{"id":1795,"date":"2000-11-03T00:00:00","date_gmt":"2000-11-02T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1795","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1795\/","title":{"rendered":"La propagazione di onde, in generale, richiede la presenza di un mezzo (elastico); anzi, credo che sia proprio l&#8217;interazione tra l&#8217;agente del moto e il mezzo a generare il &#8220;moto ondoso&#8221; (ripenso al semplice esperimento con cui, alle scuole superiori, si generava il moto ondoso in una vasca d&#8217;acqua mediante un pistoncino che picchiava sulla superficie liquida). Le domando ora, che senso ha la parlare di propagazione ondulatoria delle onde elettromagnetiche nel vuoto? Perch\u00e9 l&#8217;energia elettromagnetica dovrebbe &#8220;scegliere&#8221; di propagarsi in modo ondulatorio (nel vuoto) senza un mezzo che la vincoli a questa scelta?"},"content":{"rendered":"<p> Confesso che domande di questo tipo sottendono riflessioni filosofiche<br \/>\n        che mi mettono un po&#8217; a disagio. A mio avviso, infatti, la Scienza fornisce<br \/>\n        pi\u00f9 risposte sui &#8220;come&#8221; che sui &#8220;perch\u00e9&#8221;. Per fare un esempio, non sappiamo<br \/>\n        (io, almeno, non lo so di certo) <b>perch\u00e9<\/b> due corpi dotati di massa<br \/>\n        si attirino l&#8217;un l&#8217;altro (cio\u00e8 perch\u00e9 esista la gravitazione), ma siamo<br \/>\n        in grado di descrivere <b>come<\/b> ci\u00f2 avvenga con una accuratezza tale<br \/>\n        da poter prevedere con grande precisione il moto dei corpi celesti, le<br \/>\n        eclissi, le traiettorie dei veicoli che inviamo nello spazio etc. <\/p>\n<p>Ma veniamo alla domanda. Il sig. Vicari si chiede che senso abbia parlare<br \/>\n        di propagazione ondulatoria del campo elettromagnetico nel vuoto. Evidentemente<br \/>\n        ha senso parlarne, vorrei rispondere, visto che \u00e8 un fenomeno che <b>avviene<\/b>:<br \/>\n        la luce del sole, per fare l&#8217;esempio pi\u00f9 ovvio, \u00e8 sicuramente un campo<br \/>\n        elettromagnetico e viaggia sicuramente nel vuoto. Un gran numero di classiche<br \/>\n        esperienze di diffrazione e di interferenza dimostra che questa propagazione<br \/>\n        ha un carattere ondulatorio. Siamo di fronte ad un fenomeno osservato,<br \/>\n        dobbiamo evidentemente prenderne atto e cercare di spiegarlo e descriverlo<br \/>\n        sulla base delle leggi note. <\/p>\n<p>In effetti, nel caso dell&#8217;onda elettromagnetica (a differenza di quanto<br \/>\n        avviene con le onde elastiche), non vi \u00e8 un supporto materiale all&#8217;oscillazione:<br \/>\n        sono le ampiezze istantanee degli stessi vettori campo elettrico e campo<br \/>\n        magnetico che variano sinusoidalmente nello spazio e nel tempo. Per quanto<br \/>\n        immateriali, il campo elettrico ed il campo magnetico sono comunque grandezze<br \/>\n        fisiche concrete, che descrivono la capacit\u00e0 di esercitare una forza e,<br \/>\n        insieme, sono in grado di trasportare energia, come del resto implicitamente<br \/>\n        riconosce la domanda stessa da cui siamo partiti.<\/p>\n<p> Il comportamento del campo elettromagnetico \u00e8 descritto da un sistema<br \/>\n        di equazioni (<b>equazioni di Maxwell<\/b>) fondate sull&#8217;osservazione dei<br \/>\n        fenomeni elettrici e magnetici elementari. L&#8217;energia elettromagnetica<br \/>\n        non &#8220;sceglie&#8221; di propagarsi in un modo piuttosto che in un altro, semplicemente<br \/>\n        la propagazione avviene secondo quella particolare soluzione delle equazioni<br \/>\n        di Maxwell che risulta determinata dalle caratteristiche della sorgente<br \/>\n        (l&#8217;equivalente dell'&#8221;agente del moto&#8221;, ovvero del &#8220;pistoncino&#8221; citato<br \/>\n        nella domanda) e dalle condizioni al contorno, cio\u00e8 dalle propriet\u00e0 fisiche<br \/>\n        e geometriche dell&#8217;ambiente in cui la propagazione avviene. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Pi\u00f9 in dettaglio, come \u00e8 noto, <b>il campo elettrico<\/b> \u00e8 la grandezza<br \/>\n        fisica attraverso la quale descriviamo una regione di spazio le cui propriet\u00e0<br \/>\n        sono perturbate dalla presenza di una distribuzione di carica elettrica.<br \/>\n        Il modo pi\u00f9 evidente con cui questa perturbazione si manifesta \u00e8 attraverso<br \/>\n        la forza che viene sperimentata da una qualunque altra carica introdotta<br \/>\n        nel campo stesso. Analogamente, attraverso il concetto di <b>campo magnetico<\/b><br \/>\n        descriviamo la perturbazione delle propriet\u00e0 dello spazio determinata<br \/>\n        dalla presenza di una distribuzione di corrente elettrica, perturbazione<br \/>\n        che si manifesta con una forza che agisce su qualunque altra corrente<br \/>\n        elettrica introdotta nel campo. Carica elettrica e corrente elettrica<br \/>\n        sono dunque le <b>sorgenti materiali<\/b> rispettivamente del campo elettrico<br \/>\n        e del campo magnetico. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Se tutto finisse qui, non esisterebbero n\u00e9 campo elettromagnetico n\u00e9<br \/>\n        onde elettromagnetiche. Invece, risulta che un campo elettrico pu\u00f2 essere<br \/>\n        generato, oltre che da una distribuzione di carica elettrica, anche da<br \/>\n        un campo magnetico <b>variabile nel tempo<\/b>; analogamente, un campo<br \/>\n        magnetico pu\u00f2 essere generato, oltre che da una distribuzione di corrente<br \/>\n        elettrica, anche da un campo elettrico variabile nel tempo. In altre parole,<br \/>\n        quando si \u00e8 in regime <b>variabile nel tempo<\/b>, campo elettrico e campo<br \/>\n        magnetico divengono uno la sorgente (cio\u00e8 la &#8220;causa&#8221;) dell&#8217;altro. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">Grazie a questa interdipendenza, il campo elettrico ed il campo magnetico<br \/>\n        possono propagarsi a distanza indefinita dalla sorgente, sostenendosi<br \/>\n        l&#8217;un l&#8217;altro: i campi, cio\u00e8, si portano dietro le loro sorgenti! Cos\u00ec<br \/>\n        ha origine il <b>campo elettromagnetico<\/b>. La forma del campo, cio\u00e8<br \/>\n        l&#8217;effettivo andamento dell&#8217;ampiezza istantanea dei due vettori nello spazio<br \/>\n        e nel tempo, dipende, come si diceva, da quale soluzione del sistema delle<br \/>\n        equazioni di Maxwell sia resa possibile dalle caratteristiche della sorgente<br \/>\n        e dell&#8217;ambiente dove avviene la propagazione. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\">L&#8217;<b>onda elettromagnetica<\/b> \u00e8 appunto una particolare soluzione delle<br \/>\n        equazioni di Maxwell, nella quale campo elettrico e campo magnetico oscillano<br \/>\n        sinusoidalmente nello spazio e nel tempo, mantenendosi in fase ed in rapporto<br \/>\n        di ampiezze costante e restando perpendicolari tra di loro e con la direzione<br \/>\n        di propagazione. Perch\u00e9 questa modalit\u00e0 che, ripeto, non \u00e8 altro che una<br \/>\n        soluzione particolare tra le infinite possibili, ha cos\u00ec tanto interesse<br \/>\n        da divenire in un certo senso la soluzione per antonomasia? I motivi sono<br \/>\n        tanti e mi limiter\u00f2 ad elencarne sinteticamente alcuni.<\/font> <\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Siccome<br \/>\n          il campo elettromagnetico esiste solo in regime di variabilit\u00e0 temporale,<br \/>\n          sono particolarmente interessanti i fenomeni periodici, in cui questa<br \/>\n          variabilit\u00e0 si ripete in modo regolare e duraturo. La sinusoide \u00e8 il<br \/>\n          pi\u00f9 semplice e fondamentale fenomeno periodico ed \u00e8 il pi\u00f9 agevole da<br \/>\n          studiare matematicamente.<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> In molte<br \/>\n          applicazioni (pensiamo alle telecomunicazioni) \u00e8 tecnicamente semplice<br \/>\n          (grazie per esempio ai circuiti risonanti induttanza\/capacit\u00e0) e praticamente<br \/>\n          vantaggioso generare campi sinusoidali. Ci\u00f2 consente infatti di assegnare<br \/>\n          precise frequenze o bande di frequenza alle varie applicazioni, che<br \/>\n          in questo modo possono coesistere senza disturbarsi a vicenda.<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In natura,<br \/>\n          la radiazione elettromagnetica (penso in particolar modo a quella solare)<br \/>\n          \u00e8 costituita in pratica da un grande numero di &#8220;spezzoni&#8221; di emissioni<br \/>\n          sinusodali. Ognuno di essi ha origine quando un elettrone, eccitato<br \/>\n          da una qualche causa esterna, torna al suo stato fondamentale riemettendo<br \/>\n          sotto forma elettromagnetica l&#8217;energia ricevuta in fase di eccitazione:<br \/>\n          come \u00e8 noto, la frequenza del &#8220;frammento&#8221; di sinusoide emesso \u00e8 legata<br \/>\n          attraverso la costante di Planck proprio all&#8217;energia ricevuta e restituita<br \/>\n          dall&#8217;elettrone.<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Infine,<br \/>\n          grazie allo sviluppo in serie o alla trasformata di Fourier, una qualunque<br \/>\n          grandezza variabile nel tempo pu\u00f2 essere matematicamente rappresentata<br \/>\n          come sovrapposizione di un numero, eventualmente infinito, di componenti<br \/>\n          sinusoidali, il cui studio acquista quindi grande interesse e generalit\u00e0.<br \/>\n          <\/font><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":149,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-1795","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/149"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1795"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1795\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}