{"id":1458,"date":"2002-10-10T00:00:00","date_gmt":"2002-10-09T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1458","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1458\/","title":{"rendered":"Vorrei informazioni sul passaggio Plio-Pleistocene. Sull&#8217;inversione magnetica di Riss e sui cambiamenti climatici (glaciazioni) del Pliocene."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"\/>\n<table width=\"\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" align=\"center\" _moz_resizing=\"true\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\"><b><br \/><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/7764InversioneMagnetica.jpg\" alt=\"\"\/><\/b><\/font><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"1\"><b>Una simulazione dell&#8217;inversione dei poli magnetici. Ossia quando i<br \/>\ncampi magnetici situati a nord e a sud, cambiano posizione rispetto<br \/>\nalla superficie terrestre.<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><br type=\"_moz\"\/><\/p>\n<p> <\/td>\n<td>\u00a0<font size=\"1\"><b><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/spaw\/image\/geologia\/7725Inversionemagnetismo.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><\/b><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"1\"><b>Le inversioni magnetiche negli ultimi 4,5 milioni di anni<\/b><\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il Pliocene \u00e8 l&#8217;ultimo periodo dell&#8217;era cenozoica (o<br \/>\n        Terziario, come preferiscono dire i geologi) ed al suo<br \/>\n        termine (circa 1,8 milioni di anni fa) ha inizio l&#8217;era<br \/>\n        neozoica (o Quaternario) con il suo primo periodo, il <br \/>\n        Pleistocene. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio Pliocene-Pleistocene \u00e8 caratterizzato da<br \/>\n        un intervallo posto a cavallo tra il Pliocene superiore<br \/>\n        ed il Pleistocene inferiore, il Villafranchiano. Secondo<br \/>\n        molti geologi questo piano <br \/>\n        stratigrafico (che deve il suo nome agli affioramenti di<br \/>\n        Villafranca d&#8217;Asti) rappresenterebbe in realt\u00e0 l&#8217;inizio<br \/>\n        del Quaternario; esso in ogni caso \u00e8 caratterizzato da<br \/>\n        sedimenti di facies continentale contenenti forme di<br \/>\n        neocomparsa tra le quali mammiferi come Mastodon<br \/>\n        arvernensis, Elephas meridionalis, Rhinoceros etruscus,<br \/>\n        Equus stenonis, ecc.\u00a0 <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sedimenti continentali sarebbero da correlare<br \/>\n        con i sedimenti di facies marina del Calabriano (sia nel<br \/>\n        Villafranchiano che nel Calabriano troviamo i resti di<br \/>\n        Elephas meridionalis), primo periodo marino del<br \/>\n        Quaternario europeo. <br \/>\n        Durante il Villafranchiano superiore (quindi gi\u00e0 nel<br \/>\n        Pleistocene inferiore) si ebbe un&#8217;importante<br \/>\n        trasgressione marina, che interess\u00f2 l&#8217;intero<br \/>\n        pianeta.\u00a0 <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine del Pliocene e l&#8217;inizio del Pleistocene si<br \/>\n        verificarono numerosi ed importanti eventi nella storia<br \/>\n        biologica del nostro pianeta. <br \/>\n        Durante il Pliocene compaiono le evoluzioni del cavallo<br \/>\n        preistorico: in America compare il Pliohippus. Compaiono<br \/>\n        anche i camelidi che con il genere Camelus emigrano<br \/>\n        nell&#8217;Eurasia (dove daranno origine ai bovidi). Compaiono<br \/>\n        elefantidi (Stegodon) e si evolvono ulteriormente i<br \/>\n        mastodonti. Tra gli sdentati, i gliptodonti e Megatherium<br \/>\n        emigrano verso le latitudini settentrionali, dove<br \/>\n        rimarranno sino al Pleistocene.\u00a0 <br \/>\n        Complessivamente, tra il Pliocene ed il Pleistocene la<br \/>\n        Terra ospita gi\u00e0 oltre l&#8217;80% delle famiglie di mammiferi<br \/>\n        esistenti attualmente. <br \/>\n        Con il passare del tempo, nel Pliocene osserviamo un<br \/>\n        abbassamento graduale\u00a0 della temperatura, per cui<br \/>\n        molte specie vegetali europee (per esempio, le palme)<br \/>\n        scomparvero quasi completamente. Nel Pliocene compare<br \/>\n        l&#8217;Homo abilis e gi\u00e0 nel Pleistocene basale troviamo i<br \/>\n        primi resti dell&#8217;Homo erectus, <br \/>\n        antenato di quell&#8217;Homo sapiens dal quale discendiamo<br \/>\n        direttamente. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno dell&#8217;inversione del campo magnetico<br \/>\n        terrestre non \u00e8 legato ad un periodo glaciale<br \/>\n        particolare, come il Riss; si tratta di un fenomeno\u00a0<br \/>\n        strettamento connesso alla teoria mobilistica della<br \/>\n        Tettonica a placche (Plate tectonics) e all&#8217;espansione<br \/>\n        dei fondi oceanici. Al centro dell&#8217;oceano Atlantico<br \/>\n        esiste una gigantesca dorsale, che si estende per<br \/>\n        migliaia di chilometri in direzione N-S, tra l&#8217;Islanda a<br \/>\n        Nord e l&#8217;Isola di Bouvet a sud. In corrispondenza di<br \/>\n        questa dorsale (detta medio-oceanica poich\u00e8 taglia in<br \/>\n        due parti l&#8217;oceano) si ha vulcanismo sottomarino con<br \/>\n        produzione continua di crosta basaltica. Negli anni<br \/>\n        sessanta le teorie di H.Hess e di F.Vine e D.H.Mattews<br \/>\n        introdussero la Tettonica delle Placche, <br \/>\n        la quale riprendeva strettamente le conclusioni a cui era<br \/>\n        arrivato, negli anni venti, il tedesco Alfred Wegener.<br \/>\n        Una delle prove pi\u00f9 consistenti dell&#8217;espansione della<br \/>\n        crosta oceanica fu la scoperta delle inversioni<br \/>\n        magnetiche: in pratica si \u00e8 scoperto che i due poli<br \/>\n        magnetici terrestri si invertono periodicamente, per<br \/>\n        motivi ancora poco certi, e questa inversione viene<br \/>\n        registrata a livello microscopico nelle rocce basaltiche,<br \/>\n        i cui minerali magnetici si dispongono secondo le linee<br \/>\n        di campo magnetico del <br \/>\n        periodo della loro consolidazione. I fondali oceanici<br \/>\n        dell&#8217;Atlantico mostrano una struttura a<br \/>\n        &#8220;strisce&#8221;, nel senso che allontanandosi<br \/>\n        dalla\u00a0 dorsale il magnetismo delle rocce basaltiche<br \/>\n        del fondo mostrano una <br \/>\n        polarit\u00e0 ora positiva, ora negativa (i minerali<br \/>\n        ferromagnetici ad abito allungato mostrano orientamenti a<br \/>\n        180\u00b0 tra di loro). Poich\u00e8 i basalti atlantici hanno<br \/>\n        et\u00e0 comprese tra 180 milioni di anni e l&#8217;attuale, ci\u00f2 <br \/>\n        significa che almeno dal Giurassico sino ad oggi i due<br \/>\n        poli magnetici (che non corrispondono ai poli geografici,<br \/>\n        corripondenti ai punti in cui l&#8217;asse di rotazione della<br \/>\n        Terra interseca la superficie, ma ne sono un poco<br \/>\n        discostati venendo a cadere, quello nord in prossimit\u00e0<br \/>\n        dell&#8217;arcipelago artico canadese, quello sud presso il<br \/>\n        mare di d&#8217;Urville in Antartide) hanno invertito numerose<br \/>\n        volte la loro posizione. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cambiamenti climatici del Pliocene non includono<br \/>\n        veri e propri periodi glaciali (ma solo brevi periodi di<br \/>\n        clima pi\u00f9 freddo), i quali si verificheranno invece<br \/>\n        numerosi nel corso del Pleistocene. Il Pliocene ha <br \/>\n        inizio circa 5 milioni di anni fa ed \u00e8 inizialmente<br \/>\n        caratterizzato da un&#8217;estesa ed importante trasgressione<br \/>\n        marina; il mare invase quasi tutte le regioni del bacino<br \/>\n        mediterraneo, lasciando libere soltanto le dorsali <br \/>\n        maggiori (es. in Italia, le Alpi e gli Appennini).<br \/>\n        Intorno alla fine del Pliocene si verificano diverse<br \/>\n        piccole fasi regressive, con il ritiro del mare ed il<br \/>\n        sollevamento di diverse regioni. La temperatura media si<br \/>\n        abbassa progressivamente preparando in un certo senso la<br \/>\n        strada alle grandi glaciazioni del Quaternario.\u00a0 <br \/>\n        C&#8217;\u00e8 da aggiungere che la calotta di ghiaccio antartica<br \/>\n        cominci\u00f2 a formarsi, secondo gli studi dei glaciologi e<br \/>\n        dei geologi, circa cinque milioni e mezzo di anni fa,<br \/>\n        cio\u00e8 alla fine del Miocene ed a cavallo con il Pliocene.\n        <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il Pleistocene, primo periodo del Quaternario<br \/>\n        (del quale\u00a0 costituisce circa il 99% del totale: il<br \/>\n        periodo attuale, l&#8217;Olocene, ha poco pi\u00f9 di 10 mila anni<br \/>\n        di et\u00e0), si ebbero numerose glaciazioni. In Europa esse<br \/>\n        prendono in genere il nome dal Danubio (Donau) e da suoi<br \/>\n        affluenti: le principali sono la glaciazione di Donau, di<br \/>\n        Gunz, di Mindel, Riss e W\u00fcrm (la glaciazione del W\u00fcrm<br \/>\n        deve il suo nome ad un emissario del lago tedesco di<br \/>\n        Starnberg). L&#8217;ultima glaciazione, quella del W\u00fcrm \u00e8<br \/>\n        terminata 10-12.000 <br \/>\n        anni fa e segna l&#8217;inizio dell&#8217;attuale periodo geologico,<br \/>\n        l&#8217;Olocene, e per gli archeologi il passaggio tra il<br \/>\n        paleolitico ed il Neolitico. Le glaciazioni<br \/>\n        pleistoceniche si alternano a periodi pi\u00f9 caldi,<br \/>\n        caratterizzati <br \/>\n        da un generale sollevamento del livello marino. Queste<br \/>\n        fasi, dette interglaciali, e le fasi glaciali, vengono<br \/>\n        facilmente riconosciute, in uno strato geologico<br \/>\n        sedimentario, dalla presenza dei fossili di forme di vita<br \/>\n        <br \/>\n        marine tipicamente adattate a climi caldi o freddi. Per<br \/>\n        esempio, i livelli corrispondenti ai periodi freddi sono<br \/>\n        riconoscibili dalla presenza di molluschi bivalvi come<br \/>\n        Arctica islandica, Mya truncata e gasteropodi come<br \/>\n        Buccinum undatum, mentre i periodi pi\u00f9 caldi sono<br \/>\n        caratterizzati dalla presenza di organismi di mare pi\u00f9<br \/>\n        caldo, come per esempio i molluschi gasteropodi Strombus<br \/>\n        bubonius e Conus guinaicus ed il bivalve Mytilus<br \/>\n        senegalensis (attualmente forme simili si ritrovano in<br \/>\n        vita lungo le coste del Senegal). Periodi interglaciali<br \/>\n        caldi hanno permesso la vita, in Europa, di mammiferi<br \/>\n        come ippopotami e scimmie, come attestato dalla<br \/>\n        documentazione fossile. Anche se non esiste un accordo<br \/>\n        unanime tra i geologi e stratigrafi del Quaternario, il<br \/>\n        Pleistocene in Europa viene suddiviso, oltre che nella<br \/>\n        cinque grandi glaciazioni (Donau, Gunz, Mindel, Riss e<br \/>\n        W\u00fcrm) nei piani di facies marina Calabriano, Emiliano,<br \/>\n        Siciliano, Milazziano e Tirreniano. <br \/>\n        Durante i periodi glaciali si ebbe un&#8217;espansione notevole<br \/>\n        dei ghiacciai. <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche durante i periodi interglaciali di clima pi\u00f9<br \/>\n        mite la temperatura si \u00e8 mantenuta sempre piuttosto<br \/>\n        rigida. Durante le fasi glaciali pi\u00f9 intense i ghiacciai<br \/>\n        sono arrivati a ricoprire un terzo delle aree<br \/>\n        continentali, con un&#8217;estensione pari a circa tre volte<br \/>\n        quella dei ghiacciai attuali. In Europa nel corso<br \/>\n        dell&#8217;ultima glaciazione (quella cio\u00e8 del W\u00fcrm) i<br \/>\n        ghiacciai sono arrivati a coprire buona parte dell&#8217;area<br \/>\n        alpina (i laghi dell&#8217;Italia settentrionale come il<br \/>\n        Maggiore, Garda ecc., sono il risultato dell&#8217;escavazione<br \/>\n        di enormi truogoli glaciali da parte degli antichi<br \/>\n        ghiacciai alpini pleistocenici), e buona parte<br \/>\n        dell&#8217;Inghilterra. Un enorme coltre di ghiaccio<br \/>\n        (inlandsis) ricopr\u00ec l&#8217;Europa settentrionale, la Germania<br \/>\n        settentrionale ed in America, gli Stati Uniti sino alla<br \/>\n        zona dei Grandi Laghi.\u00a0 <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una curiosit\u00e0: in epoca storica si considera il<br \/>\n        periodo compreso tra il 1350 ed il 1860, come un piccolo<br \/>\n        periodo glaciale: la temperatura in Europa era cos\u00ec<br \/>\n        rigida da lasciarne traccia in tutti i testi e le<br \/>\n        testimonianze scritte dell&#8217;epoca. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":174,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-1458","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/174"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1458\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}