{"id":1679,"date":"2000-10-22T00:00:00","date_gmt":"2000-10-21T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1679","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1679\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 la pianta Maclura pomifera viene anche comunemente chiamata &#8220;Moro degli Osagi&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/biologia\/Vecchie\/maclura_pom.jpg\" align=\"left\" alt=\"\"\/>La <i>Maclura pomifera <\/i>(in passato nota anche come <i>Maclura aurantiaca<\/i>) \u00e8 una pianta arborea originaria degli Stati Uniti, introdotta in Italia a scopo ornamentale o per realizzare siepi impenetrabili. <\/p>\n<p>Talvolta viene coltivato all&#8217;interno dei parchi con risultati sorprendenti. La caratteristica che pi\u00f9 colpisce di questo albero \u00e8 la forma e le dimensioni del frutto: si tratta di un ammasso sferico, di diametro variabile dagli 8 ai 15 centimetri, verde e rugoso. <\/p>\n<p>La denominazione comune di &#8220;Moro degli Osagi&#8221; (soprattutto in alcune zone della Toscana) si pu\u00f2 spiegare in due passaggi:<\/p>\n<p><b>1.<\/b> La denominazione &#8220;Moro&#8221; \u00e8 da ricondursi al fatto che questa pianta appartiene alla famiglia delle Moraceae. Alla stessa famiglia appartengono, oltre al ben noto fico comune (<i>Ficus carica<\/i>), anche il gelso (<i>Morus alba<\/i> e <i>Morus nigra<\/i>), il cui frutto viene comunemente detto &#8220;mora&#8221;. Ovviamente le &#8220;more&#8221; che tutti conosciamo, e con le quali si possono confezionare eccellenti marmellate, sono i frutti del rovo (<i>Rubus ulmifolius<\/i>) appartenente ad una famiglia differente: le Rosaceae. Anche il frutto della <i>Maclura pomifera <\/i>assomiglia ad una grande mora acerba..ma credo che nessuno potrebbe mai confoderla con una &#8220;vera&#8221; mora! <\/p>\n<p><b>2.<\/b> L&#8217;appellativo &#8220;degli Osagi&#8221; deriva dal fatto che questo albero era ben noto agli Indiani d&#8217;America, in particolare, sembra, alla trib\u00f9 degli Osage, che ne utilizzavano il legno flessibile ed elastico per la costruzione di archi (e, per questo motivo, nel Lazio viene anche detto &#8220;legno d&#8217;arco&#8221;), e riuscivano a ricavare, sempre da quest&#8217;albero, un pigmento giallastro con il quale si tingevano il volto. <\/p>\n<p>Per quanti non conoscessero la pianta, la Maclura pomifera \u00e8 un albero di 6-15 metri, con spine acute, dioico (cio\u00e8 con esemplari maschili separati da quelli femminili): le infiorescenze, sia quelle maschili che quelle femminili, sono sferiche con diametro di 2-3 centimetri. <br \/>Le foglie sono alterne, acuminate, coriacee e furono impiegate in passato anche nell&#8217;alimentazione del baco da seta (<i>Bombyx mori<\/i>), ma con risultati poco soddisfacenti. <\/p>\n<p>Il frutto \u00e8 molto grande, di consistenza legnosa, con una superficie verdastra e rugosa, e con succo lattiginoso. In realt\u00e0 si tratta di un frutto multiplo (in particolare di un sorosio), cio\u00e8 derivato dalla trasformazione di un&#8217;intera infiorescenza. Non \u00e8 commestibile. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.dipbot.unict.it\/sistematica\/0133a.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.dipbot.unict.it\/sistematica\/0133a.html<\/a> <span style=\"TEXT-DECORATION: underline\">_________________________________________________________<\/span><\/p>\n<h2><font size=\"3\">bibliografia<\/font> <br \/><\/h2>\n<p>AA.VV. &#8220;<i>Natura viva: enciclopedia sistematica del regno vegetale<\/i>&#8221; Vallardi Edizioni Periodiche. Milano, 1966. <br \/>COOMBES, A.J. &#8220;<i>Alberi<\/i>&#8220;. Fabbri Editore, 1995. <br \/>PENZIG, O. &#8220;<i>Flora Popolare Italiana<\/i>&#8220;. Vol. 1. Edagricole, 1924. <br \/>PIGNATTI, S. &#8220;<i>Flora d&#8217;Italia<\/i>&#8220;. Edagricole, Bologna 1984. <br \/>ZANGHERI, P. &#8220;<i>Flora Italica<\/i>&#8220;. Ed.CEDAM, Padova 1976. <\/p>\n<p>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":215,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-1679","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/215"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1679"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1679\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}