{"id":1983,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1983","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1983\/","title":{"rendered":"Esiste un limite teorico alla velocita&#8217; di un processore?"},"content":{"rendered":"<h4>Risposta a livello base<\/h4>\n<p>Innanzitutto, cerchiamo di chiarire cos&#8217;e&#8217; la<br \/>\n        velocita&#8217; di un processore.\u00a0 <br \/>\n        Come molti sanno, questo non e&#8217; che una specie di<br \/>\n        calcolatrice con tante funzioni (non piu&#8217; di quante se ne<br \/>\n        pensi), che esegue ogni operazione in un certo numero di<br \/>\n        intervallini di tempo. L&#8217;inverso del periodo di questo<br \/>\n        intervallo si chiama frequenza, e in genere si misura in<br \/>\n        Hz, o, visto che e&#8217; molto grande, MHz (un milione di<br \/>\n        Hertz).\u00a0 <\/p>\n<p>Se la frequenza del &#8220;clock&#8221; e&#8217; di 200 MHz,<br \/>\n        vuol dire che ci sono 200 milioni di intervallini in un<br \/>\n        secondo (1 Hz = 1 \/ 1s).\u00a0 <\/p>\n<p>Dove sono i limiti, allora?\u00a0 <\/p>\n<p>Chiaramente in parte nel dispositivo che genera il<br \/>\n        comando da dare al processore (una specie di tic-tac),<br \/>\n        identico a quello che troviamo negli orologi al quarzo,<br \/>\n        in parte a tutta l&#8217;elettronica (non solo il processore)<br \/>\n        che deve &#8220;seguire&#8221; il comando.\u00a0 <\/p>\n<p>Senza entrare nei dettagli, l&#8217;unico limite teorico e&#8217;<br \/>\n        la velocita&#8217; con cui un segnale si puo&#8217; propagare, ovvero<br \/>\n        quella della luce, che, nel vuoto e&#8217; 3*10^8 m\/s, poi, per<br \/>\n        convertire in frequenza, dovremmo capire quanta<br \/>\n        &#8220;strada&#8221; percorre il segnale per effettuare un<br \/>\n        intero ciclo, inoltre ricordare che non\u00a0 <br \/>\n        siamo nel vuoto&#8230;\u00a0 <\/p>\n<p>Questo limite, pero&#8217;, si scontra con i problemi<br \/>\n        tecnologici ed inoltre, non e&#8217; calcolabile perche&#8217; quando<br \/>\n        avremo processori in grado di sfruttare a pieno la<br \/>\n        velocita&#8217; della luce (nel mezzo, ma in quale? Vetro?<br \/>\n        Particolari composti?) bisognera&#8217; anche vedere quanta<br \/>\n        strada fara&#8217; il segnale, insomma, potremmo tentare solo<br \/>\n        un calcolo approssimativo, ma molto azzardato e privo di<br \/>\n        basi\u00a0 <br \/>\n        sufficienti:\u00a0 <\/p>\n<p>1*10<sup>8<\/sup> m\/s (consideriamo che non siamo nel<br \/>\n        vuoto) \/ 1 cm (sembrano tanti, ma in un processore il<br \/>\n        segnale fa molta strada&#8230;) = 10<sup>10<\/sup> Hz = 10 GHz<br \/>\n        (1 GHz sono 1000 MHz).\u00a0 <\/p>\n<p>Il calcolo e&#8217; al solo scopo di valutare quanto siamo<br \/>\n        lontani dall&#8217;obiettivo.\u00a0 <br \/>\n        \u00a0 <\/p>\n<h5>Risposta a livello informatico<\/h5>\n<p>Si e&#8217; parlato di quanto il segnale sia veloce, ma va<br \/>\n        considerato che questo segnale e&#8217; del tipo tic-tac (anche<br \/>\n        quello all&#8217;interno del processore), per cui si deve<br \/>\n        tenere conto del fatto che, anche se il segnale viaggia<br \/>\n        ad una velocita&#8217; che e&#8217; gia&#8217; quella della luce, le sue<br \/>\n        variazioni vengono &#8220;ammorbidite&#8221;\u00a0 <br \/>\n        da effetti di filtraggio dovuti a vari problemi, primo<br \/>\n        tra i quali l&#8217;inerzia che si manifesta anche in campo<br \/>\n        elettronico.\u00a0 <\/p>\n<p>Se il segnale e&#8217; fatto cosi&#8217; all&#8217;origine:\u00a0 <\/p>\n<p><font face=\"Arial,Helvetica\">_\u00a0\u00a0<br \/>\n        _\u00a0\u00a0\u00a0 _\u00a0\u00a0 _<\/font>\u00a0 <br \/>\n        <font face=\"Arial,Helvetica\">\u00a0 I_I\u00a0 I_I\u00a0<br \/>\n        I_I\u00a0 I_I<\/font>\u00a0 <\/p>\n<p>diventa inevitabilmente cosi&#8217;:\u00a0 <\/p>\n<p>_\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 _\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        _\u00a0\u00a0\u00a0 _\u00a0 <br \/>\n        \u00a0\u00a0 \\_\/\u00a0\u00a0 \\_\/\u00a0 \\_\/\u00a0<br \/>\n        \\_\/\u00a0 <br \/>\n        \u00a0 <\/p>\n<p>e viene anche leggermente ritardato.\u00a0 <\/p>\n<p>Questo segnale e&#8217; frutto di operazioni (tantissime)<br \/>\n        che vengono eseguite, e per le quali si passa attraverso<br \/>\n        tante &#8220;porte&#8221; (gate in inglese), ognuna delle<br \/>\n        quali ha sue caratteristiche in termini di tempi di<br \/>\n        risposta e di deterioramento del segnale.\u00a0 <\/p>\n<p>Dopo tanti passaggi, il segnale originale potrebbe<br \/>\n        avere questa forma:\u00a0 <\/p>\n<p><font face=\"Arial,Helvetica\">______\/\\____<\/font>\u00a0\n        <\/p>\n<p>abbastanza inservibile!\u00a0 <\/p>\n<p>Il problema nasce dal fatto che non abbiamo rispettato<br \/>\n        i tempi minimi di risposta, il deterioramento, congiunto<br \/>\n        con la scelta della frequenza.\u00a0 <\/p>\n<p>Scegliendo una frequenza piu&#8217; bassa:\u00a0 <br \/>\n        \u00a0 <\/p>\n<p><font face=\"Arial,Helvetica\">_____\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        _____\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        _____<\/font>\u00a0 <br \/>\n        <font face=\"Arial,Helvetica\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        I_____I\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        I_____I\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        I__<\/font>\u00a0 <br \/>\n        \u00a0 <\/p>\n<p>questo sarebbe il risultato finale\u00a0 <\/p>\n<p><font face=\"Arial,Helvetica\">_____\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        ___\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        ___<\/font>\u00a0 <br \/>\n        <font face=\"Arial,Helvetica\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        \/\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        \/\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/font>\u00a0 <br \/>\n        <font face=\"Arial,Helvetica\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        \\____\/\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        \\____\/\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n        \\__<\/font>\u00a0 <\/p>\n<p>ancora abbastanza &#8220;pulito&#8221;.\u00a0 <\/p>\n<p>La risposta allora va data considerando quali siano le<br \/>\n        cause del deterioramento e, soprattutto, come si puo&#8217;<br \/>\n        ovviare al problema.\u00a0 <\/p>\n<p>Ancora una cosa: anche se il processore riuscisse a<br \/>\n        raggiungere velocita&#8217; elevate, esso deve anche dialogare<br \/>\n        con l&#8217;esterno, in particolare con i dispositivi di<br \/>\n        memoria. A parte il fatto che anche questi hanno problemi<br \/>\n        con la velocita&#8217;, anche piu&#8217; gravi, bisogna sempre<br \/>\n        passare attraverso una linea\u00a0 <br \/>\n        di comunicazione detta BUS, che e&#8217; di gran lunga piu&#8217;<br \/>\n        lenta perche&#8217; e&#8217; molto piu&#8217; grande e quindi tende a<br \/>\n        filtrare maggiormente.\u00a0 <\/p>\n<p>Attualmente, per i PC, il bus piu&#8217; veloce e&#8217; il PCI,<br \/>\n        puo&#8217; arrivare a 33 MHz o al piu&#8217; 50 MHz. Quindi pur<br \/>\n        avendo a disposizione una potenza di calcolo notevole, si<br \/>\n        dovrebbero poi fare i conti con il BUS.\u00a0 <\/p>\n<p>E&#8217; come se in un ristorante ci fosse un cuoco<br \/>\n        velocissimo ma un cameriere addormentato: i tempi non<br \/>\n        cambiano tanto con un cuoco piu&#8217; veloce!\u00a0 <\/p>\n<p>Conclusione: Non spendete tanti soldi per prendere un<br \/>\n        processore velocissimo!!!\u00a0 <br \/>\n        \u00a0 <\/p>\n<h3><a name=\"elettr\"\/><\/h3>\n<h5>Risposta: livello elettronico<\/h5>\n<p>Allora, da cosa dipende e cosa e&#8217; questo<br \/>\n        filtraggio?\u00a0 <\/p>\n<p>Un esempio banale: quando si fanno dei dolci e si<br \/>\n        aggiunge il lievito e&#8217; buona norma passarlo con un<br \/>\n        filtrino per evitare che finiscano nell&#8217;impasto briciole<br \/>\n        troppo grosse.\u00a0 <\/p>\n<p>Una cosa simile succede in elettronica: qualsiasi<br \/>\n        dispositivo tende a non far passare le variazioni troppo<br \/>\n        brusche del segnale, ecco perche&#8217; cio&#8217; che all&#8217;inizio<br \/>\n        sono &#8220;gradini&#8221;, diventano delle<br \/>\n        &#8220;rampe&#8221;.\u00a0 <\/p>\n<p>Le frequenze di filtraggio determinano la bonta&#8217; di un<br \/>\n        dispositivo.\u00a0 <\/p>\n<p>A cosa sono legate? Alle dimensioni del dispositivo<br \/>\n        stesso.\u00a0 <\/p>\n<p>Infatti frequenze cosi&#8217; alte sono dovute al fatto che<br \/>\n        le porte sono sempre piu&#8217; piccole e quindi la frequenza<br \/>\n        di filtraggio si alza.\u00a0 <\/p>\n<p>Pero&#8217; bisogna fare i conti innanzitutto con la<br \/>\n        tecnologia, che non permette di fare porte piccole a<br \/>\n        piacere. Come quando si scrive, la punta della penna ha<br \/>\n        una dimensione che permette di scrivere piccolo, ma con<br \/>\n        certi limiti.\u00a0 <\/p>\n<p>I processori vengono &#8220;scritti&#8221; con raggi, in<br \/>\n        genere ultravioletti, che hanno (sembra strano ma e&#8217;<br \/>\n        cosi&#8217;) una loro dimensione.\u00a0 <\/p>\n<p>Al momento le porte piu&#8217; piccole sono di circa un<br \/>\n        micron (milionesimo di metro) ma un processore ha al suo<br \/>\n        interno porte ben piu&#8217; grandi&#8230;\u00a0 <\/p>\n<p>Poi nasce un altro problema: per passare dallo stato<br \/>\n        ON a OFF (come nel segnale si passa dall&#8217;alto al basso),<br \/>\n        c&#8217;e&#8217; bisogno di una corrente che passa attraverso il<br \/>\n        nostro dispositivo. Se si vuole passare velocemente e&#8217;<br \/>\n        necessaria una corrente grande, e se il dispositivo e&#8217;<br \/>\n        piccolo si potrebbe rovinare.\u00a0 <\/p>\n<p>Inoltre i dispositivi attualmente in uso hanno dei<br \/>\n        limiti di velocita&#8217; dovuti anche alla intensita&#8217; dei<br \/>\n        campi elettrici. Per migliorare le prestazioni bisogna<br \/>\n        scendere con i livelli di tensione (infatti si e&#8217; passati<br \/>\n        da 5 V a 3,3V). A parte i disagi nell&#8217;adattare il resto<br \/>\n        del compuer al nuovo processore, livelli di tensione piu&#8217;<br \/>\n        bassi implicano a loro volta altri tipi di<br \/>\n        problemi&#8230;\u00a0 <\/p>\n<p>Ancora due cose: quando si riducono le porte,<br \/>\n        bisognerebbe ridurre anche tutto il resto, ma questo<br \/>\n        implica spesso la progettazione ex-novo di tutto il<br \/>\n        processore, perche&#8217; non si puo&#8217; semplicemente ridurre in<br \/>\n        scala.\u00a0 <\/p>\n<p>Inoltre, a parte il deterioramento del segnale, se si<br \/>\n        alza troppo la velocita&#8217; del clock, i dispositivi<br \/>\n        cominciano a funzionare come delle antenne, quindi in<br \/>\n        modo molto diverso da quello degli interruttori (come<br \/>\n        dovrebbe essere).\u00a0 <br \/>\n        Questo vuol dire che bisogna cambiare il meccanismo base<br \/>\n        delle porte se vuole che esse funzionino<br \/>\n        correttamente.\u00a0 <\/p>\n<p>Oppure spingere piu&#8217; in la&#8217; la tecnologia.\u00a0 <\/p>\n<p>Concludo davvero: tempo fa si credeva di aver<br \/>\n        raggiunto il limite tecnologico e che ormai non si poteva<br \/>\n        fare piu&#8217; nulla, poi qualcuno ci ha lavorato su ed ha<br \/>\n        scoperto nuovi sistemi che ora consentono di avere<br \/>\n        processori cosi&#8217; veloci. Il successo economico aiuta ad<br \/>\n        investire dei soldi nella ricerca e questa porta a sua<br \/>\n        volta nuovo successo&#8230; ma se vi iscrivete ad Ingegeria<br \/>\n        Elettronica (o simili) fatelo per passione, e non per<br \/>\n        voglia di successo.\u00a0 <br \/>\n        Se c&#8217;e&#8217; la prima verra&#8217; anche il secondo! <br \/>\u00a0<br \/>\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":194,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[61],"tags":[],"class_list":["post-1983","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-hardware"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/194"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1983"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1983\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}