{"id":1612,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1612","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1612\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere come funzionano i catalizzatori nel motore di una automobile."},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\">Prima di tutto due parole su che cosa<br \/>\n        e&#8217; un sistema catalitico.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Uno degli errori che piu&#8217; comunemente<br \/>\n        si compiono nel parlare di un catalizzatore e&#8217; quello di<br \/>\n        descriverlo come una sorta di lubrificante in grado di<br \/>\n        velocizzare reazioni chimiche altrimenti molto lente.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">In realta&#8217; ragionare in questi termini<br \/>\n        non e&#8217; corretto, perche&#8217; in presenza del catalizzatore le<br \/>\n        reazioni in gioco sono diverse. Quello che un<br \/>\n        catalizzatore e&#8217; in grado di fare e&#8217; infatti modificare<br \/>\n        il sistema fornendo un cammino di reazione alternativo e<br \/>\n        piu&#8217; accessibile che porti dagli stessi reagenti agli<br \/>\n        stessi prodotti.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Un ulteriore vincolo che deve essere<br \/>\n        soddisfatto perche&#8217; un catalizzatore sia tale \u00e8 quello<br \/>\n        della sua conservazione. Il catalizzatore non si consuma<br \/>\n        ne&#8217; si forma nell&#8217; arco di un ciclo di reazioni e puo&#8217;<br \/>\n        quindi essere utilizzato per lunghi periodi di tempo.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Facendo un esempio pratico, pensiamo<br \/>\n        alla reazione di idrogeno e ossigeno per dare acqua<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">H<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> + 0.5 O<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> &#8212;&gt; H<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\">O<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Questa reazione, termodinamicamente<br \/>\n        favorita, non avviene in assenza di perturbazioni<br \/>\n        esterne. Idrogeno e ossigeno possono essere messi a<br \/>\n        contatto in una camera senza che nulla accada. Basta<br \/>\n        pero&#8217; che in quella camera sia presente un filamento di<br \/>\n        platino che immediatamente si sviluppa acqua con una<br \/>\n        reazione piuttosto violenta.<br \/>\n        Perche&#8217; ?<br \/>\n        Evidentemente la presenza del platino ha fornito al<br \/>\n        sistema una via alternativa e piu&#8217; accessibile per la<br \/>\n        formazione dell&#8217; acqua.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">La esatta determinazione del meccanismo<br \/>\n        di reazione in presenza del catalizzatore non e&#8217; mai<br \/>\n        facile e richiede spesso anni e anni di ricerche e feroci<br \/>\n        discussioni tra gli &#8220;esperti&#8221; del settore.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Per chiarire il concetto a noi basti<br \/>\n        pensare, ad esempio, che l&#8217; idrogeno venga in contatto<br \/>\n        con il Platino dando luogo a delle specie H-H assorbite<br \/>\n        sulla superficie del metallo. A causa dell&#8217; interazione<br \/>\n        di ciascun atomo di idrogeno con il metallo, il legame<br \/>\n        H-H risulta indebolito e quindi la molecola di idrogeno<br \/>\n        piu&#8217; reattiva.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">La stessa cosa accade per l&#8217; ossigeno,<br \/>\n        per cui sul metallo, probabilmente in posizioni vicinali,<br \/>\n        avremo la presenza di specie assorbite H-H e O-O piu&#8217;<br \/>\n        reattive delle corrispondenti specie gassose. Allora<br \/>\n        sara&#8217; piu&#8217; facile che la reazione di formazione dell&#8217;<br \/>\n        acqua avvenga, dato che comporta la rottura di legami<br \/>\n        piu&#8217; deboli. Dopodiche&#8217; la molecola d&#8217; acqua formata si<br \/>\n        desorbira&#8217; dalla superficie del metallo tornando in fase<br \/>\n        gassosa ed il platino risultera&#8217; in questo modo<br \/>\n        inalterato.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Risultato netto di questa operazione e&#8217;<br \/>\n        proprio la reazione H<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> + O<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> &#8212;-&gt; H<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\">O. Notare che il catalizzatore non compare in<br \/>\n        nessun modo, in quanto esso non deve ne&#8217; formarsi ne&#8217;<br \/>\n        distruggersi nel corso della reazione. E&#8217; pero&#8217; un dato<br \/>\n        di fatto che la reazione non avverrebbe senza la sua<br \/>\n        presenza.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Detto questo veniamo all&#8217; applicazione<br \/>\n        dei catalizzatori alle automobili.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">I motori a combustione interna<br \/>\n        prevedono l&#8217; alimentazione di un carburante idrocarburico<br \/>\n        (es. benzina) e di aria. Allo scoccare della scintilla<br \/>\n        della candela si verifica la combustione della miscela<br \/>\n        con susseguente espansione di volume che determina il<br \/>\n        movimento del pistone. Le emissioni allo scarico dei<br \/>\n        motori a combustione interna e&#8217; dunque costituita dalla<br \/>\n        miscela di gas che residuano all&#8217; interno del cilindro<br \/>\n        dopo lo scoppio, e cioe&#8217; principalmente:<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Idrocarburi incombusti (e&#8217; impossibile<br \/>\n        condurre una combustione perfetta)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Monossido di carbonio (anch&#8217; esso<br \/>\n        derivante da incompleta combustione degli idrocarburi)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Biossido di carbonio (CO<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\">) e vapor d&#8217;<br \/>\n        acqua (i prodotti della combustione totale degli<br \/>\n        idrocarburi)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Ossidi di azoto (derivanti dalla<br \/>\n        presenza di azoto come costituente dell&#8217;aria in camera di<br \/>\n        scoppio)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">I convertitori catalitici hanno trovato<br \/>\n        la loro applicazione nel campo delle marmitte per<br \/>\n        automobili per eliminare il piu&#8217; possibile dagli scarichi<br \/>\n        le sostanze tossiche o dannose per l&#8217; ambiente, e cioe&#8217;<br \/>\n        il monossido di carbonio (CO), gli idrocarburi incombusti<br \/>\n        e gli ossidi di azoto (NOx).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Niente viene invece fatto per il<br \/>\n        biossido di carbonio, responsabile del cosiddetto effetto<br \/>\n        serra, che e&#8217; il prodotto principale ed inevitabile dei<br \/>\n        motori a combustione interna.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">I primi convertitori catalitici, per la<br \/>\n        verita&#8217;, ignoravano anche gli ossidi di azoto e si<br \/>\n        limitavano a ossidare il CO e gli idrocarburi incombusti<br \/>\n        (d&#8217;ora in avanti denominati HC) a CO<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> + H<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\">O completando in pratica la combustione iniziata<br \/>\n        in camera di scoppio.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">HC + O<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> &#8212;&gt; CO<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> + H<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\">O<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">CO + O<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><font size=\"2\"> &#8212;-&gt; CO<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Tipici catalizzatori di ossidazione<br \/>\n        utilizzati erano a base di Platino (Pt) e Palladio (Pd)<br \/>\n        dispersi in piccolissima percentuale su matrici inerti e<br \/>\n        supportati su materiali conformati in modo da<br \/>\n        massimizzare la superficie di contatto con il gas (vedi<br \/>\n        le tipiche strutture ceramiche a nido d&#8217;ape).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">La prima conseguenza dell&#8217; utilizzo di<br \/>\n        convertitori catalitici e&#8217; stata quella di imporre l&#8217;<br \/>\n        alimentazione al motore di carburanti senza piombo,<br \/>\n        poiche&#8217; il piombo rappresenta un veleno per i suddetti<br \/>\n        catalizzatori. <br \/>\n        In parole povere la presenza di piombo nei gas di scarico<br \/>\n        comporterebbe la graduale ed irreversibile<br \/>\n        &#8220;ricopertura&#8221; dei siti attivi del catalizzatore<br \/>\n        che risulterebbero quindi indisponibili per la reazione<br \/>\n        desiderata.<br \/>\n        Inoltre, poiche&#8217; un catalizzatore non e&#8217; in grado di<br \/>\n        funzionare a temperatura ambiente, le marmitte sono state<br \/>\n        modificate in modo da raggiungere nel piu&#8217; breve tempo<br \/>\n        possibile dall&#8217; accensione una temperatura di almeno<br \/>\n        300-350 gradi centigradi. Questo spiega anche il motivo<br \/>\n        per cui il catalizzatore risulta praticamente inefficace<br \/>\n        nel limitare le emissioni di veicoli che compiono<br \/>\n        giornalmente numerosi brevissimi tragitti (es.<br \/>\n        casa-negozio) intervallati da soste. In queste condizioni<br \/>\n        la marmitta non raggiungera&#8217; mai la temperatura di lavoro<br \/>\n        e le emissioni allo scarico risulteranno enormemente<br \/>\n        inquinanti.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Ben presto pero&#8217; ci si e&#8217; resi conto<br \/>\n        che non si poteva ignorare il problema costituito dagli<br \/>\n        ossidi di azoto. Quindi sono state cercate delle<br \/>\n        alternative praticabili che consentissero un abbattimento<br \/>\n        anche di quella classe di inquinanti. La via scelta e&#8217;<br \/>\n        stata quella di ridurre gli ossidi di azoto ad azoto.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">NO<\/font><font size=\"2\"><sub>x<\/sub><\/font><font size=\"2\"> &#8212;&gt; N<\/font><font size=\"2\"><sub>2<\/sub><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">La reazione e&#8217; inversa rispetto a<br \/>\n        quella di ossidazione di CO e HC e quindi si possono<br \/>\n        subito intuire le difficolta&#8217; di operarle entrambe sullo<br \/>\n        stesso catalizzatore. In effetti la contemporanea<br \/>\n        riduzione degli NOx ed ossidazione di CO e HC si e&#8217;<br \/>\n        rivelata una cosa ben difficile da realizzare, specie<br \/>\n        nelle marmitte delle automobili, in cui le condizioni<br \/>\n        sono tutt&#8217;altro che stazionarie.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">I sistemi catalitici in grado di<br \/>\n        compiere la simultanea trasformazione di tutti e tre gli<br \/>\n        inquinanti sono stati denominati &#8220;three way<br \/>\n        catalysts&#8221;.<br \/>\n        Il sistema che ha mostrato le migliori caratteristiche<br \/>\n        catalitiche e&#8217; un sistema Rodio-Platino (Rh:Pt in<br \/>\n        rapporto relativo circa 1:5) sempre supportato su inerti<br \/>\n        e conformato in modo da massimizzare il contatto con il<br \/>\n        flusso gassoso.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Il principale problema di questi<br \/>\n        catalizzatori e&#8217; che, per condurre con accettabile resa<br \/>\n        sia le riduzioni che le ossidazioni, devono lavorare in<br \/>\n        una finestra operativa molto ristretta per quanto<br \/>\n        riguarda il rapporto aria\/combustibile. Il valore<br \/>\n        ottimale e&#8217; aria\/fuel = 14.6.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">In condizioni piu&#8217; riducenti si avra&#8217;<br \/>\n        una aumentata efficienza nella riduzione degli NOx mentre<br \/>\n        il catalizzatore non riuscira&#8217; ad ossidare efficacemente<br \/>\n        CO e HC. Viceversa in condizioni ossidanti.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Conseguenza di questa necessita&#8217; e&#8217;<br \/>\n        stato il rapido pensionamento dei carburatori, non in<br \/>\n        grado di garantire una tale costanza di alimentazione<br \/>\n        nelle molteplici condizioni di utilizzo di una<br \/>\n        autovettura (accelerazioni, decelerazioni, ecc.). Al loro<br \/>\n        posto sono nati complessi sistemi di iniezione diretta in<br \/>\n        camera di scoppio collegati a sonde direttamente nella<br \/>\n        marmitta.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Sulla base delle indicazioni della<br \/>\n        sonda, in grado di &#8220;sentire&#8221; la quantita&#8217; di<br \/>\n        ossigeno residuo nella marmitta, l&#8217; iniettore regola la<br \/>\n        quantita&#8217; massima di carburante da immettere in camera di<br \/>\n        scoppio in modo da mantenere il rapporto stechiometrico.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Cosa dire della durata.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Personalmente ritengo quasi miracoloso<br \/>\n        che un sistema catalitico possa funzionare per lungo<br \/>\n        tempo in condizioni tanto difficili come quelle imposte<br \/>\n        dall&#8217; utilizzo quotidiano di una autovettura.<br \/>\n        I catalizzatori che lavorano negli impianti chimici sono<br \/>\n        mantenuti in condizioni di temperatura costantemente<br \/>\n        controllata, con flussi di reagente di purezza nota e con<br \/>\n        periodiche rigenerazioni.<br \/>\n        In una marmitta invece il catalizzatore deve subire<br \/>\n        migliaia di riscaldamenti-raffreddamenti che possono<br \/>\n        pregiudicarne la stabilita&#8217; meccanica e possono condurre<br \/>\n        ad una aggregazione dei metalli nobili inizialmente<br \/>\n        dispersi sulla matrice inerte. Tale aggregazione<br \/>\n        (sinterizzazione) porta a diminuzioni sensibili della<br \/>\n        superficie del metallo a contatto con il gas e conduce<br \/>\n        quindi a minori attivita&#8217; nella conversione degli<br \/>\n        inquinanti.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Inoltre la presenza di veleni (es.<br \/>\n        piombo, fosforo, ed anche in parte lo zolfo), pur se in<br \/>\n        piccolissime percentuali comporta, nel tempo, un<br \/>\n        progressivo ed irreversibile ricoprimento dei siti attivi<br \/>\n        del catalizzatore.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Un solo &#8220;pieno&#8221; fatto con<br \/>\n        benzina super col piombo in un&#8217; auto con marmitta<br \/>\n        catalitica puo&#8217; totalmente ed irreversibilmente<br \/>\n        disattivare il catalizzatore.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Alla luce di tutte queste difficolta&#8217;<br \/>\n        diventa ben difficile azzardare una ipotesi sulla durata<br \/>\n        dell&#8217; efficienza di un sistema catalitico. Essa dipende<br \/>\n        moltissimo anche dalle condizioni di esercizio della<br \/>\n        vettura, dato che un catalizzatore risulta molto meno<br \/>\n        sollecitato in vetture che vengono prevalentemente<br \/>\n        utilizzate per lunghi viaggi rispetto a quelle utilizzate<br \/>\n        giornalmente per decine di piccoli spostamenti.<br \/>\n        Una percorrenza di 60-70000 Km puo&#8217; in ogni caso essere<br \/>\n        indicata come limite massimo. <br \/><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":221,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-1612","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-reazioni-chimiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/221"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1612"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1612\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}