{"id":1406,"date":"2000-04-07T00:00:00","date_gmt":"2000-04-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1406","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/1406\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la lava dell&#8217;Etna \u00e8 cos\u00ec densa e scorre pi\u00f9 lentamente rispetto a quella di altri vulcani?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La velocit\u00e0 di scorrimento di una lava dipende principalmente<br \/>\n        dalla densit\u00e0 della roccia fusa. La densit\u00e0 di una roccia<br \/>\n        vulcanica (fusa oppure consolidata) dipende dalla sua composizione chimica<br \/>\n        nonch\u00e9 dalla tessitura della roccia, dalla presenza di vuoti e<br \/>\n        pori, dal contenuto in acqua, ecc. (spesso queste caratteristiche sono<br \/>\n        legate tra loro perch\u00e9, per es. un magma viscoso si libera pi\u00f9<br \/>\n        difficilmente della sua componente gassosa &#8211; principalmente vapore acqueo).\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> I petrografi distinguono le rocce magmatiche (quasi esclusivamente composte<br \/>\n        da silicati) in rocce acide e basiche quando il contenuto in silice (SiO<font size=\"-2\">2<\/font>)<br \/>\n        \u00e8 superiore al 65%, oppure compreso tra 45 e 52% rispettivamente.<br \/>\n        Le rocce dal contenuto in silice compreso tra 52 e 65% prendono il nome<br \/>\n        di intermedie (esempio, le rocce vulcaniche dette andesiti).\u00a0\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n        Un esempio di roccia basica (effusiva) \u00e8 il basalto, composto essenzialmente<br \/>\n        da plagioclasi ricchi in calcio, da pirosseni e da olivina, oltre ad altri<br \/>\n        minerali occasionalmente presenti (per esempio l&#8217;orneblenda). Il basalto<br \/>\n        \u00e8 una roccia piuttosto densa (tra 2,9 e 3,1) e allo stato fuso<br \/>\n        \u00e8 particolarmente fluida e facilmente degassabile, cosa che ne<br \/>\n        favorisce lo scorrimento superficiale, lento o veloce a seconda della<br \/>\n        pendenza. La lava basaltica, tipica di vulcani come quelli Hawaiani o<br \/>\n        come l&#8217;Etna, presenta temperature relativamente elevate (superiori ai<br \/>\n        1000 \u00b0C). Un vulcano basaltico presenter\u00e0 un tipo di eruzione<br \/>\n        prevalentemente effusiva, con scorrimento copioso e tranquillo di lave<br \/>\n        molto calde.\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n        Una roccia effusiva acida \u00e8 invece la riolite (o liparite), costituita<br \/>\n        da quarzo, feldspati alcalini e alcali-calcici e da pochi minerali femici<br \/>\n        (cio\u00e8 ferromagnesiaci, pi\u00f9 comuni nelle rocce basiche).<br \/>\n        La lava riolitica ha densit\u00e0 pi\u00f9 bassa del basalto (tra<br \/>\n        2,5 e 2,8) e temperature inferiori a 1000 \u00b0C. Essa \u00e8 comune<br \/>\n        nei vulcani dell&#8217;arcipelago delle Eolie. La lava riolitica \u00e8 meno<br \/>\n        densa del basalto e pi\u00f9 viscosa. Spesso consolida formando vetro<br \/>\n        vulcanico (ossidiane). Perde la sua componente volatile con difficolt\u00e0<br \/>\n        producendo rocce bollose e porose (pomici), dando luogo ad eruzioni piroclastiche,<br \/>\n        esplosive, con produzione di lapilli, scorie, ceneri e bombe vulcaniche.\u00a0\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n        Il tipo di lava emessa, in un modo o nell&#8217;altro, da un vulcano dipende<br \/>\n        dal contesto geologico. Il tipo di vulcanismo ha a che fare con il quadro<br \/>\n        geodinamico regionale o continentale, per esempio il vulcanismo pu\u00f2<br \/>\n        ricorrere in prossimit\u00e0 dei margini tra le placche, ovvero all&#8217;interno<br \/>\n        di una placca stabile (vulcanismo intraplacca). Il chimismo delle lave<br \/>\n        dipende inoltre dalla natura delle rocce attraversate dalla lava durante<br \/>\n        la risalita verso la superficie: i prodotti assimilati possono modificare<br \/>\n        la composizione originale del magma (che in profondit\u00e0, nel mantello,<br \/>\n        \u00e8 comunque basaltico).\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n        I vulcani italiani come il Vesuvio o i Campi Flegrei, i vulcani eoliani<br \/>\n        (come Stromboli o Vulcano), l&#8217;Etna, presentano contesti geologici differenti.<br \/>\n        Alcuni sono dovuti per esempio allo scontro tra le placche litosferiche<br \/>\n        e alla loro subduzione e rifusione profonda (Vesuvio, Stromboli, Vulcano).\u00a0<br \/>\n        <br \/>\n        Il magma proiettato dal Vesuvio tra il 1631 ed 1944 sotto forma di pomici,<br \/>\n        ceneri e lapilli presenta un chimismo di tipo basaltico-alcalino (tefriti<br \/>\n        leucitiche). Sono magmi ricchi in silice ed in elementi alcalini (sodio,<br \/>\n        potassio), e poveri in calcio e magnesio, come invece si osserva per le<br \/>\n        lave, effuse in misura minore.\u00a0 <br \/>\n        Spesso l&#8217;acqua di falda, o quella marina, si insinua entro le camere magmatiche<br \/>\n        superficiali o nei condotti vulcanici dando luogo ad eruzioni di inaudita<br \/>\n        violenza (eruzioni freato-magmatiche).\u00a0\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Le eruzioni come quelle del Vesuvio del 79 d.C. (che port\u00f2 alla<br \/>\n        distruzione di Pompei ed Ercolano e alla formazione del Monte Somma) sono<br \/>\n        le pi\u00f9 pericolose, perch\u00e9 imprevedibili e violente, con<br \/>\n        formazione di ignimbriti (nel 1902 il vulcano Pel\u00e9e nella Martinica<br \/>\n        esplose producendo una nube di vapore surriscaldato misto a polveri ardenti<br \/>\n        che alla velocit\u00e0 di 160 chilometri orari invest\u00ec la citt\u00e0<br \/>\n        di Saint Pierre, distruggendola e uccidendo all&#8217;istante tutti i suoi quarantamila<br \/>\n        abitanti).\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"479\" vspace=\"6\" hspace=\"6\" height=\"392\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/esperti\/geo\/etna\/etna2.jpg\" alt=\"\"\/>L&#8217;Etna<br \/>\n        \u00e8 un tipico strato-vulcano. Quando inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0,<br \/>\n        tra 500 e 700 mila anni fa, il chimismo delle sue lave era basaltico,<br \/>\n        di tipo toleitico. Da quando il vulcano \u00e8 emerso dalle acque e<br \/>\n        ancora oggi, il chimismo delle lave \u00e8 cambiato e vengono effusi<br \/>\n        prevalentemente basalti alcalini. L&#8217;attivit\u00e0 effusiva \u00e8<br \/>\n        prevalente, ma i prodotti lavici sono intercalati a materiali piroclastici.\u00a0<br \/>\n        <br \/>\n        La lava basaltica del&#8217;Etna \u00e8 povera in silice, \u00e8 molto calda,<br \/>\n        densa e fluida, per cui le eruzioni sono tranquille e il percorso delle<br \/>\n        lave prevedibile. La velocit\u00e0 di scorrimento \u00e8 superiore<br \/>\n        a quella delle lave acide, pi\u00f9 ricche in silice e pi\u00f9 viscose<br \/>\n        e leggere.\u00a0 \n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le lave dei vulcani eoliani, come Stromboli, sono invece ricchissimi<br \/>\n        in silice\u00a0 ed in acqua (rioliti). La presenza della silice (e del<br \/>\n        vapore) rende pi\u00f9 leggera la lava e la rende pi\u00f9 viscosa.<br \/>\n        Come gi\u00e0 detto, ci\u00f2 provoca una pi\u00f9 difficile degassazione<br \/>\n        ed eruzioni pi\u00f9 violente, imprevedibili e potenzialmente distruttive.<br \/>\n        <br \/>\n        In definitiva, L&#8217;Etna produce lave pi\u00f9 dense e fluide perch\u00e9<br \/>\n        a chimismo basaltico, e ci\u00f2 dipende dal contesto geodinamico nonch\u00e9<br \/>\n        dalla natura dello strato di rocce attraversato dalla lava durante la<br \/>\n        risalita verso la superficie. <br \/>\n        \u00a0\n      <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, c&#8217;\u00e8 da osservare come il chimismo dei prodotti<br \/>\n        (non solo lavici) emessi da un vulcano cambia e si evolve nel corso della<br \/>\n        vita del vulcano, vita misurabile in migliaia o decine di migliaia di<br \/>\n        anni. Solitamente un vulcano inizia la sua attivit\u00e0 millenaria<br \/>\n        con prodotti lavici basaltici, poveri in silice e ricchi in ferro e magnesio.<br \/>\n        Al termine della sua vita, un vulcano produce lave pi\u00f9 ricche in<br \/>\n        silice (perch\u00e9 pi\u00f9 differenziate, a causa dei meccanismi<br \/>\n        di consolidamento e cristallizzazione frazionata che avvengono nella camera<br \/>\n        magmatica sottostante). La conclusione dell&#8217;esistenza di un vulcano vede<br \/>\n        lo svuotamento o il lento consolidamento della camera magmatica, la formazione<br \/>\n        di domi e la distruzione dell&#8217;edificio vulcanico superficiale a causa<br \/>\n        dell&#8217;aumento di esplosivit\u00e0. Infine, l&#8217;edificio collassa sotto<br \/>\n        il suo stesso peso formando una caldera, come le tante visibili, oggigiorno,<br \/>\n        nel Lazio e nella Campania, e spesso trasformate in tranquilli laghi craterici.\n      <\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<font size=\"2\"><span style=\"font-weight: bold;\"> Bibliografia<\/span><\/font>\n      <\/p>\n<ul>\n<li><font size=\"2\"> Rittmann A. (1944) &#8211; I vulcani e la loro attivit\u00e0. Rocca S.Casciano,<br \/>\n          Cappelli.1967<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\"> Negretti G., Di Sabatino B. (1983) &#8211; Corso di Petrografia. CISU<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\"> Bullard F.M. (1985) &#8211; I vulcani della Terra. Newton Compton editori.<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\"> Bosellini A. (1986) &#8211; Le scienze della Terra. Bovolenta editore.<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\"> D&#8217;Amico C., Innocenti F., Sassi F.P. (1987) &#8211; Magmatismo e metamorfismo.<br \/>\n          UTET<\/font><\/li>\n<li><font size=\"2\"> Cortini M., Scandone R. (1987) &#8211; Un&#8217;introduzione alla vulcanologia.<br \/>\n          Liguori.<\/font><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":174,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-1406","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-vulcanismo-e-terremoti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/174"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1406"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1406\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}