{"id":1456,"date":"2002-10-10T00:00:00","date_gmt":"2002-10-09T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1456","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1456\/","title":{"rendered":"Desidero avere informazioni tecniche sotto il profilo geologico relativamente agli smottamenti avvenuti i giorni scorsi in Campania nel territorio di Sarno."},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/7761frane.jpg\" alt=\"\"\/><br \/><font size=\"1\" style=\"font-weight: bold;\">Figura che illustra i vari tipi di frane.<\/font><br type=\"_moz\"\/><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le frane di fango che hanno sconvolto il territorio campano rientrano<br \/>\nnella categoria degli smottamenti: si tratta della discesa gravitativa,<br \/>\ntalvolta caotica, di materiali rocciosi, suoli argillosi e pi\u00f9 o<br \/>\nmeno incoerenti, lungo il versante di un rilievo montuoso o collinoso.\u00a0<br \/>\n<br \/>Le cause sono da ricercarsi generalmente nell&#8217;imbibizione di acqua,<br \/>\ne la distruzione del manto vegetale ed il disboscamento possono risultare<br \/>\nun fattore determinante.<br \/>\n<br \/>In queste frane per colata i movimenti e le deformazioni dei materiali<br \/>\ndi degradazione, ed i detriti incoerenti, presentano un comportamento analogo<br \/>\na quello dei fluidi viscosi. Si tratta di dissesti di portata varia, che<br \/>\ninteressano materiali sia imbibiti d&#8217;acqua, sia secchi. Il distacco \u00e8<br \/>\ngeneralmente improvviso, il movimento da lento diventa rapido.<br \/>\n<br \/>I segni premonitori della possibilit\u00e0 di tali eventi disastrosi<br \/>\nsono numerosi, e in genere, all&#8217;occhio di un geologo esperto, inequivocabili<br \/>\ne allarmanti. Purtroppo l&#8217;Italia, pur essendo un paese ad altissimo rischio<br \/>\n<br \/>sismico ed idrogeologico, manca di una pur minima cultuta geologica,<br \/>\nper cui questi segni premonitori non vengono in genere considerati come<br \/>\ndovrebbero.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il territorio intorno a Sarno \u00e8 caratterizzato da rilievi con<br \/>\nversanti pericolosamente ripidi, ricoperti di macchia mediterranea. Per<br \/>\nquesta ragione si pu\u00f2 escludere il disboscamento quale causa determinante<br \/>\ndegli smottamenti del 4-5 maggio 1998.\u00a0<br \/>\n<br \/>Piuttosto, le ragioni delle frane sono da ricercarsi principalmente<br \/>\nin due condizioni particolarmente sfavorevoli: da una parte la natura geologica<br \/>\ndei rilievi, con formazioni piroclastiche (in parte incoerenti o<br \/>\n<br \/>pseudocoerenti, facilmente impregnabili da parte delle acque meteoriche)<br \/>\nassociate a bancate calcaree inclinate, dall&#8217;altra l&#8217;elevata pendenza dei<br \/>\nversanti, che ha favorito il rapido scivolamento (o colamento) dei terreni<br \/>\nfangosi verso valle.<br \/>\n<br \/>Inoltre l&#8217;ubicazione irrazionale ed imprudente dei centri abitati pedemontani<br \/>\nha fatto in modo che essi venissero investiti inevitabilmente dai prodotti<br \/>\ndello smottamento. Alle condizioni sfavorevoli<br \/>\n<br \/>sopra riportate si sono associate abbondanti piogge, che imbibendo<br \/>\ni terreni, ne hanno accentuato la plasticit\u00e0 producendo lo smottamento.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Italia del resto non \u00e8 aliena a fatti del genere. Sono stati<br \/>\nraccolti dati dai quali emerge che nel periodo compreso tra il 1918 ed<br \/>\nil 1994 l&#8217;Italia \u00e8 stata interessata da circa 17.186 eventi franosi<br \/>\ne gli archivi<br \/>\n<br \/>hanno raccolto 7.178 informazioni relative a piene verificatesi nello<br \/>\nstesso lasso di tempo. Le informazioni in possesso si riferiscono ad oltre<br \/>\n15.000 localit\u00e0 di cui 9.069 colpite da frane e 6.440 colpite da<br \/>\npiene. Esistono 2.578 localit\u00e0 che sono state colpite da frane e<br \/>\n2.283 siti colpiti da<br \/>\n<br \/>inondazioni almeno due volte. Il 66.8% dei comuni italiani sono stati<br \/>\ncolpiti o da frane (47.6%) o da inondazioni (42.7%).\u00a0<br \/>\n<br \/>Nella sola Campania sono stati segnalati 1.639 eventi franosi, i quali<br \/>\nhanno.interessato oltre cinquecento localit\u00e0. Inoltre sono state<br \/>\nsegnalate circa 350 inondazioni. Gli eventi, ripartiti per provincia, sono<br \/>\nstati: Avellino (445 frane, 37 inondazioni); Benevento (236 frane, 50 inondazioni);<br \/>\nCaserta (67 frane, 84 inondazioni); Napoli (410 frane, 90 inondazioni);<br \/>\nSalerno (463 frane, 88 inondazioni).\u00a0<br \/>\n<br \/>Per quel che riguarda in particolare la zona intorno a Sarno (Salerno)<br \/>\ngi\u00e0 a partire dai primi anni sessanta sono stati osservati fenomeni<br \/>\nfranosi: nel 21 febbraio 1963 viene descritta una frana che si stacca dalla<br \/>\ncollina sovrastante la cittadina. Le cause sono individuate nelle piogge<br \/>\nabbondanti<br \/>\n<br \/>che hanno interessato tutta la regione e che, tra l\u2019altro, hanno provocato<br \/>\nl&#8217;esondazione del Fiume Sarno. Un altro evento fu registrato il 9 gennaio<br \/>\n1968 (ci fu una vittima). Il movimento franoso venne descritto come una<br \/>\ncolata di terra, con velocit\u00e0 molto rapida. Le cause innescanti<br \/>\nvennero attribuite ancora una volta alle abbondanti piogge che interessarono<br \/>\ngran parte dell&#8217;Italia meridionale ed allo stato di saturazione del terreno,<br \/>\ninteressato da una profonda alterazione. Il 18 giugno del 1993 vengono<br \/>\n<br \/>segnalati fenomeni di subsidenza (abbassamento progressivo di una regione)<br \/>\ncorrelati alla captazione delle acque di falda. Venne anche denunciata<br \/>\nuna situazione di preoccupante instabilit\u00e0 nella zona pedemontana,<br \/>\ninteressata da discariche abusive, cave, fenomeni di intensa erosione,<br \/>\nvaste aree<br \/>\n<br \/>disboscate: tutte queste situazioni furono ritenute tali da poter favorire<br \/>\nl&#8217;innesco di numerose frane.<br \/>\n<br \/>Nell&#8217;abitato di Bracigliano (Sa) a 320 metri di quota nella valle del<br \/>\nSarno, a partire dal 1992 furono raccolte diverse notizie relative ad eventi<br \/>\ndi frana.<br \/>\n<br \/>Nell&#8217;ottobre del 1992, sempre lungo la valle del Sarno, vennero segnalate<br \/>\ndiverse frane, le quali causarono ingenti danni alla viabilit\u00e0;<br \/>\nquesti fenomeni furono predisposti a seguito di intense precipitazioni<br \/>\nestese a tutto il salernitano. Un secondo evento di frana fu riportato<br \/>\nil 27 dicembre del 1993; in questo caso si ebbe l&#8217;interruzione della viabilit\u00e0:<br \/>\nle cause furono ricercate ancora una volta nelle intense precipitazioni<br \/>\nche interessarono l&#8217;intera provincia di Salerno. Dai dati storici disponibili<br \/>\nemerge che l&#8217;area \u00e8 storicamente soggetta a dissesti, alcuni dei<br \/>\nquali si sono verificati con tipologie simili a quelli occorsi nel maggio<br \/>\ndi quest&#8217;anno.\u00a0<br \/>\n<br \/>Nell&#8217;ottobre del 1954 il salernitano fu interessato da un rovinoso<br \/>\nevento di piena a causa del quale persero la vita oltre 290 persone (tra<br \/>\nmorti e dispersi). In precedenza si registrarono oltre cinquecento millimetri<br \/>\ndi pioggia, il valore pi\u00f9 altro da diverse decine di anni. Gli studiosi<br \/>\nstanno attualmente cercando analogie tra la sciagura di salerno del 1954<br \/>\ne quella di Sarno di qualche settimana fa. Per l&#8217;area colpita, infatti,<br \/>\ni cataloghi storici non contengono informazioni relative ad eventi di intensit\u00e0<br \/>\ned estensione paragonabili a quelle verificatesi di recente. La mancanza<br \/>\ndi fenomenologie franose recenti (e quindi di una memoria diretta di disastri<br \/>\ndi questo genere) pu\u00f2 spiegare l&#8217;incuria con la quale \u00e8 stata<br \/>\ndiretta<br \/>\n<br \/>l&#8217;urbanizzazione alle pendici dei rilievi collinari nei quali si sono<br \/>\ninnescati gli smottamenti.\u00a0<br \/>\n<br \/>Questi dati sono tratti dal sistema informativo del GNDCI (Gruppo Nazionale<br \/>\ndi Difesa dalla catastrofi Idrogeologiche) del CNR. <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":174,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-1456","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1456","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/174"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1456"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1456\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}