{"id":2004,"date":"2000-10-18T00:00:00","date_gmt":"2000-10-17T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/2004\/","title":{"rendered":"Vorrei qualche spiegazione sulla cosiddetta &#8220;tesi di Church&#8221; per quanto riguarda algoritmi ed informatica e perch\u00e9 \u00e8 importante."},"content":{"rendered":"<p>La domanda potrebbe richiedere una risposta molto lunga, viste le molte<br \/>\n        interpretazioni e applicazioni di questa teoria. Ma per fortuna a noi<br \/>\n        interessa la sua applicazioni solo in informatica, per cui si pu\u00f2 iniziare<br \/>\n        col dire che la tesi di Church in realt\u00e0 viene quasi sempre nascosta dietro<br \/>\n        un&#8217;altra tesi, quella di Turing che chiunque si occupi di informatica<br \/>\n        conosce o dovrebbe conoscere, anche solo per sentito dire, se non la tesi<br \/>\n        almeno il test di Turing. <\/p>\n<p>La prima versione di questa tesi potrebbe sembrare banale: <\/p>\n<p>&#8220;I problemi matematici possono essere risolti solo da operazioni matematiche&#8221;\n      <\/p>\n<p>In effetti \u00e8 chiaro che un problema matematico non possa essere risolto<br \/>\n        con nozioni di medicina, o speculazioni filosofiche (anche se&#8230; \ud83d\ude42 ).<br \/>\n        A parte questo commento poco costruttivo, possiamo analizzare la tesi<br \/>\n        in modo pi\u00f9 attento, e giungere ad una conclusione ben pi\u00f9 interessante.<br \/>\n        Infatti se tutti i problemi matematici possono essere risolti con operazioni<br \/>\n        matematiche, e se avessimo a disposizione una macchina in grado di risolvere<br \/>\n        problemi matematici, le cose cambiano. <\/p>\n<p>Prima dell&#8217;avvento di questa macchina (e anche dopo \ud83d\ude42 ), gli stessi<br \/>\n        problemi venivano risolti da esseri umani, che inevitabilmente eseguivano<br \/>\n        operazioni matematiche, per cui almeno in parte la macchina e l&#8217;uomo svolgevano<br \/>\n        le stesse operazioni. A questo punto interviene Turing che riprendendo<br \/>\n        questa semplice tesi, aggiunge (Tesi di Church-Turing): <\/p>\n<p><i><b>Ci\u00f2 che pu\u00f2 essere calcolato da un essere umano pu\u00f2 essere calcolato<br \/>\n        anche da una macchina<\/b><\/i><\/p>\n<p>A cui si possono unire le seguenti affermazioni collegate alla prima:\n      <\/p>\n<p><i><b>Ci\u00f2 che pu\u00f2 essere calcolato da una macchina \u00e8 calcolabile cicli<br \/>\n        di operazioni e\/o con funzioni ricorsive o parzialmente ricorsive. <\/b><\/i><\/p>\n<p><b><i>Ci\u00f2 che puo&#8217; essere calcolato da un essere umano \u00e8 calcolabile<br \/>\n        con cicli e\/o funzioni ricorsive oparzialmente ricorsive. <\/i><\/b><\/p>\n<p>E&#8217; importante sottolineare che la tesi di Church-Turing non \u00e8 dimostrabile<br \/>\n        come un teorema matematico, \u00e8 semplicemente un&#8217;ipotesi sui procedimenti<br \/>\n        usati dal cervello umano per risolvere i problemi.<\/p>\n<p> Come ultima citazione (lo prometto) riporto la versione di Hardy che<br \/>\n        trovo abbastanza divertente: <\/p>\n<p><b><i>In fondo tutti i matematici sono isomorfi (nel senso che compiono<br \/>\n        pi\u00f9 o meno le stesse operazioni) <\/i><\/b><\/p>\n<p>Da cui deriva la tesi Church-Turing versione isomorfismo: <\/p>\n<p><b><i>Supponiamo che esista un metodo che un essere senziente possa seguire<br \/>\n        per risolvere un problema e che permetta di ottenere un risultato in ogni<br \/>\n        caso e in un tempo finito. Allora esiste un qualche programma che da esattamente<br \/>\n        le stesse risposte del metodo dell&#8217;essere senziente. <\/i><\/b><\/p>\n<p>e non si ferma qu\u00ec: <\/p>\n<p><b><i>Inoltre il processo mentale ed il programma sono isomorfi, nel<br \/>\n        senso che a un qualche livello, vi \u00e8 una corrispondenza tra i passi che<br \/>\n        vengono compiuti nella macchina e nel cervello. <\/i><\/b><\/p>\n<p>Credo che a questo punto sia chiara l&#8217;importanza di questa tesi. Tanto<br \/>\n        per iniziare ci suggerisce che se riusciamo a risolvere un problema (noi<br \/>\n        esseri senzienti), esister\u00e0 un programma elaborato da una macchina, che<br \/>\n        lo potrebbe risolvere al posto nostro. Ma soprattuto fa sorgere il dubbio<br \/>\n        se sia possibile estendere il ragionamento non solo ai problemi matematici,<br \/>\n        ma anche a tutti gli altri e quindi se sia possibile realizzare una macchina<br \/>\n        pensante. <\/p>\n<p>Vorrei sottolineare che non ho messo la parola pensante tra virgolette,<br \/>\n        perch\u00e9 in effetti una macchina pensante gi\u00e0 esiste e siamo noi stessi.<br \/>\n        Probabilmente mi si potrebbe accusare di avere una visione meccanicista<br \/>\n        della vita, in cui non trova posto il sovrannaturale (in cui molti credono),<br \/>\n        o la religione con tutti i suoi annessi e connessi (l&#8217;anima, gli angeli,<br \/>\n        Dio, &#8230;), ma questo \u00e8 un discorso che esula dall&#8217;argomento. <\/p>\n<p>Prima di terminare non posso evitare una breve citazione del pi\u00f9 famoso<br \/>\n        test di Turing, pensato per poter stabilire se ci si trova davanti una<br \/>\n        reale macchina pensante e quindi se si \u00e8 giunti alla realizzazione del<br \/>\n        sogno di una delle branche pi\u00f9 affascinanti della scienza dell&#8217;informazione.<\/p>\n<p> Nel test si devono avere tre stanze comunicanti tra loro solamente con<br \/>\n        un dispositivo che permetta uno scambio verbale senza vedere l&#8217;interlocutore<br \/>\n        o ascoltare la sua voce, insomma senza sapere nulla dell&#8217;altro se non<br \/>\n        il contenuto dei suoi messaggi. In una delle stanze ci sar\u00e0 una sorta<br \/>\n        di giudice e nelle altre due (isolate tra di loro) un essere umano e l&#8217;ipotetica<br \/>\n        macchina pensante. <\/p>\n<p>Se dopo un certo numero di scambi di messaggi il giudice, non riesca<br \/>\n        a decidere o peggio si sbagli nel dire quale sia la macchina e quale l&#8217;uomo,<br \/>\n        ci si trover\u00e0 difronte alla prima macchina intelligente. <\/p>\n<p>Forse non sar\u00e0 un test sicuro al cento per cento, anche considerando<br \/>\n        che in passato ci si \u00e8 andati vicino con un programma passato alla storia<br \/>\n        con il nome di Eliza, e che a differenza di quello che pensava Turing<br \/>\n        non poteva certamente definirsi intelligente. Comunque la ricerca continua<br \/>\n        e probabilmente non si riusciranno a vedere risultati interessanti per<br \/>\n        molti anni. <\/p>\n<p>L&#8217;ultima cosa che vorrei aggiungere \u00e8 che questo tipo di approccio, in<br \/>\n        realt\u00e0 non \u00e8 l&#8217;unico, e forse il pi\u00f9 promettente si st\u00e0 rivelando quello<br \/>\n        delle reti neurali che sostituiscono la sequenza di operazioni previste<br \/>\n        dalla macchina di Turing, con una rete neurale artificiale, in cui la<br \/>\n        vera elaborazione non si trova un una singola entit\u00e0 computante, ma nella<br \/>\n        cooperazione di piccole e semplici macchine (neuroni), che in numero molto<br \/>\n        elevato lavorano contemporaneamente svolgendo solo una piccolissima frazione<br \/>\n        del tutto. Alcuni risultati di questo approccio sono le memorie associative<br \/>\n        di Hebb, e il Perceptron con cui si riescono a riconoscere delle forme<br \/>\n        e quindi una sorta di senso della vista artificiale<\/p>\n<p>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":176,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[60],"tags":[],"class_list":["post-2004","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-informatica-e-telecomunicazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/176"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2004"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2004\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}