{"id":1912,"date":"2001-02-11T00:00:00","date_gmt":"2001-02-10T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1912","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1912\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 il paradosso EPR?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il paradosso EPR e&#8217; legato al comportamento apparentemente problematico<br \/>\n        di certi sistemi fisici quantistici in riferimento a certi assunti dettati<br \/>\n        dalla relativita&#8217; su come dovrebbero comportarsi i sistemi fisici. In<br \/>\n        particolare sembrerebbe violata la richiesta di insuperabilita&#8217; della<br \/>\n        velocita&#8217; della luce. Tuttavia non e&#8217; cosi&#8217;, se la questione viene considerata<br \/>\n        da vicino. Divido la questione in alcuni punti. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Il sistema fisico del fenomeno EPR e&#8217; costituito da due parti A e<br \/>\n        B che si separano e allontanano molto velocemente. In qualunque momento<br \/>\n        si puo&#8217; misurare una certa proprieta&#8217; P_A su A e in qualunque momento<br \/>\n        si puo&#8217; misurare una certa altra proprieta&#8217; P_B su B. La meccanica quantistica<br \/>\n        dice che, se il sistema A+B e&#8217; stato preparato in modo opportuno, i risultati<br \/>\n        delle due misure sono correlati sempre e comunque: se una misura fornisce<br \/>\n        un certo risultato l&#8217;altra deve fornire un ben preciso risultato legato<br \/>\n        alla prima e viceversa. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) Fino a qui niente di strano: queste correlazioni esistono in esempi<br \/>\n        banali tratti dall&#8217;esperienza quotidiana. Faccio un esempio. Prendo una<br \/>\n        banconota e la taglio a meta&#8217; e ne consegno una parte a caso al signor<br \/>\n        A e l&#8217;altra al signor B che, non guardando quale parte di banconota tengono<br \/>\n        in mano, corrono in direzione opposta. Sono allora sicuro che, se nell&#8217;istante<br \/>\n        in cui A osservera&#8217; la prima volta la sua parte di banconota vedra&#8217; per<br \/>\n        es. la meta&#8217; destra, allora B sicuramente, nell&#8217;istante in cui osservera&#8217;<br \/>\n        per la prima volta la sua parte di banconota vedra&#8217; la parte sinistra<br \/>\n        e viceversa. La correlazione dei risultati esiste perche&#8217; era gia&#8217; esistente<br \/>\n        e definita prima che A e B controllassero quale parte di banconota portano<br \/>\n        con loro: i lati delle banconote sono stati assegnati all&#8217;istante iniziale<br \/>\n        da me! <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) Prima di passare al caso quantistico facciamo una importante osservazione<br \/>\n        di carattere relativistico. Supponiamo che A e B siano molto lontani al<br \/>\n        momento del controllo delle proprie parti di banconota, tanto lontani<br \/>\n        che nulla che viaggi con velocita&#8217; miniore o uguale a qualla della luce<br \/>\n        possa partire da A quando controlla la banconota ed arrivare a B quando<br \/>\n        fa la stessa cosa o viceversa. In tale situazione si dice che A e B sono<br \/>\n        &#8220;spazialmente separati&#8221; quando controllano le parti di banconota. In questo<br \/>\n        caso *non ha alcun senso fisico* dire chi dei due ha controllato *per<br \/>\n        primo* la parte di banconota: secondo la teoria della relativita&#8217; posso<br \/>\n        trovare sistemi di riferimento in cui si descrive prima A controllare<br \/>\n        la sua parte banconota e poi B controllare la sua parte di banconota,<br \/>\n        ma posso trovare sistemi di riferimento dove accade *il contrario* e posso<br \/>\n        trovare un sistema di riferimento in cui A e B controllano *contemporaneamente*<br \/>\n        la propria parte di banconota. E&#8217; allora chiaro che in tale situazione,<br \/>\n        qualunque cosa faccia A al momento del controllo, non puo&#8217; essere causa<br \/>\n        di qualcosa che capita a B nel momento del controllo e viceversa: qualche<br \/>\n        osservatore vedrebbe la causa seguire l&#8217;effetto e invece noi assumiamo<br \/>\n        come principio elementare che le cause precedano gli effetti indipendentemente<br \/>\n        dall&#8217;osservatore (*principio di causalita&#8217;*). In particolare Non avrebbe<br \/>\n        senso dire che il risultato del controllo della parte di banconota di<br \/>\n        A ha causato il risultato del controllo di B o viceversa. Nel caso non<br \/>\n        quantistico in esame il commento e&#8217; irrilevante perche&#8217; come detto in<br \/>\n        2, la correlazione era gia&#8217; stata definita all&#8217;inizio, prima che i due<br \/>\n        signori si allontanassero. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) In meccanica quantistica la cosa e&#8217; simile con una importantissima<br \/>\n        differenza in cui il commento in 3) gioca un ruolo importante. Usiamo<br \/>\n        la rappresentazione di sopra dell&#8217;esperimento in cui il sistema e&#8217; la<br \/>\n        banconota (quantistica!), i due sottosistemi sono i suoi due lati, e la<br \/>\n        proprieta&#8217; da misurare per A e B e&#8217; &#8220;quale lato della banconota si tiene<br \/>\n        in mano&#8221;. Secondo la MQ l&#8217;esito del controllo della banconota di A non<br \/>\n        e&#8217; fissato a priori, ma e&#8217; *deciso* *casualmente* al momento in cui A<br \/>\n        controlla la banconota. La stessa cosa dicasi per B, con il vincolo che<br \/>\n        il risultato complessivo di A e B sia quello di avere una banconota intera<br \/>\n        e non due lati sinistri o due lati destri. Si noti che il ruolo di A e<br \/>\n        B e&#8217; *completamente* interscambiabile.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> 5) &#8220;Casualmente&#8221; sopra significa che se ripetiamo tante volte l&#8217;esperimento<br \/>\n        completo, A trovera&#8217; nelle sue mani il 50% delle volte il lato destro<br \/>\n        della banconota e il 50% il lato sinistro, e la stessa cosa accadra&#8217; a<br \/>\n        B; pero&#8217; sara&#8217; *ogni* volta rispettato il vincolo che i due risultati<br \/>\n        forniscono un lato destro ed un lato sinistro. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">6) Per quanto detto in 3), non e&#8217; possibile pensare che il risultato<br \/>\n        ottenuto da A sia la *causa* del risultato ottenuto da B o viceversa!<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> 7) Questo esperimento ideale (paradosso EPR) e&#8217; stato realizzato davvero<br \/>\n        (in piu&#8217; di 20 esperimenti differenti) con coppie di particelle vere usando<br \/>\n        l&#8217;orientazione dello spin delle particelle come risultato da controllare<br \/>\n        e si e&#8217; visto che le cose accadono davvero come prevede la MQ. Cio&#8217; dimostra<br \/>\n        che il *principio di localita&#8217;* e&#8217; violato dai fenomeni fisici. Il principio<br \/>\n        di localita&#8217;, almeno, nella forma violata dal paradosso EPR si puo&#8217; enunciare<br \/>\n        dicendo che: <\/p>\n<blockquote>\n<p>&#8220;non possono esserci correlazioni tra eventi spazialmente separati<br \/>\n          se tali correlazioni non hanno avuto causa comune nel passato&#8221;. <\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso in esame il risultato del controllo delle parti di banconota<br \/>\n        non ha causa in comune nel passato di A e B perche&#8217;, secondo la MQ avviene<br \/>\n        nel momento dell&#8217;osservazione (e non e&#8217; possibile determinare l&#8217;esito<br \/>\n        dell&#8217;esperimento a priori fissando opportune &#8220;cause&#8221; [vedi anche punto<br \/>\n        10 sotto]). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">8) Il principio di localita&#8217; era stato assunto da Einstein Podolsky e<br \/>\n        Rosen (EPR) come naturale nelle teorie fisiche (assumendo come vera la<br \/>\n        relativita&#8217;), per motivi di buon senso. In effetti, apparentemente, se<br \/>\n        fosse violato, io potrei trasmettere informazioni &#8220;nel passato&#8221; sfruttando<br \/>\n        una correlazione con un evento separato spazialmente dall&#8217;evento in cui<br \/>\n        agisco (per il punto 3, A e B al momento del controllo possono essere<br \/>\n        visti uno nel passato dell&#8217;altro e viceversa). Infatti, si puo&#8217; provare<br \/>\n        (non e&#8217; del tutto banale) che con una catena di tali correlazioni si costruirebbero<br \/>\n        paradossi temporali (es. cruento: pago un killer per uccidere i miei genitori<br \/>\n        prima che io sia concepito).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> 9) L&#8217;analisi logica di Einstein, Podolsky e Rosen, che non volevano<br \/>\n        rinunciare al principio di localita&#8217;, portava alla conseguenza che la<br \/>\n        MQ era falsa oppure incompleta (nel senso che l&#8217;esito di ogni controllo<br \/>\n        di A e B e&#8217; gia&#8217; deciso in partenza ma e&#8217; legato a variabili che la MQ<br \/>\n        non considera). In realta&#8217; gli esperimenti gli hanno dato torto nel senso<br \/>\n        che si e&#8217; visto, dopo la riformulazione teorica da parte di Bell di tutta<br \/>\n        la questione, che la localita&#8217; deve essere realmente violata (questo NON<br \/>\n        implica pero&#8217; che la MQ sia completamente vera e completa). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">10) Ma allora ci sono davvero i paradossi temporali? La risposta mostra<br \/>\n        tutta la sottigliezza della Natura: la violazione della localita&#8217; da parte<br \/>\n        della MQ e&#8217; tale che NON permette i paradossi temporali di cui sopra!<br \/>\n        Esistono dimostrazioni tecniche rigorose di cio&#8217;. L&#8217;idea di fondo e&#8217; semplice<br \/>\n        e cerco di spiegarla comunque. Si deve notare che la MQ viola contemporaneamente<br \/>\n        *localita&#8217;* e *determinismo*. Per *determinismo* intendo qui quel principio<br \/>\n        che dice che <\/p>\n<blockquote>\n<p>&#8220;in linea di principio, scegliendo opportune condizioni iniziali ed<br \/>\n          al contorno, posso, attraverso le leggi fisiche, costringere un qualunque<br \/>\n          sistema fisico ad assumere uno stato arbitrariamente scelto&#8221;. <\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fosse cosi&#8217; allora A potrebbe costringere la sua mezza banconota ad<br \/>\n        uscire nello stato &#8220;lato destro&#8221; e sarebbe sicuro che B vedrebbe la sua<br \/>\n        mezza banconota nello stato &#8220;lato sinistro&#8221;. Usando il codice Morse A<br \/>\n        potrebbe comunicare con B provocando i paradossi temporali. Pero&#8217; come<br \/>\n        detto in (5) il risultato del controllo della banconota di A e&#8217; *casuale*<br \/>\n        (questo lo stabiliscono gli stessi principi della MQ), per cui non e&#8217;<br \/>\n        possibile trasmettere nulla a B. Si puo&#8217; provare una cosa ancora piu&#8217;<br \/>\n        forte: che A controlli la sua banconota oppure non la controlli: i risultati<br \/>\n        di B, eseguendo tante volte l&#8217;esperimento, hanno la stessa statistica.<br \/>\n        Per cui B non puo&#8217; nemmeno sapere se A ha davvero controllato la sua banconota.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Dovrebbe essere chiaro da quanto ho scritto che, comunque funzioni il<br \/>\n        fenomeno di correlazione EPR, esso NON implica propagazione di informazione<br \/>\n        a velocita&#8217; maggiore della velocita&#8217; della luce, come talvolta si dice<br \/>\n        impropriamente. Non c&#8217;e&#8217; proprio &#8220;propagazione di nulla&#8221; perche&#8217;, rimanendo<br \/>\n        nella spiegazione quantistica e relativistica insieme, non c&#8217;e&#8217; un meccanismo<br \/>\n        di tipo causa-effetto che provoca la correlazione che non e&#8217; descrivibile<br \/>\n        in alcun modo con tali categorie in quanto e&#8217; intrisecamente quantistica.\n      <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":243,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-1912","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fisica-quantistica-e-nucleare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1912","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/243"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1912"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1912\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}