{"id":2209,"date":"2000-03-10T00:00:00","date_gmt":"2000-03-09T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2026-07-01T08:16:03","modified_gmt":"2026-07-01T06:16:03","slug":"2209","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2209\/","title":{"rendered":"Si dice che la meccanica newtoniana avesse riposto in un &#8220;angolino&#8221; il libero arbitrio dell&#8217;uomo, per via di una visione completamente determinista. Vorrei sapere in che ottica la nuova fisica guarda verso il problema dell&#8217;effettiva libert\u00e0 dell&#8217;uomo nell&#8217;universo. Mi scuso se la domanda non \u00e8 posta in maniera sufficientemente chiara."},"content":{"rendered":"<p>Quello del libero arbitrio \u00e8 un problema spinoso sul quale hanno discusso<br \/>\nschiere di filosofi senza giungere, peraltro, ad alcuna conclusione soddisfacente.<br \/>\nNon ho quindi nessuna pretesa di rispondere in modo adeguato alla difficile<br \/>\ndomanda che il lettore pone. Mi limiter\u00f2 ad alcune considerazioni che<br \/>\nspero possano essergli utili per chiarire un po&#8217; meglio il problema.<\/p>\n<p>Sintetizzando al massimo le diverse posizioni che hanno caratterizzato<br \/>\nl&#8217;intera storia della filosofia, potremmo individuare due schieramenti.<br \/>\nPer alcuni &#8220;libero arbitrio&#8221; significa sostanzialmente assenza di costrizioni.<br \/>\nIn altre parole un soggetto \u00e8 libero quando non \u00e8 indotto a una scelta<br \/>\nin contrasto con quelle che sarebbero le sue preferenze. Per altri invece,<br \/>\nper essere veramente liberi, occorre qualcosa di pi\u00f9. Sarebbe cio\u00e8 necessaria<br \/>\nanche la capacit\u00e0 di scegliere in contrasto con le proprie preferenze<br \/>\nsenza essere vincolati dal proprio carattere, dalle proprie aspirazioni<br \/>\ne dalle circostanze in cui avviene la scelta. Questa seconda posizione<br \/>\n\u00e8 stata ben espressa da Schopenauer quando afferm\u00f2 che &#8220;l&#8217;uomo \u00e8 libero<br \/>\ndi fare ci\u00f2 che vuole, ma non di volere ci\u00f2 che vuole&#8221;. Entrambe le posizioni<br \/>\npresentano non poche difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>La scienza classica era fondamentalmente deterministica. Questa posizione<br \/>\ndeterministica \u00e8 stata chiaramente espressa da Pierre-Simon de Laplace<br \/>\nche nel suo <i>Essai philosophique sur les probabilit\u00e9s<\/i> del 1814,<br \/>\ncos\u00ec scriveva:<\/p>\n<blockquote><p>Tutti gli avvenimenti, perfino quelli che per la loro piccolezza non<br \/>\nsembrano dipendere dalle grandi leggi della natura, sono una conseguenza<br \/>\ndi queste ultime altrettanto necessarie che le rivoluzioni del Sole.<br \/>\nNell&#8217;ignoranza dei legami che li uniscono all&#8217;intero sistema dell&#8217;universo,<br \/>\nsi sono fatti dipendere da cause finali o dal caso, a seconda che essi<br \/>\navvenivano e si succedevano con regolarit\u00e0 o senza un ordine apparente;<br \/>\nma queste cause immaginarie hanno gradualmente ceduto il passo, con<br \/>\nl&#8217;allargarsi dei confini delle conoscenze e sono interamente scomparse<br \/>\ndi fronte alla sana filosofia, che vede in esse soltanto l&#8217;espressione<br \/>\ndella nostra ignoranza delle vere cause. [\u2026]<br \/>\nUna intelligenza che, a un dato istante, potesse conoscere tutte le<br \/>\nforze da cui la natura \u00e8 animata e la posizione rispettiva degli enti<br \/>\nche la compongono -una intelligenza sufficientemente vasta da sottoporre<br \/>\nquesti dati all&#8217;analisi- abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti<br \/>\ndei pi\u00f9 grandi corpi dell&#8217;universo e quelli dell&#8217;atomo pi\u00f9 leggero;<br \/>\nper essa, nulla sarebbe incerto e il futuro, come il passato, sarebbe<br \/>\npresente ai suoi occhi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo il determinismo della fisica classica, la conoscenza delle leggi<br \/>\ne dei dati relativi ad un certo istante (condizioni iniziali) consente<br \/>\ndi prevedere con assoluta certezza l&#8217;evoluzione di un sistema. La fisica<br \/>\nclassica ritiene di conoscere le leggi e ammette, almeno in linea di principio,<br \/>\nche sia consentito conoscere i dati. Molti fenomeni (quali il lancio di<br \/>\nun dado) sono di fatto imprevedibili a causa della mancata conoscenza<br \/>\ndelle condizioni iniziali. Tuttavia essi diventerebbero perfettamente<br \/>\nprevedibili nel momento in cui si acquisisse tale conoscenza, concettualmente<br \/>\npossibile per la fisica classica. Condizioni iniziali differenti produrranno<br \/>\ndifferenti evoluzioni del sistema.<br \/>\nQuesta rigida concezione deterministica, se estesa all&#8217;intero universo,<br \/>\nsi presta gi\u00e0 di per s\u00e9 ad una interessante critica di ordine logico che<br \/>\n\u00e8 strettamente legata al problema del libero arbitrio. Per dedurre una<br \/>\nlegge fisica, lo sperimentatore deve avere la libert\u00e0 di scegliere condizioni<br \/>\niniziali diverse e constatare, di conseguenza, differenti evoluzioni.<br \/>\nTuttavia, se l&#8217;intero universo \u00e8 rigidamente deterministico, lo sperimentatore,<br \/>\nin quanto parte dell&#8217;universo, non \u00e8 affatto libero nelle sue scelte.<br \/>\nLe condizioni iniziali che egli ritiene di scegliere sono in realt\u00e0 determinate<br \/>\ndalla storia precedente dell&#8217;intero universo. La legge fisica che egli<br \/>\nritiene di dedurre sarebbe pertanto completamente priva di senso. A questo<br \/>\nproposito Mario Ageno osserva (M. Ageno, <i>Introduzione alla biofisica<\/i>):<\/p>\n<blockquote><p>La contraddizione pu\u00f2 essere certamente sanata ammettendo che le condizioni<br \/>\niniziali dell&#8217;universo fossero proprio tali da portare di necessit\u00e0<br \/>\nal momento giusto quel certo sperimentatore a fare proprio quelle esperienze<br \/>\nche, se egli fosse stato libero di operare, lo avrebbero condotto a<br \/>\nformulare le leggi universali del sistema allo studio. Il valore esplicativo<br \/>\ndella teoria sarebbe allora nullo e, pi\u00f9 che nella metafisica, ricadremmo<br \/>\nin pieno nella teologia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Inoltre anche all&#8217;interno della fisica classica sono noti da tempo fenomeni<br \/>\nla cui evoluzione \u00e8 estremamente sensibile alle condizioni iniziali (sistemi<br \/>\ncaotici). Pur essendo deterministici, i sistemi caotici non consentono una previsione efficace nel lungo periodo.<\/p>\n<p>Queste considerazioni fanno comprendere come anche all&#8217;interno della fisica<br \/>\nclassica non \u00e8 affatto detto che il libero arbitrio debba necessariamente<br \/>\nessere &#8220;messo in un angolino&#8221;. Inoltre, come ha osservato MacKay (citato<br \/>\nin P. Davies, <i>Dio e la nuova fisica<\/i>), anche ammettendo una prospettiva<br \/>\ndeterministica e ipotizzando che una mente superiore fosse in grado di<br \/>\nprevedere esattamente le nostre scelte, non potrebbe assolutamente comunicarcelo.<br \/>\nSe lo facesse, infatti, le nostre &#8220;condizioni iniziali&#8221; cambierebbero<br \/>\ne le sue previsioni sarebbero vanificate. Quindi possiamo salvare il nostro<br \/>\nlibero arbitrio (qualunque cosa significhi), visto che esso necessita<br \/>\nsolamente di una certa ignoranza da parte nostra nei confronti del futuro.<\/p>\n<p>La fisica quantistica ha sferrato un colpo mortale alla visione deterministica<br \/>\ndella fisica classica. Anche se \u00e8 improprio considerare la meccanica quantistica<br \/>\nuna teoria indeterministica. A livello di singola funzione d&#8217;onda essa<br \/>\n\u00e8, infatti, perfettamente deterministica. Tuttavia, \u00e8 la mancata conoscenza<br \/>\nesatta dei dati relativi alle condizioni iniziali (conseguenza del principio<br \/>\ndi Heisenberg) che impedisce di prevedere esattamente i valori futuri<br \/>\nassunti dalle diverse grandezze fisiche che caratterizzano lo stato di<br \/>\nun sistema. Questa impossibilit\u00e0 ci obbliga a previsioni esclusivamente<br \/>\ndi tipo statistico. Il fisico B. d&#8217;Espagnat, a questo proposito, ha formulato<br \/>\nnel modo seguente il principio di determinismo statistico: &#8220;<i>Se due<br \/>\ninsiemi statistici sono sottoposti a trattamenti identici e se osservazioni<br \/>\nsuccessive rivelano tra essi significative differenze statistiche, se<br \/>\nne trae l&#8217;implicazione che i due insiemi non erano identici all&#8217;inizio<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>(B. d&#8217;Espagnat, <i>I fondamenti concettuali della meccanica quantistica<\/i>).<\/p>\n<p>Tuttavia anche ammettendo una prospettiva completamente indeterministica,<br \/>\nin cui il caso regnasse sovrano, anche le nostre scelte sarebbero del<br \/>\ntutto casuali. Posti di fronte a una alternativa la nostra scelta deriverebbe<br \/>\nda una semplice fluttuazione quantica a livello neuronale e difficilmente<br \/>\npotremmo considerarla frutto di ci\u00f2 che chiamiamo libero arbitrio. Di<br \/>\nconseguenza l&#8217;abbandono della concezione deterministica solo apparentemente<br \/>\nsembra consentire uno spazio maggiore al libero arbitrio.<\/p>\n<p>Probabilmente quindi \u00e8 la nozione stessa di libero arbitrio a dover essere<br \/>\nrivista. Il problema del libero arbitrio \u00e8 in realt\u00e0 un insieme di tanti<br \/>\nproblemi non sempre facilmente individuabili. Solamente una conoscenza<br \/>\npi\u00f9 approfondita della mente umana potr\u00e0 far luce sulla questione. Dal<br \/>\npunto di vista operativo \u00e8 tuttavia relativamente semplice stabilire se<br \/>\nun individuo possiede o no libero arbitrio: \u00e8 sufficiente chiedersi se<br \/>\n\u00e8 possibile o no prevedere esattamente le sue azioni. Sicuramente tale<br \/>\npossibilit\u00e0 ci \u00e8 preclusa, sia in un universo deterministico che in uno<br \/>\nindetermininistico. Di conseguenza la categoria morale del libero arbitrio<br \/>\nsembra essere un&#8217;utile approssimazione con cui trattare il comportamento<br \/>\numano. Attribuendo a noi stessi il libero arbitrio ci comportiamo in maniera<br \/>\nsostanzialmente analoga a quando attribuiamo capacit\u00e0 &#8220;intenzionali&#8221;,<br \/>\nad esempio, a un calcolatore che gioca a scacchi. Siccome ci \u00e8 impossibile<br \/>\nprevedere, in base alla conoscenza del suo programma o al funzionamento<br \/>\ndei suoi circuiti integrati, le mosse che esso compir\u00e0, ci rimane pi\u00f9<br \/>\nsemplice considerarlo come se agisse in base a ragionamenti simili ai<br \/>\nnostri, attribuendogli addirittura &#8220;il desiderio di vincere&#8221;. L&#8217;attribuzione<br \/>\nsi dimostra efficace. Analogamente per decidere se accettare o meno l&#8217;ipotesi<br \/>\ndel libero arbitrio \u00e8 forse sufficiente valutare la sua efficacia, indipendentemente<br \/>\ndalla sua fondatezza teorica.<br \/>\nQui evidentemente il discorso passa dal terreno strettamente scientifico<br \/>\na quello etico-morale. La maggior parte dei moralisti ha da sempre sostenuto<br \/>\nche il concetto di libero arbitrio e quello strettamente connesso di responsabilit\u00e0<br \/>\nindividuale costituiscono il fondamento di ogni societ\u00e0 civile. La storia<br \/>\ndelle vicende umane suscita tuttavia alcune perplessit\u00e0 circa l&#8217;efficacia<br \/>\ndell&#8217;insegnamento impartito da questi moralisti. Nella storia del pensiero,<br \/>\nnon sono mancati, anche se minoritari, coloro che di fronte al fallimento<br \/>\ndelle dottrine moralistiche, hanno preferito invitare gli uomini a una<br \/>\ncondotta basata sulla spontaneit\u00e0 e sull&#8217;aderenza al decorso degli eventi,<br \/>\npiuttosto che sul senso del dovere e di responsabilit\u00e0. Significativi,<br \/>\na questo proposito, sono i versi del poeta zen Seng-Ts&#8217;an:<\/p>\n<p align=\"center\"><i>Se vuoi raggiungere la nuda verit\u00e0,<br \/>\nnon preoccuparti di giusto o sbagliato.<br \/>\nIl conflitto tra giusto e sbagliato<br \/>\n\u00c8 la malattia della mente. <\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-2209","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-filosofia-e-storia-della-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2209\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}