{"id":1775,"date":"2000-11-30T00:00:00","date_gmt":"2000-11-29T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1775","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1775\/","title":{"rendered":"Le scrivo in merito ad una constatazione fatta interessandomi alla fisica teorica e che desidero sottoporre alla sua cortese attenzione per avere il suo autorevole giudizio.\r\nIl paradosso dei gemelli, conseguenza della teoria della relativit\u00e0 ristretta, consiste nel fatto che due gemelli (o orologi sincronizzati) che partano con due astronavi in direzioni opposte a velocit\u00e0 relativistiche, ritenendo ognuno che l&#8217;altro sia in movimento, pretendono entrambi di trovare al loro successivo incontro l&#8217;altro pi\u00f9 giovane di s\u00e9. Si sostiene comunemente che in realt\u00e0 questo non sia un paradosso, poich\u00e9 il principio di Mach, secondo il quale una simmetria non c&#8217;\u00e8 perch\u00e9 ci si pu\u00f2 riferire alle stelle fisse per rendersi conto delle curve o inversioni di marcia di uno o entrambi, ci permette di escluderlo.\r\nMa tale principio non appare molto convincente, innanzitutto perch\u00e9 quelle che noi chiamiamo stelle fisse potrebbero essere un enorme insieme di stelle ma che \u00e8 solo una piccola parte di tutto l&#8217;universo e che magari sta ruotando vorticosamente considerando in quiete il resto (mi sembra un sistema un po approssimativo) ma, soprattutto perch\u00e9 la teoria della relativit\u00e0 ha avuto il grande merito di mandare in soffitta il vetusto concetto di etere; orbene se per poterla applicare si ha bisogno di un sistema di riferimento assoluto (stelle fisse), si \u00e8 solo fatto uscire l&#8217;etere dalla porta per farlo rientrare dalla finestra: essendo costretti a servirci delle stelle fisse noi ammettiamo uno spazio assoluto e quindi ammettiamo che esiste un sistema di riferimento privilegiato.\r\nIl punto \u00e8 che per preservare la teoria della relativit\u00e0 da detto paradosso dobbiamo usare un sistema che annulla l&#8217;assunto fondamentale di tale teoria cio\u00e8 che non esistono sistemi di riferimento privilegiati. Il principio pi\u00f9 rigoroso per rompere questa pericolosa simmetria tra i due gemelli e quindi per confutare il paradosso dei gemelli, \u00e8 quello per cui uno dei due, per poter incontrare di nuovo l&#8217;altro, deve curvare e raggiungerlo sottoponendosi ad accelerazioni che non gli consentono pi\u00f9 di affermare di essere in quiete.\r\nPossiamo concepire una particolare situazione, per\u00f2, per cui i due si rincontrano senza bisogno di accelerazioni di alcun tipo: la teoria della relativit\u00e0 generale prescrive che lo spazio pu\u00f2 deformarsi, ad esempio nei pressi di un corpo di grande massa, ebbene se noi ipotizziamo una distribuzione di materia tale da giustificare una deformazione dello spazio che permetta alle due astronavi di incrociarsi nuovamente pur seguendo traiettorie rettilinee (\u00e8 lo spazio ad essere curvo tanto da portare l&#8217;uno sulla strada dell altro), avremmo che nessuna accelerazione potrebbe pi\u00f9 essere addotta a discriminante tra chi \u00e8 in quiete e chi \u00e8 in movimento. Ognuno potr\u00e0 affermare di essere in quiete, non avendo mai effettuato curve o inversioni di marcia e non avendo, di conseguenza, risentito delle relative accelerazioni. Con ci\u00f2, a mio avviso, questo paradosso sarebbe realmente tale perch\u00e9 ognuno avrebbe percorso effettivamente uno spazio rettilineo senza mai risentire di alcun effetto di accelerazione e quindi entrambi potrebbero legittimamente considerarsi in quiete e conseguentemente considerare l&#8217;altro in movimento e pretendere di ritrovarlo pi\u00f9 giovane al successivo incontro."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il paradosso dei gemelli e&#8217; formulato in relativita&#8217; speciale e solo<br \/>\n        in tale sede ha la sua sembianza di &#8220;paradosso&#8221;. In relativita&#8217; generale<br \/>\n        le cose sono diverse e ne parlero&#8217; dopo. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In relativita&#8217; speciale, se la si accetta, si assume che esistano dei<br \/>\n        sistemi di riferimento privilegiati detti inerziali, ed e&#8217; per tale motivo<br \/>\n        che si parla di relativita&#8217; &#8220;speciale&#8221;.Quindi NON e&#8217; vero che assumere<br \/>\n        l&#8217;esistenza dei sistemi di riferimento inerziali e&#8217; contrario agli stessi<br \/>\n        principi della relativita&#8217; speciale. Le ragioni dell&#8217;esistenza di tali<br \/>\n        sistemi non rientrano nella relativita&#8217; speciale in cui vengono solo assunti<br \/>\n        esistere per principio. Nell&#8217;ambito della relativita&#8217; speciale la &#8220;soluzione&#8221;<br \/>\n        del paradosso dei gemelli e&#8217; quella citata: nel caso uno dei due gemelli<br \/>\n        sia sempre in quiete in un sistema inerziale e l&#8217;altro non lo sia, allora<br \/>\n        non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; simmetria tra le due situazioni e al secondo incontro dei<br \/>\n        due gemelli tale asimmetria si rivela nel fatto che i due gemelli hanno<br \/>\n        eta&#8217; diverse. Si badi bene che si potrebbe considerare, rimanenendo in<br \/>\n        relativita&#8217; speciale, una situazione di perfetta simmetria tra i due gemelli.<br \/>\n        Possiamo pensare che in un fissato riferimento inerziale i due gemelli<br \/>\n        siano inizialmente in quiete e poi si separino avendo la stessa velocita&#8217;<br \/>\n        ed accelerazione (a parte i versi) in tale riferimento e, mantenendo la<br \/>\n        stessa simmetria cinematica, ritornino ad incontrarsi in quiete nello<br \/>\n        stesso riferimento inerziale considerato. In questo caso, facendo i calcoli,<br \/>\n        si vede che i due gemelli avranno la stessa eta&#8217; alla fine del viaggio,<br \/>\n        come la logica comanda. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La precisazione seguente e&#8217; importante volendo passare alla discussione<br \/>\n        del problema in relativita&#8217; generale. Il paradosso dei gemelli in relativita&#8217;<br \/>\n        speciale puo&#8217; essere discusso senza fare alcun riferimento ai sistemi<br \/>\n        inerziali. Bisogna infatti notare che un oggetto in quiete in un sistema<br \/>\n        inerziale della relativita&#8217; speciale e&#8217;sempre in &#8220;moto geodetico&#8221; e viceversa.<br \/>\n        I moti geodetici sono descritti da particolari linee nello spaziotempo<br \/>\n        (a 4 dimensioni) dette geodetiche. Le geodetiche sono determinate dalla<br \/>\n        geometria dello spaziotempo, che in relativita&#8217; speciale e&#8217; assunta data<br \/>\n        senza precisarne le cause fisiche. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si puo&#8217; facilmente provare che, in relativita&#8217; speciale, se due gemelli<br \/>\n        sono tali che si distaccano e poi si incontrano e uno dei due ha seguito<br \/>\n        un moto geodetico, allora non e&#8217; possibile che l&#8217;altro abbia fatto altrettanto.<br \/>\n        Questo perche&#8217;, nello spaziotempo della relativita&#8217; speciale, tra l&#8217;evento<br \/>\n        del distacco iniziale (punto nello spaziotempo) e l&#8217;evento dell&#8217;incontro<br \/>\n        finale (altro punto nello spaziotempo) puo&#8217; passare una ed una sola sola<br \/>\n        geodetica, cosi&#8217; come nello spazio euclideo tra due punti passa una sola<br \/>\n        retta.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> L&#8217;eta&#8217; dei gemelli e&#8217; misurata dagli orologi che ciascuno si porta dietro.<br \/>\n        Il tempo misurato da tali orologi (tempo proprio) e&#8217; dato dalla &#8220;lunghezza&#8221;<br \/>\n        delle traiettorie nello spaziotempo (quindi linee in uno spazio a 4 dimensioni)<br \/>\n        seguite dai gemelli. Nella geometria spaziotemporale della relativita&#8217;<br \/>\n        le geodetiche hanno &#8220;lunghezza&#8221; massima (e non minima come nella geometria<br \/>\n        euclidea). Di conseguenza il gemello che ha seguito una geodetica sara&#8217;<br \/>\n        piu&#8217; vecchio. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso in cui nessuno dei due gemelli ha seguito una geodetica, la<br \/>\n        differenza di eta&#8217;, se c&#8217;e&#8217; (e puo&#8217; ancora esserci), dipende dal tipo<br \/>\n        di curva seguita e deve essere calcolata caso per caso valutando la &#8220;lunghezza&#8221;<br \/>\n        della curva spaziotemporale seguita da ciascuno dei due gemelli.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> In relativita&#8217; generale, non esistono piu&#8217; i sistemi inerziali, tuttavia<br \/>\n        esiste ancora la geometria dello spaziotempo e questa determina ancora<br \/>\n        le geodetiche. I moti geodetici, separando lo spazio dal tempo, corrispondono<br \/>\n        ai moti in caduta libera nel campo gravitazionale locale (che altro non<br \/>\n        e&#8217; che la geometria dello spazio-tempo). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si noti che nella relativita&#8217; generale, la geometria non e&#8217; data a priori<br \/>\n        come in relativita&#8217; speciale, ma e&#8217; determinabile, attraverso le equazioni<br \/>\n        di Einstein, dalla distribuzione di masse presenti nell&#8217;universo. Cosi&#8217;,<br \/>\n        in certe situazioni, per certe distribuzioni di masse si vede che in regioni<br \/>\n        grandi, ma non infinite dello spazio(-tempo), che contengono poche masse,<br \/>\n        la geometria imposta dalle masse presenti e&#8217;, con buona approssimazione,<br \/>\n        quella della relativita&#8217; speciale ed e&#8217; causata dalle masse fuori da tale<br \/>\n        regione: le &#8220;stelle fisse&#8221; del principio di Mach. Questa e&#8217; solo una delle<br \/>\n        possibili soluzioni, locali, delle equazioni di Einstein che rende conto<br \/>\n        dell&#8217;esistenza (approssimata e locale) dei sistemi inerziali su grande<br \/>\n        (ma non infinita) scala e che giustifica la parziale validita&#8217; della relativita&#8217;<br \/>\n        speciale e della meccanica classica.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Tornando al paradosso dei gemelli in relativita&#8217; generale, possiamo<br \/>\n        dire quasi le stesse cose che in relativita&#8217; speciale nella formulazione<br \/>\n        con le geodetiche. L&#8217;unica differenza e&#8217; che puo&#8217; accadere che ci siano<br \/>\n        due eventi che possono essere connessi da due geodetiche diverse (si parla<br \/>\n        di &#8220;punti focali&#8221;). In questo caso le geodetiche cessano di avere la proprieta&#8217;<br \/>\n        di massimizzare la lunghezza e la situazione deve essere esaminata caso<br \/>\n        per caso calcolando la &#8220;lunghezza&#8221; delle linee di universo seguite dai<br \/>\n        gemelli. Prendendo pero&#8217; eventi sufficientemente vicini (cioe&#8217; viaggi<br \/>\n        sufficientemente corti tra il distacco e l&#8217;incontro dei due gemelli) la<br \/>\n        situazione e&#8217; la stessa della relativita&#8217; speciale: c&#8217;e&#8217; una sola geodetica<br \/>\n        che connette i due eventi e massimizza la lunghezza: il gemello in moto<br \/>\n        geodetico sara&#8217; alla fine piu&#8217; vecchio dell&#8217;altro. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":243,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-1775","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-relativita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/243"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1775"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1775\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}