{"id":2160,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2160","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2160\/","title":{"rendered":"Ho sentito parlare di Godel e del suo teorema con il quale ha dimostrato che &#8220;\u00e8 impossibile dimostrare dall&#8217;interno di un sistema di assiomi la non contraddittoriet\u00e0 di questi ultimi &#8220;. Ci\u00f2 mi sembra di fondamentale importanza perch\u00e9 assieme al principio di Heisemberg fa crollare (dal punto di vista matematico) le pretese razionalistiche di una capacit\u00e0 assoluta della ragione di conoscere e di cogliere mediante una certezza assoluta. Non essendo un matematico, desidererei capire un po&#8217;di pi\u00f9 riguardo a questo postulato."},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><font size=\"+1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La          scienza opinabile ? Sicuro come 2+2 = 4 !<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Anni          addietro, da studente del corso di laurea in Scienze dell&rsquo;Informazione,          quando mi accingevo a studiare la computabilit&agrave; degli algoritmi, rimasi          letteralmente folgorato dal<\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"H4\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><strong>Teorema          di Incompletezza di Godel<\/strong><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\">&quot;Per          ogni sistema formale di regole ed assiomi &egrave; possibile arrivare a proposizioni          indecidibili, usando gli assiomi dello stesso sistema formale&quot;<o:p>          <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">perch&eacute;,          assieme al<\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"H4\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><strong>Principio          di Indeterminazione di Heisenberg<\/strong><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\">&quot;Non          possiamo mai conoscere contemporaneamente e con precisione la posizione          e la quantit&agrave; di moto di una particella subatomica&quot;<o:p> <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">postulava          la inconoscibilit&agrave; dell&rsquo;universo, demoliva la fede nell&rsquo;assolutismo razionalistico          su cui avevo basato praticamente tutta la mia scala di valori: un razionalismo          positivista incentrato sulla certezza che un&rsquo;accurata osservazione potesse          penetrare nel midollo del cosmo fino a comprenderne l&rsquo;essenza strutturale          e, soprattutto, sulla certezza assoluta che nulla fosse inconoscibile          e tale da sfuggire alla comprensione dell&rsquo;uomo.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Questo          passo ha segnato, secondo la mia visione, il momento pi&ugrave; importante della          mia formazione scientifica. Al di l&agrave; dei riflessi filosofici, la semplice          coscienza che la scienza &egrave; astrazione di un modello su una realt&agrave;, mi          ha reso protagonista consapevole dei risultati che mi accingevo a studiare,          cosciente della loro natura umana, imperfetta e modificabile.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ringrazio          quindi il lettore, con cui concordo pienamente, per avermi dato la possibilit&agrave;          di discutere su questi due importanti risultati del nostro secolo.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Avevo          gi&agrave; affrontato parzialmente la questione<span style=\"\">           <\/span>nella prima risposta che ho scritto per ViaLattea [<a href=\"#bib\">6<\/a>].          La domanda era &ldquo;lo zero appartiene ai numeri naturali ?&rdquo; e la risposta          &egrave; stata, in soldoni, &ldquo;dipende&rdquo;.<span style=\"\"> <\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Per          usare i termini del lettore, &ldquo; le pretese razionalistiche di una capacit&agrave;          assoluta<br \/>\ndella ragione di conoscere e di cogliere mediante una certezza assoluta          &rdquo;, sono caratteristiche di chi ha un atteggiamento <em style=\"\">demod&eacute;<\/em>          e, comunque, poco scientifico.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ogni          volta che sento affermare &ldquo;la matematica non &egrave; un&rsquo;opinione&rdquo; rabbrividisco.          Rabbrividisco perch&eacute; si utilizzano argomenti assolutamente non scientifici          per affermare ci&ograve; che a noi fa comodo, sotto l&rsquo;aureo cappello della &ldquo;scienza&rdquo;.          Frasi come &ldquo;sicuro come 2+2=4&rdquo; sono dannose e deleterie, perch&eacute; diffondono          un immagine della scienza (quella vera) del tutto distorta.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Non          solo la matematica &egrave; un&rsquo;opinione: &egrave; il pi&ugrave; grande ed articolato, ma molto          ben fondato, sistema di opinioni che l&rsquo;uomo abbia mai prodotto e, come          &egrave; tale, &egrave; discutibile, opinabile, modificabile e adattabile. Altrettanto          vale per le scienze in generale.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Lo          straordinario risultato di Godel dimostra addirittura che a dispetto di          tutti gli sforzi possibili, qualsiasi sistema formale pu&ograve; produrre teoremi          indecidibili (ovvero n&eacute; veri, n&eacute; falsi): l&rsquo;uomo non &egrave; quindi in grado          di produrre sistemi di rappresentazione, o modelli, &ldquo;perfetti&rdquo;.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Aggiungendo          a questo che l&rsquo;unico strumento che l&rsquo;uomo ha a disposizione per conoscere          l&rsquo;universo &egrave; un sistema formale che lo modelli, poich&eacute; l&rsquo;universo &egrave; inconoscibile          con precisione (dal risultato di Heisenberg), si direbbe proprio che siamo          costretti a rinunciare alle nostre pretese di assolutismo razionalistico.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ad          onor del vero, bisogna dire che nessuno scienziato o persona dotata di          un certo background scientifico serio si sognerebbe mai di affermare che          la scienza &egrave; in grado di comprendere e descrivere con certezza assoluta          i fenomeni.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Questo          atteggiamento &egrave; pi&ugrave; proprio del senso comune che assegna valenza assoluta          alle proprie percezioni. Per ignoranza, infatti, molte persone sono disposte          a scommettere sulla veridicit&agrave; di ci&ograve; che hanno visto o udito, oppure          sulla univocit&agrave; di significato delle proprie affermazioni.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Eppure          anche il linguaggio, al pari di qualsiasi altro sistema formale o informale          di rappresentazione, gode della stessa propriet&agrave; di incompletezza dimostrata          da Godel.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Si          rifletta sul significato dell&rsquo;affermazione<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\"> <o:p>          <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\">&ldquo;questa          frase &egrave; falsa&rdquo;<o:p> <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\"> <o:p>          <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">qual          &egrave; il suo significato ? Se la frase &egrave; vera allora<span style=\"\">           <\/span>&egrave; vero che &egrave; falsa e, quindi, non pu&ograve; essere vera; se, invece,          la frase &egrave; falsa allora &egrave; falso che la frase &egrave; falsa e quindi deve essere          vera.<span style=\"\">  <\/span>La frase &egrave; semplicemente          <em style=\"\">indecidibile<\/em>, ovvero &egrave; sia falsa          che vera e sia non-falsa che non-vera.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In          ogni caso, abbiamo appurato che il nostro linguaggio &egrave; imperfetto e non          ha potenziale espressivo sufficiente per descrivere situazioni come questa.<span style=\"\">           <\/span>Ma attenzione, perch&eacute; tutti questi &ldquo;casi limite&rdquo; giacciono in un          confine &egrave; in grado di indicare proprio la &ldquo;vera&rdquo; natura dell&rsquo;universo.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Esistono          configurazioni del cosmo in cui le cose sono sia vere che non vere ? E          se esistono, siamo in grado di comprenderle e descriverle ?<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font size=\"+1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Modelli,          realt&agrave; e percezione<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Gli          scienziati sono perfettamente al corrente del fatto che stanno investigando          delle propriet&agrave; di modelli della realt&agrave;, piuttosto che la realt&agrave; stessa.          Le famose &ldquo;teorie scientifiche&rdquo; servono proprio a questo. Un modello diventa          teoria quando &egrave; dimostrata la sua adattabilit&agrave; &ldquo;locale&rdquo; ad un sottoinsieme          di fenomeni oggetto dello studio.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Un          concetto chiave da introdurre immediatamente &egrave; l&rsquo;<em style=\"\">isomorfismo<\/em>:          diciamo che due gruppi di oggetti sono isomorfi se esiste una corrispondenza          uno-a-uno tra gli oggetti che li compongono. Il termine <em style=\"\">isomorfo          <\/em>proviene dal greco e significa &ldquo;stessa forma&rdquo; o &ldquo;stessa struttura&rdquo;.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Cos&igrave;,          una teoria che dimostri l&rsquo;esistenza di un isomorfismo tra il modello prodotto          e la realt&agrave; di riferimento &egrave; considerata valida.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La          figura 1 illustra le relazioni tra teoria, modello e realt&agrave;.<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\" color=\"#ff0000\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"431\" height=\"217\" src=\"..\/..\/esperti\/mat\/godel\/f1.gif\" alt=\"\" \/><\/font><\/p>\n<p align=\"left\" style=\"text-align: center;\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Times New Roman, Times, serif\">Fig.          1: Relazioni tra teorie scientifiche, modelli e realt&agrave; di riferimento<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" style=\"text-align: center;\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Lo          scienziato analizza la realt&agrave; che vuole modellare e ingloba tutti i risultati          ed i dati estratti dalle proprie osservazioni all&rsquo;interno della teoria          che sta sviluppando. La teoria ha come scopo la produzione di un modello          matematico della realt&agrave; analizzata. Nel lavoro di formulazione della teoria          dimostra anche l&rsquo;isomorfismo tra modello e realt&agrave; di riferimento.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Se          il modello non &egrave; in grado di coprire alcuni aspetti della realt&agrave;, allora          la teoria viene estesa, fino a che &egrave; possibile coprire tutti i fenomeni          che si vogliono investigare. Se l&rsquo;isomorfismo non sussiste pi&ugrave;, allora          la teoria non &egrave; valida.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nella          realt&agrave; un lavoro di ricerca assurge a teoria solo quando l&rsquo;isomorfismo          &egrave; ampiamente dimostrato.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><span style=\"\">Un        esempio di modello &egrave; l&rsquo;equazione della gravitazione universale di Isaac        Newton, nella sua Teoria della Gravit&agrave;<\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"119\" height=\"48\" src=\"..\/..\/esperti\/mat\/godel\/form.gif\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">con cui          &egrave; possibile prevedere il moto degli oggetti nel cosmo, la loro posizione,          velocit&agrave;, ecc.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Trovare          una soluzione ad un problema nel modello, in virt&ugrave; dell&rsquo;isomorfismo tra          modello e realt&agrave;, significa quindi risolvere il problema nel mondo reale.          Ma attenzione: nella fase di ricerca della soluzione l&rsquo;oggetto della percezione          umana non &egrave; la realt&agrave;, ma il modello.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ci&ograve;          avviene anche perch&eacute; la realt&agrave; &egrave; inconoscibile ed in ogni modello si operano          delle forzature o si ignorano relazioni di minore interesse all&rsquo;interno          della realt&agrave; di riferimento. Un esempio di semplificazione &egrave; l&rsquo;equazione          dei gas &ldquo;ideali&rdquo; in termodinamica:<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<h1 align=\"center\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">PV          = nRT<\/font><\/h1>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: center;\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\"> <o:p> <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La          rappresentazione di un fenomeno reale &egrave; quindi un problema percettivo          legato al modello che si osserva. Per di pi&ugrave;, la stessa osservazione &egrave;          basata su un modello di rappresentazione costruito automaticamente dal          nostro cervello durante l&rsquo;osservazione.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Vale          a dire che quando guardiamo il mare non abbiamo l&rsquo;esperienza del mare          vera e propria, ma stiamo analizzando i dati che arrivano al nostro cervello,          codificati secondo un modello innato e diverso per tutte le persone.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Tutti          noi, quindi, quando viviamo non sperimentiamo la vera essenza delle cose,          ma il modello di riferimento. La percezione &egrave;, quindi, costituita dalla          rappresentazione interna frutto della codifica dell&rsquo;energia scambiata          col mondo reale. In questo senso, la percezione non pu&ograve; avere valore assoluto,          perch&eacute; ha come oggetto dei dati codificati, non il mondo stesso.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La          scienza &egrave; per&ograve; in grado di rispondere alla domanda &ldquo;che cosa significano          le rappresentazioni all&rsquo;interno del modello, nel mondo reale ?&rdquo;. In termini          pi&ugrave; formali, <em style=\"\">qual &egrave; la semantica          <\/em>(significato) <em style=\"\">della percezione          ?<o:p> <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Una          parte fondamentale del lavoro di Godel &egrave; incentrata sulla dimostrazione          di un isomorfismo tra le possibili percezioni\/rappresentazioni ed i numeri          naturali. Il processo di assegnare un intero ad una rappresentazione &egrave;          detto <em style=\"\">Godelizzazione<\/em>, che consiste          essenzialmente nella possibilit&agrave; di assegnare un numero univoco ad ogni          sequenza di percezioni. Essendo il numero univoco, possiamo assegnare          a questo numero il compito di definire il significato della percezione,          ovvero la sua semantica. Dimostrato ci&ograve;, abbiamo assegnato un significato          unico ed inscindibile ad una sequenza di percezioni. Se dico che il mio          monitor ha numero di Godel <em style=\"\">36973498573249<\/em>, ogni volta che mi riferir&ograve; a questo numero, sapr&ograve;          di cosa sto parlando: del monitor, appunto.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&rsquo;affermazione          di Godel ha effetti di proporzioni impressionanti: tutto &egrave; codificabile          con semantica assegnata. Questo &egrave; il motivo per cui abbiamo la possibilit&agrave;          di trattare digitalmente immagini, suoni, filmati e tutte le entit&agrave; per          cui <em style=\"\">sia definito un apposito modello<\/em>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Tuttavia          questo fatto non deve ingannare, perch&eacute; &egrave; pur vero che possiamo Godelizzare          praticamente ogni entit&agrave; (comprese le teorie, i modelli, i programmi ed          i programmi che Godelizzano entit&agrave;), ma resta sempre l&rsquo;incompletezza del          sistema formale (Godel) che stabilisce il modello di acquisizione e l&rsquo;impossibilit&agrave;          di una percezione della realt&agrave; indipendente dall&rsquo;osservatore (Heisenberg).<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ma          si rifletta un attimo: la semantica della rappresentazione al computer          della immagine di un tramonto ha forse meno valore rappresentativo dell&rsquo;immagine          che si forma nella nostra mente ? Come possiamo allora affidarci alla          nostra percezione come descrizione univoca della realt&agrave; e preferire questa          ad altre ?<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">I          due sistemi di rappresentazione, umano e digitale, hanno lo stesso valore          perch&eacute; sono isomorfi: si tratta, in sostanza, di due strutture di modelli          assolutamente equivalenti.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"+1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Anatomia          dell&rsquo;(in)conoscibile<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il          principio di indeterminazione di Heisenberg complica decisamente le cose.          Ogni volta che tentiamo di indagare la realt&agrave; siamo costretti ad accettare          queste limitazioni<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt;\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-family: Symbol;\">&middot;<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none;\">                 <\/span><\/span>l&rsquo;osservatore modifica il comportamento dell&rsquo;osservato<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt;\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-family: Symbol;\">&middot;<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none;\">                 <\/span><\/span>l&rsquo;osservazione &egrave; necessariamente ristretta ad una porzione          del fenomeno osservato<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">in          definitiva, non esiste un osservatore ed un osservato, ma l&rsquo;unione di          entrambi e l&rsquo;osservazione in se fornisce dati su una coppia inscindibile          di elementi: lo stato dell&rsquo;osservatore e lo stato dell&rsquo;osservato.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&rsquo;unica          possibilit&agrave; che resta allo scienziato-osservatore &egrave; di formulare un modello          &ldquo;verosimile&rdquo; della realt&agrave; in esame.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Inoltre,          il sistema formale che descrive il modello della realt&agrave; oscilla tra questi          due estremi:<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt;\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-family: Symbol;\">&middot;<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none;\">                 <\/span><\/span><em style=\"\">coerenza: <\/em>tutti          i teoremi formulabili sul modello del sistema devono essere decidibili<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt;\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-family: Symbol;\">&middot;<span style=\"font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none;\">                 <\/span><\/span><em style=\"\">completezza<\/em>: tutti          gli enunciati formulabili sono teoremi (in altri termini: il modello deve          essere in grado di coprire tutte le esigenze di rappresentazione della          realt&agrave; di riferimento)<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\"> <o:p>          <\/o:p> <\/em><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">il          risultato di Godel implica che un sistema coerente perde in completezza          ed un sistema completo perde in coerenza. Questa argomentazione &egrave; affrontata          in dettaglio proprio nella risposta sull&rsquo;appartenenza dello zero ai numeri          naturali [<a href=\"#bib\">6<\/a>].<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In          particolare, i sistemi formali non sono in grado di descrivere se stessi          coerentemente. Un esempio &egrave; la frase &ldquo;questa frase &egrave; falsa&rdquo;, in cui la          frase tenta di decidere la qualit&agrave; di se stessa. In particolare, ci&ograve; che          devasta qualsiasi sistema formale &egrave; la <em style=\"\">negazione<\/em>:          affermare l&rsquo;esistenza formale di un oggetto non-oggetto. Esempi di questo          fatto sono, appunto, <span style=\"\"> <\/span>l&rsquo;indecidibilit&agrave;          di una frase in cui si attesti che questa &egrave; una non-frase, o decidere          se il numero zero (un numero che rappresenta una non-quantit&agrave;) appartiene          agli insiemi dei numeri (che rappresentano quantit&agrave;).<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Le          implicazioni filosofiche di queste indecidibilit&agrave; sono pi&ugrave; vaste ed illuminanti          di quanto si possa immaginare: si direbbe che questi &ldquo;accidenti&rdquo; indichino          proprio la vera natura del cosmo: una commistione di essenza e non-essenza          in eterno mutamento. Quando un sistema tenta di descrivere se stesso,          significa che sta indagando sulla propria essenza con i propri stessi          strumenti. Ed il risultato &egrave; puntualmente, qualsiasi sistema esso sia,          che il sistema arriva a descriversi con teoremi sia veri che falsi, sia          non-veri che non-falsi. O, in altri termini: sia in termini di essere          che di non-essere, mai disgiunti e contemporaneamente presenti.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Sorprendentemente,          le filosofie orientali sono arrivate a questo risultato gi&agrave; da decine          di secoli.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nello          <em style=\"\">Shodoka<\/em>, testo sacro del Buddhismo          Zen, si afferma:<\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">&quot;<em>Chi          &egrave; non pensiero? Chi &egrave; non nato? Se il non-nato esiste realmente, non pu&ograve;          neppure nascere<\/em>&quot; <span style=\"font-style: normal;\">[<a href=\"#bib\">4<\/a>]<o:p>          <\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<h3><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">nella          <em style=\"\">Bhagavadgita<\/em>, testo sacro induista:<\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><em style=\"\">&ldquo;Enuncer&ograve;          ora quel conoscibile con la cui conoscenza s&rsquo;ottiene ci&ograve; che &egrave; immortale:          il Brahman senza inizio, supremo: lo si dice n&eacute; essere n&eacute; non-essere<\/em>          <em style=\"\">&ldquo;<\/em> [<a href=\"#bib\">3<\/a>] XIII\/12<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">nel          Tao Te Ching, libro sacro taoista (sull&rsquo;essere ed il non-essere):<\/font><\/p>\n<p><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">&ldquo;<em>Ci&ograve;          che essi hanno in comune, io lo chiamo il Mistero, il Mistero Supremo,          la porta di tutti i prodigi<\/em>&rdquo;<span style=\"font-style: normal;\"> [<a href=\"#bib\">5<\/a>]          I<o:p> <\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<h3><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p> <\/o:p>          <\/font><\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">All&rsquo;inizio          di questo secolo il lavoro della fisica quantistica ha svelato finalmente          l&rsquo;essenza oltre l&rsquo;essere ed il non-essere: l&rsquo;energia.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Si          direbbe che l&rsquo;energia sia l&rsquo;essenza di tutte le cose, e che la struttura          di essere e di non-essere sia solamente una qualit&agrave; soggettiva assegnata          dall&rsquo;osservatore. L&rsquo;energia &egrave; in eterno fluire e mutamento. La massa &egrave;          energia, gli alberi, le case, la voce, gli odori, i concetti e tutto l&rsquo;universo          &egrave; energia. Io dico che quell&rsquo;oggetto &egrave; una casa perch&eacute; i miei sensi la          vedono delimitata in un certo modo, dipendente dal modello di rappresentazione          applicato dal mio cervello. La casa, in &ldquo;realt&agrave;&rdquo;, &egrave; una distribuzione          di energia nel cosmo. E l&rsquo;energia si manifesta in elementi dalla natura          duale, sia di particella che ondulatoria.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il          principio di Heisenberg stabilisce che &egrave; impossibile determinare univocamente          e con precisione posizione e quantit&agrave; di moto delle particelle e, in definitiva,          che &egrave; impossibile osservare con &ldquo;certezza assoluta&rdquo; tutte le cose dell&rsquo;universo.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">E&rsquo;          curioso osservare questa coincidenza lessicale: all&rsquo;inizio del secolo          Albert Einstein ha prodotto il modello dell&rsquo;universo in termini di <em style=\"\">equazioni          di campo<\/em>, le cui soluzioni portano a diversi modelli di <em style=\"\">cosmogonia<\/em>          (i.e. di genesi dell&rsquo;universo). <span style=\"\"> <\/span>E          guardate un po&rsquo; come si esprime il Beato Signore, il cui corpo &egrave; l&rsquo;universo          stesso, nel tredicesimo canto della Bhagavadgita, in cui espone la <em style=\"\">Disciplina del conoscibile e del conoscitore<\/em>:<\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">&ldquo;<em>Questo          corpo (&hellip;) &egrave; chiamato &lsquo;il campo&rsquo;. Colui che lo conosce, gli esperti della          questione lo dichiarano &lsquo;conoscitore del campo&rsquo; <\/em>&rdquo; <span style=\"font-style: normal;\">[<a href=\"#bib\">4<\/a>]          XIII\/1<\/span><\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-style: normal;\">noi,          oggi, il <\/span>conoscitore del campo<span style=\"font-style: normal;\">          lo chiamiamo <\/span>fisico teorico<span style=\"font-style: normal;\">.<o:p>          <\/o:p> <\/span><\/font><\/p>\n<p><a name=\"concl\"><\/a><\/p>\n<p><a name=\"concl\">      <\/a><\/p>\n<p><a name=\"concl\"><font size=\"+1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Conclusioni<\/font><\/a><\/p>\n<p><a name=\"concl\">      <\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a name=\"concl\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Sono          veramente lieto della domanda posta dal lettore, che indica una riflessione          estremamente profonda ed importante. Inviterei caldamente il lettore ad          approfondire questi temi. Una risposta veramente articolata alla questione          sollevata pu&ograve; essere reperita in [<\/font><\/a><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><a href=\"#bib\">1<\/a>], in cui il lavoro          di Godel &egrave; ampiamente discusso. Le interrelazioni tra fisica teorica e          filosofie orientali sono invece ampiamente discusse in [<a href=\"#bib\">2<\/a>],          ove si affrontano &ldquo;a tutto tondo&rdquo; i riflessi filosofici e scientifici          del lavoro di Heisenberg.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In          ogni caso, chiarite le enormi difficolt&agrave; concettuali da affrontare per          tentare di conoscere il nostro universo, il lavoro fatto dalla scienza          e dagli scienziati attraverso i secoli appare ancora pi&ugrave; grandioso. Prendere          atto della inconosciblit&agrave; dell&rsquo;universo non significa sminuire la validit&agrave;          del mondo scientifico: tutt&rsquo;altro !<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il          grande lavoro degli scienziati sta nel definire modelli le cui classi          di isomorfismo con la realt&agrave; sono cos&igrave; ampie ed efficaci che, addirittura,          sono isomorfe a qualsiasi altro modello che descriva gli stessi fenomeni.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ci&ograve;          significa che &egrave; possibile definire matematiche la cui aritmetica preveda          che 2+2=5, ma queste sono tutte isomorfe alla nostra matematica. In questo          senso, il valore della nostra matematica, pur se relativo, &egrave; immenso.          Perch&eacute;, pur essendo imperfetta, &egrave; altamente probabile che sia equivalente          ad altre matematiche sviluppate in parti remote del cosmo.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nel          film &ldquo;Contact&rdquo;, lo scienziato Carl Segan ipotizza che una forma di contatto          aliena possa mettersi in contatto proprio utilizzando sequenze di numeri          primi: una ipotesi non del tutto assurda. Gli scienziati sono piuttosto          confidenti nel fatto che qualsiasi altra matematica sviluppabile sia isomorfa          alla nostra.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Paradossalmente,          &egrave; proprio l&rsquo;imprecisione che conferisce alla scienza il valore di linguaggio          universale.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Vedi          anche: <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8690\">un commento del prof. Piergiorgio Odifreddi<\/a>.<o:p>          <\/o:p> <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> <\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><o:p>          <a name=\"bib\"> <\/a><\/o:p><a name=\"bib\"> <\/a><\/font><\/p>\n<p><a name=\"bib\">      <\/a><\/p>\n<h2><a name=\"bib\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Bibliografia          e riferimenti<\/font><\/a><\/h2>\n<p><a name=\"bib\">      <\/a><\/p>\n<p><a name=\"bib\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">[1] D.R.          Hofstadter, Godel, Escher e Bach: un&rsquo;eterna ghirlanda fiorita, Adelphi<\/font><\/a><\/p>\n<p><a name=\"bib\">      <\/a><\/p>\n<p><a name=\"bib\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-style: normal;\"><o:p><\/o:p><\/span>[2]          F.Capra, <em>Il tao della fisica<\/em>, Adelphi<\/font><\/a><\/p>\n<p><a name=\"bib\">      <\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a name=\"bib\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">[3]          <em style=\"\">Bhagavadgita <\/em>(a cura di A.M.          Esnoul), Adelphi<\/font><\/a><\/p>\n<p><a name=\"bib\">      <\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a name=\"bib\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">[4]          Y.Daishi <em style=\"\">Il canto dell&rsquo;immediato          satori<\/em>, Piccoli Saggi Mondadori<\/font><\/a><\/p>\n<p><a name=\"bib\">      <\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a name=\"bib\"><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">[5]          <em style=\"\">Tao te Ching<\/em> (a cura di J.J.L.          Duyvendak), Adelphi<\/font><\/a><\/p>\n<p><a name=\"bib\">      <font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">[6]          Risposta precedente su ViaLattea, sull&rsquo;<\/font><\/a><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8737\">appartenenza          dello zero ai numeri naturali<\/a> <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":180,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[],"class_list":["post-2160","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-logica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/180"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2160\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}