{"id":1845,"date":"2005-07-03T00:00:00","date_gmt":"2005-07-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1845","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1845\/","title":{"rendered":"Sto studiando la mitosi, il mio libro parla di sincizi e cenociti classificando il cocco tra questi. Purtroppo il testo non chiarisce per quale motivo il cocco \u00e8 considerato cenocito, vorrei avere dei chiarimenti in merito. Vi ringrazio"},"content":{"rendered":"<p>Il cenocito pu\u00f2 essere un organismo unicellulare provvisto di pi\u00f9 nuclei oppure una cellula polinucleata\u00a0di un organismo pluricellulare. Pu\u00f2 derivare dalla fusione dei citoplasmi di varie cellule, non seguita dalla fusione dei relativi nuclei, nel qual caso si dice sincizio, oppure da successive divisioni nucleari, non accompagnate da corrispondenti divisioni del citoplasma, e allora si chiama apocizio. <\/p>\n<p>Il <strong>primo<\/strong>, fusione di cellule, \u00e8 il caso del muscolo umano, infatti molte fibre muscolari si formano per la fusione di migliaia di cellule muscolari singole. La continuit\u00e0 del sincizio permette una pi\u00f9 rapida trasmissione del potenziale d\u2019azione. Lo stesso succede nella placenta, ove molte cellule derivate dall\u2019embrione si fondono, formando una barriera che impedisce lo scambio di cellule migratorie tra l\u2019embrione e il corpo materno. alcune cellule del sangue, ad esempio , sono in grado di inserirsi tra due cellule epiteliali adiacenti. Un sincizio non ha punti in cui queste cellule possano passare. <br \/>I sincizi si formano anche quando le cellule sono infettate da certi tipi di virus, come il Virus dell\u2019HIV o i paramixovirus. <br \/>Durante l\u2019infezione le proteine usate dal virus per entrare in una cellula, possono provocare la fusione delle membrane di cellule adiacenti. <br \/><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Syncytium\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Syncytium<\/a>\u00a0<br \/>In Inglese: <br \/><a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/entrez\/query.fcgi?cmd=Retrieve&amp;db=PubMed&amp;list_uids=2543075&amp;dopt=Abstract\">http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/entrez\/query.fcgi?cmd=Retrieve&amp;db=PubMed&amp;list_uids=2543075&amp;dopt=Abstract<\/a><\/p>\n<p>Il <strong>secondo<\/strong>, quello della riproduzione del nucleo che non \u00e8 seguita da divisione cellulare, si ha negli embrioni degli insetti. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda la pianta di cocco, io\u00a0 credo\u00a0 che il libro si riferisse solo a parte della pianta. In botanica,\u00a0i tubuli laticiferi che\u00a0percorrono il corpo di numerose Angiosperme possono derivare dall\u2019allungamento di poche cellule gi\u00e0 presenti in numero costante nell\u2019embrione, del quale seguono l\u2019accrescimento venendo a formare specie di lunghi tubi, ramificati o no, con molti nuclei ma sprovvisti di membrane divisorie e che non si anastomizzano fra loro (laticiferi apociziali o non articolati), come in molte Euforbiacee, Apocinacee e Asclepiadacee. Nelle Composite (o Asteracee) e nelle Campanulacee, per contro, i laticiferi derivano da file longitudinali di cellule sovrapposte, le cui pareti divisorie vengono in tutto o in parte riassorbite (laticiferi articolati, o sinciziali, o settati); anche in questo caso, i condotti sono plurinucleati, semplici o ramificati, ma con ramificazioni che, saldandosi fra loro, danno origine a strutture reticolate.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sapere.it\/gr\/ArticleViewServletOriginal?otid=GEDEA_laticifero&amp;orid=GEDEA_laticifero&amp;todo=LinkToFree\">http:\/\/www.sapere.it\/gr\/ArticleViewServletOriginal?otid=GEDEA_laticifero&amp;orid=GEDEA_laticifero&amp;todo=LinkToFree<\/a><\/p>\n<p>Da: <a href=\"http:\/\/www.agraria.org\/coltivazioniarboree\/palmadacocco.htm\">http:\/\/www.agraria.org\/coltivazioniarboree\/palmadacocco.htm<\/a>\u00a0 (Arecaceae) <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/biologia\/May2005\/palmadacocco1.jpg\"\/><\/p>\n<p align=\"left\"\/>\n<p align=\"center\"\/>\n<p\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":218,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-1845","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/218"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1845"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1845\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}