{"id":1797,"date":"2000-05-03T00:00:00","date_gmt":"2000-05-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1797","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1797\/","title":{"rendered":"Come si ricavano le equazioni per la curvatura e il raggio di curvatura? Quali utilizzi hanno esse in elettrostatica?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> Una linea nel piano, o piu&#8217; in generale nello spazio, ad andamento come<br \/>\n        sul dirsi &#8220;regolare&#8221; (cio\u00e8 senza cuspidi) puo&#8217; essere approssimata, nelle<br \/>\n        zone in cui essa curva, a porzioni di circonferenza. Si parla in questo<br \/>\n        caso del cosiddetto cerchio &#8220;osculatore&#8221;, ossia il cerchio (con un suo<br \/>\n        proprio raggio, detto appunto raggio di curvatura) col quale la linea<br \/>\n        in quella porzione pu\u00f2 essere approssimato. Il discorso \u00e8 esattamente<br \/>\n        analogo per le superfici regolari nel qual caso si parla di sfera osculatrice.<br \/>\n        Il raggio di curvatura pu\u00f2 essere allora calcolato ad esempio con metodi<br \/>\n        geometrici: Si prendano due punti distinti P1 e P2 sulla curva (ovvero<br \/>\n        sul cerchio osculatore) e si considerino le tangenti t1 e t2 rispettivamente<br \/>\n        in P1 e P2, poi le perpendicolari ad esse che passano per i due punti<br \/>\n        in questione; in tal modo avremo ottenuto le normali n1 ed n2, la cui<br \/>\n        intersezione rappresenta il centro di curvatura ed una qualsiasi delle<br \/>\n        distanze da esso a P1 o P2 il raggio. La formula chiusa per il raggio<br \/>\n        di curvatura \u00e8:<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"120\" height=\"61\" alt=\"\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/punte\/eq2.gif\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ragiona in modo analogo per le superfici ad ottenere il raggio di<br \/>\n        curvatura della sfera approssimante. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In elettrostatica \u00e8 noto il fenomeno del &#8220;potere dispersivo delle punte&#8221;<br \/>\n        di un conduttore. Possiamo, in virt\u00f9 del ragionamento svolto prima, pensare<br \/>\n        alla zona &#8220;appuntita&#8221; di un conduttore come ad una sfera approssimante<br \/>\n        il cui raggio sia piccolissimo. E&#8217; tuttavia noto che il potenziale sulla<br \/>\n        superficie di un conduttore \u00e8 costante per cui, ricordando l&#8217;espressione<br \/>\n        che lega il campo elettrico di un conduttore sferico al suo potenziale,<br \/>\n        ci rendiamo conto che a parit\u00e0 di potenziale il campo elettrico \u00e8 pi\u00f9<br \/>\n        elevato se il raggio diminuisce. In definitiva il campo elettrico \u00e8 elevatissimo<br \/>\n        in prossimit\u00e0 di zone con piccolo raggio di curvatura e viceversa. Se<br \/>\n        ne deduce che, essendo il campo elettrico elevato in tali zone, vi \u00e8 un<br \/>\n        forte accumulo di cariche elettriche che evidentemente, dato l&#8217; &#8220;affollamento&#8221;,<br \/>\n        appena possono cercano di sfuggire via, ad esempio trovando un percorso<br \/>\n        favorevole attraverso un contatto esterno o attraverso l&#8217;aria (ionizzata<br \/>\n        nelle vicinanze per induzione). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si puo&#8217; sfruttare tale effetto di &#8220;fuga&#8221; dalle punte impiegandolo nei<br \/>\n        cosiddetti &#8220;scaricatori&#8221;, elementi che servono appunto a scaricare il<br \/>\n        flusso di cariche in presenza di un elevato campo elettrico, dovuto ad<br \/>\n        esempio ad una sovratensione per un guasto su una linea a causa di un<br \/>\n        corto circuito. Essi entrano in funzione solo se il campo \u00e8 cos\u00ec elevato<br \/>\n        da superare la barriera di potenziale imposta dall&#8217;artmosfera circostante,<br \/>\n        ionizzando l&#8217;aria attorno e provocando una forte scarica elettrica (ovviamente<br \/>\n        se il fenomeno continua a persistere interverranno le protezioni a monte,<br \/>\n        ossia gli interruttori automatici, ma questo esula dai contenuti del discorso).<br \/>\n        Un&#8217;altra possibile applicazione del potere dispersivo delle punte \u00e8 la<br \/>\n        possibilit\u00e0 di mantenere un arco elettrico tra due punte di carbone (il<br \/>\n        cosiddetto arco voltaico). Fu Humphrey Davy ad osservare, nel 1800, che<br \/>\n        dalla scarica di una tensione elettrica si poteva produrre luce. A differenza<br \/>\n        della luce ad incandescenza, racchiusa in una lampadina vuota d\u2019aria,<br \/>\n        la luce ad arco &#8220;brucia&#8221; all\u2019aria aperta sugli elettrodi. Un ulteriore<br \/>\n        applicazione sono i saldatori ad arco voltaico in cui un grosso flusso<br \/>\n        di cariche (l&#8217;arco) \u00e8 mantenuto da due punte di carbonio. Il grosso flusso<br \/>\n        di corrente serve per saldare generalmente laminati o simili. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":294,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-1797","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/294"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1797\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}