{"id":1806,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1806","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1806\/","title":{"rendered":"\u00c8 possibile in qualche modo &#8220;vedere&#8221; le onde elettromagnetiche o le onde elettriche?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Certo che \u00e8 possibile vedere le onde<br \/>\n        elettromagnetiche! Anzi, paradossalmente, le onde<br \/>\n        elettromagnetiche sono <b>l&#8217;unica cosa che possiamo<br \/>\n        vedere<\/b>. Infatti, i sensori utilizzati nel nostro<br \/>\n        organo della vista, ovvero i coni ed i bastoncelli della<br \/>\n        retina, reagiscono proprio alle onde elettromagnetiche <i>in<br \/>\n        un determinato intervallo di lunghezze d&#8217;onda<\/i>,<br \/>\n        trasformandole in impulsi elettrici che, giunti al<br \/>\n        cervello attraverso il nervo ottico, danno luogo alla<br \/>\n        formazione delle sensazioni che noi chiamiamo<br \/>\n        &#8220;immagini&#8221;. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto chiave, nell&#8217;affermazione precedente, \u00e8<br \/>\n        proprio la frase &#8220;<i>in un determinato intervallo di<br \/>\n        lunghezze d&#8217;onda<\/i>&#8220;. Le onde elettromagnetiche,<br \/>\n        infatti, sono caratterizzate da due grandezze<br \/>\n        fondamentali: l&#8217;<b>ampiezza<\/b> e la <b>frequenza<\/b>.<br \/>\n        L&#8217;ampiezza indica quanto un&#8217;onda \u00e8 intensa (nel caso<br \/>\n        delle onde marine, equivale all&#8217;altezza dei cavalloni)<br \/>\n        mentre la frequenza (misurata in hertz, simbolo Hz)<br \/>\n        rappresenta il numero di onde che si susseguono in un<br \/>\n        secondo. Poich\u00e9 la velocit\u00e0 di spostamento delle onde<br \/>\n        elettromagnetiche nel vuoto (o nell&#8217;aria, che \u00e8 quasi la<br \/>\n        stessa cosa) \u00e8 nota e fissa (e pari a circa 300 milioni<br \/>\n        di metri al secondo), un parametro equivalente alla<br \/>\n        frequenza \u00e8 la <b>lunghezza d&#8217;onda<\/b>, data dalla<br \/>\n        distanza tra due onde successive, ovvero dalla distanza<br \/>\n        coperta da un&#8217;onda in un secondo. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla frequenza di un&#8217;onda elettromagnetica (o dalla<br \/>\n        sua lunghezza d&#8217;onda) dipendono in modo drammatico sia i<br \/>\n        metodi per generare onde elettromagnetiche, sia le<br \/>\n        tecniche di misura, sia le modalit\u00e0 di interazione con<br \/>\n        la materia ed in particolare con i sistemi biologici. Per<br \/>\n        questo motivo, l&#8217;intero spettro delle onde<br \/>\n        elettromagnetiche \u00e8 stato suddiviso in <b>bande<\/b> di<br \/>\n        caratteristiche almeno in parte uniformi. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Le basse frequenze, fino a un paio di decine di<br \/>\n                chilohertz (1 kHz = 1000 Hz), sono chiamate<br \/>\n                talvolta <b>audiofrequenze<\/b> perch\u00e9<br \/>\n                corrispondono alle frequenze dei segnali<br \/>\n                elettrici che rappresentano i suoni in apparati<br \/>\n                quali la telefonia tradizionale, gli impianti di<br \/>\n                alta fedelt\u00e0 etc. <\/li>\n<li>Le frequenze superiori, fino a 300 megahertz (1<br \/>\n                MHz = 1 milione di hertz), sono dette <b>radiofrequenze<\/b><br \/>\n                e sono impiegate per le radiocomunicazioni in<br \/>\n                onde lunghe, medie e corte, in modulazione di<br \/>\n                frequenza, dai radioamatori e per alcuni canali<br \/>\n                televisivi. <\/li>\n<li>Le frequenze ancora superiori, fino a 300<br \/>\n                gigahertz (1 GHz = 1 miliardo di hertz), sono<br \/>\n                dette <b>microonde<\/b> e sono utilizzate per le<br \/>\n                trasmissioni televisive e satellitari, per la<br \/>\n                telefonia cellulare (0,9 GHz e 1,8 GHz), nel<br \/>\n                forno a microonde (2,45 GHz) e nei radar. <\/li>\n<li>A frequenze superiori iniziano i <b>raggi<br \/>\n                infrarossi<\/b>, che rappresentano in pratica il<br \/>\n                calore in forma raggiante. Per evitare numeri<br \/>\n                troppo grandi, si preferisce a questo punto<br \/>\n                ragionare in termini di lunghezza d&#8217;onda<br \/>\n                piuttosto che di frequenza. Dato che ad una<br \/>\n                frequenza di 300 GHz corrisponde una lunghezza<br \/>\n                d&#8217;onda di 1 mm, i raggi infrarossi vanno da 1 mm<br \/>\n                a circa 0,8 micrometri (1 \u00b5m o<br \/>\n                &#8220;micron&#8221; = 1 milionesimo di metro,<br \/>\n                ovvero 1 millesimo di millimetro). <\/li>\n<li>La strettissima banda compresa all&#8217;incirca tra<br \/>\n                0,8 e 0,4 \u00b5m costituisce la <b>luce visibile<\/b>,<br \/>\n                appunto perch\u00e9 pu\u00f2 essere vista! Le diverse<br \/>\n                lunghezze d&#8217;onda in tale banda sono percepite<br \/>\n                come diversi colori, dal rosso (lunghezze d&#8217;onda<br \/>\n                maggiori) al violetto (lunghezze d&#8217;onda minori),<br \/>\n                passando per arancio, giallo, verde, azzurro e<br \/>\n                indaco. <\/li>\n<li>Oltre il visibile, cio\u00e8 per lunghezze ancora<br \/>\n                minori di 0,4 \u00b5m, si estendono i <b>raggi<br \/>\n                ultravioletti<\/b>, quindi i <b>raggi X<\/b> ed<br \/>\n                infine i <b>raggi gamma<\/b>. <\/li>\n<\/ul>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"3\" color=\"#0000ff\">Concludo quindi: solo<br \/>\n        le onde elettromagnetiche nella banda che costituisce la <b>luce<br \/>\n        visibile<\/b> possono essere viste dall&#8217;occhio umano; per<br \/>\n        le altre non c&#8217;\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di visione diretta.<br \/>\n        Non ci sono nemmeno, per quanto a mia conoscenza,<br \/>\n        artifici o dispositivi che rendano in qualche modo<br \/>\n        &#8220;visibili&#8221; le onde elettromagnetiche di<br \/>\n        frequenza fuori dalla banda visibile. Per individuare i<br \/>\n        campi elettromagnetici occorre utilizzare dell&#8217;apposita<br \/>\n        strumentazione di rivelazione e misura. <\/font><\/p>\n<div>\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo infine alla &#8220;<i>onde elettriche<\/i>&#8220;.<br \/>\n        Queste semplicemente <b>non esistono<\/b>, cos\u00ec come non<br \/>\n        esistono <i>onde magnetiche<\/i>! Che cosa \u00e8, infatti,<br \/>\n        un&#8217;onda elettromagnetica? \u00c8 la modalit\u00e0 di propagazione<br \/>\n        nello spazio di un campo elettrico e di un campo<br \/>\n        magnetico che, in particolari condizioni, si generano e<br \/>\n        si sostengono a vicenda, dando luogo ad un fenomeno<br \/>\n        ondulatorio che si allontana indefinitamente dalla<br \/>\n        sorgente. Se manca uno dei due, cio\u00e8 se siamo in<br \/>\n        presenza di un campo elettrico senza campo magnetico<br \/>\n        (come nel caso del campo generato da una carica<br \/>\n        elettrostatica) o di un campo magnetico senza campo<br \/>\n        elettrico (come nel caso del campo generato da una<br \/>\n        corrente continua), allora non si innesca il fenomeno<br \/>\n        della propagazione ondulatoria, cio\u00e8 non si generano<br \/>\n        onde ed il campo rimane confinato nell&#8217;intorno della<br \/>\n        sorgente. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":149,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-1806","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/149"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1806"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1806\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}