{"id":1774,"date":"2000-11-30T00:00:00","date_gmt":"2000-11-29T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1774","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1774\/","title":{"rendered":"Ho letto l&#8217;articolo di F. Tipler (Rotating cylinders and the possibility of global causality violation) menzionato nel vostro sito nelle pagine relative a &#8220;La curvatura: dalla geometria alla cosmologia&#8221; e vorrei avere qualche ulteriore delucidazione. Vorrei capire meglio il concetto di Closed Timelike Line e mi piacerebbe inoltre comprendere come si possa desumere dalla equazioni della metrica del campo generato da un cilidro infinito ruotante con opportuna velocit\u00e0 (ds^2=&#8230;..) l&#8217;esistenza di CTL.\r\nSo che all&#8217;interno dell&#8217;orizzonte degli eventi di un buco nero si ha una inversione di segno nelle componenti della metrica che porta la coordinata spaziale a comportarsi come una coordinata temporale. Qui succede altrettanto? Quale coordinata spaziale viene a comportasi come una coordinata temporale?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> Premetto due osservazioni. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"> 1) Per capire il significato di un sistema di coordinate nello spaziotempo<br \/>\n        bisogna fare uno sforzo di astrazione. In generale un sistema di coordinate<br \/>\n        nello spaziotempo e&#8217; semplicemente una corrispondenza *biunivoca* che<br \/>\n        associa a punti dello spaziotempo, cioe&#8217; &#8220;eventi&#8221;, delle quaterne di numeri<br \/>\n        reali. (Ci sarebbero altre precisazioni sulla &#8220;regolarita&#8217; di tale corrispondenza,<br \/>\n        ma non mi dilungo). I numeri in tali quaterne non devono avere necessariamente<br \/>\n        un significato fisico evidente e non e&#8217; nemmeno necessario che tre delle<br \/>\n        coordinate siano di tipo &#8220;spaziale&#8221; ed una sia di tipo &#8220;temporale&#8221;, possono<br \/>\n        benissimo considerarsi sistemi di coordinate in cui due coordinate sono<br \/>\n        di tipo tempo e le rimanenti due di tipo spazio e cose ancora piu&#8217; complicate<br \/>\n        come coordinate di tipo &#8220;luce&#8221;. L&#8217;unica cosa che deve rimanere salva e&#8217;<br \/>\n        la biunivocita&#8217; della relazione che accomuna eventi a quaterne di numeri.<br \/>\n        Gia&#8217; nello spaziotempo piatto di Minkowski sono possibili sistemi di coordinate<br \/>\n        in cui due coordinate sono di tipo tempo. Per esempio posso partire da<br \/>\n        due sistemi di coordinate relativi a due sistemi di riferimento connessi<br \/>\n        da trasformazioni di Lorentz speciali. Siano tali sistemi di coordinate:<br \/>\n        t,x,y,z e t&#8217;,x&#8217;,y&#8217;,z&#8217; e siano i sistemi di riferimento corrispondenti<br \/>\n        in moto l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro lungo l&#8217;asse x (e x&#8217;). E&#8217; possibile mostrare<br \/>\n        che possiamo usare come coordinate per lo spaziotempo y,z,t e t&#8217;. Infatti,<br \/>\n        con in po&#8217; di matematica si vede che la corrispondenza che associa le<br \/>\n        quaterne di numeri (t, t&#8217;, y, z) agli eventi dello spaziotempo e&#8217; biunivoca<br \/>\n        (e regolare). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) Dato uno spaziotempo ed un sistema di coordinate del tutto arbitrario<br \/>\n        x^1,x^2,x^3,x^4, e fissato un evento che corrisponde ad una quaterna (x^1,x^1,x^2,x^4),<br \/>\n        posso modificare di poco una coordinata, diciamo per es. x^4 -&gt; x^4 +<br \/>\n        dx^4 (ma potrei fare lo stesso per le altre coordinate). Questo nello<br \/>\n        spaziotempo mi disegnera&#8217; un &#8220;segmentino&#8221;, un pezzo di curva. La natura<br \/>\n        di questo pezzo di curva puo&#8217; allora essere di tipo spazio, tempo o luce.<br \/>\n        Nel primo caso il pezzetto di curva puo&#8217; rappresentare l&#8217;estensione spaziale<br \/>\n        di un oggetto fisico unidimensionale, nel secondo, l&#8217;evoluzione nel tempo<br \/>\n        di un punto e nel terzo caso l&#8217;evoluzione nel tempo di un fotone. Se la<br \/>\n        metrica e&#8217; espressa nelle coordinate considerate come: <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">ds^2 = (somma su i e j da 1 a 4) g_{ij} dx^i dx^j <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">la natura dei segmentini dx^k si legge dai segni dei coefficienti g_{kk}.<br \/>\n        Si ha che dx^k e&#8217; di tipo spazio, tempo, luce quando rispettivamente g_{kk}<br \/>\n        &gt;0, =0, &lt; 0 (questa e&#8217; la convenzione che usa Tipler, ce n&#8217;e&#8217; anche un&#8217;altra<br \/>\n        del tutto equivalente, ma non mi dilungo). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La metrica dell&#8217;articolo di Tipler all&#8217;equazione (1) con le precisazioni<br \/>\n        (2) e&#8217; espressa in un sistema di coordinate particolari, r,z,phi,t. Nella<br \/>\n        regione r&lt;1\/a, le coordinate hanno il significato intuitivo descritto<br \/>\n        inizialmente (in particolare phi e&#8217; un angolo ed e&#8217; variabile sull&#8217;angolo<br \/>\n        giro completo) e la loro natura e&#8217; quella naturale: t e&#8217; tale che ogni<br \/>\n        dt e&#8217; di tipo tempo e le altre tre coordinate sono di tipo spazio. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema si ha quando si considera la regione r&gt;1\/a in cui accade<br \/>\n        qualcosa di simile, ma non non proprio uguale a quanto accade nelle coordinate<br \/>\n        di Schwarzschild attraversando l&#8217;orizzonte degli eventi (per altro qui<br \/>\n        assente). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ammesso che le coordinate della espressione (1) abbiano ancora senso<br \/>\n        (e l&#8217;articolo di Tipler si occupa essenzialmente di queste cose senza<br \/>\n        pero&#8217; dare una risposta definitiva), le formule (2) mostrano che nella<br \/>\n        nuova regione, la coordinata phi diventa di tipo temporale. Facendo variare<br \/>\n        phi su tutto l&#8217;angolo giro, la curva considerata puo&#8217; descrivere quindi<br \/>\n        la &#8220;linea di universo&#8221;, cioe&#8217; la traiettoria nello spaziotempo, di una<br \/>\n        particella fisica. Dato che la curva e&#8217; *chiusa* per costruzione, tale<br \/>\n        particella evolve in un loop temporale chiuso ripercorrendo all&#8217;infinito<br \/>\n        la sua storia e si ha, in questo senso, una &#8220;macchina del tempo infinita&#8221;.<br \/>\n        Le altre coordinate continuano ad avere la natura iniziale: t rimane di<br \/>\n        tipo tempo e r e z rimangono di tipo spazio. Si ha quindi un sistema di<br \/>\n        coordinate in cui due coordinate sono di tipo tempo e le altre due sono<br \/>\n        di tipo spazio: cio&#8217; puo&#8217;sembrare inusuale ma e&#8217; ammesso. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":243,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-1774","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-relativita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/243"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1774\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}