{"id":1618,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1618","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1618\/","title":{"rendered":"Vorrei porvi una domanda a riguardo delle reazioni di ossido-riduzione. Secondo il metodo ionico-elettronico una delle prime fasi per bilanciare tali reazioni consiste nel trovare quali sono le specie che dissociano (in soluzione acquosa).\r\nMa, tranne che per particolari composti in cui la differenza di elettronegativit\u00e0 \u00e8 tale (vd ossidi ionici e sali) da non commettere errori nel supporre che essi si possano dissociare dando ioni, quale criterio si adotta o meglio quale metro di giudizio si usa per dire se un composto si possa dissociare in ioni o meno?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        Uno dei piu&#8217; &#8220;sicuri&#8221; metodi per arrivare ad un<br \/>\n        corretto bilanciamento di una ossidoriduzione \u00e8 quello<br \/>\n        della scomposizione in semireazioni, gia&#8217; descritta <\/font><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=7965\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">in una<br \/>\n        mia precedente risposta<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        In ogni caso, a prescindere dal metodo usato, il problema<br \/>\n        principale per il bilanciamento di una ossidoriduzione \u00e8<br \/>\n        sempre relativo all&#8217; individuazione delle specie che vi<br \/>\n        prendono parte (cambiando cioe&#8217; il loro stato di<br \/>\n        ossidazione) e delle specie che invece non hanno ruolo<br \/>\n        attivo nel processo redox. E&#8217; ovvio che in questa fase l&#8217;<br \/>\n        esperienza ed il buon senso possono servire non poco.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        Se infatti con le sostanze &#8220;ioniche al 100%&#8221; e<br \/>\n        completamente dissociate e&#8217; intuitivo risalire al numero<br \/>\n        di ossidazione degli elementi (che viene preso uguale<br \/>\n        alla carica: es. +2 per lo ione Ca++ e -1 per lo ione<br \/>\n        F-), qualche problema concettuale puo&#8217; essere creato<br \/>\n        dalle sostanze covalenti o non ioniche al 100% o che<br \/>\n        comunque in soluzione acquosa non dissociano<br \/>\n        completamente.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        In questo caso bisogna tener presente qual e&#8217; l&#8217;<br \/>\n        obiettivo principale che ci si sta prefiggendo.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        Dato che il fine e&#8217; quello di arrivare ad un corretto<br \/>\n        bilanciamento della reazione di ossidoriduzione, e&#8217;<br \/>\n        inutile perdere troppo tempo a cercare di capire quale<br \/>\n        composto dissoci in acqua e quale no. A tal fine sarebbe<br \/>\n        necessario analizzare la natura ionica o covalente del<br \/>\n        legame (legata principalmente alla differenza di<br \/>\n        elettronegativit\u00e0 tra gli elementi) ma sicuramente vanno<br \/>\n        considerati anche altri fattori, non ultimo dei quali la<br \/>\n        stabilizzazione energetica fornita dagli acquocomplessi<br \/>\n        degli ioni che si generano dalla dissociazione. Inoltre<br \/>\n        anche casi apparentemente semplici possono nascondere<br \/>\n        delle insidie: l&#8217;acido fosforoso H<\/font><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><sub>3<\/sub><\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\">PO<\/font><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><sub>3<\/sub><\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> e&#8217; solo apparentemente un acido<br \/>\n        triprotico, mentre in realta&#8217; dissocia solo due<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        protoni. Non c&#8217;e&#8217; verso di dissociare il terzo, dato che<br \/>\n        esso e&#8217; direttamente legato al fosforo e non presenta<br \/>\n        quindi acidita&#8217;.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        In realta&#8217; il punto fondamentale e&#8217; quello di arrivare<br \/>\n        alla determinazione del numero di ossidazione di ciascun<br \/>\n        elemento in ciascuno dei composti presenti nella<br \/>\n        reazione. E questo prescinde (DEVE PRESCINDERE !) dal<br \/>\n        fatto che si scriva un sale in forma dissociata o meno.<br \/>\n        Esiste una serie di regolette empiriche che agevolano nel<br \/>\n        calcolo di questo numero di ossidazione, basate<br \/>\n        principalmente sulla convenzione che in ciascun legame<br \/>\n        gli elettroni appartengano tutti all&#8217;atomo pi\u00f9<br \/>\n        elettronegativo.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        In pratica un composto covalente viene formalmente<br \/>\n        considerato come se fosse ionico (e quindi ad esempio, ai<br \/>\n        fini del calcolo del numero di ossidazione, un composto<br \/>\n        quale H<\/font><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\">O viene considerato come composto<br \/>\n        da 2 H<sup>+<\/sup> e O<sup>2-<\/sup>).<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        In base a queste regole l&#8217;ossigeno vale sempre -2 tranne<br \/>\n        che nei perossidi in cui vale -1; l&#8217; idrogeno vale -1<br \/>\n        quando e&#8217; legato ai metalli e +1 quando e&#8217; legato ai non<br \/>\n        metalli; gli alcalini valgono sempre +1 e gli<br \/>\n        alcalinoterrosi +2 tranne che nel loro stato metallico;<br \/>\n        il fluoro vale sempre -1 dato che e&#8217; l&#8217;elemento piu&#8217;<br \/>\n        elettronegativo; il cloro vale anch&#8217;esso sempre -1 tranne<br \/>\n        che nei composti con l&#8217;ossigeno; tutti gli elementi<br \/>\n        valgono 0 nella loro forma atomica (o omomolecolare come<br \/>\n        H<\/font><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\">), ecc..<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        Applicando queste regole e&#8217; possibile giungere al<br \/>\n        corretto bilanciamento di una reazione di ossidoriduzione<br \/>\n        anche senza scrivere composti quali KCl nella loro forma<br \/>\n        dissociata.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        CONCLUDENDO: bisogna sempre avere presente che in una<br \/>\n        ossidoriduzione tutti gli stadi compiuti per arrivare al<br \/>\n        corretto bilanciamento sono soltanto FORMALI.<br \/>\n        &#8220;Formale&#8221; significa che poco importa se la<br \/>\n        realta&#8217; corrisponde effettivamente a quanto si sta<br \/>\n        scrivendo nei passaggi intermedi. Tutto e&#8217; giustificato<br \/>\n        dal raggiungimento dell&#8217;obiettivo, che e&#8217; il<br \/>\n        bilanciamento dell&#8217; ossidoriduzione complessiva.<\/font><br \/><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>\n        Quello che deve essere chiaro \u00e8 che comunque il modo con<br \/>\n        cui un sale o un composto viene scritto (in forma<br \/>\n        dissociata o no) non incide (NON DEVE INCIDERE !) sul<br \/>\n        calcolo del numero di ossidazione degli elementi che lo<br \/>\n        compongono.<\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":221,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-1618","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-reazioni-chimiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/221"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1618"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1618\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}