{"id":1812,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1812","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1812\/","title":{"rendered":"Supponiamo che due o pi\u00f9 radiazioni elettromagnetiche interferiscano nel vuoto in opposizione di fase. Dato che esse dovrebbero annullarsi, mi chiedo: dove si trasferisce la loro energia associata?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n        La risposta a questa domanda vale per qualsiasi tipo di<br \/>\n        onde: radiazione elettromagnetica (in tutte le sue forme:<br \/>\n        luce, onde radio, raggi X, etc), onde di pressione<br \/>\n        (suono), funzioni d&#8217;onda di particelle (anche gli<br \/>\n        elettroni -sotto certe condizioni- danno vita a dei<br \/>\n        fenomeni di interferenza!). In linea di massima mi<br \/>\n        riferir\u00f2 al suono, perch\u00e9 pi\u00f9 facilmente<br \/>\n        visualizzabile, ma a parte piccoli dettagli l&#8217;argomento<br \/>\n        praticamente lo stesso anche negli altri casi.\u00a0 <br \/>\n        Prima di tutto bisogna ricordare che l&#8217;interferenza<br \/>\n        distruttiva avviene quando c&#8217;\u00e8 opposizione di fase,<br \/>\n        mentre quando c&#8217;\u00e8 concordanza si ha interferenza<br \/>\n        costruttiva. Una condizione fondamentale, invece \u00e8 la<b><br \/>\n        stabilit\u00e0 in fase <\/b>delle sorgenti, cio\u00e8, come sar\u00e0<br \/>\n        chiaro nel seguito, le sorgenti devono avere una<br \/>\n        dipendenza temporale ben precisa, che non deve variare in<br \/>\n        alcun modo (o perlomeno deve variare in misura uguale per<br \/>\n        entrambe)\u00a0 <br \/>\n        Brutalmente: l&#8217;energia associata a due onde che<br \/>\n        interferiscono distruttivamente (in un certo punto dello<br \/>\n        spazio) va a finire in un <i>altro punto dello spazio<\/i>,<br \/>\n        dove le stesse onde <b>necessariamente <\/b>si troveranno<br \/>\n        in concordanza di fase: se ci sono dei punti in cui si ha<br \/>\n        interferenza distruttiva ce ne saranno certamente altri<br \/>\n        in cui si ha interferenza costruttiva (ed in cui<br \/>\n        l&#8217;energia si &#8220;trasferisce&#8221;). Questo \u00e8<br \/>\n        intuitivamente ovvio se si pensa ad un&#8217;onda sonora, cio\u00e8<br \/>\n        al propagarsi di &#8220;differenze di pressione&#8221;.<br \/>\n        Queste &#8220;differenze di pressione&#8221; sono<br \/>\n        costituite da zone di materia pi\u00f9 o meno dense della<br \/>\n        media, che cambiano la loro densit\u00e0 con la frequenza<br \/>\n        dell&#8217;onda. L&#8217;interferenza avviene quando due onde<br \/>\n        distinte, cio\u00e8 due differenti valori di pressione<br \/>\n        variabili nel tempo per ogni punto dello spazio, si<br \/>\n        trovano ad &#8220;esistere&#8221; contemporaneamente. Come<br \/>\n        in molti casi della fisica (non tutti!) i due effetti si<br \/>\n        sommano (nel caso delle onde elettromagnetiche la somma<br \/>\n        \u00e8 vettoriale), ed il valore della pressione in ciascun<br \/>\n        punto \u00e8 la somma dei valori dovuti a ciascun punto,<br \/>\n        com&#8217;\u00e8 intuitivo che sia. Pertanto in alcuni punti (non<br \/>\n        tutti!) la pressione pu\u00f2 risultare non pi\u00f9 dipendente<br \/>\n        dal tempo, ed uguale al valore medio che si ha nel mezzo.<br \/>\n        In questi punti si ha interferenza distruttiva.<br \/>\n        Intuitivamente \u00e8 chiaro che l&#8217;esistenza di questi punti<br \/>\n        \u00e8&#8217; molto delicata: la pi\u00f9 piccola<br \/>\n        &#8220;imperfezione&#8221; nella dipendenza dal tempo delle<br \/>\n        sorgenti, nelle altre caratteristiche delle onde<br \/>\n        prodotte, nel posizionamento delle sorgenti \u00e8 in grado<br \/>\n        di cambiare la posizione di questi punti, nonch\u00e9 la loro<br \/>\n        stessa esistenza: l&#8217;interferenza distruttiva avviene solo<br \/>\n        se la somma dei due segnali d\u00e0 <i>esattamente <\/i>zero.\u00a0<br \/>\n        <br \/>\n        \u00a0 <br \/>\n        Poich\u00e9 qualsiasi onda pu\u00f2 essere &#8220;decomposta&#8221;<br \/>\n        in una somma di onde sferiche (con un numero finito od<br \/>\n        infinito di termini), esaminer\u00f2 questo caso<br \/>\n        specifico.\u00a0 <br \/>\n        Nel caso di una coppia di onde sferiche non ci pu\u00f2<br \/>\n        essere interferenza distruttiva ovunque, a meno che le<br \/>\n        sorgenti non si trovino nello stesso punto dello spazio<br \/>\n        (e questo \u00e8 fisicamente impossibile: si pensi ad una<br \/>\n        membrana che deve vibrare <b>contemporaneamente <\/b>in<br \/>\n        due modi distinti).\u00a0 <br \/>\n        Matematicamente, per avere interferenza distruttiva<br \/>\n        ovunque, si deve avere, <b>per ogni punto<\/b> <i>x<\/i>:\u00a0<br \/>\n        <i>d1-d2=(2*n+1)*<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"17\" height=\"22\" align=\"absbottom\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/interf\/lambda.gif\" alt=\"\"\/>\/2<\/i> dove <i>d1<\/i> e <i>d2 <\/i>sono<br \/>\n        le distanze di <i>x<\/i> da ciascuna delle due sorgenti,<i><br \/>\n        n<\/i> \u00e8 un&#8217;intero e\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"17\" height=\"22\" align=\"absbottom\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/interf\/lambda.gif\" alt=\"\"\/><i> \u00e8<\/i> la<br \/>\n        lunghezza d&#8217;onda. E&#8217; immediato vedere (sostituendo le<br \/>\n        espressioni per la distanza) che esitono s\u00ec infiniti<br \/>\n        punti in cui si ha interferenza distruttive, ma che<br \/>\n        questi non &#8220;riempiono&#8221; tutto lo spazio: ci sono<br \/>\n        altrettanti punti in cui si ha interferenza costruttiva,<br \/>\n        e l&#8217;ampiezza dell&#8217;onda aumenta.\u00a0 <br \/>\n        \u00a0 <br \/>\n        Nel caso di pi\u00f9 sorgenti di onde sferiche la cosa non \u00e8<br \/>\n        cos\u00ec immediata, ma il problema \u00e8 sostanzialmente lo<br \/>\n        stesso: la differenza delle distanze di <b>ciascun <\/b>punto<br \/>\n        dello spazio da <b>ciascuna <\/b>sorgente deve soddisfare<br \/>\n        una relazione analoga alla precedente, e questo non \u00e8<br \/>\n        possibile.\u00a0<br \/>\n        E&#8217; preferibile, in questo ragionamento, ricorrere alle<br \/>\n        onde sferiche, piuttosto che alle onde piane, perch\u00e9<br \/>\n        queste ultime, sebbene matematicamente pi\u00f9 semplici, non<br \/>\n        rappresentano una situzione fisica cos\u00ec bene come le<br \/>\n        onde sferiche: un&#8217;onda piana, per essere prodotta,<br \/>\n        richiede una sorgente estesa fino all&#8217;infinito. In<br \/>\n        pratica le onde piane esistenti in Natura sono delle onde<br \/>\n        sferiche osservate da grande distanza (e che sembrano<br \/>\n        piane per lo stesso motivo per cui la superfice della<br \/>\n        Terra -che \u00e8 sferica- ci appare piana). In questo caso<br \/>\n        una interferenza distruttiva fra onde &#8220;piane&#8221;<br \/>\n        pu\u00f2 avvenire solo localmente, poich\u00e9, guardando il<br \/>\n        sistema, a grandissima scala ci saranno dei punti<br \/>\n        (lontanissimi) in cui ci sar\u00e0 interferenza costruttiva. <br \/>\n        \u00a0 <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":186,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-1812","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1812","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/186"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1812"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1812\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}