{"id":21,"date":"2001-06-03T00:00:00","date_gmt":"2001-06-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"21","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/21\/","title":{"rendered":"Nella trasmissione &#8220;RAI frontiere&#8221; si \u00e8 parlato dei pi\u00f9 recenti studi scientifici sulla sindone di Torino. L&#8217;istituto &#8220;Galileo Ferraris&#8221; ha eseguito una scannerizzazione del telo riscontrando che l&#8217;immagine \u00e8 presente su un solo lato. Questo fatto, a loro dire, dimostrerebbe la falsit\u00e0 delle ipotesi di formazione dell&#8217;immagine mediante l&#8217;uso di oggetti riscaldati.A me sembra invece che l&#8217;ipotesi di V. Pesce Delfino resti ancora valida. Oppure mi sbaglio?Grazie per l&#8217;attenzione."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La &#8220;scannerizzazione&#8221;<br \/>\n        della faccia nascosta della Sindone, cui il lettore fa riferimento, non<br \/>\n        ha fatto altro che confermare ci\u00f2 che gi\u00e0 si presupponeva da tempo. Attraverso<br \/>\n        specchi e sonde a fibre ottiche introdotte tra il retro della Sindone<br \/>\n        e il telo su cui \u00e8 cucita, infatti, era gi\u00e0 stato possibile constatare<br \/>\n        (sia pure senza assoluta certezza) che l&#8217;immagine appare solo sul lato<br \/>\n        superiore. Solamente le presunte macchie di sangue appaiono visibili sul<br \/>\n        retro. Nonostante quanto sostenuto dai soliti sindonologi, quindi, non<br \/>\n        sembra vi siano nuovi elementi a favore dell&#8217;autenticit\u00e0 della Sindone.<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> I dati pi\u00f9<br \/>\n        significativi che mettono fortemente in dubbio l&#8217;autenticit\u00e0 della Sindone<br \/>\n        sono due. Il primo \u00e8 uno studio scientifico condotto nel 1988. In tale<br \/>\n        anno tre laboratori indipendenti (Tucson, Oxford e Zurigo) effettuarono<br \/>\n        su alcuni frammenti della Sindone un test di datazione che utilizza il<br \/>\n        dosaggio dell&#8217;isotopo 14 del carbonio. Tale procedura, ampiamente utilizzata<br \/>\n        in campo archeologico, consente di ottenere margini di errore piuttosto<br \/>\n        ridotti. I risultati dei test furono resi pubblici in una conferenza stampa<br \/>\n        dal cardinale Anastasio Ballestrero, vescovo di Torino, il 13 ottobre<br \/>\n        1988. In base al test del carbonio 14 l&#8217;et\u00e0 del telo era ricondotta al<br \/>\n        periodo compreso tra il 1260 e il 1390 (centrato sul 1325) con una fiducia<br \/>\n        del 95% che la vera et\u00e0 sia compresa in questo intervallo (tra l&#8217;altro<br \/>\n        questo periodo coincide proprio con quello a cui risalgono le prime notizie<br \/>\n        storiche sulla Sindone). Le varie ipotesi formulate in seguito dai sindonologi<br \/>\n        per negare l&#8217;attendibilit\u00e0 di questo risultato non appaiono per niente<br \/>\n        convincenti. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il secondo<br \/>\n        dato riguarda invece il fatto che l&#8217;immagine riprodotta sulla Sindone<br \/>\n        non appare affatto deformata. Ora, se si trattasse realmente dell&#8217;impronta<br \/>\n        lasciata da un cadavere essa dovrebbe essere inevitabilmente distorta.<br \/>\n        Infatti, un telo che aderisce a una superficie tridimensionale come quella<br \/>\n        di un corpo umano, dovrebbe fornire un&#8217;immagine deformata di quest&#8217;ultimo.<br \/>\n        Quindi o l&#8217;immagine della Sindone \u00e8 stata dipinta o rappresenta, come<br \/>\n        \u00e8 stato ipotizzato da qualcuno, l&#8217;impronta di un bassorilievo appositamente<br \/>\n        preparato. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&#8217;ipotesi<br \/>\n        cui il lettore fa riferimento venne formulata dall&#8217;antropologo dell&#8217;Universit\u00e0<br \/>\n        di Bari Vittorio Pesce Delfino nel 1982 (si veda il libro: V. Pesce Delfino,<br \/>\n        <i>E l&#8217;uomo cre\u00f2 la Sindone<\/i>, Dedalo, Bari). Secondo tale ipotesi,<br \/>\n        l&#8217;immagine sindonica potrebbe essere stata ottenuta mediante un bassorilievo<br \/>\n        metallico riscaldato sul quale il telo di lino sarebbe stato adagiato<br \/>\n        per un breve periodo. Il calore avrebbe prodotto una parziale disidratazione<br \/>\n        della cellulosa creando il tipico ingiallimento. Il metodo di Pesce Delfino<br \/>\n        produce buoni risultati per quanto riguarda la negativit\u00e0, l&#8217;adirezionalit\u00e0<br \/>\n        e l&#8217;indelebilit\u00e0 dell&#8217;immagine. Inoltre contiene le informazioni tridimensionali<br \/>\n        proprio come accade nella Sindone. I punti deboli del metodo riguardano<br \/>\n        invece la sua scarsa verosimiglianza storica. Il bassorilievo necessario<br \/>\n        sarebbe, infatti, molto pi\u00f9 piatto di quelli prodotti solitamente dagli<br \/>\n        scultori del Trecento e anche l&#8217;esecuzione dell&#8217;impronta comporta qualche<br \/>\n        difficolt\u00e0. Inoltre la strinatura ottenuta, nei punti di maggiore intensit\u00e0,<br \/>\n        produce un effetto che appare talvolta anche sul retro del telo. Quindi<br \/>\n        da questo punto di vista le affermazione dei sindonologi ricordate dal<br \/>\n        lettore non sono del tutto infondate. Infine il metodo di Pesce Delfino<br \/>\n        produce un&#8217;immagine uguale a quella attuale della Sindone, ovvero fortemente<br \/>\n        sbiadita e appena percettibile. Da fonti storiche si apprende invece che<br \/>\n        in passato la figura doveva apparire molto pi\u00f9 visibile e solo con il<br \/>\n        passare del tempo si sarebbe sbiadita.<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Un altro<br \/>\n        metodo con cui sarebbe possibile ottenere l&#8217;immagine sindonica \u00e8 stato<br \/>\n        suggerito nel 1983 dall&#8217;americano Joe Nickell ne libro <i>Inquest on the<br \/>\n        Shround of Turin<\/i> (Prometheus Books, Buffalo). L&#8217;immagine sarebbe il<br \/>\n        risultato dello sfregamento (<i>frottage<\/i>) di un colore a secco (ad<br \/>\n        esempio ocra) su un telo adagiato su un bassorilievo. Con il tempo il<br \/>\n        colore si sarebbe staccata dal lenzuolo, dopo aver per\u00f2 prodotto un ingiallimento<br \/>\n        della cellulosa. Questa ipotesi concorderebbe inoltre con quanto riscontrato<br \/>\n        dal microanalista Walter C. McCrone che determin\u00f2 la presenza indubbia<br \/>\n        sul telo di tracce di ocra, cinabro e di alizarina, ovvero tipici pigmenti<br \/>\n        usati nei colori a tempera. Per quanto riguarda infine le presunte macchie<br \/>\n        di sangue, esse potrebbero essere state aggiunte in seguito, dopo l&#8217;ottenimento<br \/>\n        dell&#8217;immagine. Occorre, infatti, osservare che la loro forma \u00e8 piuttosto<br \/>\n        inverosimile e che i cadaveri non sanguinano. Inoltre il loro colore \u00e8<br \/>\n        rosso vivo, mentre il vero sangue dopo molti secoli dovrebbe apparire<br \/>\n        praticamente nero. Nonostante i numerosi studi analitici eseguiti, inoltre,<br \/>\n        non esiste alcuna prova certa che sulla Sindone siano presenti tracce<br \/>\n        di vero sangue.<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> In definitiva<br \/>\n        quindi, dal punto di vista scientifico esistono numerosi indizi a favore<br \/>\n        dell&#8217;ipotesi della falsit\u00e0 della Sindone. Sorprende quindi l&#8217;ostinatezza<br \/>\n        con la quale i sindonologi vogliono, a tutti costi, sostenerne l&#8217;autenticit\u00e0.<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[],"class_list":["post-21","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-paranormale-e-religione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}