{"id":1534,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1534","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1534\/","title":{"rendered":"Gradirei sapere se la normativa di legge attuale prevede una distanza minima delle abitazioni o degli uffici da un elettrodotto o dal suo pilone e nel caso questa non sia rispettata a quali rischi per la salute l&#8217;uomo pu\u00f2 andare incontro."},"content":{"rendered":"<h3><u>La distanza minima<\/u><\/h3>\n<p>La prima parte della domanda (quella sulla distanza<br \/>\n        minima) \u00e8 pi\u00f9 di carattere giuridico che scientifico,<br \/>\n        comunque ho alcuni dati a disposizione e rispondo<br \/>\n        volentieri. <\/p>\n<p>Mi perdonerete per\u00f2 le eventuali lacune e se la<br \/>\n        terminologia in burocratese non sar\u00e0 sempre perfetta. <\/p>\n<p>Prima dell&#8217;aprile 1992 gli elettrodotti erano<br \/>\n        costruiti osservando norme tecniche emanate dal CEI<br \/>\n        (Comitato Elettrotecnico Italiano) a cui veniva spesso<br \/>\n        data una qualche veste legislativa o giuridica. <\/p>\n<p>In questo ambito si collocano innanzitutto la legge 28<br \/>\n        giugno 1986, n.339 e il decreto interministeriale 21<br \/>\n        marzo 1988, n.449 che recepivano la normativa CEI 11-4.<br \/>\n        Esse ripartivano innanzitutto le linee elettriche aeree<br \/>\n        nelle seguenti quattro classi: <\/p>\n<dl>\n<dt><u>Classe 0<\/u> <\/dt>\n<dd>Linee telefoniche, telegrafiche, di segnalazione<br \/>\n                o comando a distanza. <\/dd>\n<dt><u>Classe I<\/u> <\/dt>\n<dd>Linee di trasporto o distribuzione di energia<br \/>\n                elettrica la cui tensione nominale \u00e8 inferiore o<br \/>\n                uguale a 1000 V. <\/dd>\n<dt><u>Classe II<\/u> <\/dt>\n<dd>Linee di trasporto o distribuzione di energia<br \/>\n                elettrica la cui tensione nominale \u00e8 superiore a<br \/>\n                1000 V ma inferiore o uguale a 30 kV. <\/dd>\n<dt><u>Classe III<\/u> <\/dt>\n<dd>Linee di trasporto o distribuzione di energia<br \/>\n                elettrica la cui tensione nominale \u00e8 superiore a<br \/>\n                30 kV. <\/dd>\n<\/dl>\n<p>Inoltre, in queste disposizioni venivano specificate<br \/>\n        le distanze minime dei conduttori dal terreno e dagli<br \/>\n        edifici mediante formule, nelle quali la tensione<br \/>\n        nominale di esercizio compariva come parametro; questo<br \/>\n        approccio sar\u00e0 conservato anche nella normative<br \/>\n        successive. <b>\u00c8 importante osservare che le distanze<br \/>\n        erano basate esclusivamente sulla necessit\u00e0 di evitare<br \/>\n        il cosiddetto <\/b><b><i>rischio di scarica<\/i><\/b>, cio\u00e8<br \/>\n        la possibilit\u00e0 di innesco di una scarica elettrica tra<br \/>\n        il conduttore sotto tensione ed un oggetto a tensione<br \/>\n        zero. <\/p>\n<p>All&#8217;inizio del 1991, un Decreto del Ministero dei<br \/>\n        Lavori Pubblici (DMLP 16 gennaio 1991) introduceva<br \/>\n        un&#8217;importante novit\u00e0: citando testualmente veniva<br \/>\n        &#8220;riconosciuta la necessit\u00e0 di apportare modifiche<br \/>\n        agli articoli 2.1.05 e 2.1.08 del citato regolamento <b>in<br \/>\n        riferimento a possibili effetti sulla salute derivanti<br \/>\n        dai campi elettromagnetici prodotti dalle linee<br \/>\n        elettriche aeree<\/b>&#8220;. <\/p>\n<p>In conseguenza di questo mutato atteggiamento,<br \/>\n        venivano fissati nuovi valori minimi per &#8220;l&#8217;altezza<br \/>\n        dei conduttori sul terreno a sulle acque non<br \/>\n        navigabili&#8221; (articolo 2.1.05) e per le<br \/>\n        &#8220;distanze di rispetto dai fabbricati&#8221; (articolo<br \/>\n        2.1.08). Esemplificando e semplificando un po&#8217;, la<br \/>\n        situazione per alcune tipologie di elettrodotti di classe<br \/>\n        III molto comuni in Italia \u00e8 schematizzata nella tabella<br \/>\n        seguente: <\/p>\n<div align=\"center\"><center><\/p>\n<table cellspacing=\"3\" cellpadding=\"10\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>\u00a0 <\/th>\n<th>380 kV <\/th>\n<th>220 kV <\/th>\n<th>132 kV <\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Altezza minima sul terreno e su specchi<br \/>\n                d&#8217;acqua non navigabili [m] <\/td>\n<td align=\"center\">7.78 <\/td>\n<td align=\"center\">6.82 <\/td>\n<td align=\"center\">6.29 <\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Altezza minima sul terreno in aree adibite ad<br \/>\n                attivit\u00e0 ricreative, impianti sportivi, luoghi<br \/>\n                d&#8217;incontro, piazzali di deposito e simili [m] <\/td>\n<td align=\"center\">11.34 <\/td>\n<td align=\"center\">6.82 <\/td>\n<td align=\"center\">6.29 <\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Distanza minima dai fabbricati [m] <\/td>\n<td align=\"center\">6.80 <\/td>\n<td align=\"center\">5.20 <\/td>\n<td align=\"center\">4.32 <\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Altezza minima su terrazzi e tetti piani [m] <\/td>\n<td align=\"center\">11.34 <\/td>\n<td align=\"center\">4.00 <\/td>\n<td align=\"center\">4.00 <\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>        <\/center><\/div>\n<h4 align=\"center\">Tabella 1<\/h4>\n<h3><u>Il DPCM 23 aprile 1992<\/u><\/h3>\n<p>La situazione restava questa fino al sopraggiungere di<br \/>\n        un importante DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio<br \/>\n        dei Ministri 23 aprile 1992) che fissava i &#8220;<b>limiti<br \/>\n        massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico<br \/>\n        generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz)<br \/>\n        negli ambienti abitativi e nell&#8217;ambiente esterno<\/b>&#8220;.\n        <\/p>\n<p>In questo decreto si stabilivano le seguenti<br \/>\n        intensit\u00e0 massime di campo elettrico e di induzione<br \/>\n        magnetica &#8220;in aree o ambienti in cui si possa<br \/>\n        ragionevolmente attendere che individui della popolazione<br \/>\n        trascorrano una parte significativa della giornata&#8221;:\n        <\/p>\n<div align=\"center\"><center><\/p>\n<table cellspacing=\"3\" cellpadding=\"10\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>Campo elettrico <\/th>\n<th>Induzione magnetica <\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">5 kV\/m <\/td>\n<td align=\"center\">0,1 mT <\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>        <\/center><\/div>\n<h4 align=\"center\">Tabella 2<\/h4>\n<p>Mentre &#8220;nel caso in cui l&#8217;esposizione sia<br \/>\n        ragionevolmente limitata a poche ore al giorno&#8221; i<br \/>\n        limiti suddetti possono essere rilassati come segue: <\/p>\n<div align=\"center\"><center><\/p>\n<table cellspacing=\"3\" cellpadding=\"10\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>Campo elettrico <\/th>\n<th>Induzione magnetica <\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">10 kV\/m <\/td>\n<td align=\"center\">1 mT <\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>        <\/center><\/div>\n<h4 align=\"center\">Tabella 3<\/h4>\n<p>Oltre a ci\u00f2 il DPCM del 1992 fissava le seguenti<br \/>\n        nuove distanze minime tra i conduttori delle linee<br \/>\n        elettriche aeree ed i &#8220;fabbricati adibiti ad<br \/>\n        abitazione o ad altra attivit\u00e0 che comporta tempi di<br \/>\n        permanenza prolungati&#8221;: <\/p>\n<div align=\"center\"><center><\/p>\n<table cellspacing=\"3\" cellpadding=\"10\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>380 kV <\/th>\n<th>220 kV <\/th>\n<th>132 kV <\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td align=\"center\">28 m <\/td>\n<td align=\"center\">18 m <\/td>\n<td align=\"center\">10 m <\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>        <\/center><\/div>\n<h4 align=\"center\">Tabella 4<\/h4>\n<p>Questo aspetto del decreto fu oggetto di numerose<br \/>\n        critiche da parte di alcuni esponenti tanto dell&#8217;Azienda<br \/>\n        Elettrica quanto del mondo accademico. Esse erano basate<br \/>\n        sulla considerazione (che io condivido pienamente) che lo<br \/>\n        specificare sia limiti di intensit\u00e0 dei campi sia<br \/>\n        distanze minime non solo avrebbe potuto portare a<br \/>\n        situazioni di possibile contraddizione, ma soprattutto<br \/>\n        avrebbe mortificato qualunque tentativo di innovazione<br \/>\n        tecnologica che mirasse ad abbattere le emissioni di<br \/>\n        campo elettrico e magnetico degli elettrodotti, a parit\u00e0<br \/>\n        di tensione e corrente sulla linea. <\/p>\n<p>Le critiche ebbero forse qualche risultato, visto che<br \/>\n        pochi anni dopo (DPCM 28 settembre 1995) \u00e8 stata<br \/>\n        pubblicata una guida tecnica secondo la quale,<br \/>\n        nell&#8217;eseguire il risanamento degli elettrodotti esistenti<br \/>\n        non in regola con la norma del 1992, \u00e8 sufficiente<br \/>\n        limitarsi al solo rispetto dei valori dell&#8217;intensit\u00e0 dei<br \/>\n        campi ed ignorare la questione delle distanze minime,<br \/>\n        purch\u00e9 queste siano conformi alle normative precedenti,<br \/>\n        espresse nella Tabella 1. <\/p>\n<h3><u>Gli aspetti sanitari<\/u><\/h3>\n<p>Per questa parte della domanda, preferisco rimandare a <a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=8204\">risposte a domande precedenti<\/a> e ad altre risorse<br \/>\n        disponibili sul Web: <\/p>\n<ul>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.iroe.fi.cnr.it\/pcemni\/domarisp\/b50indx.htm\">Domande<br \/>\n          e risposte su &#8220;Pericolosit\u00e0 del campo magnetico a 50 Hz&#8221;<\/a>\n        <\/li>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.mcw.edu\/gcrc\/cop\/powerlines-cancer-FAQ\/toc.html\">Powerlines<br \/>\n          and Cancer Frequently Asked Questions<\/a> <\/li>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.niehs.nih.gov\/oc\/factsheets\/emf\/emf.htm\">Questions<br \/>\n          and Answers about Electric and Magnetic Fields Associated with the Use<br \/>\n          of Electric Power<\/a> <\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":149,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[],"class_list":["post-1534","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-campi-elettromagnetici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/149"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1534\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}