{"id":2131,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2131","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2131\/","title":{"rendered":"Da cosa sono costituite le immagini che percepiamo attraverso la vista? \r\nGrazie a quale mezzo ci giungono (aria, campi magnetici..)?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La vista \u00e8 forse il senso pi\u00f9 importante attraverso il quale l&#8217;uomo<br \/>\nha contatti con il mondo esterno. Proprio per questo sin dall&#8217;<a href=\"#antichit%C3%A0\">antichit\u00e0<\/a> in molti si sono interrogati in merito.<br \/>\n<br \/>Oggi sappiamo che cosa e&#8217; la luce (anche se ci sono ancora molte cose<br \/>\nda capire) e come ci permetta di vedere il mondo che ci circonda. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luce e&#8217; un&#8217;onda elettromagnetica, come le onde radio o i raggi X<br \/>\n(che pero&#8217; hanno <a href=\"#interazione\">un diverso modo di interagire<\/a><br \/>\ncon la materia e percio&#8217; ci sembrano cosi&#8217; diversi dalla luce). Tutti i<br \/>\ntipi di onde elettromagnetiche (quindi anche la luce) sono costituiti da<br \/>\nun campo elettrico ed un campo<br \/>\n<br \/>magnetico non costanti nel tempo, ma variabili; cio&#8217; che distingue<br \/>\nfra di loro i vari tipi di onde elettromagnetiche e&#8217; proprio la velocita&#8217;<br \/>\ncon cui questi campi elettrico e magnetico variano nel tempo; anche cio&#8217;<br \/>\nche distingue i vari colori fra loro e&#8217; questa velocita&#8217; di variazione,<br \/>\no pi\u00f9 correttamente &#8220;frequenza&#8221;.     <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luce non ha bisogno di nessun mezzo per propagarsi: i campi elettrici<br \/>\ne magnetici che la compongono possono &#8220;esistere&#8221; sia nel vuoto che in tutti<br \/>\ni materiali. A &#8220;<a href=\"#propagazione\">propagarsi<\/a>&#8221; sono i campi elettrici<br \/>\ne magnetici, che viaggiano alla &#8220;velocita&#8217; della luce&#8221;. Il fatto che l&#8217;aria<br \/>\ned il vetro ci appaiano trasparenti (cioe&#8217; permettono alla luce di propagarsi<br \/>\nquasi indisturbata) mentre il ferro ci appare opaco e&#8217; dovuto alle differenti<br \/>\nproprieta&#8217; elettriche e magnetiche di questi diversi materiali, che possono<br \/>\npermettere o no, il &#8220;passaggio&#8221; dei campi elettrici e magnetici di una<br \/>\ncerta frequenza. Il <a href=\"#vuoto\">vuoto<\/a>, non avendo quasi nessuna<br \/>\nproprieta&#8217; elettromagnetica, ci appare &#8220;trasparente&#8221;. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luce viene prodotta da una sorgente (per esempio il sole) si propaga<br \/>\nnel vuoto o nei mezzi trasparenti che incontra fino a giungere ad un oggetto<br \/>\nsul quale in parte &#8220;rimbalza&#8221; in parte viene assorbita. Sono sempre le<br \/>\nproprieta&#8217; elettriche e magnetiche del materiale a &#8220;decidere&#8221; quale parte<br \/>\nvenga assorbita e quale parte riflessa, e quindi a stabilire il colore<br \/>\ndell&#8217;oggetto. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luce, proveniente dall&#8217;oggetto, giunge al nostro occhio, entrando<br \/>\nattraverso la pupilla e, grazie alla cornea ed al cristallino (che sono<br \/>\ndelle vere e proprie lenti) arriva ad &#8220;illuminare&#8221; il fondo dell&#8217;occhio:<br \/>\nla retina. Nelle cellule che la compongono avvengono delle reazioni chimiche<br \/>\nche a loro volta causano delle piccole scariche elettriche che si propagano<br \/>\nattraverso il nervo ottico ed arrivano fino al cervello, dove vengono elaborate<br \/>\ne trasformate in quella costruzione mentale che noi chiamiamo &#8220;immagini<br \/>\nvisibili&#8221;. <\/p>\n<\/p>\n<p><b><font face=\"Arial,Helvetica\"><font size=\"-1\">PER SAPERNE DI PIU&#8217;.<\/font><\/font><\/b><br \/>\n<br \/><a name=\"interazione\"><br \/>\n<br \/><font face=\"Arial,Helvetica\"><font size=\"-1\">INTERAZIONE<\/font><\/font><\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"interazione\"><b><font color=\"#663366\">Perche&#8217; le onde elettromagnetiche di frequenze<br \/>\ndiverse, pur avendo pressapoco le stesse proprieta&#8217; fisiche si comportano<br \/>\nin modo cosi&#8217; diverso nell&#8217;interazione con la materia? Per esempio perche&#8217;<br \/>\nun&#8217;onda radio puo&#8217; essere rivelata da un&#8217;antenna mentre un raggio di luce<br \/>\nod un raggio X no? E in che modo le proprieta&#8217; di un oggetto interagiscono<br \/>\ncon il campo elettromagnetico di un&#8217;onda che le illumina determinandone<br \/>\nil &#8220;colore&#8221;?<\/font> <\/b><\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"interazione\">Onde elettromagnetiche di frequenza diversa, sebbene non mostrino (entro<br \/>\ncerti limiti) differenti proprieta&#8217; fisiche nel vuoto, manifestano interazioni<br \/>\ncon la materia profondamente diverse, tanto che vengono spesso chiamate<br \/>\ncon nomi diversi (onde radio, infrarossi, luce, ultravioletti, raggi X,<br \/>\nraggi gamma). Il motivo di questa &#8220;stranezza&#8221; e&#8217; da ricercarsi nell&#8217;interazione<br \/>\nche il campo elettromagnetico ha con la materia. Quest&#8217;ultima, infatti,<br \/>\ne&#8217; costituita da nuclei ed elettroni, entrambe &#8220;particelle&#8221; cariche, e<br \/>\npertanto in grado di &#8220;sentire&#8221; una forza, se immersi in un campo elettrico<br \/>\ne\/o magnetico (come il ferro vicino ad una calamita). Quando i campi elettrici<br \/>\ne magnetici sono variabili nel tempo, anche la forza che agisce sui costituenti<br \/>\ndella materia sara&#8217; variabile.<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"interazione\">Consideriamo per un momento un&#8217;altalena, alla quale applichiamo una<br \/>\nforza variabile nel tempo, prima spingendola, poi tirandola. Se la frequenza<br \/>\ncon la quale noi &#8220;forziamo&#8221; il moto dell&#8217;altalena e&#8217; quella giusta (o quasi),<br \/>\ncioe&#8217; e&#8217; la frequenza &#8220;naturale&#8221; dell&#8217;altalena (quella che essa avrebbe<br \/>\nse lasciata oscillare liberamente) allora riusciremo facilmente a farla<br \/>\nmuovere, anche di molto e con poco sforzo: e&#8217; il fenomeno della risonanza.<br \/>\nSe invece la spingeremo e la tireremo molto lentamente (per esempio spingendola<br \/>\ne tirandola una volta ogni ora) o molto velocemente (per esempio spingendola<br \/>\ne tirandola dieci volte al secondo) l&#8217;effetto che otterremo sara&#8217; molto<br \/>\npiccolo, anche con tutti i nostri sforzi.<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"interazione\">In un modo simile le forze che agiscono sui costituenti della materia<br \/>\na causa di un campo elettromagnetico variabile (cioe&#8217; di un&#8217;onda elettromagnetica)<br \/>\npossono o meno metterli in movimento. Nel nostro caso sono perlopiu&#8217; gli<br \/>\nelettroni che vengono messi in movimento, soprattutto per la loro massa<br \/>\npiu&#8217; piccola di almeno 2000 volte rispetto ad un nucleo: provate a spostare<br \/>\nun chilo o 2000 chili! Se gli elettroni vengono messi in moto l&#8217;energia<br \/>\ncontenuta nell&#8217;onda viene assorbita dal materiale e percio&#8217; l&#8217;intensita&#8217;<br \/>\ndei campi diminuisce notevolmente, ed il materiale appare opaco per la<br \/>\n&#8220;luce&#8221; di quella frequenza.<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"interazione\">E&#8217; chiaro, quindi, che un&#8217;antenna puo&#8217; funzionare solo per frequenze<br \/>\nche siano in grado di mettere in moto gli elettroni del metallo di cui<br \/>\ne&#8217; fatta, in modo da trasformare l&#8217;onda radio in una (debolissima) corrente,<br \/>\nche puo&#8217; poi essere amplificata e rivelata dall&#8217;apparecchio radio o TV.<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"interazione\">Ed e&#8217; anche chiaro qual&#8217;e&#8217; il meccanismo di formazione del colore di<br \/>\nmateriali trasparenti, come un vetro colorato: la luce di alcune frequenze<br \/>\nviene assorbita, mentre la luce di altre frequenze riesce ad attraversare<br \/>\nil materiale indisturbata (la luce bianca e&#8217; costituita dalla somma di<br \/>\nradiazioni elettromagnetiche di frequenze corrispondenti a tutti i colori).<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a name=\"interazione\">Per una descrizione piu&#8217; accurata bisogna invece considerare gli effetti<br \/>\nquantistici dovuti al fatto che non puo&#8217; esistere un'&#8221;onda elettromagnetica&#8221;<br \/>\ncon un&#8217;energia arbitraria, ma solo valori interi multipli di una quantita&#8217;<br \/>\n(piccolissima) nota come il &#8220;quanto d&#8217;energia&#8221; (e che varia con la frequenza,<br \/>\ncontribuendo a differenzia l&#8217;interazione di onde di frequenza diversa con<br \/>\nla materia)<br \/>\n<br \/><\/a><a name=\"propagazione\"><br \/>\n<br \/><\/a><\/div>\n<p><a name=\"propagazione\"><font face=\"Arial,Helvetica\"><font size=\"-1\">PROPAGAZIONE DELLA LUCE<\/font><\/font> <\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"propagazione\"><b><font color=\"#663366\">Perche&#8217; i campi elettrico e magnetico si propagano<br \/>\nnello spazio come un&#8217;onda? La frequenza del campo elettrico e del campo<br \/>\nmagnetico e&#8217; la stessa? E&#8217; possibile un&#8217;onda costituita di un <\/font><i><font color=\"#990000\">solo<\/font><\/i><font color=\"#663366\"><br \/>\ncampo (elettrico o magnetico che sia)?<\/font><\/b><\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"propagazione\">I campi elettrici e magnetici rispettano alcune equazioni, che descrivono<br \/>\nil loro comportamento: le equazioni di Maxwell. Queste equazioni prevedono<br \/>\nche quando ci sia un campo elettrico variabile si generi un campo magnetico<br \/>\n(proporzionale alla derivata rispetto al tempo del campo elettrico) e viceversa:<br \/>\nquando c&#8217;e&#8217; un campo magnetico variabile si genera un campo elettrico (proporzionale<br \/>\nalla derivata del campo magnetico). Questo fenomeno e&#8217; molto comune: ogni<br \/>\nqualvolta utilizziamo un apparecchio elettrico, come un motore oppure un<br \/>\nelettromagnete, stiamo sfruttando questo fatto. L&#8217;elettromagnete e&#8217; semplicemente<br \/>\nun filo percorso da corrente elettrica (e avvolto attorno ad un pezzo di<br \/>\nmateriale &#8220;magnetico&#8221; per aumentarne parecchio l&#8217;effetto). La corrente<br \/>\ne&#8217; costituita da elettroni in movimento, cioe&#8217; (poiche&#8217; ogni elettrone<br \/>\nha il suo campo elettrico associato) da campi elettrici in movimento. Tale<br \/>\nparticolare tipo di &#8220;variabilita&#8217;&#8221; del campo elettrico genera un campo<br \/>\nmagnetico costante. Il motore elettrico e&#8217; un dispositivo che sfrutta le<br \/>\nforze fra dei campi magnetici cosi&#8217; generati (simili a quelle fra due calamite).<br \/>\nUna dinamo, invece, sfrutta il fenomeno opposto: un campo magnetico variabile<br \/>\n(dovuto al moto dei magneti che costituisco la dinamo) causa un campo elettrico<br \/>\nche mette in moto gli elettroni di un filo conduttore interno alla dinamo,<br \/>\ngenerando corrente elettrica.<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"propagazione\">Si puo&#8217; dire che il motivo per cui un&#8217;onda elettromagnetica si propaga<br \/>\nnello spazio e&#8217; lo stesso per cui un motore gira: un campo elettrico variabile<br \/>\n(come degli elettroni che si muovono in un certo modo in un metallo), genera<br \/>\nun campo magnetico, e se questo e&#8217; variabile, genera a sua volta un campo<br \/>\nelettrico, e cosi&#8217; via. Il motivo che distingue il comportamento di un<br \/>\nmotore da quello di un&#8217;antenna trasmittente e&#8217; il <i>modo<\/i> in cui gli<br \/>\nelettroni si muovono nel metallo &#8220;sorgente&#8221;: in un motore il moto (generalmente)<br \/>\ne&#8217; costante, in un antenna e&#8217; il moto e&#8217; sinusoidale.<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"propagazione\">Percio&#8217; i campi elettrici generati in questo caso sono rispettivamente<br \/>\nlineare e sinuisodale. I campi magnetici &#8220;generati&#8221;, allora saranno rispettivamente<br \/>\ncostante (e quindi non si genereranno piu&#8217; altri campi elettrici) e cosinuisoidale<br \/>\n(e quindi generera&#8217; un campo elettrico sinuisodale). Poiche&#8217; il campo magnetico<br \/>\ngenerato da un elettromagnete e&#8217; costante, non si genera alcun successivo<br \/>\ncampo elettrico, cioe&#8217; nessuna onda. Invece le derivate successive di sinuisoidi<br \/>\nsono sinuisoidi anch&#8217;esse, e percio&#8217; il fenomeno si ripete all&#8217;infinito,<br \/>\ntrasportando una frazione dell&#8217;energia iniziale (corrente elettrica nell&#8217;antenna)<br \/>\npotenzialmente a qualsiasi distanza. <\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a name=\"propagazione\">Non e&#8217; possibile la propagazione di un campo solo (magnetico o elettrico)<br \/>\nperche&#8217; il suo &#8220;movimento&#8221; implica che non sia costante (in ogni punto)<br \/>\ne pertanto genera un campo dell&#8217;altro tipo. Piu&#8217; esattamente la derivata<br \/>\ntemporale di un campo e&#8217; proporzionale alla derivata spaziale dell&#8217;altro<br \/>\n(e non al campo stesso, come ho scritto prima con soli scopi didattici).<br \/>\nLa soluzione di questa equazione differenziale permette di calcolare come<br \/>\navviene la propagazione. Quello che si ottiene e&#8217; una propagazione &#8220;rigida&#8221;,<br \/>\ncioe&#8217; l&#8217;onda avanza nello spazio vuoto mantenendo la sua forma.<br \/>\n<br \/><\/a><a name=\"vuoto\"><br \/>\n<br \/><\/a><\/div>\n<p><a name=\"vuoto\"> VUOTO<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p><a name=\"vuoto\"><b><font color=\"#663366\">Il vuoto che proprieta&#8217; elettromagnetiche ha?<\/font><\/b><\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"vuoto\">Uno degli aspetti piu&#8217; sorprendenti della meccanica quantistica e&#8217; quello<br \/>\ndi prevedere che il vuoto pi\u00f9 spinto immaginabile (cioe&#8217; quello costituito<br \/>\ndall&#8217;assenza di qualsiasi particella o campo osservabili) non e&#8217; affatto<br \/>\nvuoto!<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"vuoto\">Questo apparente paradosso e&#8217; dovuto al fatto che il principio di indeterminazione<br \/>\nnon permette di &#8220;sapere&#8221; con assoluta certezza lo stato di un sistema:<br \/>\nesistono delle proprieta&#8217; &#8220;incompatibili&#8221;; per esempio non &#8220;esiste&#8221; un<br \/>\nvalore esatto dell&#8217;energia di un sistema, se questo non viene osservato<br \/>\nper un tempo sufficentemente lungo.<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"vuoto\">Cosi&#8217; il vuoto viene ad essere &#8220;popolato&#8221; da particelle e campi che<br \/>\nhanno una energia compatibile con il loro &#8220;tempo di vita&#8221;. Si potrebbe<br \/>\ndire che appaiono dal nulla e nel nulla scompaiono. Naturalmente nessuno<br \/>\nle ha mai osservate, e nemmeno mai potra&#8217; farlo, perche&#8217; la teoria prevede<br \/>\nche una misura sufficentemente precisa da rivelarle non possa essere compiuta<br \/>\nin un tempo cosi&#8217; breve quale e&#8217; quello della loro esistenza. Si puo&#8217; proprio<br \/>\ndire che &#8220;esistono perche&#8217; non possono essere viste&#8221;. <\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"vuoto\">Pero&#8217; la loro &#8220;esistenza&#8221; da&#8217; al vuoto alcune particolari caratteristiche<br \/>\ne proprio &#8220;l&#8217;interazione con il vuoto&#8221; ha permesso delle misure (sull&#8217;atomo<br \/>\ndi idrogeno) che sono fra le piu&#8217; precise mai realizzate in qualunque campo<br \/>\ndella scienza. <\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p><a name=\"antichit\u00e0\"><br \/>\n<br \/><font face=\"Arial,Helvetica\"><font size=\"-1\">ANTICHITA&#8217;<\/font><\/font><\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a name=\"antichit\u00e0\">Fra i filosofi antichi che hanno formulato ipotesi sulla visione una<br \/>\ndelle piu&#8217; strane, per noi che la studiamo oggi con il senno di poi, e&#8217;<br \/>\nquella di Platone, che credeva che la luce fosse una sostanza prodotta<br \/>\ndall&#8217;occhio! Piu&#8217; scientifica la posizione di Galileo Galilei, che prova<br \/>\na misurare la velocita&#8217; di propagazione della luce, ma, visti i mezzi a<br \/>\nsua disposizione (due torcie copribili con dei panni opachi) riesce solo<br \/>\na concludere che la luce si propaga a grandissima velocita&#8217;, forse infinita.<br \/>\nNewton fa un&#8217;ipotesi sulla natura della luce: propone la natura corpuscolare,<br \/>\nipotesi che in seguito al successo della teoria &#8220;ondulatoria&#8221; viene abbandonata,<br \/>\nma resuscita nei primi decenni di questo secolo con una interpretazione<br \/>\ndiversa: la meccanica quantistica, in cui la natura corpuscolare e&#8217; &#8220;complementare&#8221;<br \/>\na quella ondulatoria.<br \/>\n<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":186,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"class_list":["post-2131","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-luce-e-fenomeni-ottici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/186"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2131"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2131\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}