{"id":2298,"date":"2005-10-11T00:00:00","date_gmt":"2005-10-10T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2298","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2298\/","title":{"rendered":"La mia domanda \u00e8 questa: com&#8217;\u00e8 possibile che da tre anni a questa parte, da quando cio\u00e8 prendo ogni autunno un vaccino omeopatico, i miei raffreddori non si sono pi\u00f9 trasformati in bronchiti, come succedeva invece con vaccini tradizionali, avendo io un&#8217;asma allergica dall&#8217;et\u00e0 di sei anni? Grazie per l&#8217;attenzione."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"203\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/pseudoscienze\/hanhemann.jpg\" width=\"200\" alt=\"\"\/>\u00a0<font color=\"#ff0000\" size=\"1\">Christian Samuel Hahneman (1755-1843): inventore dell&#8217;omeopatia<\/font><\/p>\n<p>Il tipo di domanda posta dal lettore \u00e8 piuttosto comune e capita spesso di sentirsela rivolgere quando si sottolinea il dato inequivocabile secondo il quale nessuno ha mai dimostrato che l\u2019omeopatia abbia un\u2019efficacia superiore al semplice effetto placebo. L\u2019esame di un singolo caso in cui una terapia ha avuto successo non dimostra per\u00f2 alcunch\u00e9. <\/p>\n<p>Se assumo un farmaco e la mia patologia regredisce sono portato a credere che la terapia abbia funzionato. Questo \u00e8 per\u00f2 solamente uno dei casi logicamente e materialmente possibili. Infatti pu\u00f2 accadere che: <\/p>\n<p>1)La patologia \u00e8 effettivamente regredita per merito del farmaco. <br \/>2)La patologia sarebbe comunque regredita nello stesso periodo di tempo, indipendentemente dall\u2019assunzione del farmaco. <br \/>3)Senza l\u2019assunzione del farmaco la patologia sarebbe regredita pi\u00f9 rapidamente. <\/p>\n<p>Nessuno di noi \u00e8 in grado di stabilire da solo e con certezza quale dei casi possibili si \u00e8 effettivamente verificato. Molto spesso le nostre conclusioni sono del tutto azzardate e prive di fondamento. <\/p>\n<p>A complicare ulteriormente le cose interviene l\u2019inevitabile effetto placebo, sempre presente in qualsiasi atto terapeutico. L\u2019assunzione di sostanze farmacologicamente inattive pu\u00f2 avere un effetto benefico se esse vengono presentate al paziente come efficaci. Il placebo, in media, ha un\u2019efficacia di circa il 30 per cento. <\/p>\n<p>Per tenere conto di questi fattori \u00e8 quindi assolutamente necessario progettare delle idonee procedure per valutare l\u2019efficacia di un farmaco. <\/p>\n<p>Una prima procedura adottabile \u00e8 quella del cosiddetto &#8220;cieco semplice&#8221;, che consiste nell\u2019eliminare ogni possibile fonte di informazione sul soggetto esaminato. Per fare questo occorre prendere in considerazione due campioni omogenei di pazienti. A uno di essi (campione sperimentale) si somministra il farmaco oggetto di studio e all\u2019altro (campione di controllo) un placebo, ovvero una sostanza farmacologicamente inerte. Ovviamente (e in ci\u00f2 consiste il &#8220;cieco semplice&#8221;) nessun paziente di entrambi i campioni deve sapere se sta assumendo il farmaco o il placebo. <\/p>\n<p>La procedura del &#8220;cieco semplice&#8221;, tuttavia, si \u00e8 dimostrata insufficiente, poich\u00e9 i risultati possono essere falsati dalla psiche degli stessi sperimentatori. Infatti, questi ultimi, influenzati dalle proprie aspettative, possono involontariamente assumere comportamenti che possono condizionare le reazioni del soggetto, invalidando cos\u00ec l\u2019esperimento. Se ad esempio il medico sperimentatore sa di somministrare il farmaco piuttosto che il placebo, pu\u00f2 involontariamente suggestionare il paziente. <br \/>Per questo motivo, al fine di ottenere risultati attendibili, \u00e8 necessario che neppure gli sperimentatori conoscano certe informazioni. Nel caso della sperimentazione clinica, quindi, neppure i medici devono conoscere la natura della terapia somministrata. In questi casi la procedura viene chiamata &#8220;doppio cieco&#8221;, poich\u00e9 sia i soggetti esaminati che gli sperimentatori ignorano informazioni importanti che potrebbero influenzare pesantemente i risultati. <\/p>\n<p>La procedura in doppio cieco si \u00e8 rivelata quindi l\u2019unica strada percorribile per valutare correttamente l\u2019efficacia di una terapia. In molti casi, inoltre, la procedura in doppio cieco deve essere seguita da un\u2019accurata analisi statistica dei risultati ottenuti sul campione sperimentale e su quello di controllo per mettere in evidenza eventuali differenze significative. <\/p>\n<p><u>In campo medico questa \u00e8 l\u2019unica metodologia possibile e soltanto i farmaci e le terapie che superano tale procedura possono essere definiti efficaci<\/u>. <\/p>\n<p>Fino a oggi nessun rimedio omeopatico ha mai superato positivamente una simile procedura. <\/p>\n<p>Gli omeopati controbattono spesso affermando che tale procedura non sarebbe adottabili per i rimedi omeopatici a causa della loro particolarit\u00e0 e soprattutto perch\u00e9 essi sono calibrati sul singolo paziente e quindi non analizzabili su base statistica. L\u2019obiezione appare una grossolana arrampicata sugli specchi. Ci\u00f2 che viene valutato infatti nelle sperimentazioni sopra descritte \u00e8 lo stato di salute dei pazienti, prima e dopo la terapia, e questo \u00e8 (e deve essere, se non si vogliono usare due pesi e due misure) valutabile nello stesso modo, indipendentemente dal tipo di terapia utilizzata. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[75],"tags":[],"class_list":["post-2298","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-paranormale-e-medicina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2298","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2298"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2298\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}