{"id":170,"date":"2002-04-15T00:00:00","date_gmt":"2002-04-14T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"170","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/170\/","title":{"rendered":"Ho sentito che \u00e8 possibile integrare una funzione che vale zero per i razionali e uno per gli irrazionali.  &Egrave; vero?  Tale integrale dovrebbe in qualche modo rappresentare una misura della &#8220;densit\u00e0&#8221; degli irrazionali nei numeri reali (!), come pu&ograve; avere senso affermare che tra zero e uno ci sono pi\u00f9 irrazionali che razionali, o viceversa?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">A supporto delle perplessit\u00e0 del nostro lettore,<br \/>\n        va detto subito che questo problema non ammette una risposta netta n\u00e9<br \/>\n        immediata. In effetti, l&#8217;integrabilit\u00e0 della funzione citata dipende<br \/>\n        da come si decide di definire l&#8217;operatore &#8220;integrale&#8221;: dobbiamo quindi<br \/>\n        spendere qualche parola per precisare questo concetto. <\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0L&#8217;integrale nasce dall&#8217;esigenza<br \/>\n        di calcolare l&#8217;area compresa tra una funzione e l&#8217;asse delle <i>x<\/i><br \/>\n        in orizzontale e tra due due rette verticali arbitrarie situate alle coordinate<br \/>\n        <i>a<\/i> e <i>b<\/i>. La pi\u00f9 famosa definizione di integrale \u00e8<br \/>\n        quella che viene insegnata anche nella scuola superiore, cio\u00e8 l&#8217;<i>integrale<br \/>\n        di Riemann<\/i>: l&#8217;idea \u00e8 quella riassunta nella figura 1. In pratica,<br \/>\n        dividiamo l&#8217;intervallo [<i>a<\/i>,\u00a0<i>b<\/i>] in intervalli pi\u00f9<br \/>\n        piccoli che usiamo come base di altrettanti rettangoli; come altezze degli<br \/>\n        stessi rettangoli, prendiamo ora il valore massimo e ora il valore minimo<br \/>\n        assunti dalla funzione nei rispettivi intervalli, ottenendo cos\u00ec le figure<br \/>\n        costituite dai rettangoli viola e dai rettangoli gialli (la mia insegnante<br \/>\n        di liceo le chiamava &#8220;plurirettangolo esterno&#8221; e &#8220;plurirettangolo interno&#8221;,<br \/>\n        ma non ho mai veramente digerito l&#8217;ampollosit\u00e0 del termine). Nel<br \/>\n        caso in cui le aree delle figure che otteniamo si avvicinino a un valore<br \/>\n        comune a mano a mano che si &#8220;infittisce&#8221; la partizione dell&#8217;intervallo<br \/>\n        [<i>a<\/i>,\u00a0<i>b<\/i>], questo valore comune deve necessariamente essere<br \/>\n        l&#8217;area della figura di piano che ci interessa misurare. <\/p>\n<p>      <center><br \/>\n        <img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/mat\/ifzero\/Integrale.gif\" alt=\"\"\/> <br \/>\n        <font size=\"-1\">Figura 1. L&#8217;Integrale di Riemann.<\/font><br \/>\n      <\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Seguendo questa costruzione, \u00e8 evidente che la funzione<br \/>\n        citata dal lettore non pu\u00f2 essere integrabile sull&#8217;intervallo [0,\u00a01].<br \/>\n        Infatti, comunque si prendano gli &#8220;intervallini&#8221; in cui si suddivide l&#8217;intervallo<br \/>\n        [0,\u00a01], in ogni piccolo intervallo saranno compresi almeno un punto<br \/>\n        razionale e uno irrazionale: di conseguenza, i valori estremi assunti<br \/>\n        dalla funzione su ogni intervallino saranno sempre 0 e 1 e, quindi, l&#8217;area<br \/>\n        delle due figure &#8220;approssimanti&#8221; sar\u00e0 sempre, rispettivamente,<br \/>\n        0 e 1. <\/p>\n<hr width=\"50%\"\/>\n<p align=\"justify\">Molto diversa, invece, \u00e8 la definizione di <i>integrale<br \/>\n        di Lebesgue<\/i>, di cui cerchiamo di dare un&#8217;idea intuitiva senza pretesa<br \/>\n        di eccessivo rigore n\u00e9 di completezza; rimandiamo comunque a un<br \/>\n        testo di analisi matematica per l&#8217;universit\u00e0 per tutti i dettagli.<br \/>\n        L&#8217;idea \u00e8 quella di cercare un modo diverso per &#8220;approssimare&#8221; la<br \/>\n        funzione tramite funzioni &#8220;semplici&#8221;, e tale modo \u00e8 quello di operare<br \/>\n        una partizione dell&#8217;insieme delle immagini invece che del dominio. <\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Supponiamo, per esempio,<br \/>\n        di voler integrare tra <i>a<\/i> e <i>b<\/i> una funzione limitata, cio\u00e8<br \/>\n        una funzione che assume valori compresi nell&#8217;intervallo [<i>m<\/i>,\u00a0<i>M<\/i>].<br \/>\n        Possiamo allora considerare una partizione di questo insieme dei valori<br \/>\n        in <i>n<\/i> intervalli [<i>y<sub>i<\/sub><\/i><sub>-1<\/sub>,\u00a0<i>y<sub>i<\/sub><\/i>]<br \/>\n        dove i punti <i>y<sub>i<\/sub><\/i> sono presi in modo tale che <\/p>\n<p align=\"center\"><i>m<\/i>\u00a0=\u00a0<i>y<\/i><sub>0<\/sub>\u00a0&lt;\u00a0<i>y<\/i><sub>1<\/sub>\u00a0&lt;\u00a0&#8230;\u00a0&lt;\u00a0<i>y<sub>n<\/sub><\/i>\u00a0=\u00a0<i>M<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">e ripartire il dominio in <i>n<\/i> insiemi <i>D<\/i><sub>1<\/sub>,\u00a0&#8230;,\u00a0<i>D<sub>n<\/sub><\/i><br \/>\n        tali che i valori di <i>x<\/i> compresi nell&#8217;<i>i<\/i>-esimo insieme siano<br \/>\n        esattamente quelli dell&#8217;intervallo [<i>a<\/i>,\u00a0<i>b<\/i>] per cui la<br \/>\n        funzione assume valori compresi nell&#8217;intervallo [<i>y<sub>i<\/sub><\/i><sub>-1<\/sub>,\u00a0<i>y<sub>i<\/sub><\/i>].<br \/>\n        Se ora \u00e8 possibile conoscere in qualche senso la &#8220;misura&#8221; <i>a<sub>i<\/sub><\/i><br \/>\n        di ognuno degli insiemi <i>D<sub>i<\/sub><\/i>, l&#8217;area della regione di<br \/>\n        piano in considerazione (che chiamiamo ancora &#8220;integrale da <i>a<\/i> a<br \/>\n        <i>b<\/i> di <i>f<\/i>(<i>x<\/i>)&#8221;) soddisfa le disequazioni <\/p>\n<p>      <center><br \/>\n        <img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/mat\/ifzero\/eq001.gif\" alt=\"\"\/><br \/>\n      <\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">cos\u00ec che l&#8217;integrale esiste, come accade con l&#8217;integrale<br \/>\n        di Riemann, se &#8220;infittendo&#8221; la partizione dell&#8217;insieme delle immagini<br \/>\n        le due quantit\u00e0 a sinistra e a destra della disequazione qui sopra<br \/>\n        convergono allo stesso valore. <\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Il vantaggio dell&#8217;integrale<br \/>\n        di Lebesgue rispetto a quello di Riemann sta nel fatto che in generale<br \/>\n        \u00e8 molto pi\u00f9 facile definire la misura di un sottoinsieme<br \/>\n        del dominio di quanto non sia &#8220;ingabbiare&#8221; una funzione &#8220;dentro&#8221; e &#8220;fuori&#8221;<br \/>\n        da delle opportune unioni di rettangoli. Sull&#8217;insieme dei numeri reali,<br \/>\n        per esempio, \u00e8 definita la <i>misura di Lebesgue<\/i>, che permette<br \/>\n        di valutare l'&#8221;estensione&#8221; di un ampia famiglia di sottoinsiemi e che<br \/>\n        possiede la desiderabile propriet\u00e0 che la misura di un intervallo<br \/>\n        coincide proprio con la sua lunghezza. <\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Rispetto a questa definizione,<br \/>\n        si pu\u00f2 dimostrare che la funzione citata dal lettore <i>\u00e8<\/i><br \/>\n        integrabile. \u00c8 immediato, in effetti, che l&#8217;integrale di Lebesgue<br \/>\n        della funzione considerata debba essere pari alla misura dell&#8217;insieme<br \/>\n        dei numeri irrazionali compresi tra 0 e 1 (infatti, deve essere pari alla<br \/>\n        somma tra 0 volte la misura dell&#8217;insieme dei numeri razionali e 1 volta<br \/>\n        la misura dell&#8217;insieme dei numeri irrazionali). \u00c8 possibile, a<br \/>\n        questo punto, dimostrare che la misura dell&#8217;insieme dei numeri razionali<br \/>\n        appartenenti a [0,\u00a01] \u00e8 0, perch\u00e9 tale \u00e8 la<br \/>\n        misura di ogni sottoinsieme numerabile dell&#8217;insieme dei numeri reali:<br \/>\n        allora, la misura dell&#8217;insieme dei numeri irrazionali appartenenti a [0,\u00a01]<br \/>\n        \u00e8 pari alla misura dello stesso intervallo [0,\u00a01], cio\u00e8<br \/>\n        1. L&#8217;integrale di Lebesgue da 0 a 1 della funzione in oggetto \u00e8<br \/>\n        dunque 1. <\/p>\n<hr width=\"50%\"\/>\n<p align=\"justify\">Mi rendo conto che probabilmente questo risponde solo parzialmente<br \/>\n        alla domanda del lettore. In effetti, \u00e8 lecito anche chiedersi<br \/>\n        come si possa affermare che i numeri irrazionali nell&#8217;intervallo [0,\u00a01]<br \/>\n        siano in qualche senso &#8220;pi\u00f9&#8221; dei numeri reali. Anche qui la risposta<br \/>\n        \u00e8 tutt&#8217;altro che banale e richiede una dettagliata trattazione<br \/>\n        in termini di teoria della cardinalit\u00e0. \u00c8 infatti possibile<br \/>\n        dimostrare che i numeri razionali sono numerabili (per la definizione<br \/>\n        di numerabilit\u00e0 e per qualche cenno alla teoria della cardinalit\u00e0<br \/>\n        rimando a una mia precedente <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=603\">risposta<\/a>)<br \/>\n        mentre i numeri reali hanno una cardinalit\u00e0 strettamente maggiore:<br \/>\n        da questo (e dal fatto che l&#8217;unione di due insiemi numerabili \u00e8<br \/>\n        numerabile) si deduce che i numeri irrazionali hanno una cardinalit\u00e0<br \/>\n        strettamente maggiore di quella dei numeri razionali e, quindi, che in<br \/>\n        qualche senso \u00e8 ragionevole dire che i numeri razionali sono &#8220;meno<br \/>\n        numerosi&#8221; di quelli irrazionali. <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":196,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[],"class_list":["post-170","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-matematica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/196"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=170"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}