{"id":2134,"date":"2000-12-01T00:00:00","date_gmt":"2000-11-30T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2134","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2134\/","title":{"rendered":"Circa un anno fa ho saputo che si era riusciti a teletrasportare un fotone per la distanza di circa un metro.Vorrei sapere se questo tipo di esperimento si \u00e9 ripetuto e se in futuro potr\u00e0 essere possibile teletrasportate corpi con masse superiori."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> L&#8217;esperimento cui si fa riferimento nella domanda e&#8217; quello descritto<br \/>\n        nella pubblicazione di Dik Bouwmeester, Jian-Wei Pan, Klaus Mattle, Manfred<br \/>\n        Eibl, Harald Weinfurter &amp; Anton Zeilinger, <i>Experimental Quantum Teleportation<\/i>,<br \/>\n        Nature vol.390, 11 Dec 1997, pp.575. <br \/>\n        I propositori di questo approccio sono stati sei scienziati C.H. Bennett,<br \/>\n        G. Brassard, C. Crepeau, R. Jozsa, A. Peres, and W. Wootters, &#8220;<i>Teleporting<br \/>\n        an Unknown Quantum State via Dual Classical and EPR Channels<\/i>&#8220;, Phys.<br \/>\n        Rev. Lett. vol. 70, pp 1895-1899 (1993) che hanno pensato un modo per<br \/>\n        trasmettere l&#8217;intera informazione contenuta nello stato quantico di un<br \/>\n        oggetto da un luogo ad un altro (ricostruendo fedelmente l&#8217;oggetto) senza<br \/>\n        violare il principio di indeterminazione di Heisenberg. <br \/>\n        Come si vedra&#8217; bene in seguito, questo procedimento non permette di clonare<br \/>\n        all&#8217;infinito un oggetto, in quanto l&#8217;originale viene distrutto proprio<br \/>\n        per permettere che tutta l&#8217;informazione contenuta in esso possa essere<br \/>\n        trasferita. Qui di seguito cerchero&#8217; di spiegare in termini un po&#8217; semplificati<br \/>\n        (e non sempre rigorosi) l&#8217;idea che sta alla base dell&#8217;esperimento, in<br \/>\n        modo da capire se si possano applicare o no gli stessi principi ad altri<br \/>\n        sistemi fisici diversi dai fotoni. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso chi volesse approfondire l&#8217;argomento (e siete invitati a<br \/>\n        farlo!) puo&#8217; trovare sulla rete diverso materiale interessante. Ecco un<br \/>\n        elenco dei siti che ho visitato (ma ce ne sono anche molti altri) <br \/>\n        <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.aip.org\/enews\/physnews\/1997\/split\/pnu350-1.htm\">http:\/\/www.aip.org\/enews\/physnews\/1997\/split\/pnu350-1.htm<\/a><br \/>\n        <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cco.caltech.edu\/%7Eqoptics\/teleport.html%20\">http:\/\/www.cco.caltech.edu\/~qoptics\/teleport.html<br \/>\n        <\/a><br \/>\n        <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.dfi.aau.dk\/amo\/qoptics\/home.htm%20\">http:\/\/www.dfi.aau.dk\/amo\/qoptics\/home.htm<br \/>\n        <\/a><br \/>\n        <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.uibk.ac.at\/c\/c7\/c704\/qo\/photon\/_teleport\/tpbsa.html%20\">http:\/\/www.uibk.ac.at\/c\/c7\/c704\/qo\/photon\/_teleport\/tpbsa.html<br \/>\n        <\/a><br \/>\n        Oppure potete cercare su un motore di ricerca i termini &#8220;quantum + teleportation&#8221;.<br \/>\n        Inoltre, si puo&#8217; fare riferimento al numero di Aprile 2000 di Scientific<br \/>\n        American, su cui inoltre si trova una interessante discussione sulla possibilita&#8217;<br \/>\n        e sul significato di teletrasportare oggetti macroscopici (ad esempio,<br \/>\n        cosa puo&#8217; significare &#8220;teletrasportare una persona&#8221;? si teletrasportano<br \/>\n        anche i &#8220;pensieri&#8221;? e via di questo passo). <\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"218\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/teleportation\/classica.gif\" alt=\"\"\/> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo dall&#8217;esprimere a parole (in modo molto semplicistico!) cosa<br \/>\n        si e&#8217; ottenuto dall&#8217;esperimento in questione: un fotone e&#8217; stato teletrasportato<br \/>\n        da un posto ad un altro. Per capire quindi cosa sta accadendo e perche&#8217;<br \/>\n        accade bisogna quindi sapere cos&#8217;e&#8217; un fotone (come si comporta, come<br \/>\n        viene descritto) e dare la definizione di &#8220;teletrasporto&#8221;. Cominciamo<br \/>\n        dalla seconda cosa. Qui teletrasporto viene inteso nel modo seguente:<br \/>\n        l&#8217;oggetto originale (qui, il fotone) viene &#8220;distrutto&#8221; nel luogo in cui<br \/>\n        si trova e &#8220;ricreato&#8221; altrove &#8220;nello stesso stato quantico&#8221;, ovvero viene<br \/>\n        ricreato &#8220;identico&#8221; all&#8217;oggetto che e&#8217; stato distrutto. Vediamo allora<br \/>\n        di precisare un po&#8217; meglio il significato di &#8220;distruggere&#8221;, di &#8220;stato<br \/>\n        quantico&#8221; e via di seguito. Chi avesse gia&#8217; familiarita&#8217; con la meccanica<br \/>\n        quantistica, puo&#8217; saltare la <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8649#intro\">parte introduttiva<\/a>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso in esame abbiamo a che fare con il problema di voler trasferire<br \/>\n        un sistema quantistico (nel nostro caso un fotone) da un luogo all&#8217;altro,<br \/>\n        e lo vogliamo fare in modo accurato, lo stato del sistema dopo il trasferimento<br \/>\n        deve essere &#8220;uguale&#8221; allo stato prima. E&#8217; evitente che, per non scontrarsi<br \/>\n        col principio di indeterminazione di Heisenberg, non bisogna tentare di<br \/>\n        sondare invasivamente il sistema quantistico da teletrasportare in modo<br \/>\n        da estrarne informazioni (perche&#8217; in ogni caso il sistema ne risulterebbe<br \/>\n        disturbato e sarebbe impossibile risalire a tutta l&#8217;informazione in esso<br \/>\n        contenuta).<br \/>\n        L&#8217;idea chiave sta in un&#8217;altra caratteristica peculiare della meccanica<br \/>\n        quantistica, l'&#8221;<b>entanglement<\/b>&#8220;. Il termine &#8220;entanglement&#8221; fu introdotto<br \/>\n        per la prima volta da Schrodinger nella discussione dei fondamenti della<br \/>\n        meccanica quantistica. Viene anche detto &#8220;correlazione EPR&#8221; (Einstein-Podolsky-Rosen)<br \/>\n        per un famoso articolo in cui viene discusso. Descrive un sistema costituito<br \/>\n        da due o piu&#8217; particelle, che possiede la seguente proprieta&#8217;: il risultato<br \/>\n        delle misure compiute su una delle particelle costituenti non puo&#8217; essere<br \/>\n        specificato indipendentemente dai parametri delle misure sulle altre particelle.<br \/>\n        Anche per particelle spazialmente separate il risultato di ciascuna misura<br \/>\n        sulla singola particella dipende dallo stato dell&#8217;intero sistema, e i<br \/>\n        risultati ottenuti sono intimamente collegati l&#8217;uno all&#8217;altro (e non si<br \/>\n        comportano come una collezione di misure raccolte su particelle &#8220;che non<br \/>\n        si conoscono reciprocamente&#8221;, ovvero indipententi tra loro).<br \/>\n        Esperimenti che mostrano in modo evidente questo comportamento sono stati<br \/>\n        compiuti per la prima volta da Bell negli anni &#8217;60. Ora, sfruttando questa<br \/>\n        caratteristica peculiare che possiedono i sistemi quantistici &#8220;entangled&#8221;<br \/>\n        (ovvero quelli &#8220;intimamente correlati&#8221;) si puo&#8217; finalmente realizzare<br \/>\n        un &#8220;teletrasporto&#8221;, ovvero un sistema che &#8220;smaterializzi&#8221; il sistema da<br \/>\n        teletrasportare da una parte e lo &#8220;ricostruisca&#8221; fedelmente dall&#8217;altra.\n      <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"210\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/teleportation\/tele.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per prima cosa avere un sistema &#8220;entangled&#8221; che sara&#8217; il &#8220;vettore&#8221;<br \/>\n        dell&#8217;informazione da un luogo all&#8217;altro (dal momento che, ripeto, questi<br \/>\n        sistemi hanno la peculiarita&#8217; di mantenere l'&#8221;accoppiamento&#8221; reciproco<br \/>\n        anche a distanza). A questo punto bisogna provvedere a &#8220;mescolare&#8221; il<br \/>\n        sistema da teletrasportare con una delle due &#8220;parti&#8221; del sistema &#8220;entangled&#8221;,<br \/>\n        compiere una misura di qualche sorta (con cui in realta&#8217; si va a distruggere<br \/>\n        lo stato originale). Dal momento che la misura ha coinvolto una delle<br \/>\n        due parti di un sistema &#8220;entangled&#8221;, allora una opportuna misura fatta<br \/>\n        sulla altra parte (ovvero dipendente dal tipo di misura fatta sulla prima<br \/>\n        parte del sistema E dai suoi risultati) portera&#8217; alla ricostruzione perfetta<br \/>\n        dell&#8217;oggetto originale da teletrasportare, in quanto la parte rimanente<br \/>\n        del sistema &#8220;entangled&#8221; viene a possedere (proprio per questa sua caratteristica)<br \/>\n        le informazioni necessarie per la ricostruzione dell&#8217;oggetto originale.<br \/>\n        Cio&#8217; e&#8217; stato fatto ad Innsbruck per fotoni, ma e&#8217; chiaro che potendo<br \/>\n        disporre di un sistema &#8220;entangled&#8221; opportuno, in linea di principio cio&#8217;<br \/>\n        puo&#8217; essere fatto anche per particelle massive. La cosa cruciale e&#8217; proprio<br \/>\n        poter disporre di un sistema &#8220;entangled&#8221; opportuno per l&#8217;oggetto da trasportare,<br \/>\n        e fare in modo che questo sistema non interagisca con altri oggetti &#8220;strada<br \/>\n        facendo&#8221; e mantenga il suo carattere di &#8220;entangled&#8221;. Come si puo&#8217; ben<br \/>\n        vedere, per ora il problema del teletrasporto di corpi macroscopici e&#8217;<br \/>\n        un traguardo lontanissimo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b><a name=\"intro\"\/>Introduzione<\/b> <\/p>\n<p><b>Definizione di stato quantico <\/b><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n              Come e&#8217; noto, la fisica nasce come scienza che si propone di spiegare<br \/>\n              e prevedere il &#8220;comportamento fisico&#8221; della realta&#8217; (anche questa<br \/>\n              e&#8217; una spiegazione un po&#8217; frettolosa). La meccanica quantistica<br \/>\n              (nel seguito: QM) e&#8217; quella parte della fisica che descrive in modo<br \/>\n              appropriato il comportamento dei sistemi &#8220;quantistici&#8221;, ovvero quella<br \/>\n              parte di sistemi (su scala &#8220;microscopica&#8221;) su cui le previsioni<br \/>\n              della meccanica classica (nel seguito: CM) falliscono. Esempi &#8220;lampanti&#8221;<br \/>\n              di sistemi che necessitano di una descrizione quantistica sono gli<br \/>\n              atomi (classico il modello dell&#8217;atomo di idrogeno) per poter spiegare<br \/>\n              le peculiarita&#8217; dei legami chimici, degli spettri atomici etc etc.<br \/>\n              <br \/>\n              Si ricordera&#8217; che in CM lo stato di un sistema ad un certo istante<br \/>\n              t e&#8217; determinato fissando a quell&#8217;istante il valore delle coordinate<br \/>\n              che lo descrivono e delle relative derivate prime temporali (oppure<br \/>\n              delle variabili canoniche o dei loro momenti coniugati). Prendendo<br \/>\n              ad esempio un sistema composto da N punti materiali nello spazio<br \/>\n              tridimensionale, le coordinate che descrivono il sistema sono le<br \/>\n              tre coordinate della posizione di ciascun punto materiale e le tre<br \/>\n              componenti della velocita&#8217;. Fissando il valore di tutte queste 6*N<br \/>\n              variabili, si ottiene lo stato del sistema. A partire da queste<br \/>\n              informazioni se ne possono ricavare molte altre, come ad esempio<br \/>\n              l&#8217;energia cinetica del sistema, la sua energia totale (occorre conoscere<br \/>\n              il tipo di interazione tra i componenti elementari del sistema),<br \/>\n              il momento angolare totale, la posizione del centro di massa e cosi&#8217;<br \/>\n              via. <br \/>\n              Analogamente a quanto si fa in CM, in QM lo stato del sistema viene<br \/>\n              detto &#8220;stato quantico&#8221;, e invece di essere una &#8220;collezione&#8221; di coordinate<br \/>\n              e velocita&#8217; per ciascun istante consiste invece in una funzione<br \/>\n              complessa, ovvero una funzione ad ogni punto di un certo spazio<br \/>\n              di partenza associa un numero complesso. Spesso tale funzione viene<br \/>\n              indicata come &#8220;funzione d&#8217;onda&#8221; del sistema (<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8649#1\"><b>1<\/b><\/a>).\n            <\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ad esempio: se il nostro sistema e&#8217; costituito da un elettrone,<br \/>\n              possiamo scegliere come spazio di partenza lo spazio tridimensionale<br \/>\n              (su questo punto non mi dilungo, ma c&#8217;e&#8217; parecchio da dire (rappresentazione<br \/>\n              nello spazio delle coordinate, rappresentazione nello spazio degli<br \/>\n              impulsi&#8230;). <br \/>\n              Dalla conoscenza di tale funzione, si possono ottenere diverse informazioni<br \/>\n              sul sistema (anzi, si puo&#8217; dire che nella funzione d&#8217;onda siano<br \/>\n              contenute le informazioni per sapere come risponde o rispondera&#8217;<br \/>\n              il sistema a tutti gli esperimenti che verranno compiuti su di lui!).<br \/>\n              Ad esempio, il modulo quadro della funzione d&#8217;onda ad un certo istante<br \/>\n              t e&#8217; una densita&#8217; di probabilita&#8217;. Piu&#8217; precisamente, fissato un<br \/>\n              punto nello spazio, il valore del modulo quadro della funzione d&#8217;onda<br \/>\n              ad un certo istante moltiplicata per il volume di un cubetto infinitesimo<br \/>\n              di spazio attorno al punto fissato, e&#8217; pari alla probabilita&#8217; di<br \/>\n              trovare l&#8217;elettrone in quel cubetto di spazio all&#8217;istante fissato.<br \/>\n              Inoltre, e&#8217; possibile calcorare il valor medio delle grandezze fisiche<br \/>\n              di interesse sullo stato quantico assegnato &#8220;mediando&#8221; sullo stato<br \/>\n              quantico l&#8217;operatore quantistico legato alla grandezza fisica che<br \/>\n              si vuole esaminare. In base alla conoscenza dello stato quantico<br \/>\n              (ovvero della funzione d&#8217;onda) si puo&#8217; prevedere (in probabilita&#8217;)<br \/>\n              il risultato della misura di una grandezza fisica del sistema (di<br \/>\n              un osservabile). Il problema delle &#8220;misure&#8221; e&#8217; di cruciale importanza<br \/>\n              in QM. Infatti, ogni volta che viene compiuta una misura il sistema<br \/>\n              viene &#8220;disturbato&#8221; e non c&#8217;e&#8217; nessuna garanzia che rimanga nello<br \/>\n              stato in cui si trovava prima della misura. Inoltre esistono grandezze<br \/>\n              fisiche che non e&#8217; mai possibile misurare contemporaneamente (osservabili<br \/>\n              non compatibili). Per tali grandezze fisiche risulta impossibile<br \/>\n              rendere piccola a piacere ognuna delle incertezze con cui si conoscono<br \/>\n              i valori medi delle grandezze. Il principio di indeterminazione<br \/>\n              di Heisenberg quantifica questa importantissima carattesistica intrinseca<br \/>\n              dei sistemi quantistici: dati due osservabili incompatibili, fornisce<br \/>\n              un limite inferiore per il prodotto delle incertezze sul valor medio<br \/>\n              di ciascun osservabile. Si vede quindi che se il prodotto di due<br \/>\n              oggetti ha un limite inferiore e uno dei due oggetti e&#8217; molto piccolo,<br \/>\n              allora l&#8217;altro sara&#8217; necessariamente maggiore di una quantita&#8217; grande.<br \/>\n              Il principio di indeterminazione di Heisenberg non puo&#8217; mai essere<br \/>\n              violato, in quanto e&#8217; una caratteristica intrinseca del &#8220;comportamento<br \/>\n              quantistico&#8221;. Un esempio di osservabili incompatibili sono la posizione<br \/>\n              e la quantita&#8217; di moto di una particella. E&#8217; ben noto che quando<br \/>\n              la posizione e&#8217; nota con grande accuratezza, l&#8217;incertezza sulla<br \/>\n              velocita&#8217; (proporzionale alla quantita&#8217; di moto) e&#8217; molto grande<br \/>\n              e viceversa. Per questi due osservabili vale la relazione <\/div>\n<p>\n              <font face=\"Symbol\">D<\/font>X * <font face=\"Symbol\">D<\/font> Px<br \/>\n              &gt;= 1\/2 h\/(2*Pi greco) <br \/>\n              h e&#8217; la costante di Planck (Volendo, sulla rete si puo&#8217; dare un&#8217;occhiata<br \/>\n              alla pagina <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.quipo.it\/atosi\/numero2\/heisenberg\/sommario.htm\">http:\/\/www.quipo.it\/atosi\/numero2\/heisenberg\/sommario.htm<\/a><br \/>\n              ed ai link in essa contenuti. Ancor meglio sara&#8217; guardare un buon<br \/>\n              testo di meccanica quantistica. <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Note: <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<b>1<\/b><a name=\"1\"\/>) il nome &#8220;funzione d&#8217;onda&#8221; e&#8217; legato<br \/>\n              al fatto che l&#8217;equazione fondamentale per l&#8217;evoluzione temporale<br \/>\n              in QM e&#8217; l&#8217;equazione di Schrodinger <br \/>\n              i d(Psi)\/dt = H Psi <br \/>\n              Psi=funzione di t e della posizione, che per gli autostati di una<br \/>\n              hamiltoniana indipendente dal tempo comporta una dipendenza temporale<br \/>\n              della funzione del tipo Exp(iwt), tipica di oggetti &#8220;ondulatori&#8221;.<br \/>\n              Ancora meglio: la novita&#8217; (e quindi la miglior efficacia nello spiegare<br \/>\n              il &#8220;funzionamento&#8221; della realta&#8217;) della meccanica quantistica rispetto<br \/>\n              a quella classica sta anche nel fatto che riesce a spiegare il comportamento<br \/>\n              &#8220;ondulatorio&#8221; della materia (interferenza degli elettroni che passano<br \/>\n              attraverso due fenditure, etc etc). La descrizione dell&#8217;elettrone<br \/>\n              mediante funzioni d&#8217;onda permette di giustificare molto bene comportamenti<br \/>\n              quali l&#8217;interferenza, la diffrazione etc, tipici delle onde. Per<br \/>\n              maggiori dettagli vedere un buon libro sugli esperimenti &#8220;storici&#8221;<br \/>\n              della meccanica quantistica. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":289,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-2134","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fisica-quantistica-e-nucleare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/289"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2134"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2134\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}