{"id":1459,"date":"2002-10-10T00:00:00","date_gmt":"2002-10-09T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1459","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1459\/","title":{"rendered":"Vorrei informazioni sul campo magnetico terrestre: direzione, verso, intensit\u00e0, la sua origine e la sua evoluzione nel tempo."},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<table width=\"690\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div style=\"text-align: center;\"> <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/7765dipolo.gif\" alt=\"\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\">In termini semplici, la Terra pu\u00f2 essere considerata un dipolo (cio\u00e8 un<br \/>\nmagnete con due poli, uno positivo e l&#8217;altro negativo). Le linee del<br \/>\ncampo magnetico si irradiano tra i poli magnetici nord e sud<br \/>\nesattamente allo stesso modo in cui si irradiano tra i poli di una<br \/>\nbarra magnetica. <strong\/><\/font><strong><strong><strong\/><\/strong><\/strong><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p><strong><strong><strong\/><\/strong><\/strong><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/7765magnetosfera.jpg\" alt=\"\"\/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\">Le particelle cariche rimangono intrappolate in queste<br \/>\nlinee di forza (proprio come la limatura di ferro) formando la <strong>magnetosfera.<\/strong><\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il campo magnetico terrestre (c.m.t) \u00e8 la forza che<br \/>\n        agisce sull&#8217;ago di una bussola, ed \u00e8 stato studiato per<br \/>\n        la prima volta, in modo sistematico, dal fisico inglese<br \/>\n        William Gilbert (1544-1603).  <br \/>\n        Il campo magnetico terrestre pu\u00f2 essere rappresentato<br \/>\n        come un dipolo geocentrico inclinato di 11\u00b030&#8242; rispetto<br \/>\n        all&#8217;asse di rotazione terrestre (modello di Gauss, 1830).<br \/>\n        Di conseguenza i poli magnetici non corrispondono ai poli<br \/>\n        geografici (definiti dall&#8217;asse di rotazione della Terra).<br \/>\n        <br \/>\n        Si chiama &#8220;campo normale&#8221; o &#8220;di<br \/>\n        Gauss&#8221; il campo corrispondente a quello teorico<br \/>\n        generato dal sopra accennato dipolo; il &#8220;campo<br \/>\n        reale&#8221; effettivamente misurato, differisce a causa<br \/>\n        delle variazioni nel tempo e delle anomalie magnetiche. <br \/>\n        In realt\u00e0 i poli magnetici reali, nord e sud, si trovano<br \/>\n        attualmente (1998) e rispettivamente a nord-ovest<br \/>\n        dell&#8217;isola di Bathurst nelle Isole della Regina<br \/>\n        Elisabetta (arcipelago artico canadese), a circa 76\u00b0 N e<br \/>\n        101\u00b0 log.W, e nella Commonwealth Bay in Antartide a<br \/>\n        circa 67\u00b0 S e 143\u00b0 log. E. <br \/>\n        Questi poli magnetici variano col tempo e non<br \/>\n        corrispondono ai &#8220;poli di Gauss&#8221; che sono<br \/>\n        quelli teorici corrispondenti al dipolo magnetico,<br \/>\n        situati quello nord a 78\u00b036&#8242; lat. N e 70\u00b06&#8242; long. W, e<br \/>\n        l&#8217;altro esattamente agli antipodi. <br \/>\n        La direzione del c.m.t. \u00e8 in generale quella delle linee<br \/>\n        di forza del dipolo, ma in realt\u00e0 per definire il c.m.t.<br \/>\n        sono indispensabili 7 elementi, che sono: l&#8217;inclinazione<br \/>\n        I (angolo che il c.m.t. forma con il piano orizzontale);<br \/>\n        la declinazione D (angolo che la direzione del Nord<br \/>\n        magnetico forma con quella del Nord geografico); la<br \/>\n        componente H del c.m.t. secondo il piano orizzontale,<br \/>\n        detta &#8220;componente orizzontale&#8221;; la componente Z<br \/>\n        del c.m.t. secondo la verticale (componente verticale);<br \/>\n        la componente X secondo il meridiano geografico<br \/>\n        (componente Nord); la componente Y del c.m.t. <br \/>\n        secondo il parallelo geografico passante per O, detta<br \/>\n        componente Est). <br \/>\n        In generale, semplificando, il c.m.t. si pu\u00f2<br \/>\n        rappresentare con un vettore che viene individuato dalla<br \/>\n        misura di tre grandezze: declinazione, inclinazione e<br \/>\n        intensit\u00e0 totale del campo, che pu\u00f2 essere divisa nelle<br \/>\n        sue componenti orizzontale e verticale (vedi descrizione<br \/>\n        sopra). <br \/>\n        Per quel che riguarda il verso, il segno di I \u00e8 positivo<br \/>\n        se il polo Nord dell&#8217;ago della bussola sta sotto<br \/>\n        all&#8217;orizzonte (come capita generalmente nell&#8217;emisfero<br \/>\n        boreale), e negativa nel caso opposto. La Z ha lo stesso<br \/>\n        segno dell&#8217;inclinazione I, per cui sar\u00e0 positiva se<br \/>\n        rivolta verso l&#8217;interno della Terra, e negativa nel caso<br \/>\n        contrario. La D \u00e8 positiva se l&#8217;estremit\u00e0 dell&#8217;ago<br \/>\n        rivolta verso il Nord magnetico si trova ad Est del<br \/>\n        meridiano geografico passante per il centro dell&#8217;ago (in<br \/>\n        tal caso si parla di &#8220;declinazione orientale&#8221;),<br \/>\n        e negativa se l&#8217;estremit\u00e0 dell&#8217;ago diretto a Nord sta ad<br \/>\n        ovest del meridiano geografico passante per il centro<br \/>\n        dell&#8217;ago (declinazione occidentale). <br \/>\n        Per quel che riguarda l&#8217;intensit\u00e0 del campo magnetico<br \/>\n        terrestre, esso varia dai poli (dove \u00e8 misurato in circa<br \/>\n        0,75 gauss) all&#8217;equatore (magnetico) dove scende a circa<br \/>\n        0,35 gauss (valore medio). (Il Gauss [G] \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 di<br \/>\n        misura dell&#8217;induzione magnetica nel sistema CGS<br \/>\n        elettromagnetico, e <br \/>\n        corrisponde a 0,0001 tesla). In ogni caso il c.m.t. \u00e8<br \/>\n        molto irregolare, esistendo zone anomale in cui si<br \/>\n        superano i 3 gauss, e zone in cui si scende a 0,25 gauss.<br \/>\n        <br \/>\n        L&#8217;origine del c.m.t. \u00e8 dovuta per il 95% alla struttura<br \/>\n        dell&#8217;interno della Terra, mentre il restante 5% \u00e8 dovuto<br \/>\n        agli effetti di corpuscoli elettrizzati provenienti dal<br \/>\n        Sole e subordinatamente ai fenomeni elettrici che si<br \/>\n        producono nell&#8217;atmosfera). Per quel che riguarda<br \/>\n        l&#8217;origine del c.m.t. dovuta alla struttura interna della<br \/>\n        Terra, una delle teorie pi\u00f9 apprezzate \u00e8 quella delle<br \/>\n        &#8220;correnti termoelettriche&#8221;. Esse sono originate<br \/>\n        per effetto termoelettrico, a causa della disomogeneit\u00e0<br \/>\n        termica delle <br \/>\n        diverse parti del nucleo. L&#8217;ipotesi non \u00e8 stata<br \/>\n        accettata per spiegare interamente l&#8217;intensit\u00e0 del<br \/>\n        c.m.t. L&#8217;ipotesi pi\u00f9 attuale ed accettabile \u00e8 la cos\u00ec<br \/>\n        detta ipotesi della &#8220;dinamo autoeccitata&#8221; (una<br \/>\n        dinamo cio\u00e8 che utilizza la corrente da essa stessa<br \/>\n        prodotta per eccitarsi). Traslando questo modello al caso<br \/>\n        della Terra, a giocare un ruolo fondamentale sarebbe la<br \/>\n        presenza di moti convettivi nella parte esterna e fluida<br \/>\n        del nucleo. La presenza di un nucleo metallico interno e<br \/>\n        di moti convettivi nel suo <br \/>\n        involucro fluido pi\u00f9 esterno sembra essere una<br \/>\n        condizione indispensabile per la presenza di un campo<br \/>\n        magnetico, in un dato pianeta. Nel nostro sistema solare,<br \/>\n        non tutti i pianeti presentano un campo magnetico. Marte<br \/>\n        e Venere per esempio sembrano esserne privi oppure il<br \/>\n        campo magnetico non \u00e8 sufficientemente intenso da poter<br \/>\n        essere misurato dagli strumenti. La Luna <br \/>\n        ha mostrato l&#8217;esistenza di un debolissimo campo<br \/>\n        magnetico, probabilmente residuo di un campo magnetico<br \/>\n        pi\u00f9 intenso durato sino a circa 3 miliardi di anni fa.<br \/>\n        Le misurazioni della sonda Mariner 10 hanno mostrato che<br \/>\n        Mercurio possiede un campo magnetico la cui intensit\u00e0 \u00e8<br \/>\n        circa 1\/100 di quello terrestre.  <br \/>\n        Il campo magnetico terrestre non \u00e8 costante, ma varia<br \/>\n        col tempo. Le principali variazioni sono le seguenti:<br \/>\n        variazioni diurne: sono quelle che avvengono nell&#8217;arco<br \/>\n        delle 24 ore. Esse dipendono dalla latitudine e dall&#8217;ora;<br \/>\n        esistono poi variazioni mensili, annuali e<br \/>\n        secolari.  <br \/>\n        Sono state riconosciute variazioni cicliche sia di 27<br \/>\n        giorni (probabilmente dovute all&#8217;interazione<br \/>\n        ionosfera-Luna) sia di 11 anni, associate all&#8217;attivit\u00e0<br \/>\n        ciclica solare. <br \/>\n        Esistono inoltre delle variazioni irregolari. Queste sono<br \/>\n        frequenti e sono dovute a disturbi magnetici. Se i<br \/>\n        disturbi sono molto intensi e distribuiti nell&#8217;intero<br \/>\n        pianeta allora si parla di tempeste magnetiche, pi\u00f9<br \/>\n        frequenti ed intense alle elevate latitudini. Esistono<br \/>\n        poi perturbazioni minori del campo magnetico terrestre,<br \/>\n        per esempio le tempeste magnetiche polari, le<br \/>\n        &#8220;baie&#8221; (cos\u00ec dette poich\u00e8 nelle registrazioni<br \/>\n        presentano un andamento a profonda insenatura) e le<br \/>\n        micropulsazioni. <br \/>\n        Con il termine di &#8220;anomalie magnetiche&#8221; si<br \/>\n        intendono le differenze fra il campo magnetico reale,<br \/>\n        quello che viene effettivamente misurato, ed il<br \/>\n        &#8220;campo normale&#8221;: in alcune zone della<br \/>\n        superficie terrestre queste differenze sono notevoli,<br \/>\n        essendo dovute oltre alle variazioni dell&#8217;intensit\u00e0 del<br \/>\n        campo nel tempo, anche e soprattutto al fatto che il<br \/>\n        nostro pianeta non \u00e8 uniformemente magnetizzato. Le<br \/>\n        anomalie magnetiche locali possono essere dovute alla<br \/>\n        presenza nella superficie o nel sottosuolo di giacimenti<br \/>\n        di rocce magnetiche, contenenti minerali di ferro.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":174,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-1459","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/174"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1459"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1459\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}