{"id":1490,"date":"-0001-11-30T00:00:00","date_gmt":"-0001-11-29T23:10:04","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1490","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1490\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere qualcosa di pi\u00f9 sulla bioremediation cio\u00e8 sulla biodecontaminazione del suolo grazie a specie vegetali (es. Lolium multiflorum)."},"content":{"rendered":"<p>I processi di <i><b>bioremediation<\/b><\/i><b><i> <\/i><\/b>o di &#8220;recupero<br \/>\n        mediato da agenti biologici&#8221;, consistono nell&#8217;uso di attivit\u00e0<br \/>\n        biologiche per la degradazione e mineralizzazione di contaminanti organici<br \/>\n        e per la rimozione di quelli inorganici dai siti inquinati.<\/p>\n<p align=\"justify\">La <i>bioremediation<\/i> \u00e8 ormai noto essere una<br \/>\n        strategia multidisciplinare assai promettente per detossificare i suoli<br \/>\n        e le acque inquinati: essa coinvolge, infatti, processi microbici o attivit\u00e0<br \/>\n        metaboliche di alcuni vegetali o le due cose insieme.<\/p>\n<p align=\"justify\">Numerosi ceppi batterici presenti nel suolo, infatti, manifestano<br \/>\n        livelli pi\u00f9 o meno elevati di resistenza ad inquinanti, come alcuni<br \/>\n        metalli pesanti, e sembrano in grado di sottrarli al sito organicandoli,<br \/>\n        rendendoli cos\u00ec meno tossici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi non \u00e8 ancora perfettamente noto il meccanismo<br \/>\n        che regola questo comportamento microbico; si sa comunque che la resistenza<br \/>\n        ai metalli pesanti che presentano questi ceppi \u00e8 codificata nel<br \/>\n        DNA plasmidiale, quindi facilmente identificabile e trasferibile anche<br \/>\n        ad altri batteri sia in natura che in laboratorio.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; inoltre stato dimostrato che alcune specie vegetali<br \/>\n        appartenenti, ad es. alla famiglia delle <i>Brassicaceae<\/i>, con i loro<br \/>\n        essudati selezionano nella rizosfera ceppi batterici che presentano un&#8217;altissima<br \/>\n        resistenza al cadmio. In questo caso si pu\u00f2 quindi parlare di biodecontaminazione<br \/>\n        combinata ad opera sia delle specie vegetali che di quelle microbiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune applicazioni di <i>bioremediation<\/i> in siti inquinati<br \/>\n        da idrocarburi si basano sull&#8217;uso di ciclodestrine come solubilizzanti<br \/>\n        per accelerare processi di degradazione da parte di popolazioni batteriche<br \/>\n        eterogenee. <br \/>\n        (cfr. <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.corep.polito.it\/diadi2000\/schede\/519.htm\"><font size=\"2\">www.corep.polito.it\/diadi2000\/schede\/519.htm<\/font><\/a><font size=\"2\">)<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0Per quello che riguarda, invece, la vera e propria<br \/>\n        <b><i>phytoremediation<\/i><\/b>, cio\u00e8 l&#8217;uso di organismi vegetali<br \/>\n        come potenziali agenti disinquinanti, sono in corso ricerche sulla <i>Fragmites<br \/>\n        australis<\/i>, o cannuccia di palude: si \u00e8 visto che questa specie<br \/>\n        possiede la capacit\u00e0 di assorbire cadmio e zinco dall&#8217;ambiente,<br \/>\n        di isolarli nei propri vacuoli e, tramite processi enzimatici a carico<br \/>\n        del gruppo delle glucotransferasi, di legarli a composti organici riducendone<br \/>\n        la tossicit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non mi sono note invece le propriet\u00e0 detossificanti<br \/>\n        della loiessa, o <i>Lolium multiflorum<\/i> a cui tu accenni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Comunque, se ti \u00e8 possibile e sei ancora interessato<br \/>\n        ad approfondire l&#8217;argomento, ti segnalo due giornate di studio organizzate<br \/>\n        dalla Societ\u00e0 Italiana della Scienza del Suolo presso la Sede Centrale<br \/>\n        dell&#8217;ENEA a Roma il 14 e 15 dicembre 2000 dal titolo &#8220;LA BIOREMEDIATION\u00a0<br \/>\n        IN ITALIA: DALLA TEORIA ALLA PRATICA&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":305,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-1490","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-smaltimento-dei-rifiuti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/305"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1490"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}