{"id":2276,"date":"2005-09-27T00:00:00","date_gmt":"2005-09-26T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2276","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2276\/","title":{"rendered":"Come si \u00e8 formato il Mediterraneo dal punto di vista geologico?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Prima di intraprendere una lunga corsa indietro nel tempo, \u00e8 necessario conoscere la struttura evolutiva del nostro pianeta. Siamo nel 1912 e Alfred Wegener (geofisico tedesco), formula la teoria della deriva dei continenti, secondo la quale le terre emerse sarebbero giunte alla posizione attuale a partire dallo smembramento di un unico grande blocco (Pangea) circondato da un vasto oceano. La comunit\u00e0 scientifica fatica ad accettare queste idee che soltanto negli anni sessanta verranno considerate e introdotte in una teoria pi\u00f9 vasta conosciuta come Tettonica delle Placche.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/pangea.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">Per approfondire il tema sulla teoria della Tettonica delle Placche: <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6683\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=6683<\/a><\/div>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Incominciamo dall\u2019era Mesozoica, periodo Triassico, all\u2019incirca 200 milioni di anni dai tempi nostri. La superficie terrestre, molto diversa da quella che siamo abituati a vedere, \u00e8 costituita da due masse continentali, una settentrionale (Laurasia) ed una meridionale (Gondwana). Il processo di deriva dei continenti \u00e8 in atto. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/trias.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Passano 70 milioni di anni e si <font size=\"2\">arriva al<\/font> periodo Giurassico. L\u2019 America settentrionale inizia a separarsi dall\u2019Laurasia. Un braccio di mare, denominato Oceano Tetide, si estende dalle attuali Americhe alle terre d\u2019Oriente.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/giura.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Ancora 60 milioni di anni pi\u00f9 tardi, nel periodo Cretaceo inizia un processo di disgregazione delle masse continentali che porter\u00e0 le terre emerse alla configurazione attuale. <br \/>E\u2019 nato l\u2019Oceano Atlantico e le Americhe si stanno progressivamente allontanando dal resto dei blocchi continentali. Nella posizione del nostro mare \u00e8 presente un piccolo bacino orientato in senso est-ovest e rappresenta un lungo canale di comunicazione tra l\u2019Oceano Atlantico ed il Pacifico. L\u2019allargamento dell\u2019Atlantico meridionale provoca un\u2019azione rotatoria verso nord-est del blocco africano che, successivamente, condurr\u00e0 alla chiusura del braccio di mare dando origine al Mar Mediterraneo. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/creta.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Nell\u2019area mediterranea la situazione \u00e8 complessa: i movimenti delle placche non sono lineari, la crosta terrestre si frammenta in microplacche sospinte verso l\u2019Europa dalla zolla africana, la penisola indiana si dirige verso l\u2019Asia. Le collisioni delle zolle e delle placche mediterranee danno luogo a imponenti orogenesi: Alpi, Zagros, Karakorum ed Himalaya. L\u2019area mediterranea, snodo di numerose strutture crostali che separano le zolle continentali, si frammenta in pi\u00f9 microplacche. <\/p>\n<p>Avanziamo nell\u2019era Cenozoica, e precisamente nel periodo Paleogene, epoca Oligocene, circa 30 milioni di anni ai giorni nostri. Il blocco sardo-corso si separa dalla penisola iberica ruotando verso est: iniziano i movimenti legati all\u2019orogenesi appenninica, ed alle spalle si apre un fondale di tipo oceanico: il Mar Ligure. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/paleogene.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Proseguiamo ancora di 12 milioni di anni, siamo nel periodo Neogene, epoca Miocene. Il Mediterraneo comincia a essere identificato geograficamente in modo pi\u00f9 netto, ma \u00e8 ancora aperto verso l\u2019atlantico. A oriente, la dorsale oceanica incomincia a dare origine al golfo Persico seguendo la geometria di quello che sar\u00e0 il canale di Suez. Proprio in questo periodo, la paleontologia testimonia l\u2019interruzione dei collegamenti con l\u2019Oceano Indiano documentando la migrazione delle faune a Proboscidati dall\u2019Africa verso l\u2019Asia e l\u2019Europa. <br \/>Il Mediterraneo \u00e8 ora un golfo dell\u2019Oceano Atlantico, collegato ad esso da due varchi a nord della catena betica (Spagna e Portogallo) ed a sud del rif oceanico del marocco. <\/p>\n<p>Nel Miocene superiore (Messiniano, circa sette milioni di anni da noi) si registra uno degli eventi pi\u00f9 espressivi del nostro mare, la cosiddetta Crisi di Salinit\u00e0, che in un certo senso apre la storia moderna del Mediterraneo. <br \/>Il proseguimento della spinta della zolla africana contro quella eurasiatica conduce alla chiusura dei collegamenti con l\u2019Oceano Atlantico, il Mediterraneo resta isolato dall\u2019Atlantico e ne consegue il disseccamento. La prova del prosciugamento e dei conseguenti fenomeni chimico-deposizionali del bacino del Mediterraneo e data dalla Formazione Gessoso-Solfifera, caratterizzata da forti spessori di gessi ed evaporiti, che ai giorni nostri attraverser\u00e0 l\u2019Appennino, rappresenta. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/miocene.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel Miocene la situazione evolutiva \u00e8 sicuramente condizionata da alcune ingressioni marine minori; il bacino padano riceve apporti fluviali e si formarono laghi dolci e salmastri. A supporto dell\u2019ipotesi del prosciugamento vi \u00e8 il dato che tutti i grandi fiumi che sfociano in Mediterraneo, dal Rodano al Nilo, hanno in realt\u00e0 scavato canyon profondi fino a 2000 metri, successivamente colmati da sedimenti. Questo significa che il livello di base dell\u2019erosione, cio\u00e8 il livello del mare, deve trovarsi 2000 metri pi\u00f9 in basso dell\u2019attuale. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/ingressione.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Continua la complessa storia evolutiva delle microplacche mediterranee, con la formazione di nuovi bacini di tipo oceanico veri e propri come il Mare di Alboran ed il Tirreno Sudorientale. Questi bacini, con piane abissali in senso stretto, sono infatti di formazione ancora pi\u00f9 recente del Mar Ligure. <br \/>Nel Pliocene (un milione di anni pi\u00f9 tardi) la reingressione delle acque dall\u2019Atlantico \u00e8 molto rapida a scala geologica, e riporta sedimenti abissali sul fondo dei bacini. Con l\u2019apertura del Tirreno e la progressiva elevazione delle catene appenniniche, il Mediterraneo resta diviso in due settori: quello orientale risente poco degli apporti delle correnti da Gibilterra, e le parti profonde sono praticamente escluse dai sistemi di circolazione a causa dello sbarramento costituito dalla Sicilia e dal cosiddetto Plateau di Malta, distesa di rocce calcaree che si estende fino alla Sicilia. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/pliocene.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\"\/>\n<p align=\"justify\"><u>Aspetti paleo-climatici:<\/u><\/p>\n<p align=\"justify\">All\u2019inizio del Pliocene iniziano le grandi oscillazioni climatiche globali, con alternanze di periodi pi\u00f9 freddi (ere glaciali) e pi\u00f9 caldi. Da questo momento la vita nel Mediterraneo sar\u00e0 fortemente condizionata dalle oscillazioni climatiche, con ingressi ed estinzioni ripetute di faune di ambiente freddo e di faune di ambiente caldo. Si trovano strati alterni con grandi popolazioni di Arctica inslandica (mollusco bivalve, tipico di acque fredde dell\u2019Atlantico) e Strombus bubonius (un grosso mollusco gasteropode che tipico delle acque calde) <br \/>Un altro fattore collegato ai mutamenti climatici sono le oscillazioni del livello dl mare. E\u2019 ormai assodato che ogni periodo climatico freddo \u00e8 caratterizzato dalla formazione di grandi coperture glaciali continentali che immobilizzano parte delle acque del globo. Il livello del mare si abbassa ogni volta in modo proporzionale al volume dei ghiacciai. Le quote minime a scala globale sono di 120 m al disotto del livello del mare attuale. Per intenderci: la costa settentrionale dell\u2019Adriatico si trova ad Ancona, l\u2019Isola d\u2019Elba \u00e8 raggiungibile a piedi, Sardegna e Corsica sono un\u2019unica terra emersa. <br \/>Dati sicuri sul livello pi\u00f9 basso raggiunto si conoscono solo per quanto riguarda l\u2019ultima glaciazione, terminata tra i 15.000 ed i 13.000 anni dall\u2019attuale. Le variazioni climatiche non sono eventi \u201csimmetrici\u201d, ovvero le deglaciazioni sono nel complesso molto pi\u00f9 rapide delle glaciazioni. La risalita del livello del mare \u00e8 veloce, le pianure costiere scompaiono nell\u2019arco di decenni, luoghi sacri e cimiteri restano sommersi dalle onde a raffigurare il grande diluvio di tutte le mitologie e religioni. Il Mediterraneo si sta preparando ad accogliere le civilt\u00e0 \u2026\u2026.. e gli stabilimenti balneari. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":271,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-2276","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/271"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2276"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2276\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}