{"id":1448,"date":"2005-07-03T00:00:00","date_gmt":"2005-07-02T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1448","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1448\/","title":{"rendered":"Sul magnetismo terrestre.\r\nDa che cosa \u00e8 determinato l&#8217;orientamento nord -sud del magnetismo terrestre?\r\nCosa si intende per rovesciamento nord &#8211; sud del polo magnetico della terra?\r\nCome e perch\u00e8 pu\u00f2 accadere?\r\nChe ripercussioni pu\u00f2 comportare? Ha un andamento strettamente ciclico e\r\nquindi temporalmente prevedibile?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esistenza di un campo magnetico terrestre (c.m.t.)<br \/>\n        viene evidenziata principalmente attraverso l&#8217;azione<br \/>\n        esercitata su qualunque dipolo magnetico presente in<br \/>\n        prossimit\u00e0 della superficie. Le prime teorie sul c.m.t.<br \/>\n        furono proposte nel &#8216;600 da William Gilbert, e modificate<br \/>\n        e perfezionate nella prima met\u00e0 del secolo scorso dal<br \/>\n        matematico e fisico tedesco Karl Friedrich Gauss.<\/p>\n<table cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"0\" style=\"width: 632px; height: 18px; text-align: left; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"text-align: justify;\">Secondo le ipotesi pi\u00f9 recenti (gi\u00e0 avanzate a suo<br \/>\n        tempo da Gauss) circa l&#8217;80% del campo magnetico totale<br \/>\n        misurato sulla superficie terrestre pu\u00f2 essere spiegato<br \/>\n        assimilando il nostro pianeta ad un dipolo geocentrico<br \/>\n        (cio\u00e8 con un centro coincidente a quello della Terra)<br \/>\n        inclinato di 11\u00b030&#8242; rispetto all&#8217;asse di rotazione<br \/>\n        (campo magnetico dipolare).\u00a0 <br \/>\n        Per questo motivo i poli magnetici non corrispondono a<br \/>\n        quelli geografici.\u00a0 Infatti attualmente (la<br \/>\n        posizione dei poli magnetici \u00e8 variabile nel tempo) il<br \/>\n        polo nord magnetico \u00e8 situato presso l&#8217;isola di Bathurst<br \/>\n        nell&#8217;arcipelago artico canadese (78\u00b031&#8242; N, 75\u00b0 E)<br \/>\n        mentre il polo sud magnetico \u00e8 situato al largo delle<br \/>\n        coste dell&#8217;Antartide nel mare d&#8217;Urville (78\u00b030&#8242; S, 110\u00b0<br \/>\n        E). <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n        Il restante 20% del campo magnetico totale \u00e8 irregolare,<br \/>\n        varia cio\u00e8 nello spazio e nel tempo, e sembra avere<br \/>\n        origine dalle profondit\u00e0 della Terra.\u00a0 <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ipotesi, confermata dalle misurazioni, di un campo<br \/>\n        magnetico dipolare spiega quindi il perch\u00e9<br \/>\n        dell&#8217;orientamento grosso modo nord-sud delle linee di<br \/>\n        forza del c.m.t.: linee di forza secondo le quali si<br \/>\n        dispongono tutti i magneti pi\u00f9 piccoli e liberi di<br \/>\n        muoversi attorno ad un asse verticale, come per esempio<br \/>\n        gli aghi delle bussole. <br \/>\n        Le rocce magmatiche contengono spesso minerali ferriferi<br \/>\n        e comunque magnetici, in grado di disporsi secondo la<br \/>\n        direzione del campo magnetico presente all&#8217;epoca del loro<br \/>\n        raffreddamento. Tenendo conto degli spostamenti dei<br \/>\n        continenti come previsto dalla moderna Tettonica delle<br \/>\n        Placche, la determinazione dell&#8217;orientamento dei minerali<br \/>\n        magnetici delle rocce magmatiche consolidatesi milioni di<br \/>\n        anni fa, ha consentito ai geologi e geofisici di<br \/>\n        ipotizzare il periodico capovolgimento della polarit\u00e0<br \/>\n        del c.m.t. In pratica, il c.m.t. non solo \u00e8 tutt&#8217;altro<br \/>\n        che stazionario (infatti, gli spostamenti dei poli<br \/>\n        magnetici sono ben misurabili e prevedibili e le carte<br \/>\n        topografiche devono tenerne conto a distanza di pochi<br \/>\n        anni), ma inverte la sua polarit\u00e0 con periodi di decine<br \/>\n        di migliaia di anni (eventi di polarit\u00e0 magnetica) e di<br \/>\n        centinaia di milioni di anni (epoche di polarit\u00e0<br \/>\n        magnetica). Ci\u00f2 significa che almeno negli ultimi 100<br \/>\n        milioni di <br \/>\n        anni il c.m.t. deve aver invertito la propria polarit\u00e0<br \/>\n        un buon numero di volte, come di fatto indicano i dati<br \/>\n        paleomagnetici ottenuti dall&#8217;analisi delle rocce<br \/>\n        magmatiche. <br \/>\n        Anche l&#8217;intensit\u00e0 totale del c.m.t. varia nel tempo,<br \/>\n        poich\u00e8 varia la sua componente irregolare, di circa 10<br \/>\n        nano Tesla all&#8217;anno (1 nT = 10.000 Gauss). <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n        <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni di tale periodica inversione di polarit\u00e0<br \/>\n        del c.m.t. sono ancora sconosciute, anche se sono state<br \/>\n        avanzate diverse ipotesi. Una spiegazione basata sul<br \/>\n        modello della dinamo a due dischi accoppiati fu proposta<br \/>\n        da R.Rikitake (1958). A.Cox (1968) svilupp\u00f2 invece un<br \/>\n        modello (probabilistico) che, sfruttando come base il<br \/>\n        modello di Rikitake, avanz\u00f2 l&#8217;ipotesi che le variazioni<br \/>\n        di polarit\u00e0 del c.m.t. fossero dovute all&#8217;interazione<br \/>\n        tra oscillazioni costanti e processi casuali, dovuti<br \/>\n        anche alla presenza, al <br \/>\n        confine tra mantello e nucleo terrestre, di una serie di<br \/>\n        dipoli responsabili della parte irregolare del campo<br \/>\n        magnetico. All&#8217;inversione di polarit\u00e0 del c.m.t.<br \/>\n        contribuirebbe il moto di rotazione della Terra, le cui<br \/>\n        forze di Coriolis tenderebbero a rinforzare sempre il<br \/>\n        campo esistente in un dato istante. Nelle fasi di<br \/>\n        oscillazione di intensit\u00e0 del campo magnetico, e quando<br \/>\n        l&#8217;intensit\u00e0 si approssima allo zero, \u00e8 possibile che il<br \/>\n        campo associato ai dipoli eccentrici sia maggiore e di<br \/>\n        segno opposto al campo del dipolo centrale. Si<br \/>\n        produrrebbe in questo modo una inversione di polarit\u00e0,<br \/>\n        rafforzata dalle forze della rotazione della Terra (forze<br \/>\n        di Coriolis).\u00a0 <br \/>\n        La probabilit\u00e0 che si abbia una inversione della<br \/>\n        polarit\u00e0 durante un intero periodo di oscillazione (di<br \/>\n        intensit\u00e0) del c.m.t. \u00e8 dello 0,05. <br \/>\n        Conseguentemente, \u00e8 prevedibile una variazione di<br \/>\n        polarit\u00e0 del c.m.t. ogni venti periodi. Assumendo una<br \/>\n        durata di 10.000 anni per un singolo periodo di<br \/>\n        oscillazione del dipolo centrale, la durata media degli<br \/>\n        intervalli di polarit\u00e0 sar\u00e0 di circa 200.000 anni.<br \/>\n        Questi risultati presentano un discreto accordo con le<br \/>\n        osservazioni. <br \/>\n        Gli effetti planetari di una variazione della polarit\u00e0<br \/>\n        del c.m.t. non sono perfettamente noti, ma la<br \/>\n        documentazione geologica non sembra mostrare che questi<br \/>\n        periodici cambiamenti abbiano influenzato in modo<br \/>\n        comprovabile l&#8217;evoluzione geomorfologica e biologica del<br \/>\n        nostro pianeta. <br \/>\n        Le variazioni del campo magnetico terrestre sono ben note<br \/>\n        e in buona approssimazione prevedibili. In particolare il<br \/>\n        campo dipolare mostra attualmente una variazione del<br \/>\n        momento magnetico dello 0,05% ogni anno, ed una deriva<br \/>\n        verso ovest di 0,05 gradi di longitudine\/anno con un<br \/>\n        periodo di 1200-1800 anni.\u00a0 <br \/>\n        Il campo irregolare presenta una deriva (attualmente<br \/>\n        verso ovest) di circa 0,2\u00b0 di longitudine per anno, con<br \/>\n        un periodo di circa 2000 anni, ed una variazione di<br \/>\n        intensit\u00e0 di circa 10 nT\/anno. <br \/>\n        Inoltre, avviene un trasferimento di energia dal campo<br \/>\n        magnetico dipolare a quello irregolare di circa 0,06% del<br \/>\n        c.m.t. totale ogni anno. <\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE <br \/>\n        Armando Norinelli (1982) &#8211; <i>Elementi di geofisica<br \/>\n        applicata<\/i>. P\u00e0tron editore. <br \/>\n        Livio Trevisan e Gaetano Giglia (1982) &#8211; <i>Introduzione<br \/>\n        alla geologia<\/i>. Pacini editore. <br \/>\n        Owen M. Phillips (1985) &#8211; <i>La geofisica<\/i>. Biblioteca<br \/>\n        della EST &#8211; Mondadori. <br \/>\n        Alfondo Bosellini (1984) &#8211; <i>Tettonica delle placche e<br \/>\n        geologia<\/i>. Italo Bovolenta editore. <br \/>\n        Paolo Gasparini e Marta S.M. Mantovani (1984) &#8211; <i>Fisica<br \/>\n        della Terra solida<\/i>. Liguori editore.\u00a0\u00a0 <br \/>\n        Forese Carlo Wezel (1994) &#8211; <i>Dal nero al rosso: dentro<br \/>\n        il pulsare della Terra<\/i>. Sperling &amp; Kupfer. <br \/>\n        \u00a0 <br \/>\u00a0<br \/>\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":174,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-1448","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geologia-e-geografia-geologia-e-geografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1448","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/174"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1448"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1448\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}