{"id":1784,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1784","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1784\/","title":{"rendered":"Vi sarei grato se mi voleste spiegare quale fu la sequenza di ragionamenti che indusse i fisici, all&#8217;epoca dell&#8217;esperimento di Michelson e Morley (quindi ben dopo la scoperta delle equazioni di Maxwell), a ritenere che ci si doveva aspettare che la luce viaggiasse alla velocit\u00e0 c &#8211; v nel senso del moto terrestre, e c+v in senso contrario. Mi sembra che, se in conseguenza delle equazioni di Maxwell (1) la velocit\u00e0 della luce era sempre la stessa in qualunque sistema di riferimento e (2) ci\u00f2 implicava la non applicabilit\u00e0 della composizione delle velocit\u00e0 per i fenomeni e.m., essendo l&#8217;etere presente anche nel laboratorio, anche l\u00ec ci si doveva aspettare la velocit\u00e0 c in qualunque direzione e con qualunque velocit\u00e0 v del laboratorio."},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L\u2019idea<br \/>\n        che la luce potesse propagarsi nel vuoto, senza l\u2019ausilio di nessun mezzo<br \/>\n        materiale, \u00e8 entrata nella fisica con molta difficolt\u00e0.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Si deve alla<br \/>\n        teoria della relativit\u00e0 ristretta la scomparsa definitiva del concetto<br \/>\n        di &#8220;etere&#8221;, divenuto oramai ridondante e non pi\u00f9 necessario. Il<br \/>\n        percorso che ha portato all\u2019abbandono di questo concetto \u00e8 assai<br \/>\n        lungo ma anche molto interessante. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Agli inizi<br \/>\n        del diciassettesimo secolo furono proposti due punti di vista per spiegare<br \/>\n        la natura della luce; uno corpuscolare, sostenuto da Newton e un altro<br \/>\n        ondulatorio sostenuto da Huygens. Quest\u2019ultimo in analogia con quanto<br \/>\n        succedeva con le onde sonore introdusse un mezzo mediante il quale le<br \/>\n        onde si potevano propagare: l\u2019etere.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il diciannovesimo<br \/>\n        secolo suggella il trionfo della teoria ondulatoria della luce. Purtroppo<br \/>\n        i fisici del tempo non riuscivano a pensare ad oscillazioni che potessero<br \/>\n        trasmettersi in assenza di un mezzo: l\u2019idea dell\u2019etere introdotta da Huygens<br \/>\n        ritorn\u00f2 cos\u00ec fortemente alla ribalta. In base a studi condotti<br \/>\n        sull\u2019aberrazione della luce si suppose che la luce si propagasse in un<br \/>\n        etere a riposo rispetto al sistema eliocentrico (quello di Newton!).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il ruolo<br \/>\n        di un mezzo cos\u00ec fatto \u00e8 analogo da quello di qualsiasi<br \/>\n        mezzo materiale che trasmette vibrazioni; se allora immaginiamo che rispetto<br \/>\n        a questo mezzo le vibrazioni viaggino a velocit\u00e0 v, allora in ogni<br \/>\n        altro sistema di riferimento che si muove rispetto al mezzo con velocit\u00e0<br \/>\n        V, la velocit\u00e0 di propagazione dell\u2019oscillazione sar\u00e0 data<br \/>\n        dalla somma delle due velocit\u00e0: v<u>+<\/u>V.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Immaginiamo<br \/>\n        adesso il seguente esperimento mentale.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Supponiamo<br \/>\n        di avere un banco ottico costituito da una sorgente luminosa, S, e da<br \/>\n        due rivelatori fotoelettrici A e B. Supponiamo che il nostro banco ottico<br \/>\n        sia posto parallelamente alla direzione della velocit\u00e0, V, della<br \/>\n        Terra lungo la sua orbita (vedi figura)<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"427\" height=\"113\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/michelson\/img.gif\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Se la luce<br \/>\n        si propaga nell\u2019etere stazionario allora essa viaggia dalla sorgente S<br \/>\n        alla cellula fotoelettrica A con velocit\u00e0 c + V mentre viceversa<br \/>\n        viaggia verso la cellula B con velocit\u00e0 c- V.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nel 1878<br \/>\n        Maxwell sugger\u00ec uno schema per un esperimento di questo tipo che<br \/>\n        usava l\u2019interferenza della luce. Tre anni pi\u00f9 tardi Michelson costru\u00ec<br \/>\n        un esperimento sufficientemente preciso in grado di scoprire il moto della<br \/>\n        terra rispetto all\u2019etere se effettivamente quest\u2019ultimo era il mezzo utilizzato<br \/>\n        dalla luce per propagarsi. Inutile dire che non si misur\u00f2 nessun<br \/>\n        vento d\u2019etere; tuttavia il risultato negativo fu spiegato ingegnosamente<br \/>\n        con la &#8220;contrazione delle lunghezze &#8220;di Lorentz e Fitzgerald. L\u2019etere<br \/>\n        era ancora una volta salvo. Dall\u2019esperimento di Michelson non segue necessariamente<br \/>\n        che l\u2019etere non esiste (come la contrazione delle lunghezze voleva dimostrare)<br \/>\n        ma dimostrava che la velocit\u00e0 della luce su un cammino chiuso misurata<br \/>\n        sulla Terra \u00e8 la stessa in tutte le direzioni, cio\u00e8 isotropa.<br \/>\n        Occorrer\u00e0 aspettare il 1905 e il lavoro di Einstein &#8220;Sull\u2019elettrodinamica<br \/>\n        dei corpi in movimento&#8221; il definitivo abbandono del concetto di etere<br \/>\n        (e il ritorno della contrazione di Lorentz ora per\u00f2 spiegata in<br \/>\n        altra maniera).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Da notare<br \/>\n        che quando si parla di velocit\u00e0 della luce, l\u2019ipotesi dell\u2019etere<br \/>\n        si riduce soltanto all\u2019affermazione che esiste un solo unico sistema di<br \/>\n        riferimento nel quale la velocit\u00e0 della luce nel vuoto sia c. E\u2019<br \/>\n        un riferimento questo privilegiato e in tutti gli altri riferimenti la<br \/>\n        velocit\u00e0 della luce assume la forma consueta dettata dalle trasformazioni<br \/>\n        classiche galileiane. Questo riferimento privilegiato \u00e8 solidale<br \/>\n        con l\u2019etere cio\u00e8 solidale con il sistema di riferimento in cui<br \/>\n        la velocit\u00e0 della luce nel vuoto \u00e8 c.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Le equazioni<br \/>\n        di Maxwell predicevano l\u2019esistenza di onde e.m. che si propagassero a<br \/>\n        velocit\u00e0 uguale a c nel vuoto; sugger\u00ec allora, in base anche<br \/>\n        agli esperimenti di Fizeau (1848) e Focault (1865) che la luce potesse<br \/>\n        essere un\u2019onda e.m di lunghezza d\u2019onda piuttosto piccola. Queste equazioni<br \/>\n        presentavano la spiacevole caratteristica di non essere invarianti per<br \/>\n        trasformazioni di Galileo. Queste equazioni in altre parole cambiano forma<br \/>\n        passando da un sistema di riferimento ad un altro; questo significa che<br \/>\n        solo in un sistema di riferimento in cui le equazioni di Maxwell sono<br \/>\n        scritte in forma convenzionale, la velocit\u00e0 della luce \u00e8<br \/>\n        uguale a c, mentre in tutti gli altri cambia. Questo sistema di riferimento<br \/>\n        era appunto l\u2019etere.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":229,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-1784","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-relativita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1784","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/229"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1784"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1784\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}