{"id":1597,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1597","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1597\/","title":{"rendered":"Quando si effettuano i saggi alla fiamma, si utilizzano i CLORURI invece dei solfati o dei nitrati, ad esempio, perch\u00e8 i cloruri sono sostanze pi\u00f9 volatili. Mi domando: perch\u00e8 i cloruri sono sostanze pi\u00f9 volatili ?"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; necessario per prima cosa definire cio&#8217; che si<br \/>\n        intende per &#8220;volatilit\u00e0&#8221; di un solido. <br \/>\n        Le sostanze solide, al pari di quelle liquide, possiedono<br \/>\n        ad ogni temperatura una determinata tensione di vapore<br \/>\n        che, pur piccola, e&#8217; comunque determinabile. Poiche&#8217;<br \/>\n        tanto maggiore e&#8217; questa tensione di vapore tanto piu&#8217;<br \/>\n        volatile risulta il solido, essa e&#8217; assunta come misura<br \/>\n        della volatilita&#8217;. <\/p>\n<p>Rimane da chiarire quali sono le caratteristiche del<br \/>\n        solido che principalmente hanno influenza sulla<br \/>\n        volatilita&#8217;. Cerchiamo di elencarne brevemente almeno le<br \/>\n        principali. <\/p>\n<p><b>&#8211; Il carattere ionico o covalente del solido<\/b> <br \/>\n        Mentre in fase gassosa le molecole di una sostanza sono<br \/>\n        caratterizzate da un&#8217; ampia libert\u00e0 roto-traslazionale,<br \/>\n        nella fase solida esse risultano enormemente piu&#8217;<br \/>\n        ravvicinate e tra di esse si vengono ad instaurare delle<br \/>\n        interazioni. <br \/>\n        Esistono tuttavia due casi limite: <br \/>\n        In un solido a carattere covalente le singole molecole<br \/>\n        sono ancora individuabili. Esse sono impaccate a distanza<br \/>\n        ravvicinata e sono legate per mezzo di interazioni di Van<br \/>\n        der Waals di intensit\u00e0 relativamente debole. Nella<br \/>\n        trasformazione da solido a vapore le uniche interazioni<br \/>\n        che vengono a rompersi sono proprio queste e quindi il<br \/>\n        passaggio di stato richiede generalmente un apporto<br \/>\n        energetico piuttosto scarso. <br \/>\n        In un solido ionico, invece, non e&#8217; piu&#8217; possibile<br \/>\n        identificare le singole molecole poiche&#8217; gli atomi sono<br \/>\n        arrangiati in reticoli tridimensionali. L&#8217; energia con<br \/>\n        cui tali atomi sono trattenuti nel <br \/>\n        reticolo (energia reticolare) e&#8217; di notevole entita&#8217; e,<br \/>\n        dato che il passaggio di stato solido-vapore impone la<br \/>\n        distruzione del reticolo con formazione di molecole<br \/>\n        discrete, generalmente i solidi ionici sono meno volatili<br \/>\n        dei covalenti. <br \/>\n        Tra queste due situazioni estreme esistono poi infinite<br \/>\n        sfumature che rendono assai ardua una classificazione<br \/>\n        rigorosa delle singole sostanze. <br \/>\n        In generale si puo&#8217; dire comunque che la presenza di<br \/>\n        momenti dipolari permanenti nelle molecole del solido<br \/>\n        tende a deprimerne la volatilita&#8217; in quanto aumenta la<br \/>\n        forza delle interazioni presenti in fase solida. <br \/>\n        In mancanza di un momento di dipolo permanente, anche<br \/>\n        molecole prive di momento dipolare ma facilmente<br \/>\n        polarizzabili generano di solito solidi a minore<br \/>\n        volatilit\u00e0 rispetto a quelli formati da molecole non<br \/>\n        polarizzabili. <br \/>\n        Molti cloruri di elementi della zona intermedia della<br \/>\n        tavola periodica presentano un certo carattere covalente<br \/>\n        del legame, cosa che certamente ne favorisce la<br \/>\n        volatilit\u00e0. <\/p>\n<p><b>&#8211; La differenza tra la coordinazione del metallo<br \/>\n        allo stato solido e quella in fase gas<\/b>\u00a0 <br \/>\n        La volatilit\u00e0 dipende fortemente dalla differenza di<br \/>\n        coordinazione che ciascun metallo possiede in fase solida<br \/>\n        rispetto alla fase gassosa. <br \/>\n        Supponiamo ad esempio (CASO A) che la struttura<br \/>\n        cristallina del sale preveda il metallo a numero di<br \/>\n        coordinazione 6 (cioe&#8217; circondato da sei anioni) mentre<br \/>\n        la molecola in fase gassosa e&#8217; del tipo MX3. Supponiamo<br \/>\n        invece (CASO B) che il cristallo preveda il metallo a<br \/>\n        numero di <br \/>\n        coordinazione 4\u00a0 e che la molecola in fase gas sia<br \/>\n        del tipo MX4. <br \/>\n        Nel caso A il calore di vaporizzazione deve comprendere<br \/>\n        anche l&#8217; energia necessaria a rompere tre legami in<br \/>\n        eccesso e quindi la volatilita&#8217; sara&#8217; sicuramente<br \/>\n        inferiore. <br \/>\n        Spesso tuttavia le specie in fase gassosa sono<br \/>\n        oligomeriche (del tipo M3X9, per esempio). In questi casi<br \/>\n        non tutti i legami in eccesso devono venire rotti e la<br \/>\n        volatilita&#8217; risulta superiore (a parit\u00e0 di <br \/>\n        coordinazione in fase solida e di rapporto stechiometrico<br \/>\n        tra metallo e anione in fase gas). <br \/>\n        In particolare i cloruri sono tra le specie con maggiore<br \/>\n        tendenza a generare oligomeri in fase gassosa e questo<br \/>\n        fatto contribuisce senz&#8217;altro a far si&#8217; che essi siano<br \/>\n        tra i sali maggiormante volatili. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":221,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[],"class_list":["post-1597","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sostanze-e-proprieta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1597","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/221"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1597"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1597\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}