{"id":1769,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1769","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1769\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere cosa succederebbe ad uno sfortunato astronauta se finisse in un buco nero, tralasciando il fatto che venga compresso come un granello di polvere dalle forze gravitazionali, ancor prima di rendersene conto:\r\n-Cosa vedrebbe intorno a s\u00e8?\r\n-Come scorrerebbe il suo tempo?\r\nVorrei anche qualche chiarimento sui buchi bianchi."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Uno sfortunato<br \/>\n        astronauta che finisce dentro un buco nero sarebbe due volte sfortunato;<br \/>\n        la prima volta per il fatto che la sua fine, una volta oltrepassato l&#8217;orizzonte<br \/>\n        degli eventi, \u00e8 assolutamente inevitabile ma, e qui sta la seconda<br \/>\n        sfortuna, si renderebbe pienamente conto di quello che gli sta succedendo<br \/>\n        e che non ha pi\u00f9 scampo. Non si deve pensare, infatti, che questo<br \/>\n        fantomatico orizzonte degli eventi, sia una specie di barriera una volta<br \/>\n        oltrepassata la quale si viene immediatamente distrutti. Non esiste nessuna<br \/>\n        barriera da attraversare! L&#8217;astronauta non si accorge neanche di aver<br \/>\n        attraversato il punto di non ritorno se non nel momento in cui decide<br \/>\n        di invertire i razzi della sua astronave o della sua tuta spaziale per<br \/>\n        tornare indietro. Non si accorgerebbe che ha attraversato l&#8217;orizzonte<br \/>\n        neanche guardando il suo orologio perch\u00e9 per lui il tempo scorre<br \/>\n        &#8220;normalmente&#8221;. E&#8217; chiaro che questa situazione non dura molto visto che<br \/>\n        all&#8217;interno del BH le tremende forze gravitazionali comincerebbero a poco<br \/>\n        a poco a tirarlo verso il centro del buco nero e, soprattutto, a stirarlo<br \/>\n        come un elastico (la parte del corpo dell&#8217;astronauta pi\u00f9 vicina<br \/>\n        al centro del buco nero viene tirata di pi\u00f9 rispetto alla parte<br \/>\n        pi\u00f9 lontana). Su quello che vede beh, credo proprio che non ci<br \/>\n        sia nulla da vedere (c&#8217;\u00e8 &#8220;qualcosa&#8221; da vedere dentro un buco nero?).<br \/>\n        La stessa luce che gli serviva per vedere gli oggetti fuori dal buco nero,<br \/>\n        una volta all&#8217;interno subisce la stessa sorte dell&#8217;astronauta, quindi<br \/>\n        inevitabilmente viaggia verso la singolarit\u00e0. Addirittura i fotoni<br \/>\n        che cascano con una traiettoria non radiale verso il centro (quelli che<br \/>\n        in qualche maniera tentano di compiere traiettorie ardite per sfuggire<br \/>\n        all&#8217;attrazione), ci cascano pi\u00f9 velocemente di quelli diretti radialmente.<\/font>\n      <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Per quanto<br \/>\n        riguarda la domanda sul buco bianco (WH), ti dico subito che un buco bianco<br \/>\n        \u00e8 il contrario di un buco nero \ud83d\ude42 ma che per ragioni fisiche si<br \/>\n        tende a scartare.<\/font> <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Se prendiamo<br \/>\n        la soluzione pi\u00f9 semplice delle equazioni di Einstein che rappresenti<br \/>\n        un BH, ci accorgiamo che questa soluzione \u00e8 mal definita in due<br \/>\n        punti. Parliamo cio\u00e8 di singolarit\u00e0 nella soluzione.<\/font><\/div>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ai fisici<br \/>\n        le soluzioni che si comportano male in qualche punto non piacciono molto,<br \/>\n        quindi si \u00e8 cercato in qualche modo di eliminare quei punti che<br \/>\n        creavano il problema. La cosa \u00e8 riuscita bene nel nostro caso solo<br \/>\n        per uno dei due punti. La soluzione rielaborata infatti presenta solo<br \/>\n        un punto brutto, dove cio\u00e8 diverge. Questo punto \u00e8 proprio<br \/>\n        la singolarit\u00e0 che distrugge l&#8217;astronauta. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il secondo<br \/>\n        punto brutto che si presentava nella soluzione originaria, non si presenta<br \/>\n        adesso nella soluzione rielaborata; non \u00e8 quindi una vera singolarit\u00e0.<br \/>\n        Questo secondo punto altri non era che l&#8217;orizzonte degli eventi (questo<br \/>\n        rafforza maggiormente il concetto che non esiste nessuna barriera in questo<br \/>\n        punto&#8230;neanche la nuova soluzione matematica lo tiene in considerazione!!:)).<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Se andiamo<br \/>\n        a &#8220;disegnare&#8221; questa soluzione rielaborata che, bada bene, \u00e8<br \/>\n        assolutamente corretta e rappresenta lo <i>stesso <\/i>BH di partenza,<br \/>\n        troviamo che \u00e8 possibile rappresentarla con un grafico (in termini<br \/>\n        tecnici \u00e8 un diagramma conforme) che rappresenta quattro zone come<br \/>\n        in figura<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"415\" height=\"283\" alt=\"buchi bianchi e buchi neri\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/buchineri\/img.gif\"\/><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La zona I<br \/>\n        \u00e8 il nostro universo, la zona II il buco nero dove \u00e8 possibile<br \/>\n        inviare segnali ma \u00e8 impossibile riceverne, la zona IV \u00e8<br \/>\n        assolutamente identica al nostro universo (anche se non possiamo contattarla<br \/>\n        perch\u00e9 significherebbe attraversare il punto d\u2019intersezione tra<br \/>\n        i due orizzonti, e questo non si pu\u00f2 fare) e infine la zona III<br \/>\n        \u00e8 un <i>buco bianco<\/i> da quale fuoriesce sempre l\u2019informazione<br \/>\n        ma sul quale non si pu\u00f2 inviare niente perch\u00e9 non ci pu\u00f2<br \/>\n        entrare nulla!!! Come dicevo prima per\u00f2, si tende ad eliminare<br \/>\n        le regioni III e IV perch\u00e9, brutalmente, complicano terribilmente<br \/>\n        le cose. I segnali provenienti dalla regione III di WH, ci mettono un<br \/>\n        tempo infinito per raggiungere un eventuale osservatore posto nella regione<br \/>\n        II (il nostro universo) e siccome l\u2019opinione comune \u00e8 che il nostro<br \/>\n        universo abbia avuto un inizio e una sua evoluzione, si elimina quella<br \/>\n        parte della figura che introduce la presenza di un tempo eterno che non<br \/>\n        ha inizio n\u00e9 fine. In particolare vogliamo uno spazio-tempo rappresentante<br \/>\n        un buco nero generato da collasso gravitazionale, e non uno che rappresenti<br \/>\n        un buco nero eterno. Anche se, naturalmente, questi ultimi sono ugualmente<br \/>\n        studiati dai fisici, per le loro particolari caratteristiche. Matematicamente<br \/>\n        parlando, poi, la presenza di un WH rende la trattazione di effetti quantistici<br \/>\n        estremamente complicata e di difficile risoluzione. <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":229,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-1769","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gravita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1769","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/229"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1769"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1769\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}