www.thomasedison.com\/\">http:\/\/www.thomasedison.com\/<\/a>.<\/p>\n<p>Nella foto una bella immagine di T.A.Edison con in mano una delle sue lampadine. Si nota il tubo laterale utilizzato per aspirare l&#8217;aria dalla lampdina tramite la pompa da vuoto. Successivamente il tubo veniva sigillato per fusione. Nei disegni successivi si vede che\u00a0nel modello pi\u00f9 piccolo, l&#8217;aria veniva aspirata dalla parte superiore della sfera della lampadina e sigillata con un risultato estetico migliore.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/Thomas_Edison.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"center\"\/>\n<p\/>\n<p\/>\n<p\/>\n<p><strong><\/p>\n<hr\/>\n<p><\/strong><\/p>\n<hr\/>\n<p\/>\n<hr\/>\n<p\/>\n<p align=\"center\"><strong>PRINCIPI DI BASE DELLA LAMPADINA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019invenzione fu resa possibile da una serie di scoperte della fisica e di altri sviluppi di meccanica. <\/p>\n<p>In particolare la scoperta dell&#8217;effetto Joule (James Prescott Joule, 1818-1889), pubblicato nel 1840, chiariva come un mtallo si riscaldasse se percorso da corrente elettrica accastanza intensa.<\/p>\n<p>Dati: P = potenza (Watt) , V= tensione applicata (Volt), R = Resistenza (Ohm), I = Intensit\u00e0 di corrente (Ampere), t = tempo (secondi)\u00a0, Q = energia (Joule) in queso caso anche calore.<\/p>\n<p>Potenza consumata: <strong>P = (V2-V1) x I<\/strong><\/p>\n<p>Prima legge di Ohm:\u00a0<strong>\u00a0(V2 &#8211; V1) = R x I<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\">Combinando le prime due equazioni:<strong> P = R x I<sup>2<\/sup><\/strong>\u00a0<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\">Dato che in un intervallo di tempo &#8221; t &#8221; viene emessa una quantit\u00e0 di energia Q\u00a0proporzionale a t si ha:<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\"><strong>Q = P\u00a0x t = R x I<sup>2<\/sup> x t<\/strong>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Buona parte di questa energia viene convertita in calore e pertanto il materiale metallico in cui scorre la corrente elettrica si scalda. Un metallo scaldandosi a temperature superiori ai 450 &#8211; 500 \u00b0C emette radiazione che cade nello visibile (rossa) e successivamente a temperature maggiori emette radiazione la cui tonalit\u00e0 \u00e8 gialla-bianca all&#8217;aumentare della temperatura.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\">Per fare in modo che si raggiungesse subito la temperatura giusta in pochi istanti il metallo deve essere costituito da un filamento sottile (tipico 0,1 mm). In questo modo basta poca corrente per farlo scaldare.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\">Tuttavia vi era un inconveniente tecnico: i filamenti metalli sottili, scaldandosi ed arroventandosi in atmosfera contenente ossigeno, si ossidavano immediatamente; dato che gli ossidi sono meno conduttori dei metallo di partenza, il calore non veniva smaltito mentre la temperatura saliva Si vede infatti che maggiore \u00e8 la resistenza del conduttore e maggiore \u00e8 la potenza assorbita che viene trasformata in calore. Si instaurava una competizione tra elevata resistenza dell&#8217;ossido e riscaldamento per effetto Joule ed alla fine il filamento si rompeva interrompendo il passaggio di corrente: la potenziale lampadina\u00a0sarebbe bruciata in pochi secondi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\">Edison cap\u00ec che per evitare l&#8217;ossidazione del filamento occorreva proteggerlo dall&#8217;atmosfera e per farlo utilizz\u00f2 un bulbo di vetro da cui veniva estratta l&#8217;aria tramite una moderna pompa da vuoto Sprengler (1865). <\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\">Restava il problema del filamento adatto che resistesse al passaggio di corrente\u00a0scaldandosi abbastanza da divenire incandescente, ma senza per questo bruciare o rompersi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"MARGIN-RIGHT: 0px\">\u00a0&#8220;Prov\u00f2 un\u2019infinit\u00e0 di sostanze, compresi i peli di barba di un suo collaboratore; prov\u00f2 il platino, cotone, carta, fibre vegetali. Speriment\u00f2 seimila tipi di queste fibre; nell\u2019ottobre del 1879, una lampadina nella quale aveva montato un filamento di cotone bruciato rimase accesa per 40 ore. Successivamente la perfezion\u00f2 utilizzando un filamento di carbone. Nel 1882 un quartiere al centro di New York fu illuminato con le lampadine di Edison. &#8221; <\/p>\n<p>(tratto da : <a href=\"http:\/\/web.tiscali.it\/acciarriparide\/lampadina.htm\">http:\/\/web.tiscali.it\/acciarriparide\/lampadina.htm<\/a>)<\/p>\n<p>L&#8217;invenzione fu resa possibile quindi da una intuizione di Edison derivante da una scoperta fisica (produzione di luce tramite effetto Joule), una invenzione tecnica utile (pompa da vuoto) e da prove e ricerche autonome (filamento adatto) di Edison.\u00a0 Nella figura che segue un disegno di come apparivano le antiche lampadine di Edison. Da notare sul blocchetto di legno di supporto la presenza di viti che servivan da poli di ingresso ed uscita della corrente elettrica.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/lampade_di_edison.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"center\"\/>\n<hr\/>\n<p\/>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\">LAMPADINA MODERNA AD INCANDESCENZA<\/font><\/p>\n<p>Nella immagine che segue riporto una tipica lampadina ad incandescenza con attacco Edison standard e di fianco lo schema delle varie parti costruttive.<\/p>\n<table cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" width=\"200\" align=\"center\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p>\u00a0<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/lampadina2.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"center\">LAMPADINA CON ATTACCO EDISON STANDARD<\/p>\n<\/td>\n<td><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/SchemaALmpadina.GIF\"\/>\u00a0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il filamento \u00e8 collegato da un estremo al fondo della lampadina che ne costituisce uno dei poli e dall&#8217;altro capo alla parete a vite (attacco Edison) che ne costituisce in una unica soluzione la base maneggiabile, il contatto elettrico al secondo polo e l&#8217;attacco al portalampada.<\/p>\n<p>Il filamento moderno \u00e8 di Tungsteno (W, wolframio) elemento della tavola periodica caratterizzato da elevata inerzia chimica e da elevato punto di fusione. Questo garantisce la giusta resistenza\/conducibilita e durata alle sollecitazioni meccaniche e di temperatura. Il vuoto \u00e8 effettuato tramita aspirazione dell&#8217;aria dalla parte del bulbo di vetro che viene saldata all&#8217;attaco a vite edison. In questo modo non restano protuberanze e la superficie esterna del bulbo \u00e8 perfettamente liscia. IL bulbo di vetro \u00e8 soffiato con so stesso processo con cui si soffia il vetro e successivamente si salda la parte terminale da cui passa il filamento e da cui si aspira l&#8217;aria.<\/p>\n<p>Tuttavia dopocirca 1000 ore di utilizzo (od anche meno se sporche di polvere) il calore emesso dal filamento provoca la lenta evaporazione del filamento stesso. Se la lampadina \u00e8 sporca il flusso di calore proveniente dal filamento non pu\u00f2 pi\u00f9 essere smaltito per irraggimento e la temperatura all&#8217;interno del bulbo sale. A questo punto il filamento sublima e si rompe quando lo spessore \u00e8 tale da non reggere pi\u00f9 il peso e le sollecitazioni. Infatti nelle lampadine bruciate si nota un alone e o velo nero sul bulbo di vetro; si tratta del sublimato metallico che si \u00e8 deoposto sulla superficie del vetro.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>TABELLA DI PRESTAZIONI LAMPADE AD INCANDESCENZA NORMALI CHIARE<\/strong><\/p>\n<table style=\"WIDTH: 517px; HEIGHT: 137px\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" width=\"517\" align=\"center\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0Potenza<\/p>\n<p align=\"center\">Watt<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0Flusso luminoso<\/p>\n<p align=\"center\">lumen<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">Efficienza<\/p>\n<p align=\"center\">%\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">Potenza <\/p>\n<p align=\"center\">Watt\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">Flusso luminoso<\/p>\n<p align=\"center\">Lumen\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">Efficienza <\/p>\n<p align=\"center\">%\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a015<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">90\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">6\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a025<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0200<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">8\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a040<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0330<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a08<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a060<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0600<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a010<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a075<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0850<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a011<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0100<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a01200<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a012<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0150<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a02000<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a012<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0200<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a02700<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a013,5<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Si vede ome per gli otto tipi di lampade illustrate ad incandescenza l&#8217;efficienza \u00e8 abbastanza bassa (&lt; 15%).<\/p>\n<p>Oggigiorno esistono molti tipi di lampade ottimizzate per differenti lavori ed utilizzi, quella ad incandescenza \u00e8 difatto la prima e l&#8217;ultima della sua specie ed attualmente \u00e8 in corso di sostituzione con quelle pi\u00f9 moderne che hanno rendimenti maggiori e consumi ridotti.<\/p>\n<table style=\"WIDTH: 582px; HEIGHT: 133px\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" width=\"582\" align=\"center\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0<font size=\"2\"><strong>LAMPADE A INCANDESCENZA<\/strong><\/font><\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\"><strong>LAMPADE A FLUROESCENZA\u00a0<\/strong><\/font><\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\"><strong>LAMPADE FLUORESCENTI COMPATTE\u00a0<\/strong><\/font><\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\"><strong>LAMPADE ALOGENE<\/strong>\u00a0<\/font><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">\u00a0Emettono luce in quasi tutto lo spettro del visibile e danno tonalit\u00e0 calda, gialla<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">\u00a0Emettono luce in particolari bande spettrali le\u00a0 cui somme danno luce fredda , bianca<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Sono come le fluorescenti ma dotate di attacco Edison\u00a0\u00a0<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">\u00a0Sono sempre lampade incandescenti, ma lavorano a temperature maggiori di quelle ad incandescenza a filamento.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">Durata : circa 1000 ore di accensione<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Durata : circa 5 &#8211; 8 volte superiore di quelle a\u00a0incandesceza<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Durata : circa 5 &#8211; 8 volte superiore di quelle a incandesceza <\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Durata: Superiore\u00a0da 1,5 a 2,0 volte rispetto alle incandescenti\u00a0<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">Sono le pi\u00f9 economiche all&#8217;acquisto ma sono quelle che consumano maggior corrente<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Necessitano di starter e reattore per l&#8217;accensione <\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Hanno lo starter ed il reattore incorporato nel bulbo di supporto<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">\u00a0Sono di quarzo ed occorre maneggiarle con cura senza mai toccarle con le dita.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\">\u00a0Hanno efficienza che non supera il 15%<\/font><\/td>\n<td>\n<p><font size=\"2\">Esistono a scarica di gas,\u00a0 a vapori di mercurio, a vapori di sodio (lampioni stradali)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Efficienza superiore al 50%<\/font><\/p>\n<\/td>\n<td><font size=\"2\">\u00a0Sono pi\u00f9 care all&#8217;acquisto ma hanno maggiore efficienza. Esistono di due tipi elettroniche (+ costose) ad accensione veloce, non elettroniche (- costose) ad accensione lenta<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\">Hanno efficienza luminosamaggiore del 20% rispetto a quelle normali<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\">Sia le lampade ad incandescenza che quelle alogene possono essere utilizzate con regolatori di luce che in pratica sono dei dispositivi condensatori, che limitano l&#8217;intensit\u00e0 di corrente a parit\u00e0 di voltaggio ed in questo modo limitano l&#8217;incandescenza delle lampadine. In questo modo \u00e8 possibile ridurre l&#8217;intensit\u00e0 della luce emessa nelle ore notturne senza doverle schermare con paralumi che ottengono solo l&#8217;effetto di consumare la corrente elettrica..<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"4\">LAMPADE FLUORESCENTI<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\">Sono i famosi tubi al Neon (un tipo particolare, non pi\u00f9 utilizzato: <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lampada_al_neon\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lampada_al_neon<\/a>) abbastanza conosciuti che sicuramente abbiamo visto tutti almeno una volta. Nella immagine seguente sono riportati alcuni modelli di lampade a fluorescenza sia modelli tubolari che modelli compatti con attacco edison e starter e reatore incorporato. Le lampade fluorescenti moderne sono di due tipi: a vapori di mercurio ed a vapori di sodio. Questi vapori sostituiscono i gas nobili utilizzati nelle prime lampade.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/l_fluorescenti.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/Lampada-fluorescente.JPG\"\/><\/p>\n<p>La figura precedente\u00a0illustra le parti ed il principio di funzionamento delle lampade a fluorescenza:<\/p>\n<p>\u00a01. La tensione applicata al catodo negativo in una atmosfera di gas rarefatto (4) provoca l&#8217;emissione di elettroni e raggi catodici (3).<\/p>\n<p>2. I raggi catodici sono accelerati dal campo elettrico tra catodo (1) ed anodo (2)<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0I raggi catodici accelerati percorrono il tubo in cui \u00e8 contenuto il gas rarefatto (4)<\/p>\n<p>4.\u00a0Gli atomi del gas rarefatto sono costituiti da gas di Mercurio, Sodio, Neon a seconda del tipo di lampada<\/p>\n<p>5.\u00a0L&#8217;interazione tra i raggi catodici e gli atomi del gas provocano l&#8217;eccitamento del gas ed il consegnuente diseccitamento provoca l&#8217;emissione di raggi ultravioletti.<\/p>\n<p>6. I raggi utlravioletti vengono assorbiti dallo strato di polveri\u00a0fluorescenti\u00a0depositato sulle pareti interne del tubo di vetro\u00a0che viene a\u00a0sua volta eccitato.<\/p>\n<p>7. Il diseccitamento successivo provoca l&#8217;emissione di radiazione nell&#8217;intervallo della luce visibile<\/p>\n<p>Questo processo \u00e8 pi\u00f9 efficiente di quello ad incandescenza che provoca l&#8217;emissione anche di molta radiazione infrarossa. Nelle lampade a fluorescenza lo starter per fornire la tensione superiore\u00a0inziale per l&#8217;emissione dei raggi catodici ed un reattore che limita successivamente l&#8217;intensit\u00e0 di corrente per il funzionamento a regime stazionario.<\/p>\n<p align=\"center\">LAMPADE TUBOLARI FLUORESCENTI DI DIAMETRO 2,6 cm<\/p>\n<table style=\"WIDTH: 463px; HEIGHT: 132px\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" width=\"463\" align=\"center\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0Potenza assorbita<\/p>\n<p align=\"center\">Watt<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">Lunghezza\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">cm<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">Flusso luminoso<\/p>\n<p align=\"center\">Lumen\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0Efficienza<\/p>\n<p align=\"center\">%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a027<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">60\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">1450\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">54\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a045<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0120<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a03450<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a077<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a070<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0150<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a05400<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a077<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Come si vede dal confrontoi della precedente tabella delle lampade ad incandescenza, le lampade tubolari hanno una efficienza superiore a parit\u00e0 di consumi.<\/p>\n<p>Hanno l&#8217;inconveniente della esteticit\u00e0 e dell&#8217;ingombro ma sono le migliori per ambienti di lavoro grazie alla loro luce fredda e bianca. La loro durata \u00e8 condizionata dal numero di accensioni per cui sono molto adatte per quagli ambienti in cui vengono accese per lungo tempo\u00a0 come gli uffici di lavoro e non per quelli casalinghi che necessitino brevi periodi di accensioni e molto frequenti. Consiglio il seguente documento in PDF che fornisce alcuni dettagli importanti sulle lampade fluorescenti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ino.it\/~farini\/didattica\/lezioni\/illuminotecnica\/Lampadefluorescenti.pdf\">http:\/\/www.ino.it\/~farini\/didattica\/lezioni\/illuminotecnica\/Lampadefluorescenti.pdf<\/a><\/p>\n<p><font size=\"4\">LAMPADE ALOGENE<\/font><\/p>\n<p align=\"left\">Nelle lampade alogene il principio di funzionamento \u00e8 simile a quello delle incandescenti , tuttavia vengono mantenute in una atmosfera di gas di alogeni. In questo modo il riscaldamento provoca l&#8217;evaporazione del metallo che reagisce con i vapori di gas alogeno formando\u00a0alogenuro metallico che evapora dalla superficie del quarzo della lampada e quando entra in contatto con il filamento incandescente rideposita il metallo sul filo.<\/p>\n<p align=\"left\">In questo modo il filamento rigenera se stesso. Hanno in generale attacchi speciali a seconda delle esigenze ed applicazioni. <\/p>\n<p align=\"left\">\n<table cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" width=\"200\" align=\"center\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/RR_5453271.jpg\"\/><\/p>\n<\/td>\n<td>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"WIDTH: 511px; HEIGHT: 337px\" height=\"337\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/ALapadaAlogenaSchema.JPG\" width=\"511\"\/><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"\/>\n<p><strong><\/p>\n<hr\/>\n<p><\/strong><\/p>\n<hr\/>\n<p\/>\n<hr\/>\n<p\/>\n<p align=\"center\"><strong><font size=\"4\">CONSIGLI SUL RISPARMIO ENERGETICO<\/font><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\">Senza aver pretese di insegnare come risparmiare sulle bollette di casa si riportano alcuni suggerimenti utili e semplici su come risparmiare l&#8217;energia elettrica. IL risparmio energetico non si manifesta solo con una appropraiata gestione della energia elettrica, ma anche con le altre utenze come gas (riscaldamento, cottura) acqua (lavaggio, irrigazione). Ad esempio entrambi gliimpianti di riscaldamento e di acqua sono dotati di pompa elettrica per alimentare le tubazioni ed i punti utenza e questa pompa consuma energia elettrica.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\">1) <strong>L&#8217;ENEL ha calcolato nel 1995<\/strong> che se tutte le famiglie d&#8217;Italia sostituissero 2 lampadine ad incandescenza con altrettante a fluorescenza compatte si risparmierebbero moltissimi Kilowattora di corrente elettrica; possiamo fare un piccolo calcolo per renderci conto dell&#8217;ammontare della corrente risparmiata:<\/font><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0a) in italia supponiamo 50 milioni di persone da cui ipotizziamo\u00a0che ciascuna famiglia sia composta da 3 persone da cui deduciamo un valore medio di\u00a016 milioni di famiglie.<\/p>\n<p align=\"left\">b) quindi sostituiamo 16 milioni di lampadine (1 : 1 ) ad incandescenza da 1000 &#8211; 1400 Lumen (75 watt, 12 % efficienza) con lo stesso numero di lampadine fluorescenti di pari luminosit\u00e0, circa 1000 &#8211;\u00a01400 lumen (27 Watt, 54 % efficienza).<\/p>\n<p align=\"left\">c) Ora supponiamo che ciascuna lampadina venga accesa almeno 1000 ore in un anno e calcoliamo il consumo energetico.<\/p>\n<p align=\"left\">d) Consumo energetico Kilowattora (Kwh) = Kwatt x ore funzionamento = Watt x ore \/ 1000<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lampade incandescenti (1000 ore) = 75 x 1000 \/1000 = 75 Kilowattora<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0\u00a0\u00a0 Lampade fluorescenti (1000 ore) = 27 x 1000 \/1000 = 27 Kilowattora<\/p>\n<p align=\"left\">e) Ora moltiplichiamo per il numero di lampade: 16 miloni<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0\u00a0\u00a0 Lampade incandescenti 75\u00a0x 1000 x 16000000 = 1.200.000.000.000 = 1200 Gigawattora (1 Gigawattora = 1 Miliardo di Wattora)<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0\u00a0 Lampade fluorescenti\u00a0 = 27 x 1000 x 16000000 = 432.000.000.000 = 432 Gigawattora<\/p>\n<p align=\"left\">Una quantit\u00e0 davvero notevole.\u00a0<strong>Quindi un primo consiglio \u00e8 di investire in lampade fluorescenti<\/strong> compatte per la casa e tuobolari per gli uffici. <strong>Il riparmio energetico e la durata almeno doppia garantiscono<\/strong> la compensazione con il costo iniziale elevato per le lampade fluorescenti rispetto alle incandescenti. Secondo alcuni studi (vedi bibliografia) la sostituzione di tutte le lampade ad incandescenza con quelle fluorescenti garantirebbe\u00a0il 50%\u00a0&#8211; 80% di risparmio energetico sulla illuminazione per famiglia.<\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>2) Accendere le luci solo quando davvero se ne ha il bisogno<\/strong> ed utilizzare al massimo la luce naturale. Questo deve essere cosiderato in fase progettuale delle case in modo che venga sfruttata maggiormente l&#8217;illuminazione diurna solare.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>3) Gestione accurata degli elettrodomestici:<\/strong> fare a mano quello che si pu\u00f2 fare a mano e limitare l&#8217;uso degli elettrodomenstici al minimo indispensabile utilizzando quelli garantiti a basso consumo di corrente. Ad esempio prima di utilizzare l&#8217;asciugacapelli che consuma moltissima eletricit\u00e0, ascugare bene i capelli con l&#8217;asciugamano. In estate se se ne ha il tempo sfruttare la luce solare che male non fa.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>4)\u00a0Il forno a microoonde<\/strong> garantisce una efficienza maggiore di quello a incandescenza soprattutto per la velocit\u00e0 con cui cuoce. E&#8217; possibile utilizzarli entrambi come precottura e cottura finale. Cos&#8217; \u00e8 meglio inbvestire in elettrodomestici a basso consumo energetico rottamando quelli vecchi.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>5) In italia manca la cultura del risparmio energetico,<\/strong> ma\u00a0a causa di\u00a0alcuni partiti politici estremisti esiste invece una esaperata cultura ambientalista. Nel nord italia non mancano le risorse e la possibilit\u00e0 di utilizzare l&#8217;energia idroelettrica, ma tuttavia manca la volont\u00e0 politica di sfruttarle per via di limtazioni imposte dagli estremisti ambientalisti. L&#8217;estremismo ambinetalista \u00e8 tuttavia sorto a causa degli abusi edilizi che sono incorsi in tutta Italia tra gli anni 60 e 90 e che in certi casi continuano tutt&#8217;ora.\u00a0Ci vorrebbe\u00a0un po&#8217; pi\u00f9 di programmazione e di equilibrio come in tutte le cose. Non mancano in italia le risorse per sfruttare adeguatamente in sito idroelettrico nel rispetto dell&#8217;ambiente. Il solo risparmio di gas (compbusiuone) e di emissione garantirebbe\u00a0di aver fatto una scelta adeguata.\u00a0In Finlandia non esistono quasi fornelli a gas ma solo elettrici.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>6) Riscaldamento differito:<\/strong> da qualche anno sta prendendo piede nei nuovi comuni e quartieri\u00a0la fornitura di acqua calda\u00a0decentralizzata proveniente dalle centrali che bruciano i rifiuti ed ottengono acqua calda. Questo sistema era gi\u00e0 presente in alcune nazioni del nord europa ed ha dimostrato di avere maggiore efficienza poich\u00e8 le centrali si possono premettere di avere delle caldaie complesse ed ottimizzate a fronte di una maggiore produzione di calore da un lato e dello smaltimento di rifiuti inerti e che andrebbero bruciati comunque (costo zero del combustibile).<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>7) ILLUMINAZIONE STRADALE:<\/strong> si assite in molti punti d&#8217;italia uno spreco inammissibile di elettricit\u00e0 per illuminazione stradale. Sarebbe sufficiente dimezzare ove possibile i lampioni per dimezzare localmente i consumi comunali e stradali dell&#8217;elettricit\u00e0.\u00a0<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>8) CAMBIO DI POLITICA ENERGETICA:<\/strong> In italia si fa tuttora poco per gli investimenti nelle energie alternative. Ci si chiede come mai in germania dove fa freddo ci siano il doppio di pannelli solari che in italia. Uno dei motivi \u00e8 che nelle altre nazioni viene ripagata per intero l&#8217;energia prodotta e rivenduta alla societ\u00e0 elettrica, mentre in italia motivi politici\u00a0e normative totalmente arbitrarie\u00a0limitano la possibilit\u00e0 di rivendere l&#8217;energia prodotta in eccesso. In questo modo si ha meno incentivo nel produrre elettricit\u00e0 con pannelli solari. Si pensi che durante il giorno il consumo familiare \u00e8 basso poich\u00e8 molta gente \u00e8 al lavoro per cui i pannelli solari abitativi produrrebbero energia e ne consumerebbero molto\u00a0poca. La legge di riferimento \u00e8 la seguente:<strong> Decreto legislativo 19 dicembre 2003 n. 379 e dell\u2019Allegato A alla delibera dell\u2019Autorit\u00e0 per l\u2019energia elettrica ed il gas<\/strong>.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"2\"><strong>9) Sensibilizzazione\u00a0sociale e cultura del risparmio energetico:<\/strong> nel 2005 la redazione del programma Caterpillar della radio nazionale RAI aveva\u00a0emanato un appello radiofonico per spegnere tutti gli apparecchi elettrici in una data ora di un precison giorno. Si assistette ad una ampia adesione da parte degli ascoltatori e questo anno \u00e8 stato ripetuto estendendo il risparmio anche a gas ed\u00a0acqua. Il consumo giornaliero di elettricit\u00e0 pu\u00f2 essere\u00a0visulaizzato dalgi utenti alla pagina internet del gestore della rete elettrica:\u00a0\u00a0<\/font>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.terna.it\/ita\/index.asp\">http:\/\/www.terna.it\/ita\/index.asp<\/a>\u00a0(i dati vengono aggiornati ogni 15 minuti). Nel caso di adesione alla trasmissione si assistette ad un calo nel grafico (non mostrato nella figura seguente), verso le ore 19,00 anzich\u00e8 avere una impennata di consumi si ebbe un calo pi\u00f9 marcato per circa 1 ora.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"WIDTH: 523px; HEIGHT: 476px\" height=\"476\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/Terna.JPG\" width=\"523\"\/><\/p>\n<p align=\"left\">Riporto un testo interessante sul risparmio energetico estratto dal sito web del gestore rete elettrica (<a href=\"http:\/\/www.terna.it\/\">www.terna.it<\/a>):<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Record consumi <br \/><\/strong><br \/><u>Punta massima invernale e record storico<\/u> <\/p>\n<p>Il 25 gennaio 2006, alle ore 18.00, \u00e8 stata registrata la nuova punta invernale e record storico di potenza massima richiesta sulla rete elettrica nazionale: 55.539 MW. <br \/>Il valore \u00e8 superiore di 524 MW rispetto al record del 2005 (20 dicembre 55.015 MW), e di 1.372 MW rispetto all\u2019ultimo record estivo (28 giugno 2005, 54.163 MW). <br \/>Tra i fattori determinanti il picco dei consumi, l\u2019ondata di freddo intenso che ha attraversato l\u2019Italia, caratterizzata da un brusco abbassamento delle temperature e il massiccio ricorso agli apparecchi di riscaldamento. <\/p>\n<p><u>Punta massima estiva <br \/><\/u><br \/>Il 28 giugno 2005, alle ore 11.30, \u00e8 stata registrata la nuova punta estiva di potenza massima richiesta sulla rete elettrica nazionale: 54.163 MW. Il valore \u00e8 superiore di 663 MW rispetto al record estivo del 2004, quando si registrarono 53.500 MW (23 luglio 2004). Determinante per l\u2019impennata dei consumi \u00e8 stata l\u2019ondata di caldo torrido. <\/p>\n<p><u>Una curiosit\u00e0: energia elettrica e televisione<\/u> <\/p>\n<p>E\u2019 pi\u00f9 stretto di quanto possa sembrare il rapporto tra la tv e il consumo di elettricit\u00e0, ben verificabile in occasione di eventi televisivi che realizzano grandi ascolti. <br \/>Esemplare a riguardo pu\u00f2 essere considerato quanto avvenuto in occasione della partita di calcio Italia-Messico degli ultimi mondiali. Un evento sportivo che ha fortemente influenzato l\u2019andamento del fabbisogno di elettricit\u00e0 nel corso della giornata. Infatti a partire dalle ore 12 si \u00e8 verificato un aumento della domanda di energia elettrica, spiegabile con il fatto che molte attivit\u00e0 venivano anticipate in funzione proprio dell\u2019inizio della partita. <br \/>Al contrario dalle ore 13.30, orario di inizio del match, fino alla fine del primo tempo la domanda scendeva tanto da segnare un calo di 1000 MW rispetto alla previsione di fabbisogno. <br \/>Nel corso del secondo tempo la richiesta di energia scendeva ancora, fino ad arrivare ad un crollo dei consumi: 3000 MW in meno, un quantitativo pari al fabbisogno di una citt\u00e0 come Milano. <\/p>\n<p><strong><font size=\"4\"><\/p>\n<p align=\"center\"\/>\n<hr\/>\n<p\/><\/font><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><font size=\"4\">SPETTRI DI EMISSIONE DELLE LAMPADE<\/font><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">La luce visibile fa perte di un ristretto intervallo di lunghezze d&#8217;onda dell&#8217;intero spetro di radiazione esistente in natura. L&#8217;occhio umano si \u00e8 specializzato nelle lunghezze d&#8217;onda comprese tra 300 nm (violetto) &#8211; 700 nm (rosso) come riportato nella figura sosttostante:<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/spettr1.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"left\">La somma di tutte le lunghezze d&#8217;onda del visibile corrisponde ad un colore bianco standard indentificato nel seguente diagramma CIE, diagramma colorimetrico standard (CIE = Commission Internationale de l\u2019Eclairage , Commissione Internazionale per l\u2019Illuminazione del 1931) (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spazio_dei_colori\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spazio_dei_colori<\/a>).<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/cie.gif\"\/><\/p>\n<p align=\"left\">Il punto centrale &#8220;C&#8221;\u00a0del diagramma (<a href=\"http:\/\/www.photorevolt.com\/articoli_id_49.html\">http:\/\/www.photorevolt.com\/articoli_id_49.html<\/a>) \u00e8 il corrispettivo del colore di una superficie bianca illuminata da sorgente diurna solare.<\/p>\n<p align=\"left\">Non voglio entrare nel dettaglio del diagarmma CIE, ricordo solamente che \u00e8 un diagramma utile che combina le lunghezze d&#8217;onda con la\u00a0risposta spettrale dell&#8217;occhio umano. Una lampada per illuminazione viene classificcata in base alla temperatura di confronto con il corpo nero (vedi riferimenti successivi sulla legge di Wien) avente temperatura con la stesso spettro di emissione. Quindi mentre nella lampada ad incandescenza il filamento \u00e8 realmente caldo ed emette secondo la propria temperatura, nelle lampade a fluorescenza la temperatura \u00e8 indicativa del corrispondente punto di emissione che avrebbe sul diagramma CIE.<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/cie1931.JPG\"\/><\/p>\n<p align=\"left\">All&#8217;umentare della temperatura di un corpo il massimo di emissione si sposta dall&#8217;infrarosso al visibile e per temperature elevate\u00a0(qualche migliaia di gradi centigradi) il massimo di emissione di un corpo incandescente si trova nell&#8217;ultravioletto. Per il calcolo della temperatura e della lunghezza d&#8217;onda massima di emissione si utilizza una equazione approssimata , la legge di Wien (<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?numero=8129\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?numero=8129<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8035\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8035<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6570\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6570<\/a>).<\/p>\n<p align=\"left\">Due bellissimi diagrammi dello spostamento del massimo di emissione si possono trovare qui: <a href=\"http:\/\/www.astrofili.org\/members\/osservareilcielo\/spettri.htm\">http:\/\/www.astrofili.org\/members\/osservareilcielo\/spettri.htm<\/a> di cui riporto la figura e la didascalia:<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/foto22.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.astrofili.org\/members\/osservareilcielo\/spettri.htm\"><em><font size=\"+0\">Fig.sinistra) Curva di emissione del corpo nero, cio\u00e8 ripartizione fra le diverse lunghezze d\u2019onda dell\u2019energia irradiata da un corpo nero a quattro diverse temperature, da 3000\u00b0 a 6000\u00b0 assoluti. A 3000\u00b0 gran parte dell\u2019energia viene irradiata su lunghezze d\u2019onda superiori a 7500A e cio\u00e8 nell\u2019infrarosso; al crescere della temperatura l\u2019irraggiamento si sposta sempre pi\u00f9 verso le onde di minore lunghezza. A 5800\u00b0, che \u00e8 la temperatura superficiale del Sole, il massimo cade proprio nel bel mezzo della regione visuale, dove l\u2019occhio ha la massima sensibilit\u00e0 e gran parte dell\u2019energia emessa \u00e8 luce. <br \/>Fig.destra) Curve di emissione del corpo nero alle temperature di 6000\u00b0, 7500\u00b0 e 9000\u00b0 assoluti. La quantit\u00e0 totale di energia irradiata cresce cos\u00ec fortemente che si \u00e8 dovuto cambiare scala al disegno rispetto alla figura precedente. Come si vede, a 9000\u00b0 di temperatura il massimo di intensit\u00e0 cade gi\u00e0 nell\u2019ultravioletto. <\/font><\/em><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"+0\">Le lampada ad incadescenza hanno uno spettro emissivo continuo che riflette l&#8217;emissione di un corpo nero a 2700\u00b0C continuo e di conseguenza il colore fonale ha una tonalit\u00e0 calda leggermente gialla.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"+0\">Le lampade a fluorescenza hanno uno spettro a bande e righe di emissione; di seguito viene riportato lo spettro di emissione delle lampade al sodio ad alta pressione alla temperatura di 700 \u00b0C:<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"+0\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/Untitled-37-700C-Alta-presisone-sodio.jpg\"\/><br \/><\/font><\/p>\n<p align=\"left\">Tratto (<a href=\"http:\/\/debora.pd.astro.it\/cinzano\/libro\/node40.html\">http:\/\/debora.pd.astro.it\/cinzano\/libro\/node40.html<\/a>)<\/p>\n<p align=\"left\">Di seguito lo spettro di emissione a righe\/bande di alcuni metalli utilizzati nelle lampade:<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/ambiente\/spettr2.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>TESTO DI RIFERIMENTO:<\/strong><\/p>\n<p>GUIDA ALLE RIPARAZIONI IN CASA: Il fai da te dei lavori elettrici (Carlo Di NArdo, Ed. DEL VECCHIO EDITORE, 1996)<\/p>\n<p\/><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>TESTO DI RIFERIMENTO:<\/strong><\/p>\n<p>GUIDA ALLE RIPARAZIONI IN CASA: Il fai da te dei lavori elettrici (Carlo Di NArdo, Ed. DEL VECCHIO EDITORE, 1996)<\/p>\n<p\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-2395","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-ambiente-e-salute-del-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2395"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2395\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}