{"id":2263,"date":"2005-11-19T00:00:00","date_gmt":"2005-11-18T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2263","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2263\/","title":{"rendered":"Ciao sono una studentessa universitaria e vorrei conoscere la formazione dei foglietti embrionali nei Sauropsidi e i loro annessi embrionali. Grazie mille."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Con il termine sauropsidi si usa indicare rettili e uccelli, entrambi possiedono uova ricche di tuorlo. Il pi\u00f9 conosciuto e studiato tra i Sauropsidi \u00e8 sicuramente il pollo, quindi utilizzeremo questo modello per spiegare gli eventi che portano alla formazione dei tre foglietti embrionali. I Sauropsidi presentano una segmentazione meroblastica discoidale che da origine a un blastodisco posizionato sulla massa del tuorlo. Le cellule del blastodisco ingredono o delaminano dall\u2019epiblasto esterno nella cavit\u00e0 sottogerminale a formare lo strato dell\u2019ipoblasto primario. In un secondo momento, le cellule che formano il margine posteriore si spostano anteriormente fino a raggiungere le cellule dell\u2019ipoblasto primario e prendono il nome di ipoblasto secondario. L\u2019epiblasto e l\u2019ipoblasto sono uniti insieme lungo il margine e lo spazio creatosi tra di loro si chiama blastocele. L\u2019ipoblasto non contribuisce alla formazione dell\u2019embrione ma former\u00e0 le membrane che circondano il sacco del tuorlo. <br \/>Attraverso il solco primitivo, formatosi lungo l\u2019asse antero-posteriore dell\u2019embrione, ingredono per prime le cellule che formeranno l\u2019endoderma dell\u2019intestino, anche se non avviene la formazione di un archenteron primitivo. Una volta entrate nel blastocele, queste cellule migrano anteriormente e successivamente sostituiscono le cellule dell\u2019ipoblasto nella porzione anteriore dell\u2019embrione. Mentre la stria primitiva si sposta in avanti, anche le cellule dell\u2019ipoblasto secondario migrano anteriormente dal margine posteriore del blastodisco. Il secondo gruppo di cellule che entra nel blastocele attraverso il nodo di Hensen, si spostano anteriormente ma restano tra l\u2019endoderma e l\u2019epiblasto a formare il mesoderma della testa e il cordomesoderma. Le altre porzioni di endoderma e mesoderma vengono invece formate dalle cellule che ingredono attraverso le porzioni laterali della stria primitiva. Queste cellule si dividono in due gruppi, uno dei quali si muove pi\u00f9 in profondit\u00e0 e spinge lateralmente le cellule dell\u2019ipoblasto. Questo gruppo da origine all\u2019endoderma e a molti annessi extraembrionali. Il secondo gruppo migra nel blastocele tra l\u2019epiblasto e l\u2019ipoblasto e forma un foglietto lasso di mesenchima che originer\u00e0 le strutture mesodermiche. <\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"WIDTH: 474px; HEIGHT: 384px\" height=\"384\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/biologia\/pollomesenchima.jpg\" width=\"474\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"justify\">Ricordiamo in particolare che il mesoderma laterale si divide in una somatopleura addossata all\u2019ectoderma e una splancnopleura addossata all\u2019endoderma. <br \/>Per quanto riguarda gli annessi embrionali, ricordiamo che nei sauropsidi ritroviamo: il sacco vitellino, il corion, l\u2019allantoide e l\u2019amnios. Ognuna di queste strutture ha una precisa funzione, indispensabile per lo sviluppo dell\u2019embrione. Il sacco del tuorlo ha il compito di demolire e metabolizzare il tuorlo, permettendo il trasferimento dei suoi costituenti all\u2019embrione. L\u2019amnios secerne e mantiene il liquido amniotico, una soluzione acquosa che protegge l\u2019embrione dalla disidratazione e che ha permesso ai sauropsidi di conquistare la terra ferma svincolandosi dall\u2019ambiente acquatico per la riproduzione. L\u2019allantoide \u00e8 connesso con l\u2019intestino il formazione e costituisce un organo sacciforme atto al deposito dei materiali di rifiuto, quali i composti azotati, inoltre l\u2019allantoide svolge un importantissima funzione nel permettere gli scambi gassosi attraverso il guscio poroso e si accresce con il procedere dello sviluppo, cos\u00ec come diminuisce il sacco del tuorlo. il corion \u00e8 l\u2019annesso pi\u00f9 esterno, riveste tutti gli altri e media gli scambi metabolici tra i territori embrionali e il mondo esterno. <br \/>Andando nello specifico della loro formazione, il sacco vitellino si origina da epibolia dei tre foglietti embrionali, che si spostano verso il polo vegetativo ricoprendo quasi completamente il tuorlo. L\u2019ectoderma extraembrionale che \u00e8 derivato dall\u2019ipoblasto, si accresce e trasporta con se la porzione somatopleurica del mesoderma. Parimenti l\u2019endoderma trascina con se quella splancnoplerurica. La cavit\u00e0 cos\u00ec formatasi viene chiamata celoma extraembrionale. Quasi alla fine dell\u2019epibolia, la parete esterna (ectoderma e somatopleura) si solleva a livello dell\u2019estremit\u00e0 cefalica dell\u2019embrione, formando una plica che viene chiamata proamnios. Le pliche proamniotiche sono due, una per lato, e si incontrano, saldandosi tra di loro a formare l\u2019amnios, o meglio il pleuramnios, e richiudendo l\u2019embrione in una cavit\u00e0 detta amniotica. Questa cavit\u00e0 ben presto si riempie di un liquido secreto dalle cellule della parete. Il sollevamento e la fusione delle pliche dilata il celoma extraembrionale, in tal modo la parete interna (endoderma e splancnopleura) vanno a costituire il sacco vitellino rivestendo completamente il tuorlo. La parete esterna invece va a circondare l\u2019intero embrione e gli annessi precedentemente citati, e prende il nome di corion. Il corion esternamente si trova in contatto con l\u2019albume che circonda l\u2019uovo. Infine, posteriormente al sacco vitellino, compare dall\u2019intestino una piega. Questa piega si espande nel celoma extraembrionale fino a toccare la faccia interna del corion. Quest\u2019ultimo annesso \u00e8 l\u2019allantoide e la sua unione con il corion d\u00e0 origine alla membrana corioallantoidea. Nell\u2019allantoide si depositano cristalli di acido urico, che grazie alla loro igroscopicit\u00e0 assorbono una gran quantit\u00e0 di acqua. L\u2019allantoide negli uccelli si espande sotto il sacco del tuorlo (rimasto aperto a livello dell\u2019ombelico vitellino, e unito al corion forma delle espansioni villose che hanno la funzione di assorbire acqua e albumine dall\u2019albume. Questa nuova struttura si chiama appunto sacco dell\u2019albume. <\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"WIDTH: 531px; HEIGHT: 399px\" height=\"399\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/biologia\/polloannessi.jpg\" width=\"531\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>Per una visione generale dei processi di gastrulazione: <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=4083\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=4083<\/a><\/p>\n<p>Per approfondire i processi di formazione della stria primitiva e della notocorda: <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8303\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8303<\/a><\/p>\n<p\/>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":247,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-2263","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-embriologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/247"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2263"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2263\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}