{"id":1828,"date":"2000-02-15T00:00:00","date_gmt":"2000-02-14T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1828","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1828\/","title":{"rendered":"Noi insegnanti di fisica della mia scuola, pensavamo che fosse un fenomeno ottico e non termico a far girare le alette del radiometro, ma vorremo poter stabilire una concausa fra l&#8217;energia del raggio luminoso e l&#8217;energia di rotazione delle alette"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">l radiometro \u00e8 un simpatico apparecchio con cui si riesce a misurare<br \/>\n        l&#8217;impulso trasmesso dalla luce. In base alla meccanica quantistica relativistica,<br \/>\n        infatti, i fotoni, sebbene abbiano massa nulla, trasportano quantit\u00e0<br \/>\n        di moto (che in questo caso non \u00e8 <tt><font size=\"3\"><b>mc<\/b><\/font><\/tt>,<br \/>\n        ma <tt><b><font size=\"3\">h\/l<\/font><\/b><\/tt>, dove <tt><b><font size=\"3\">h<\/font><\/b><\/tt><br \/>\n        \u00e8 la costante di Planck e <tt><font size=\"3\"><b>l<\/b><\/font><\/tt><br \/>\n        la lunghezza d&#8217;onda della luce). Un modo rapido per rendersi conto che<br \/>\n        questo effetto \u00e8 piccolo \u00e8 accendere una lampadina: poich\u00e8<br \/>\n        non veniamo schiacciati a terra (almeno a me non \u00e8 mai capitato<br \/>\n        \ud83d\ude42 ci rendiamo conto che tale effetto produce delle forze molto pi\u00f9<br \/>\n        piccole di quelle a cui siamo abituati. Per riuscire a vedere tale effetto<br \/>\n        sono in commercio i cosiddetti radiometri, che altro non sono che dei<br \/>\n        piccoli <i>&#8220;mulini a luce&#8221;<\/i>: il principio di funzionamento \u00e8<br \/>\n        lo stesso dei &#8220;mulini ad acqua&#8221;. <br \/>\n        Un modo comodo di realizzare questi &#8220;mulini&#8221; \u00e8 quello di farne le<br \/>\n        &#8220;pale&#8221; colorate da un lato di nero e dall&#8217;altro di bianco: poich\u00e8<br \/>\n        il nero corrisponde ad assorbimento della luce, mentre il bianco a sua<br \/>\n        riflessione, un radiometro siffatto deve girare anche se illuminato uniformemente<br \/>\n        da tutte le direzioni (al contrario di un mulino ad acqua che gira solo<br \/>\n        se l&#8217;acqua lo colpisce venendo da una direzione). La direzione di rotazione<br \/>\n        prevista \u00e8 quella in cui il lato nero delle palette avanzano, poich\u00e8<br \/>\n        i fotoni che rimbalzano (ossia quelli che colpiscono il lato bianco) danno<br \/>\n        un&#8217;impulso maggiore. Il moto avviente solo se tutti gli attriti sono sufficientemente<br \/>\n        piccoli. <br \/>\n        Come sanno tutti quelli che hanno comprato un radiometro economico (se<br \/>\n        ne trovano anche al costo di circa 50\u20ac), quello che accade \u00e8<br \/>\n        esattamente il contrario!!! <br \/>\n        Questo incredibile fatto si spiega facilmente, considerando che il vuoto<br \/>\n        che viene fatto dentro le ampolle in cui vengono rinchiusi questi radiometri<br \/>\n        &#8220;giocattolo&#8221;, non \u00e8 sufficientemente spinto, e resta sempre del<br \/>\n        gas residuo. <br \/>\n        Cosa avviene? Il lato nero delle palette si scalda di pi\u00f9 del lato<br \/>\n        bianco, e la differenza di temperatura genera una differenza di pressione<br \/>\n        nel gas, che fa ruotare lo strumento in senso opposto, poich\u00e8 la<br \/>\n        pressione maggiore (ossia la forza che &#8220;spinge&#8221;) si trova dal caldo lato<br \/>\n        nero. <br \/>\n        La differenza di temperatura tra i due lati di ogni paletta genera una<br \/>\n        differenza tra la quantita&#8217; di moto media ceduta alle molecole che urtano<br \/>\n        la parete calda e quella ceduta alle molecole che urtano la parete fredda.<br \/>\n        In altri termini le due pareti agiscono da convertitori di energia luminosa<br \/>\n        (ricevuta dai fotoni incidenti) in energia termica della parete che si<br \/>\n        trasferisce poi al gas ad essa affacciato(energia cinetica media delle<br \/>\n        molecole del gas in equilibrio statistico con le due pareti).<br \/>\n        Dato che la pressione su una parete (forza media per unita&#8217; di superficie)<br \/>\n        e&#8217; dovuta alla somma delle quantita&#8217; di moto scambiate tra gas e parete,<br \/>\n        ne risulta che in media la pressione del gas prospiciente alla parete<br \/>\n        calda (nera) e&#8217; maggiore di quella del gas prospiciente alla parete fredda<br \/>\n        (bianca).<\/p>\n<p>        Per valutare quantitativamente questi fenomeni occorre avere dei dati<br \/>\n        che spesso \u00e8 impossibile avere (in particolare nel caso di rotazione<br \/>\n        anomala): bisogna conoscere fattori come la pressione residua, la riflettivit\u00e0<br \/>\n        delle palette, le loro caratteristiche termiche, etc. Nel caso di rotazione<br \/>\n        &#8220;giusta&#8221;, le cose sono un po&#8217; pi\u00f9 semplici, in quanto basta conoscere<br \/>\n        o stimare il momento della forza d&#8217;attrito per calcolare la quantit\u00e0<br \/>\n        di moto necessaria, ovverosia il numero di fotoni, cio\u00e8 l&#8217;illuminazione.<br \/>\n        Purtroppo anche in questo caso con una attrezzatura non professionale<br \/>\n        risulta difficile stimare questi dati, in particolare il primo.\n      <\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio Giacomo Torzo per le utili osservazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":186,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"class_list":["post-1828","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-luce-e-fenomeni-ottici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/186"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1828"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1828\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}